30 nov 2012

Come visitare la rassegna dei presepi di Ossana

L’ho già segnalato anche in precedenza ma la rassegna dei presepi ad Ossana, paese della val di Sole (Trentino) si ripete ogni anno, è tutta da scoprire e si scovano sempre belle novità artigianali, inoltre, apre proprio in questi giorni. Vi suggerisco di leggere anche l'ebook, disponibile anche in versione cartacea "I misteri di Natale" di Olivier Manitara.



Cos’è la rassegna. La rassegna si chiama “Incontri d’inverno.Magie sotto la neve” ed è giunta alla sua tredicesima edizione. Permette di scoprire percorrendo a piedi il paese di Ossana oltre un centinaio di presepi, allestiti all’interno di cornici suggestive come antiche stalle, masi, finestrelle delle abitazioni, cantine e molto altro.

I presepi. I presepi esposti sono realizzati artigianalmente da privati, ma anche scuole della zona, associazioni varie, gruppi provenineti sia dalla val di Sole sia da altre valli del Trentino e da diverse parti d’Italia. Se ne trovano di minuscoli e di enormi, uno in movimento (accanto alla chiesa con un orario d’apertura a parte) diversi anche per i materiali in cui sono stati concepiti, come il legno, il ferro, la plastica, il rame, ma anche la carta, le tegole usate sui tetti, la gommapiuma, tanto per citarne qualcuno. Ogni presepe è segnato con un numero, riportato su una mappa (basta rivolgersi all’Azienda di promozione turistica della val di Sole o su www.valdisole.net ) mentre di notte il percorso è illuminato per intero da una luce azzurra che fa da guida ai visitatori.


Visitare la rassegna è gratuito ed è possibile da oggi fino al giorno dell’Epifania con orario 10-23: ovviamente è molto più suggestivo il percorso notturno (temperature permettendo), ma la rassegna non è solo questo. Sono infatti previsti anche mercatino di artigianato locale e stand gastronomici dei prodotti tipici della valle, oltre ad attività per i bambini con la presenza di Babbo Natale e la Befana, tutte le date si possono trovare all’Apt.


Il percorso è chiuso al traffico, perciò dovrete lasciare la macchina un po’ distante. Alcuni parcheggi si trovano sia nella piazzetta accanto all’Ufficio turistico a Fucine o più giù verso il bocciodromo, o ancora risalendo (dopo il ponte) verso Ossana, ai piedi del castello di San Michele. C’è un po’ da camminare, ma ne vale la pena. L’itinerario non presenta grandi difficoltà, può essere fatto da persone anche anziane o portatrici di handicap con un po’ d’attenzione (se le strade dovessere essere sdrucciolevoli per il ghiaccio o la neve) e per quei luoghi come le stalle che magari hanno un gradino per entrare e quindi risultano più problematici, ad esempio, per persone in carrozzina. Un consiglio: prendete o scaricate dal sito la piantina, perché i presepi sono davvero molti e altrimenti rischiereste di perderne qualcuno.


Ci sono persone che hanno visitato la rassegna e in seguito sono diventate esse stesse creatrici di uno o più presepi poi esposti. Se avete creatività, amate la val di Sole e il Natale, non mancate l’appuntamento con la rassegna dei presepi ad Ossana, potreste proporre anche voi un originale presepe per il futuro, arricchendo di magia tutto il percorso.

Lara Zavatteri  

29 nov 2012

Come risparmiare regalando dolci e altri regali gastronomici


Oggi voglio suggerirvi un ebook che trovo utile per tutti per consentirvi di fare sempre bella figura e al contempo risparmiare quando dovete fare dei regali, per Natale o in altre occasioni, L’ebook è “Regali golosi” di Sigrid Verbert.


A breve comincerà la solita ressa per accaparrarsi i regali di Natale e immancabilmente salterà fuori qualche persona a cui proprio non sapete che cosa regalare. Ecco che fare dei regali gastronomici, come, per fare un esempio, dei biscotti fatti in casa e ovviamente confezionati adeguatamente per l’occasione può essere la soluzione.

Quando regalare dolci o appunto regali golosi fatti da noi:

  • Come detto, quando dobbiamo fare un pensierino e non abbiamo idea di cosa regalare. L’unico problema è cercare di non sbagliare, cercate di informarvi se la persona ha qualche intolleranza o potrebbero essere guai;
  • Alle persone particolarmente golose. Sotto Natale un po’ tutti regalano le classiche confezioni di cioccolatini che i golosi aspirano in breve tempo. Qualche dolce in più non farà che piacere;
  • Come regalo extra ai regali “normali”. Potete abbinare il vostro omaggio gastronomico ai regali tradizionali, come un tocco in più vostro e personalissimo;
  • A quelli che vi dicono che non capite nulla di cucina. Questa è cattivella, ma in fondo una rivincita la si può prendere anche a Natale. A queste persone fate i dolci più buoni del vostro repertorio e confezionateli in una maniera da pasticceria sopraffina. Resteranno di sasso;
  • Quando siete invitati per un pranzo, una cena oppure quando sono le altre persone a venire a casa vostra, ad esempio potete far trovare piccole confezioni artigianali di biscotti ad ogni commensale, accanto al suo piatto.

Insomma le situazioni sono molte, l’ebook inoltre spiega anche cosa si può preparare per persone celiache o per chi è vegetariano, insomma vi aiuta anche in questo senso così non rischierete di fare brutte figure.

Sotto Natale potete preparare biscotti speziati o glassati, alla cannella o al miele, oppure per non dover sfacchinare in cucina tutto il giorno vi basterà preparare una crema alla vaniglia o al cioccolato, tagliare il panettone o il pandoro a strati orizzontali e aggiungere la crema, “ricomporlo” e confezionarlo. Per chi ha denti buoni e ama il dolce in modo esagerato, fate caramellare dello zucchero e quando è fuso fatelo colare a piccole gocce su un piatto. Si raffredderà e si staccherà da solo, poi potrete prendere queste caramelline e inserirle in una carta colorata.

Un trucco a tavola. Vorreste fare presto a creare un dessert al cioccolato dalla forma natalizia? Comprate degli stampini a forma di albero o altri soggetti di Natale, di quelli che vanno riposti nel freezer. Poi prendete tutta la cioccolata che avete in casa, tutta della stessa qualità (cioè non fondente con cioccolato bianco) e fatelo sciogliere a fuoco lento, quindi versate negli stampini. Fate consolidare in freezer e togliete poco prima del dessert. Tra parentesi, potete utilizzare questo metodo anche quando, passate le feste, vi avanzano decorazioni in cioccolato, un modo diverso per sfruttarle ma che piacerà a tutti.

Lara Zavatteri

28 nov 2012

Come scrivere in breve


Cosa significa scrivere in breve? Di certo non usare il linguaggio degli sms “t kiamo dp” (ti chiamo dopo) ma capire come si può scrivere cercando di evitare i periodi troppo lunghi. A questo proposito vi consiglio un libro novità che trovate sul sito Il Giardino dei Libri “140 caratteri” di Dom Sagolla.

Come scrivere in breve

Prima di tutto, perché scrivere periodi brevi?

  • I periodi lunghi stancano chi legge. Se per capire di che cosa si sta parlando un lettore deve leggere venti righe, non lo farà.
  • Si perde il filo del discorso. Se state scrivendo un articolo o una storia, se vi addentrate in un periodo troppo lungo alla fine ne voi ne chi legge si ricorderà del tema principale, insomma di cosa esprimeva quella frase, quel periodo;
  • Spesso nei periodi troppo lunghi si accumulano aggettivi che non servono. Una delle regole del giornalismo è quella di usare pochi aggettivi, mentre quando si scrive in periodi lunghi, chissà perché, si ha la tendenza a renderli ancora più lunghi e barbosi aggiungendo una quantità spropositata di aggettivi;
  • Le descrizioni eterne annoiano come non mai. Nelle storie, nei romanzi o nei racconti, a volte ci si trova di fronte a descrizioni di paesaggi, persone ecc... lunghe anche una pagina. Va bene cercare di rendere partecipe il lettore di un’atmosfera, cercare di fargli comprendere le caratteristiche di un paesaggio, ma quando è troppo si arriva al punto di evitare di leggerle.

Come scrivere in breve. Avete mai visto il film “Good Morning Vietnam”? Se non l’avete visto, uno speaker radiofonico, Adrian (Robin Williams) s’innamora di una vietnamita e finge di essere un insegnante di inglese. Capita in questa classe in cui nessuno capisce un tubo ed esordisce facendo capire che per le vie di New York nessuno li fermerà chiedendo “Mi scusi vorrei del pane nonché del burro” ma casomai dirà “Qua la mano, come va fratello?”. Questo per far capire che scrivere in breve significa anche scrivere un po’ come si parla, limando le pomposità e scrivendo l’essenziale.

