23 nov 2012

Come sopravvivere alle “brutte” figure

Oggi vi suggerisco un libro particolare, che parla appunto di tutte quelle figure che inevitabilmente facciamo e di cui ci vergogniamo. Il libro è “Figure di merda” di Roberto Esposito, per ridere delle figuracce e delle gaffe che facciamo.

Come sopravvivere alle “brutte” figure

Capita a tutti. Partite pensando questo, perché è vero. Anche se siete le persone più educate e a modo di questo mondo, prima o poi vi scapperà detto o farete qualcosa di ridicolo. E meno male, perché almeno le figuracce non guardano in faccia a nessuno e nessuno ne è immune.

Alcune figuracce tipiche:

·         Domandare come sta qualcuno senza sapere che è morto
·         Domandare come sta la moglie/il marito senza sapere che hanno divorziato
·         Cadere per terra di fronte a tutti, come un salame
·         Parlare male di qualcuno senza sapere che abbiamo di fronte un suo parente
·         Dire quello che proprio non ci piace e trovarcelo come regalo di Natale
·         Riciclare un regalo di Natale alla persona che ce l’aveva regalato
·         Dire frasi fatte che non si adattano a quella persona
·         Storpiare una parola


Questi sono solo alcuni esempi dello sterminato mondo delle brutte figure, per dire io una volta chiacchieravo con una persona e salutandola le dissi di “stare in gamba” per dirle di star bene. Nulla di male, se non che poco dopo restai fulminata, ricordandomi che era una persona in carrozzina, proprio perché non aveva le gambe. Mi sentii morire dalla vergogna, certo non l’avevo fatto apposta, ma insomma….

Secondo me alcuni modi per superare il disagio di una figuraccia sono in primis ricordarsi che capitano a tutti, cosa tutt’altro che scontata. Diciamo la verità, ogni volta che succede ci diciamo che siamo stupidi, esseri ignobili e disgraziati, insomma ci trattiamo così male per una cosa da nulla!

Secondo, impariamo a ridere di noi stessi. Invece di dirci “Ma guarda che stupido sono stato!” diciamoci “Pensa te che cosa mi è capitato, da non credere!”. All’inizio non è facile perché nessuno ci insegna a ridere di noi stessi e a prenderci meno sul serio, ma con il tempo sarà quasi un divertimento. Potete arrivare ad usare le vostre figuracce come aneddoti da raccontare (ad esempio, come ho fatto io) agli altri.

Alcune cose sono involontarie, c’è poco da fare. Ad esempio: il terreno è ghiacciato e cadete per terra nella maniera più goffa possibile. State certi che poco più in là ci sarà qualcuno che si mette a ridere. Voi v’indignerete, penserete a quanta gente maleducata e cafona c’è in giro ecc…ecc…ma l’assurdo è che, se capiterà a voi vedere qualcuno che cade, riderete pure voi! Si tratta di reazioni spontanee che difficilmente si riesce a trattenere, perciò non si tratta di essere maleducati o peggio, però almeno evitate di sganasciarvi!

In casi estremi, bastano delle scuse sincere. Se proprio ne avete detta una troppo grossa, è il caso di scusarvi con la persona in questione. Spiegate la vostra gaffe, capirà e vi farete magari anche due risate per l’equivoco. Altrimenti, si vede che deve ancora trovare il lato divertente delle brutte figure.

Lara Zavatteri