05 gen 2017

Solo una Decrescita Felice (Selettiva e Guidata) ci Può Salvare

Solo una Decrescita Felice (Selettiva e Guidata) ci Può Salvare



Maurizio Pallante, Alessandro Pertosa



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Decrescita non significa impoverimento: significa imparare a vivere meglio con meno, costruendo un mondo più sereno e più felice.

La tensione alla crescita infinita in un mondo che mette a
disposizione risorse finite è uno dei più grandi errori del nostro
tempo. Supportata dall’equazione bene/merce/servizio e dalla tendenza
economica a calcolare il benessere di un Paese in termini di crescita
del Pil, ha causato in pochi anni i disastrosi effetti climatici e
ambientali ai quali stiamo assistendo.

Dobbiamo sfruttare le risorse a nostra disposizione, ma non possiamo continuare a ignorare il fatto che stiamo letteralmente divorando il pianeta.
Viviamo vite sempre più stressate, e però leggiamo tutti i giorni che i
luoghi dove si vive meglio sono quelli dove gli uomini hanno imparato a
rallentare, rispettando i ritmi della natura e investendo nel sistema
sociale.

Il progetto della decrescita felice non propone di rinunciare al progresso ma di imparare a governarlo: ha anticipato il nuovo modo dell’uomo di cercare la felicità, l’unico modo nel quale l’umanità può guardare al futuro.

Non viviamo nel migliore dei mondi possibili.

Facciamocene una ragione. Le limitazioni alla democrazia, il potere
dispotico esercitato sui popoli dalle istituzioni sovranazionali, la
prevalenza della finanza sulla politica, sono tutti effetti prodotti
dall'economia della crescita continua. Un sistema che sta giungendo alla
fine e che, come un animale ferito, mostra il suo volto peggiore e
aggressivo, pronto a trascinare tutto e tutti nel baratro. Per arginare
questa potenza distruttrice non basta riformare il sistema, ma è
necessario cambiare l'orizzonte culturale e le categorie attraverso le
quali pensiamo e interpretiamo il mondo.

Le grandi famiglie politiche tradizionali non sono in grado di
comprendere i rischi che l'umanità corre in questa fase storica, in cui
il modo di produzione industriale si sta estendendo a tutto il mondo.
Destra e sinistra sono categorie del passato. E per certi versi
incarnano anche parte del problema. Se vogliamo garantirci un futuro
dobbiamo smetterla con la crescita. Solo una decrescita felice,
selettiva e governata, può salvarci.

AUTORI

Maurizio Pallante fondatore con
Mario Palazzetti e Tullio Regge nel 1988 del Comitato per l'uso
razionale dell'energia (CURE). Svolge attività di ricerca e di
pubblicazione saggistica nel campo del risparmio energetico e delle
tecnologie ambientali. E' nato a Roma, vive da qualche anno in una
cascina tra i boschi e le colline del Monferrato astigiano, dove coltiva
ortaggi per autoconsumo, legge per lo più libri di eretici del
pensiero, scrive di tanto in tanto saggi e qualche libro. Ha collaborato
con La Stampa, Il Sole 24 ore, Il Manifesto e Rinascita.
Alessandro Pertosa è laureato in filosofia ed è un
pensatore eterodosso rispetto a qualsiasi ortodossia. È stato
ricercatore in varie università. Cura una rubrica sul blog «Italia che
cambia»