Imparate a dire tutto con un tot di caratteri, ad esempio i famosi 140 del libro e di Twitter. Provate a scrivere una storia breve usando solo questi caratteri, nemmeno uno in più. Può essere un buon esercizio perché dovrete continuamente togliere caratteri, se siete persone che scrivono troppe frasi e troppo lunghe.

Osservate il parlato. Come ho detto prima, quando si parla si usano molte meno parole e più semplici, immediatamente capibili. Certamente non si può pensare di trascrivere esattamente il parlato in una narrazione (a meno che non si tratti di un discorso tra i personaggi) ma vi renderete conto di come parliamo per sottintesi, abbreviando e così via. I fronzoli nel parlato non esistono.

Domandatevi, ma io l’ho capito? Rileggete quello che avete scritto e fatevi questa domanda. Se la risposta è no, dovete togliere, eliminare righe, snellire passaggi sia che si tratti di un pezzo per un giornale sia di un racconto. Se scrivete per il web, a volte è ancora più importante imparare a scrivere tutto in poche righe. Potreste dover scrivere un articolo di attualità o di benessere in 200 caratteri, perché l’attenzione del lettore su Internet a volte è limitata e tende a scorrere tutto velocemente.



27 nov 2012

Come realizzare una brochure con Scribus


Scribus è un software che trovate in Rete e che potete scaricare totalmente gratuitamente per creare brochure, ma anche biglietti da visita, newsletter e molto altro in modo semplice, veloce e guidato. Ecco come fare. Leggete, per personalizzare ulteriormente i vostri lavori anche il libro "Creare e decorare con la carta" di Fiona Jones. 

Come realizzare una brochure con Scr


Perché usarlo. Ovviamente se volete creare una brochure potete anche decidere di optare per una tipografia tradizionale che saprà offrirvi il massimo della qualità, ma i costi saranno molto più elevati. Perciò, se scegliete il fai da te, optate per questo programma e decidete anche quale tipo di carta utilizzare. Potete usare la normale carta che trovate inserita nella stampante oppure passare in cartoleria e comprare della carta fotografica o carta pergamena, cioè più spessa, o farvi consigliare in negozio sulla grammatura migliore per la carta che userete.

Per impratichirvi, usate un modello esistente. Quando avete installato Scribus sul vostro computer e lo aprite, per capire come usarlo iniziate dai modelli preimpostati dal programma e solo in seguito createne voi di nuovi. In questo modo potrete capire bene il funzionamento e imparare dai vostri errori.

Quando si apre la schermata del software, con il mouse cliccate sulla linguetta posta in alto con la scritta “nuovo da modello” e vi apparirà una colonnina all’estrema sinistra con i vari tipi di documenti pre impostati tra cui scegliere, ad esempio appunto le brochure, ma anche cartoline o poster e così via. Quando avrete cliccato gli esempi appaiono a lato, scorreteli per trovare quello che fa al caso vostro e quando l’avete trovato cliccateci sopra due volte.

Il modello scelto si apre, essendo preimpostato vedrete già disegnati gli spazi, inserite delle immagini e insomma avrete di fronte una brochure vera e propria. Dovrete lavorare per togliere il testo e le immagini standard sostituendole con il vostro materiale. Per modificare il testo, ad esempio, portatevi nello spazio con le scritte e cliccate il tasto destro del mouse, dal menù che vedete scegliete l’opzione “modifica testo”. Si apre una finestrella con il testo attuale, cancellatelo, scrivete il vostro testo e cliccate in alto sul segno di spunta verde e il vostro testo personalizzato è inserito. Fate così per tutte le parti di testo che volete modificare.


Per le immagini fate la stessa cosa ma dal menù scegliete “carica immagine” scegliendo quindi la fotografia da inserire tra quella che avete archiviato sul vostro computer e le vedrete nello spazio apposito. Nella barra sopra il foglio potete personalizzare ulteriormente la brochure utilizzando i diversi pulsanti ad esempio per inserire forme o far ruotare gli elementi, cambiare i colori e molto altro, anche navigando tra le opzioni della barra dei menù. Potete quindi stampare per vedere l’effetto, eventualmente modificare e salvare volendo anche in formato pdf. Per creare dal nulla la vostra brochure quando il programma si avvia cliccate su “nuovo documento” iniziando a stabilire margini, pieghe, falde e così via, dovrete “smanettare” un po’ per capire come funziona ma avrete fatto tutto da soli.

Se il programma vi soddisfa, oltre che per le brochure utilizzatelo anche per gli altri usi che ho elencato, come i biglietti da visita. Il costo in pratica è solo quello della stampa dalla vostra stampante e potete personalizzare tutto come volete.


Lara Zavatteri

26 nov 2012

Come prendere appunti: 10 consigli

Dopo i nostri consigli riguardanti la gestione del tempo nello studio da oggi inizieremo una serie di consigli sullo studio riguardanti come prendere appunti.

10 CONSIGLI PER PRENDERE APPUNTI

come prendere apunti

In questa prima parte inizieremo con alcuni suggerimenti di base:
  1. Gli appunti si prendono per usarli! E' quindi inutile prendere appunti così tanto per fare oppure appunti sconclusionati o illeggibili che dovrai buttare nel cestino;
  2. Scrivi sempre la data sul foglio degli appunti;
  3. Segnati il nome della lezione o del professore;
  4. Segnati l'argomento della lezione;
  5. Numera sempre le pagine degli appunti 1,2,3 ...;
  6. Ascolta e annotati solo le idee e i concetti chiave, non cercare di scrivere parola per parola perché è impossibile! Rischi di perdere il filo del discorso;
  7. Inizia a sviluppare un tuo stile personale nel prendere appunti che abbia un senso per te e che sia riconoscibile anche quando rivedrai gli appunti dopo una o più settimane;
  8. Sviluppa un tuo "codice" personale ad esempio:
  • sottolinea o evidenzia i punti principali enfatizzati dall'insegnante;
  • metti un asterisco su concetti o parole nuove che non conosci e che vuoi rivedere o approfondire più avanti;
  • usa il maiuscolo per scrivere un nuovo sottotitolo quando il professore cambia argomento;
  • usa delle abbreviazioni per le parole ricorrenti;
  • usa un simbolo speciale (come #) ogni volta che viene fatto un esempio. In questo modo sarà più facile riconoscerli all'interno degli appunti.
     9. Usa un foglio A4 per prendere appunti, in questo modo ci sarà abbastanza spazio e sarà più facile   catalogare gli appunti in un quaderno ad anelli per esempio;

    10. Usa fogli adatti al tuo stile di scrittura! Nella maggioranza dei casi è utile usare fogli che abbiano dei margini laterali che potrai utilizzare per scrivere titoletti o annotazioni speciali. Se tendi ad essere disordinato scegli fogli a righe o a quadretti che ti aiutino a mantenere ordine sul foglio, altrimenti anche un foglio bianco è ok. Scritto da: Studiarefacile.it

Come pensare ad una casa prefabbricata

Premetto che non sono un ingegnere e quindi non mi addenterò in dati tecnici riferiti a questo tipo di abitazioni, ma cercherò di fornire un quadro su cosa sono questi edifici e di fornire altre informazioni utili. Vi consigli anche di leggere l’ebook “La prefabbricazione” di Fulvio Santagati.


Come pensare ad una casa prefabbricata

Cos’è una casa prefabbricata. Una casa prefabbricata è in sostanza una casa come tutte le altre, con la differenza che viene realizzata altrove e poi montata successivamente sul luogo. In pratica mentre per la costruzione di un’abitazione tradizionale tutto avviene sul luogo in cui sorgerà la casa, per questa tipologia sul luogo dove si ergerà, si getteranno le fondamenta e in seguito si monteranno i differenti pezzi creati altrove.


I materiali. Ultimamente quando si parla di case prefabbricate ci si riferisce prevalentemente a quelle in legno, anche se come materiali usati si trovano anche il calcestruzzo o il cemento metallo. Per quanto riguarda il legno, oltre ad essere un materiale esteticamente bello da verdersi e da collocare in qualunque contesto, è un materiale eco compatibile, resiste bene al fuoco e ai terremoti e ne esistono varie tipologie.

