25 giu 2017

Cade la terra eBook: Carmen Pellegrino: Amazon.it: Kindle Store

Alento è un borgo abbandonato che sembra rincorrere l’oblio, e che non vede l’ora di scomparire.
Il
paesaggio d’intorno frana ma, soprattutto, franano le anime dei
fantasmi corporali che Estella, la protagonista di questo intenso e
struggente romanzo, cerca di tenere in vita con disperato accudimento,
realizzando la più difficile delle utopie: far coincidere la follia con
la morale.
Voci, dialoghi, storie di un mondo chiuso dove la
ricchezza e la miseria sono impastate con la stessa terra nera.
Capricci, ferocie, crudeltà, memorie e colpe di un paese di “nati morti”
che si tormenta nella sua più greve contraddizione: voler essere
strappato alla terra pur essendone il frutto.
"Cade la terra" è un
romanzo che acceca con la sua limpida luce gli occhi assonnati dei
morti: sembra la luce del tribunale della storia, ma è soltanto il
pietoso tentativo di curare le ferite di un mondo di “vinti”, anime
solitarie a cui non si riesce a dire addio perché la letteratura, per
Carmen Pellegrino, coincide con la loro stessa lingua nutrita di “cibi
grossolani”. Seppellirli per sempre significherebbe rimanere muti.
Ma
c’è orgoglio e dignità in queste voci, soprattutto femminili. Tornano
in mente le migliori pagine di Mario La Cava, Corrado Alvaro e Silvio
D’Arzo: prose appenniniche petrose ed evocative, come di pianto
riscacciato in gola, la presa d’atto dell’impossibilità d’ogni epica.
"Cade
la terra" è tassello romanzesco importante della grande letteratura
meridionale novecentesca. Che venga pubblicato ora, in altro secolo, è
solo la dimostrazione che gli orologi non sempre indicano l’ora esatta.