Quanti tipi? Esistono in commercio vari tipi di case prefabbricate, ad esempio a più piani o con un unico piano, o ancora differenti per come gli spazi saranno suddivisi all’interno dell’abitazione. Dipende ovviamente dalle vostre esigenze, da quante persone la casa dovrà accogliere, se vi servirà un ulteriore spazio per la vostra attività lavorativa e così via. Oltre alle case inoltre vengono realizzati edifici prefabbricati anche per ville o per prefabbricati industriali.

Tempi e costi. I tempi per la consegna di una casa prefabbricata sono notevolmente ridotti rispetto a quelli per la costruzione in cantiere di una casa “tradizionale”, si può arrivare ad avere la propria casa finita e montata (compresa di tutti gli allacciamenti di acqua, gas ecc…) nel giro di pochi mesi. Per i costi, tenendo sempre presente che dipendono dai modelli, dalle caratteristiche e dalle aziende che li produce, anche in questo caso il tutto costa meno rispetto ad una casa “normale”, se ne trovano mediamente a circa 1.000 euro al metro quadrato, ma anche a meno. Dovrete fare i conti per capire innanzitutto di quanto spazio avete bisogno e valutare.

Fate un giro su Internet e non solo. Se inserite sul motore di ricerca di Google “case prefabbricate” vi compariranno subito decine di pagine. In alto o a lato trovate gli annunci delle aziende, ma prima visitate blog e forum per capire bene come sono fatte le abitazioni e magari trovare qualcuno che già si è affidato a questa soluzione. Su vari siti di aziende esiste la possibilità di scaricare il catalogo o richiedere gratuitamente un preventivo, così da farvi un’idea. Se trovate fiere del settore (un posto dove se ne potrebbe parlare è la fiera Klima House a Bolzano a gennaio 2013) visitatele o passate nelle aziende che c’interessano maggiormente per vedere le case in esposizione o richiedere altre informazioni.

Per chi sono adatte. Praticamente per tutti, soprattutto se non avete uno spazio vostro da poter ristrutturare, i costi delle case sono troppo proibitivi (vero!) e cercate una soluzione che potrebbe anche farvi risparmiare. Naturalmente, dovrete avere almeno un terreno dove posizionare la vostra casa prefabbricata.

Lara Zavatteri


23 nov 2012

Come sopravvivere alle “brutte” figure

Oggi vi suggerisco un libro particolare, che parla appunto di tutte quelle figure che inevitabilmente facciamo e di cui ci vergogniamo. Il libro è “Figure di merda” di Roberto Esposito, per ridere delle figuracce e delle gaffe che facciamo.

Come sopravvivere alle “brutte” figure

Capita a tutti. Partite pensando questo, perché è vero. Anche se siete le persone più educate e a modo di questo mondo, prima o poi vi scapperà detto o farete qualcosa di ridicolo. E meno male, perché almeno le figuracce non guardano in faccia a nessuno e nessuno ne è immune.

Alcune figuracce tipiche:

·         Domandare come sta qualcuno senza sapere che è morto
·         Domandare come sta la moglie/il marito senza sapere che hanno divorziato
·         Cadere per terra di fronte a tutti, come un salame
·         Parlare male di qualcuno senza sapere che abbiamo di fronte un suo parente
·         Dire quello che proprio non ci piace e trovarcelo come regalo di Natale
·         Riciclare un regalo di Natale alla persona che ce l’aveva regalato
·         Dire frasi fatte che non si adattano a quella persona
·         Storpiare una parola


Questi sono solo alcuni esempi dello sterminato mondo delle brutte figure, per dire io una volta chiacchieravo con una persona e salutandola le dissi di “stare in gamba” per dirle di star bene. Nulla di male, se non che poco dopo restai fulminata, ricordandomi che era una persona in carrozzina, proprio perché non aveva le gambe. Mi sentii morire dalla vergogna, certo non l’avevo fatto apposta, ma insomma….

Secondo me alcuni modi per superare il disagio di una figuraccia sono in primis ricordarsi che capitano a tutti, cosa tutt’altro che scontata. Diciamo la verità, ogni volta che succede ci diciamo che siamo stupidi, esseri ignobili e disgraziati, insomma ci trattiamo così male per una cosa da nulla!

Secondo, impariamo a ridere di noi stessi. Invece di dirci “Ma guarda che stupido sono stato!” diciamoci “Pensa te che cosa mi è capitato, da non credere!”. All’inizio non è facile perché nessuno ci insegna a ridere di noi stessi e a prenderci meno sul serio, ma con il tempo sarà quasi un divertimento. Potete arrivare ad usare le vostre figuracce come aneddoti da raccontare (ad esempio, come ho fatto io) agli altri.

Alcune cose sono involontarie, c’è poco da fare. Ad esempio: il terreno è ghiacciato e cadete per terra nella maniera più goffa possibile. State certi che poco più in là ci sarà qualcuno che si mette a ridere. Voi v’indignerete, penserete a quanta gente maleducata e cafona c’è in giro ecc…ecc…ma l’assurdo è che, se capiterà a voi vedere qualcuno che cade, riderete pure voi! Si tratta di reazioni spontanee che difficilmente si riesce a trattenere, perciò non si tratta di essere maleducati o peggio, però almeno evitate di sganasciarvi!

In casi estremi, bastano delle scuse sincere. Se proprio ne avete detta una troppo grossa, è il caso di scusarvi con la persona in questione. Spiegate la vostra gaffe, capirà e vi farete magari anche due risate per l’equivoco. Altrimenti, si vede che deve ancora trovare il lato divertente delle brutte figure.

Lara Zavatteri

22 nov 2012

Come guadagnare con le dispense online


Avete presente gli insegnati che aiutano gli studenti con qualche ora di ripasso e approfondimento sulla materia in cui l’alunno non è particolarmente ferrato? Oggi il tempo è poco ma la tecnologia può venirvi in aiuto. Vi consiglio di leggere l’ebook “Il tuo primo ebook” di Paolo Console.

Come guadagnare con le dispense online

Per chi è quest’idea. Genericamente per gli insegnanti di qualsiasi materia che vogliono aiutare ragazzi che zoppicano un po’ su quella stessa materia fornendo gli strumenti necessari tramite una dispensa. Possono essere bambini dalle elementari alle superiori, ma volendo si possono rendere disponibili anche a studenti universitari.

Cosa sono le dispense online. Sono delle dispense in formato pdf (o altro) che vengono prima scritte dal docente e poi rese disponibili in vari modi agli studenti che le richiedono, oppure ai genitori che ne hanno sentito parlare e desiderano acquistarle. La prima regola per iniziare a scrivere è, ovviamente, conoscere bene la materia. Sarebbe assurdo, inutile e controproducente che un insegnante di italiano e storia si cimentasse in un lavoro sulla matematica. Magari è anche quella una materia che l’appassiona, ma deve attenersi a ciò in cui è specializzato.

Prima di iniziare, sarebbe buona cosa scoprire quali sono le principali difficoltà che un ragazzo può manifestare in quella materia. Per fare un esempio, se comporre un tema non è il suo forte, questo potrebbe essere il concetto su cui improntare tutta la dispensa, oppure se non riesce a ricordare le date degli avvenimenti storici, ecco un altro suggerimento. Partite dai problemi e offrite strumenti validi per risolverli.

Restando sulla difficoltà di svolgere un tema, la dispensa dovrà trattare tutti gli argomenti utili ad un ragazzo per migliorarsi in questo settore. Iniziate genericamente spiegando come si compone un tema e nello specifico spiegando come affrontare le descrizioni (di paesaggi) come caratterizzare le persone, come riuscire a scrivere i giusti aggettivi e a non abusarne, come seguire dal principio alla fine un filo logico, senza perdersi in pensieri troppo ingarbugliati che allontanano dal discorso principale. Oltre a queste nozioni, affiancate degli esempi pratici, scrivendo cosa non bisogna fare e invece cosa è corretto.

Quando potete, scrivete anche dei trucchi per la memoria, ad esempio per ricordare le date storiche un esempio potrebbe essere quello di associarla a qualcosa di familiare. Colombo scoprì l’America nel 1492, per ricordare la data corretta si potrebbe associare il 14 con l’età di qualcuno (una sorella, ad esempio) e il 92 con l’anno di nascita di qualcun altro (un cugino, un amico) e così via. Scrivete gli errori ortografici più comuni, quelli cui bisogna stare più attenti, così che lo studente li abbia bene a mente e li controlli prima di consegnare il suo scritto.

Diverse dispense a seconda dell’età. Ovviamente se scrivete una dispensa per i bambini delle elementari il tono dovrà essere più semplice, la dispensa più breve e con l’inserimento di colori e disegni che aiutino a capire i concetti e allo stesso tempo divertano, mentre per ragazzi più grandi potete dilungarvi maggiormente, magari anche con dei link da consultare.

Come metterla in vendita. Potete optare per pubblicarla come una sorta di ebook e metterla in vendita a chiunque usando una delle molte piattaforme di self publishing disponibili, oppure spedirla via mail quando vi viene richiesta. Abbinate un blog in cui date consigli (ovviamente diversi da quelli scritti nel documento), dove chi naviga e i vostri studenti potranno capire come accedere alla dispensa, eventualmente come richiederla e come contattarvi (via mail o Facebook) per eventuali chiarimenti.

Lara Zavatteri

21 nov 2012

Come non buttare via quasi nulla

Riciclare e dare nuova vita alle cose che normalmente buttiamo via, ma anche non sprecare nulla e trovare nuovi modi per utilizzare ciò che altrimenti finirebbe nella spazzatura. Ecco alcuni consigli. Potete leggere anche il libro “Rifiuto: Riduco e Riciclo perVivere Meglio-Guida alle buonepratiche” di Stefano Montanari.

Come non buttare via quasi nulla
Avanzi di cibo. Una cosa che di solito avanza anche in maniera abbondante è il pane. Potete utilizzarlo nuovamente, basta scaldarlo perché torni friabile, oppure lo potete usare per creare delle ricette gustose, come i canederli trentini che sono appunto a base di pane, in cucina lo potete usare per fare crostini per zuppe e minestre (tagliandolo e riscaldandolo in forno). Potete anche aiutare gli animali durante questi mesi freddi, durante i quali per loro è più difficile trovare del cibo. Se avete un balcone prendete un contenitore in plastica o un sottovaso delle piante (purché non sia troppo alto) e sbriciolate i pezzetti di pane all’interno. Cercate di fare pezzettini piccoli perché gli uccellini non riescono a sollevare in volo pezzi grossi. Al contrario, se notate che alla vostra mensa improvvisata arrivano soprattutto uccelli grandi, come corvi o merli, tagliate il pane in pezzi più grandi. Lasciate anche un piccolo contenitore con dell’acqua poco distante e abbiate cura di posizionare il tutto in un luogo facilmente visibile ma lontano dai pericoli (come la presenza di gatti). Potete aggiungere pane ogni sera e vedrete come riuscirete ad avere tanti piccoli commensali quando la voce si spargerà!

Allo stesso modo potete utilizzare il pane tagliato in pezzi più grandi, ma anche pezzi di carne, verdure o frutta e altro che avete scartato per aiutare gli animali selvatici, come caprioli, camosci, cervi, volpi, se abitate in prossimità di luoghi dove transitano questi animali. Abbiate cura di scegliere un luogo lontano dai rumori e lasciate il cibo in posto dove non si deteriorerà anche se dovesse piovere o nevicare, ad esempio tra le radici di un grosso albero.

Agrumi. Avete utilizzato solo metà limone e l’altra non sapete come non buttarla? Potete usare il limone aggiungendolo nell’acqua quando lavate i piatti, infatti si tratta di un ottimo sgrassante, oppure potete creare un piccolo pour pourri, vi basta aggiungere nella metà tagliata dei chiodini di garofano perché la casa profumi. Potete anche svuotare la metà di un agrume (anche le arance), usare la polpa per condire qualche piatto e far asciugare la metà inserendo all’interno dei vecchi giornali. Lasciate in posa per qualche giorno, quando sono asciutti togliete i giornali e avrete una piccola scatolina porta tutto completamente naturale.

I contenitori in alluminio li potete lavare, asciugare e dipingere (se volete) utilizzandoli per riporre erbe e spezie in cucina o tutte le piccole cose che altrimenti nello studio vanno sempre a perdersi, come gomme, elastici, graffette e via dicendo. Se avete rotto un bicchiere di vetro, o comunque un contenitore di questo materiale abbastanza largo, non buttatelo. Potrete usarlo a primavera per piantare piccole piante o fiori sul terrazzo o per contenere i semi che poi pianterete nell’orto o nel giardino.

Tutto il packaging, cioè il polistirolo e il cartone con cui arrivano i pacchi che ordinate, potete utilizzarlo per lavoretti creativi e il polistirolo anche per ritagliare forme e decorazioni natalizie da appendere. Basta avere un po’ di fantasia.

Lara Zavatteri

20 nov 2012

Come formarsi nell’edilizia green



Climabita è una fondazione nata da un’idea di Norbert Lantschner, già direttore dell'Agenzia Casa Clima, per promuovere tematiche, eventi e formazione legati al mondo della sostenibilità e dell’efficienza energetica in edilizia. Per saperne di più su questi temi vi consigliol'ebook "L'idea della DTM Green Haus per una casa in bioedilizia in legno made in Italy" di Fulvio Santagati

Il corso. Si tratta di un corso di primo livello dal titolo “Abitare Green” che appunto esplorerà in vari moduli tutto ciò che c’è da sapere per avere un quadro completo sulla sostenibilità (tecnologie impiegate, materiali), l’efficienza energetica e il comfort in edilizia e all’interno delle abitazioni, il tutto puntando alla realizzazione di edifici sempre più green, poco impattanti per l’ambiente e che consentono di risparmiare. Si tratteranno anche temi inerenti l’isolamento, l’acustica e altri aspetti interni ed esterni degli edifici, oltre alle fonti di energia rinnovabile.


A chi è rivolto il corso. Il corso di formazione si rivolge ai progettisti che intendono avvicinarsi a queste tematiche, applicandole poi al loro lavoro, quindi periti, geometri, ingegneri (ambientali, ma anche civili ecc...). Si rivolge anche a chi lavora nel capo dell’edilizia e vuole applicare nuove tecnologie nel suo lavoro.


In aula oppure online. Il corso è previsto per i primi di dicembre e si può scegliere di frequentare direttamente in aula, nella città di Trento, oppure per chi ha difficoltà o vive troppo lontano è prevista anche la possibilità di frequentare il corso di formazione via Internet, anche se i posti sono limitati e occorre perciò iscriversi al più presto.

A cosa serve. Oltre ad imparare o approfondire meglio determinate tematiche legate al costruire sostenibile, il corso è un ottimo biglietto da visita (ormai si guarda sempre più con attenzione a coloro che conoscono metodologie e tecniche del costruire green) e arricchirà il vostro curriculum professionale.

Il legno. Il legno è uno di quei materiali che specialmente in questi ultimi anni si sta riscoprendo per la costruzione degli edifici. Tra le sue caratteristiche c’è una buona resistenza sismica (non a caso le casette costruite a l’Aquila dopo il terremoto del 2009 sono appunto in legno) e al calore. Alcuni anni fa fu fatta una prova in merito al progetto Sofie con un edificio in legno sul quale veniva appiccato il fuoco, dimostrando una grandissima resistenza da parte di questo materiale, anche se non lo si direbbe mai. Insomma come materiale il legno è sostenibile, amico dell’ambiente e presenta diverse priorità, tra cui anche la leggerezza, che lo predispongono ad essere uno tra i materiali preferiti nella costruzione green.

 I lavori verdi. Oltre alle professioni elencate sopra, si fanno strada altri lavori legati alla sostenibilità, come il certificatore energetico (la certificazione è obbligatoria quando si vende un edificio o anche solo una parte di esso) o l’ecoauditor, ovvero un professionista che all’interno di un’azienda ne verifica impianti e processi produttivi controllando se sono in linea con le norme ambientali. Le nuove fonti energetiche, invece, possono essere studiate anche da professionisti come l’ingegnere elettrico o dei materiali.

Per avere tutte le informazioni sul corso di Climabita, sui costi e sulle modalità di partecipazione vi rimando al sito di Climabita che trovate all’indirizzo Internet

http://www.climabita.it/
con molte altre informazioni su convegni, eventi e attività di questa realtà.

Lara Zavatteri

19 nov 2012

Come acquistare un libro e fare del bene agli animali

Amici per sempre. Storie vere di animali


Oggi, in tema anche con l’atmosfera natalizia che si comincia a respirare e che porta a voler iniziare a pensare ai regali, vi voglio parlare di un’iniziativa particolare di cui sono promotrice, si tratta di un’antologia di racconti con protagonisti assoluti gli animali, gli autori non ricevono nessun diritto con l’acquisto del libro, diritti che invece vengono devoluti all’Associazione Canile di Naturno Onlus (Bz).


Il libro s’intitola “Amici per sempre. Storie vere di animali” e raccoglie racconti nati dalla penna di sedici scrittori italiani, provenineti da varie zone della Penisola. L’ideatrice di questa inziativa sono io che ho contribuito con un racconto, le altre persone coinvolte sono Karin Bertagnolli, Susanna Polimanti, Serena Versari, Roberto Tartaglia, Massimiliano Lamberti, Bruno Agosti, Rosaria Andrisani, Rossella Saltini, Stefano Festi, Antonella Senese, Donata Rotondo, Anna Maria Ariaudo, Lorenzo Spurio, Sandra Morara e Cristina Hueller.


Di cosa parla il libro. L’antologia racconta, come suggerisce il titolo, storie vere di animali, nulla insomma è stato inventato. A volte sono storie che commuovono, altre volte strappano un sorriso, tutte sono ispirate a ricordi o alla vita insieme agli amici a quattro zampe, con inserti di immagini qualora l’autore ha voluto completare il suo racconto con la fotografia dell’animale di cui ha scritto.


Perché una raccolta benefica. Su ogni copia acquistata l’Associazione Canile di Naturno Onlus riceverà i diritti d’autore che saranno utilizzati per portare avanti le attività di questa struttura, impegnata da anni a promuovere il benessere degli amici pelosi-cani ma anche gatti- che ospita. Si tratta insomma di un modo concreto per dare una mano all’associazione, semplicemente acquistando una o più copie, può essere infatti un bel regalo di Natale e un dono certamente apprezzato da quanti amano gli animali.


Un'altra caratteristica di questa antologia è la partecipazione di scrittori provenienti , come anticipato, da tutta Italia. Persone che hanno già pubblicato romanzi, racconti o poesie, autori emergenti del panorama letterario che hanno voluto partecipare all’iniziativa per aiutare una struttura del Nord Italia che idealmente ha unito però le firme di autori di varie zone del nostro Paese.


Come saperne di più e come acquistarlo. Per conoscere l’Associazione Canile di Naturno Onlus è possibile visitare il sito Internet all’indirizzo  http://www.canilenaturno.org/ mentre per saperne di più sul libro è attivo il blog http://amicipersemprestorieveredianimali.blogspot.it/  da dove ci si può iscrivere e diventare fan anche sulla pagina Facebook, così da restare sempre aggiornati.


Per acquistarlo, si può procedere online sul sito di Youcanprint (consultate anche le differenti tipologie di pagamento a fondo pagina)
http://www.youcanprint.it/youcanprint-libreria/narrativa/amici-sempre-vari.html,  (sezione narrativa) presto anche su Ibs.it e altri store online, mentre sul blog sopracitato trovate anche gli indirizzi delle librerie fisiche di tutt’Italia dove il libro si può ordinare.


Un bel gesto che per Natale può far piacere a tutti coloro che amano gli animali e che vi farà fare una buona azione nei confronti di animali che, mentre attendono una nuova famiglia, hanno il diritto di vivere nel modo migliore possibile grazie alle cure e alla dedizione dell’associazione. Gli animali, come dice il titolo, sono amici per sempre. Aiutiamoli con un gesto concreto, acquistando un libro per le prossime festività.

16 nov 2012

Le Parole degli Angeli di Doreen Virtue

Sei appassionato di Angeli?
Ci credi o comunque sei curioso di scoprire il mondo angelico?
Chi meglio di Doreen Virtue, la massima esperta al mondo di Angeli, può aiutarti in questo?

Esce oggi in libreria il nuovo libro di Doreen Le Parole degli Angeli. Questo libro è scritto a quattro mani da Doreen e suo figlio Grant.


Mentre registravano dei podcast si sono accorti che ogni volta che veniva pronunciata la parola angelo, la frequenza del suono che veniva riportata sul monitor aveva la forma di ali d'angelo!

Così analizzarono altre parole e scoprirono che quelle dotate di elementi spirituali e d'amore avevano visualizzazioni grafiche più grandi. Poi provarono a pronunciare parole negative e rilevarono che il loro aspetto era completamente diverso: i grafici erano piccoli e stretti.

Questo libro ti stimolerà a scegliere le parole positive nella tua vita.
Nelle prime pagine trovi in esclusiva l'autografo con dedica di Doreen.

Ti ricordo che la puntata di Voyager dedicata a Doreen Virtue andrà in onda su RAI2 in Gennaio 2013 

Se vuoi acquistare il libro "Le Parole degli Angeli" visita il sito web del nostro partner, Il Giardinodeilibri.it

15 nov 2012

Come Raggiungere Tutti i Tuoi Obiettivi con la Forza del Tuo Inconscio

hai mai provato la sensazione di non farcela?

Ti è mai capitato di dire “non ce la faccio”, oppure “è più forte di me”?

Ti chiedo di concedermi un minuto di attenzione per spiegarti perché questo accade e cosa puoi fare per evitarlo.

Come Raggiungere Tutti i Tuoi Obiettivi con la Forza del Tuo Inconscio

In un’azienda, quando i dipendenti sono insoddisfatti, si rifiutano di collaborare. Allo stesso modo, la tua mente non collabora quando le individualità all'interno di essa, che formano l’inconscio, non si sentono soddisfatte.

Per esempio se c’è una parte della tua mente che trae soddisfazione dalle sigarette, capisci che vietando le sigarette a te stesso, sarebbe come togliere lo stipendio a un dipendente di un’azienda!

Quindi la tua mente si ribellerà a questo divieto e farà di tutto per riavere quello che le permetteva di soddisfare il suo bisogno, anche se tu non vuoi.

Come puoi evitare che la forza dell’inconscio ti spinga ad agire contro la tua volontà?

Tu vuoi qualcosa e hai a disposizione la tua mente. Sei esattamente come un manager che dispone della forza di tutta l'azienda e la coordina per raggiungere gli scopi prestabiliti.

Con l'ebook Manager della Mente potrai applicare l'efficacia delle migliori strategie aziendali ai principi della mente. Scoprirai come collaborare con il tuo inconscio, per indirizzare la sua forza, la tua forza, e metterti nelle condizioni di poter realizzare i tuoi obiettivi, in qualsiasi area della tua vita.

Se vuoi acquistare l'ebook "Manager della Mente visita il sito web del nostro partner, Amazon.it

Come regalare un animale per Natale

In previsione del Natale avete avuto l’idea di regalare un animale? Prima di farlo, tenete conto di alcuni consigli. Vi consiglio di leggere l’ebook “Dizionario bilingue” di Jeffrey M. Masson disponibile anche in versione cartacea.


A quale persona lo volete regalare? Dovete tener conto dei comportamenti e delle abitudini della persona cui volete regalare l’animale, ad esempio se lavora fuori casa e rientra la sera può essere un problema per certi tipi di animali, se è una persona anziana saranno più adatti alcuni animali rispetto ad altri e così via. Se si tratta di una coppia con bambini, valutate se avranno il tempo di occuparsi dell’animale.


Dove abita questa persona? Per animali che devono uscire e che sono quindi più impegnativi, il luogo è molto importante. I cani, ad esempio, hanno bisogno di correre ma anche i gatti devono avere almeno un po’ di spazio tutto per loro.


Per i cani oltre a quanto detto ricordatevi che possono essere più o meno vivaci a seconda della razza (il bordier collie, per dire, è molto vivace) e che in generale lo sono tutti quando sono dei cuccioli. Informatevi anche di quanto crescerà, alcune razze tendono a diventare molto grandi e ovviamente non staranno a loro agio in un piccolo appartamento. Non scegliete dei cani se la persona che lo riceverà sta a lungo lontana da casa: i cani hanno bisogno di sentire la presenza del padrone e non si possono lasciare a casa da soli tutto il giorno. Se sono cuccioli, o se lo avete preso da un canile, hanno paura di essere abbandonati.


Per i gatti il discorso cambia perché sono indipendenti e inoltre dormono gran parte del giorno. Anche in questo caso un minimo di spazio vitale è indispensabile, come un terrazzino, inoltre sono più gestibili quando la persona sta via molte ore.


Cani e gatti sono regali a lungo termine, possono vivere anche una ventina d’anni perciò pensateci bene, per evitare che chi li riceve se ne stanchi o li abbandoni. Spiegate ai più piccoli che non sono dei giocattoli e che non si possono accantonare o buttar via quando ci si stanca o quando non sono più dei cuccioli.


Alcune alternative. Generalmente i bambini amano i criceti, che vivono in gabbietta e hanno come unico inconveniente quello di vivere due o al massimo tre anni, per cui l’unico problema eventualmente è proprio quello della longevità. Altrimenti, potete optare per le tartarughe d’acqua, leggete anche il mio articolo dedicato a loro "Come allevare le tartarughe d'acqua".


Sono facili da curare e vivono a lungo (in media circa 15 anni) non soffrono la solitudine e hanno bisogno di meno “manutenzione” rispetto ai pesci. Questi ultimi vivono in acquario, uno spazio che può essere più o meno grande anche a seconda del numero dei suoi occupanti e che richiede una certa manutenzione per garantire l’igiene ai pesci.

Tenete conto anche dei periodi di ferie. Cani e gatti possono essere portati in vacanza, per criceti, tartarughe e pesci ci dovrà essere qualcuno di fiducia ad occuparsene per alcuni giorni.
Quando regalate un animale, regalate anche ciò che occorre, come la cuccia, spazzole per il pelo, vaschette o gabbiette, croccantini o altri alimenti specifici che trovate in tutti i negozi di animali.


Lara Zavatteri

14 nov 2012

Come gestire il tempo nello studio: I quadranti del tempo di Covey (terza parte)

Eccoci arrivati alla terza (e ultima!) parte sui quadranti della gestione del tempo. Se ti sei perso le prime due parti, le trovi qui:


Buona lettura!

I quadranti del tempo di Covey (terza parte)

Prima di tutto è importante chiarire una cosa. Riuscire a passare la maggior parte del tuo tempo dedicato allo studio nel secondo quadrante è un passaggio che può cambiare radicalmente la tua esperienza scolastica o universitaria. Non si tratta quindi di un cambiamento poco importante del tipo "sarebbe bello se..." ma di una novità che ti può portare dei benefici enormi nello studio.
Detto questo ecco alcuni suggerimenti per aiutarti a passare dai quadranti uno, tre e quattro al secondo quadrante (vedi foto).

I quadranti del tempo di Covey (terza parte)


QUADRANTE 1 >> 2

Se studi soprattutto nel secondo quadrante ciò che probabilmente ti manca è la capacità o la voglia di pianificare ed organizzare lo studio. Quindi è questo aspetto che devi soprattutto cercare di migliorare. Fatti un programma mensile, settimanale e giornaliero di studio ed impara a distribuire lo studio invece che concentrarlo in pochi giorni. E' anche molto importante lavorare sulla capacità di essere autonomi e responsabili in modo da essere in grado di trovare da soli la motivazione allo studio senza che ci si debba ridurre sempre all'ultimo minuto per sentirsi motivati.

QUADRANTE 3 >> 2

Per abbandonare il terzo quadrante ci sono tre aspetti su cui devi lavorare: organizzazione, controllo e delega.
Innanzitutto assicurati, come detto sopra, di avere un'organizzazione solida. In secondo luogo devi imparare a prendere il controllo del tuo tempo e a decidere tu - se e quando - puoi essere disturbato e interrotto. E' importante che ti dia delle precise priorità e che usi il tuo tempo solo per ciò che è veramente importante.  Questo ci porta quindi al terzo aspetto: è necessario imparare a lasciare andare o a delegare ad altri tutte le attività che non sono così importanti.

QUADRANTE 4 >> 2

Se passi la maggior parte del tuo tempo in attività poco urgenti e poco importanti probabilmente c'è qualcosa da rivedere nella tua motivazione allo studio. Forse non ti piace abbastanza ciò che fai, forse pensi di non avere abbastanza capacità per portare a termine il tuo percorso o forse non hai ben chiaro in mente l'obiettivo che vuoi raggiungere. Il consiglio è quindi quello di fermati un attimo a riflettere su questi aspetti e comprendere le ragioni del tuo perdere tempo in modo da ritrovare la giusta motivazione ed energia, oppure di modificare il tuo percorso se non è ciò che desideri veramente. Scritto da: Studiarefacile.it

Come conoscere gli adempimenti previsti quando prendete un cane


Se avete deciso di prendere con voi un cane in casa, ci sono alcune cose da fare per la sua salute e per la sua incolumità. Vi consiglio, se avete appena accolto un cucciolo, il mio articolo precedente “Come iniziare a vivere con un cucciolo di cane in casa” mentre per iniziare ad educarlo leggete l’ebook “Educazione dolce del cane” di Raymond Barthel, disponibile volendo anche in versione cartacea.


Dopo i due mesi il cane deve avere il microchip. Si tratta di un codice piccolissimo che viene applicato sottopelle al cane durante la visita al veterinario, è una procedura velocissima ma importante nel caso in cui il vostro cane dovesse smarrirsi. Il microchip infatti lo identifica e permette di capire chi è il suo padrone, infatti abbinato al microchip la procedura prevede l’iscrizione all’anagrafe canina, un’anagrafe che registra (lo fa il veterinario) i dati del vostro cane e i vostri. A fine procedura vi saranno consegnate due copie con i dati immessi nell’anagrafe, una la potete conservare voi, l’altra la dovrete firmare con nome e cognome e consegnarla in municipio, dove sarà timbrata e vi sarà data una copia appunto con il timbro. Con questi passaggi se il cane dovesse smarrirsi sarò più facile rintracciarvi e fare in modo che il vostro amico torni a casa.


Sempre dopo i due mesi e una volta all’anno è obbligatoria la vaccinazione, è possibile abbinare l’applicazione del microchip alla vaccinazione nel corso della stessa visita. Il veterinario vi consegnerà un libretto personalizzato con il nome del vostro cane e dove sarà possibile sapere sempre quali vaccinazioni sono state fatte, quando è stato applicato il microchip ecc…


Una volta all’anno bisogna fare anche la vaccinazione antirabbica. Informatevi al vostro Comune, spesso questo genere di vaccinazione è gratuita e potete essere informati quando si organizzano le vaccinazioni per i cani presenti nel luogo dove abitate. È utile per evitare che i cani possano contrarre la rabbia ad esempio da animali selvatici.


Sempre una volta all’anno, specialmente quando i cani sono piccoli (sempre verso i due mesi) fatevi prescrivere dal veterinario le pastiglie (o farmaci simili) contro i vermi, di solito si possono mettere direttamente nel cibo e i cani mangiano senza accorgersene. Tutte queste procedure sono mirate a garantire il benessere del vostro cane e per il microchip ad essere più sicuri se per caso il vostro amico a quattro zampe dovesse allontanarsi e perdersi.

Trovate un veterinario di fiducia. Una volta trovato un veterinario disponibile, capace e che vi convince, restate con quello. Il cane si abituerà a quella presenza e sarà meno spaventato frequentando un ambulatorio che già conosce.

Un consiglio ulteriore. Dipende ovviamente dalla razza, ma tutti i cani, specie quando sono piccoli, hanno bisogno di muoversi e correre. Ritagliatevi un’oretta o poco meno al giorno e portate il cane in un luogo protetto, lontano dai pericoli del traffico, dove può correre liberamente senza il guinzaglio. Lui si scatenerà, sarà più felice e a casa riposerà, lasciando riposare anche voi il che, quando sono piccoli, non è poco!

Lara Zavatteri


13 nov 2012

Come risparmiare sul carburante dell’auto

L’automobile è uno dei problemi maggiori quando si parla di risparmio. Ma risparmiare si può, con un po’ di accortezza e alcuni consigli, eccoli. Vi consiglio di leggere il libro “Gestire il denaro” di Richard Templar.

Come risparmiare sul carburante dell’auto

Scontato ma vere: usatela meno che potete. Con i prezzi della benzina alle stelle, è un consiglio banale ma efficace. Spesso utilizziamo la macchina anche solo per brevi o brevissimi spostamenti, che potremmo tranquillamente fare a piedi, oppure al massimo utilizzando i mezzi pubblici o la bicicletta. Altra cosa importante, cercate di fare tutto con un solo giro. Programmate il vostro “viaggio” scrivendo (per evitare di dimenticarle) tutte le commissioni da fare, dalla spesa alla ricarica del cellulare, dalla Posta alla scuola dei figli. Cercate se possibile di accorpare più cose in un solo viaggio.

Date un occhio ai prezzi quando siete in viaggio. Sfruttate il vostro viaggio in auto per comparare velocemente i prezzi del carburante, leggendoli mentre passate accanto ai vari distributori. Questo vi aiuterà da un lato a non fermarvi più a caso quando avete bisogno di rifornimento, dall’altro di notare se, per esempio, potete usufruire di qualche sconto o promozione che magari altri rivenditori non applicano.

Per capire quanto consumate, non fate il pieno. Oddio, con i prezzi che si trovano, chi lo fa più il pieno? Ad ogni modo, fare rifornimento evitando il pieno può aiutarvi psicologicamente a capire quanto consumate. Se avete la macchina con il pieno, pare assurdo ma siete portati a spostarvi di più, infatti ragionate pensando che tanto avete ancora molto carburante a disposizione. Invece, se ne avete meno, sarete istintivamente portati a risparmiarlo e ad organizzarvi meglio. È solo un trucco che però vi fa risparmiare e vi fa anche capire quanto consumate effettivamente. Allo stesso modo, non andate a fare rifornimento con una banconota da 50 o da 100 ma con quelle da 10. A livello psicologico vedrete che avete ancora qualcosa nel portafoglio se fate solo 20 euro, altrimenti se ne spendevate 50 con una sola banconota state sicuri che non sarebbe stata la stessa cosa. Prevale sempre la volontà di avere ancora qualche soldo nel portafoglio.


Ciò che è usurato fa spendere di più. Controllate quando è il momento lo stato delle gomme della vostra auto. Oltre ad essere un fattore pericoloso, l’usura dei pneumatici contribuisce a far spendere qualcosa in più economicamente. Le gomme devono aderire bene al terreno, non essere lisce (occhio soprattutto in inverno!) e avere le scanalature ben definite per permettere lo scarico dell’acqua. Controllate periodicamente anche le pastiglie dei freni e, quando fate rifornimento, ogni due-tre mesi, anche lo stato dell’olio. 


Scaldate la macchina prima di partire. Quando la mattina v’infilate in macchina, non partite subito. Accendete il motore e attendete cinque minuti, il tempo affinché il motore sia pronto, altrimenti dovrà fare uno sforzo per partire e anche in questo caso consumerete più carburante del necessario. Fatelo anche quando non è freddo perché il meccanismo è sempre quello, anche se in inverno è praticamente indispensabile, soprattutto quando fuori le temperature sono sotto lo zero e magari lasciate la macchina all’aperto.  

12 nov 2012

Come aprire un Bed & Breakfast


Hai mai pensato di aprire un Bed & Breakfast?

I Bed & Breakfast hanno letteralmente invaso il mondo del turismo italiano. Nelle nostre città sorgono ormai come funghi, a differenza di qualche tempo fa, quando questo tipo di attività non era ancora conosciuta e utilizzata.

Quale è il motivo di questa diffusione davvero straordinaria?

Certamente il vantaggio principale di un B&B, che lo rende la scelta preferita di moltissimi viaggiatori, è la convenienza dei prezzi, più bassi e decisamente più competitivi di quelli degli alberghi a mezza pensione. Lo stesso discorso vale per i costi di gestione.

Se pensi da tempo di aprire il tuo B&B, l'ebook che ti proponiamo farà certamente al caso tuo. Troverai tutte le tecniche e i segreti per gestire e promuovere al meglio il tuo B&B.

L'ebook Bed & Breakfast di Successo è stato pensato per svelarti come avviare e gestire un B&B con eccellenti risultati.

Per avviare, gestire, e promuovere al meglio la tua nuova attività acquista l'ebook sul sito web del nostro partner, Il Giardino dei Libri


Come risparmiare con le lampade ad energia solare

Oggi vi propongo un modo semplice per risparmiare molta energia elettrica: l’uso di lampade ad energia solare. Vi consiglio di leggere il libro "Risparmiare energia"  di Riccardo Varvelli.



Cosa sono. Cominciamo con il dire che esistono molti tipi di lampade ad energia solare, principalmente le differenze sono d’uso e di costo. Per quanto riguarda l’uso esistono lampade solari da esterno, quindi da usare in giardini, orti o per illuminare il vialetto e da interni, che invece potete usare in case. Per il prezzo la differenza maggiore sta dalla provenienza dell’oggetto. Molti designer infatti in questi ultimi anni hanno creato lampade molto belle ad energia solare, ovviamente in molti casi si tratta di pezzi che hanno un certo costo proprio perché firmati da esperti di design. Potete optare per lampade belle e funzionali che trovate nella grande distribuzione, ad esempio all’Ikea, tra parentesi da poco potete acquistare anche sul sito, direttamente online, comodo soprattutto se non abitate vicini ad un centro Ikea.


Come funzionano. Il meccanismo è molto semplice. Le lampade hanno applicato un pannellino solare che dev’essere esposto al sole affinchè possa immagazzinare energia. Prima di utilizzare la lampada fate in modo che, almeno la prima volta, il pannello sia stato esposto per alcuni giorni al sole, specialmente se non è il sole estivo e quindi dovete accontentarvi di poche ore di sole durante l’autunno-inverno. In alcune lampade bisogna sfilare dal supporto il pannello e reinserirlo alla fine, altre invece vanno esposte senza questo passaggio. Le lampade hanno un interruttore o un bottoncino da schiacciare quando volete usare la luce, in alcune il tasto dev’essere spostato quando esponete la lampada per caricarla e spostato di nuovo all’utilizzo.


Alcuni usi. Se prendete una lampada simile a quella da tavolo, nelle giornate grigie dell’inverno potete utilizzarla nello studio o comunque nella zona in cui lavorate evitando di accendere la luce e sprecare così energia elettrica. Magari quando ci sarà poca luce da immagazzinare potrete usufruirne solo a metà, cioè per alcune ore usare la lampada ad energia solare, quando è troppo buio accedere invece la luce elettrica, ma anche così saranno comunque ore risparmiate in bolletta. Potete utilizzarla per leggere prima di addormentarvi, oppure per avere un punto luce per voi o per i bambini durante la notte (se lasciate la luce elettrica accesa sono ore e ore di consumo, circa 7-8). Potete usarle anche per rilassarvi mentre vi godete un bagno, ne esistono infatti alcune che sembrano delle candele, potete lasciarle accese all’ingresso o usarle in luoghi dove magari non avete la corrente elettrica, come la soffitta.


Manutenzione. In pratica queste lampade non ne hanno bisogno, basta ricordare alcune accortezze. Evitate che il pannello solare sia esposto all’acqua e anche che stia all’esterno quando fa freddo, trovate un luogo della casa dove posizionarlo e dove è impossibile urtarlo e farlo cadere (specie se avete animali domestici). A lungo andare sarà necessario sostituite la piccola pila che si trova sotto il pannello, è quella che viene ricaricata e che permette alla lampada di accendersi, ma a parte questo non avrete altri problemi.

Vi consiglio di leggere anche il mio articolo

Lara Zavatteri

Transurfing: Le Regole dello Specchio 2 nuovi libri - Come Gestire la Propria Realta'!


"Le Regole dello Specchio"

Vadim Zeland dopo i primi 3 bestseller che ha conquistato l'Italia (una trilogia da un milione di copie vendute), escono finalmente anche il quarto e il quinto volume di Transurfing raccolti in un unico cofanetto con il nome di "Le Regole dello Specchio".

Il Transurfing e' una tecnica potente, in grado di fornire gli strumenti necessari per gestire il tuo destino a tuo piacimento.

Il quarto libro, "La Gestione della Realta'", spiega che l'uomo e' in grado di gestire da solo la propria realta' a condizione che riesca a liberarsi dell'illusione del riflesso duale.

Con il quinto libro, "Le mele cadono in cielo", sarai in grado di liberarti dall'illusione del riflesso e di svegliarti nel tuo sogno speculare a occhi aperti.

Se vuoi acquistare il cofanetto "Le Regole dello Specchio" visita il sito web del nostro partner, Il Giardino dei Libri

11 nov 2012

Come modellare fisicamente la realtà - La Fisica della Mente - Ebook

Sai che puoi modellare fisicamente la realtà?

Tutto ciò che fa parte del nostro universo è collegato, e l'organismo umano può influenzare quanto gli sta attorno. Impara a cambiare il tuo punto di vista per modificare il mondo che ti circonda, impara a osservare e capire la vera natura delle cose e raggiungi i tuoi obiettivi attraverso il salto quantico.
 
L'Ebook La Fisica della Mente è stato pensato per insegnarti a conoscere e sfruttare i benefici della psicologia quantistica. Per conoscere e capire in che modo devi agire per ottenere ciò che desideri e imparare a cambiare il tuo punto di vista per modificare la realtà,  a osservare e capire la tua vera natura e raggiungi i tuoi obiettivi attraverso il salto quantico e la realtà olografica.



Se vuoi acquistare l'ebook La Fisica della Mente visita il sito web del nostro partner, Amazon.it

09 nov 2012

Come capire che la sfiga non esiste.

Ci sono giornate e periodi della vita in cui tutto sembra andare male, o va male sul serio. Ecco perché è importante dire basta e capire che venirne fuori dipende da noi, un concetto che trovate nell’ebook, disponibile volendo anche in versione cartacea “La sfiga non esiste” di Massimo Rodolfi.


La fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo. È una di quelle frasi che si sentono ma in realtà anche la fortuna non è cieca, basta sapercela creare. Non che sia facile, ma non è nemmeno impossibile! Ecco alcune tattiche per non restare impantanati in piagnistei e lamentele varie.


Fate l’elenco mentale delle cose che non vanno, poi cercate la soluzione per tutte, dalla più piccola alla più grande difficoltà che affrontate in quel momento. Significa proprio fare mente locale e anziché crogiolarsi nel “capitano tutte a me” darsi da fare per cambiare le cose. La soluzione può essere scrivere una mail, fare una telefonata per problemi d’amicizia/sentimentali, imparare a risparmiare se spendete troppo, darsi da fare online e offline per cercare un nuovo lavoro o una nuova collaborazione o semplicemente, a volte, attendere con un po’ di pazienza che tutto si aggiusti. A volte non si può intervenire direttamente in un problema e allora l’unica cosa da fare è pensare che, con il tempo, passerà. E passerà davvero.


Con questa tattica avrete la sensazione di controllare quello che non va e di avere in mano le redini della vostra vita. È importante sentirsi in questo modo, perché si capisce come possiamo davvero influire e non essere in balia degli eventi.


Le cose che avete costruito. Quando siete a terra, pensate a quello che avete realizzato fino a quel momento, ciò che avete raggiunto nella vostra vita, quali obiettivi avete concretizzato. In questo elenco potete mettere di tutto, dalla vostra storia sentimentale all’ebook che avete pubblicato, dalla casa che avete ristrutturato al fatto di essere indipendenti economicamente o di avere un lavoro che vi piace, dall’essere una persona bella esteticamente e interiormente alle azioni che avete fatto per aiutare gli altri (beneficenza, adozioni di animali ecc…). Vedrete quante cose potete elencare e come vi sentirete subito meglio.


Quanta importanza avrà a fine giornata? Pare incredibile ma anche delle sciocchezze spesso hanno il potere di farci imbestialire, ma solo qualche ora dopo ci sembra di aver reagito in un modo sproporzionato. Qualunque sia il problema, prima di pensare di essere le persone più sfigate sulla faccia della Terra, chiedetevi quanto ve ne importerà a fine giornata e se vale la pena arrabbiarsi o disperarsi. Nove volte su dieci no.


Ogni giorno almeno una cosa positiva. Per allenarvi a stare meglio, ogni giorno per quanto possa essere stato disastroso pensate ad almeno una cosa positiva che vi è capitata, una, anche piccola, c’è sempre. Può essere anche solo un messaggio di un amico o aver fatto una bella passeggiata con il cane, non importa, basta che ogni giorno troviate qualcosa per cui essere felici.


Le frasi da dirvi. Frasi come “Adesso basta con questa storia!” o “Non c’è niente che potrà fermarmi” o ancora “L’ho già fatto in passato e ce la farò anche stavolta” sono tutte frasi che vi aiutano a credere in voi stessi e vi fanno capire che potete farcela a superare qualunque cosa.


Lara Zavatteri

Chiedilo alla Luna!

Quali effetti ha la Luna? Come influenza la tua vita?

Magari non te lo sei mai chiesto o non ci hai mai pensato, ma gli effetti di questa "roccia" che accompagna il nostro pianeta da anni vanno ben oltre le maree e le eclissi.

E da oggi puoi scoprirli grazie all'Agenda Lunare 2013, realizzato dal Giardino dei Libri in collaborazione con la casa editrice Macro!


Questa agenda offre le informazioni lunari e stagionali più significative ed efficaci.

Tali informazioni ti permettono di connetterti più rapidamente alle energie razionali (si', esistono!) nel corso dell'anno e dei suoi cambiamenti.

A livello lunare, la pagina contenente la tabella delle fasi lunari del 2013 (pag. 8) e' ottima per programmare in anticipo.

La chiara indicazione delle fasi lunari (Luna nera, Luna nuova e Luna piena) nel corso delle settimane e dei mesi, e un promemoria giornaliero della fase lunare crescente o calante, sono elementi preziosi per trarre puntualmente il massimo vantaggio da queste fasi per fare qualunque cosa, da veri e propri incantesimi alla coltivazione della vostra frutta e verdura, alla pulizia dei tuoi cristalli.


Agenda Lunare 2013
 Stacey Demarco
 Macro Edizioni, Il Giardino dei Libri
 pag. 164

Questa agenda ti fornisce molte informazioni necessarie sulla Luna, le stagioni, i cicli di luce e la Ruota dell'Anno. Ricorda: la Luna lavora con la Terra.

 Se vuoi acquistare Agenda Lunare  visita il sito web del nostro partner, Il Giardino dei Libri

08 nov 2012

Come fare i regali di Natale-idee da regalare a una donna

Solitamente quando un uomo deve regalare qualcosa a una donna va nel panico, a meno che non sappia già qualcosa dei suoi gusti. Ecco allora alcune “dritte” per i regali di Natale, vi consiglio di leggere il libro "Educazione allo shopping" di Claudia Selmi.


La borsa, unica e intramontabile. Per un uomo, che porta in giro tutto nelle tasche dei pantaloni o al massimo della giacca (cioè il portafoglio e le chiavi) è difficilmente comprensibile l’amore delle donne verso le borse. Una donna potrebbe sopravvivere un bel pezzo sola ma con la sua borsa. Il motivo? Semplicemente una donna nella borsa mette di tutto, è come se si portasse dietro un kit di sopravvivenza che va dai soldi al trucco, dai documenti a dolciumi, bottigliette d’acqua e quant’altro. Se volete fare un bel regalo a una donna, regalate una borsa.


Ma perché regalare una borsa? Magari ve lo state chiedendo perché la donna cui volete regalarla in realtà ne ha già diverse, ma niente paura: non ci si stanca mai delle borse e poi ognuna può essere utilizzata in occasioni diverse. Inoltre le borse seguono anche le stagioni, ce ne sono di più adatte alla stagione fredda o all’estate, da sera o da giorno, minuscole o maxi bag.


Come sceglierla. In generale, siccome le donne normalmente svolgono molte attività contemporaneamente o sono sempre di fretta, l’ideale è scegliere una borsa bella da vedere ma anche pratica e resistente. Un marchio che vi consiglio è Kipling, da 25 anni sul mercato con borse praticamente indistruttibili e bellissime.


Kipling realizza borse che abbinano alla bellezza estetica la robustezza dei materiali e soprattutto un’organizzazione quasi maniacale. Tutte le borse infatti sono organizzate per scomparti, lo sono addirittura le più piccine. Non si tratta di un dettaglio da poco, perché avere una borsa con un unico scomparto di solito significa per una donna frugare a lungo prima di trovare ciò che cerca. Con Kipling invece ci si può organizzare, dividendo i documenti dai trucchi, il portafoglio dall’ombrellino per la pioggia, ad esempio. Una particolarità delle borse Kipling è il piccolo moschettone che si trova all’interno: uno stratagemma utilissimo per agganciare le chiavi di casa quando si esce e ritrovarle subito quando si rientra.


La maggior parte delle borse Kipling sono realizzate usando il nylon crepè, cioè un nylon morbido al tatto che resiste all’acqua, quindi ecco un altro punto a favore di questo brand. Inoltre, i colori sono unici, a mio giudizio soprattutto il lilla, l’uva, l’arancio e il cioccolato, ma anche il nero, dipende ovviamente dai modelli. Le borse Kipling hanno abbinata una piccola scimmietta, simbolo di questo brand, che sempre richiama i colori della borsa stessa.


Bauletto, tracolla, maxi shopper…Ovviamente esistono molti tipi di borse. Un bauletto è una borsa spaziosa, squadrata, adatta a tutte e in particolare a chi lavora fuori casa e deve portare molte cose con sé. La tracolla è più piccina mentre la maxi bag serve per riporre praticamente di tutto essendo appunto maxi. La pochette è una borsa da sera o per portarsi l’indispensabile, che si tiene in mano o comunque si ripone. Da notare che anche le borse più piccole, con Kipling, garantiscono comunque molto spazio.

Dove trovarle. Le borse Kipling le potete trovare nei negozi specializzati, sul sito di Amazon Italia, canale 32 del digitale terrestre o sul sito. I prezzi variano a seconda del modello, tenete conto comunque che si tratta di un vero investimento perché sono borse che possono durare anche decenni. Sotto tutti i punti di vista con una borsa Kipling non sbaglierete mai.


Lara Zavatteri