15 mag 2017

L'aikido nell'arte di vivere

 Formato Kindle di Enzo Conte (Autore)

Indice generale
L'aikido nell'arte di vivere1
Premessa3
1 La dimensione mentale: mondo interno e mondo esterno (Ura-Omote)8
2. L'attività meditativa (Zen): cercare noi stessi15
3. La posizione (Kamae)23
4. La respirazione (kokyu)27
5. L'ispirazione (kokyu ryoku)33
6. Il tempismo (Awase)38
7. Il movimento (Irimi tenkan)44
8. La tecnica (Waza)47
9. Il superamento della tecnica (Waza no Yushutsu)56
10. La proiezione cielo-terra (Tenchinage)59
11. Andare verso la morte62
12. L'igiene psicofisica (Misogi)68
13. Le due vie71
15. Il tempo per pensare (Seiza)78
16. Sapere aspettare82
17. Il sapore della sconfitta (Ukemi)88
18. La via della pace93
19 La memoria e il dialogo: Ishin denshin104
20 La ricerca dell'aiki108
Questo testo è la continuazione ideale di Lo zen e l'arte dell'aikido. Alcuni dei temi lì trattati vengono qui ripresi da un diverso punto di vista.
L'aikido viene definito come una filosofia di vita: un'arte per vivere.
Vi sono quindi dei principi, dei modi di essere, delle tecniche e delle esperienze che possono avere un riflesso nella vita di ogni giorno. Il maestro disse: il dojo è come il camerino dell'attore, ci si prepara, ma il vero palcoscenico è la vita.
L'aikido tende in maniera naturale a realizzare la condizione di "Fudoshin", in genere reso con Spirito Immobile, o mente vuota, ma forse meglio è dire spirito o mente imperturbabile (vista la tradizione che il concetto di imperturbabilità dell'animo ha nella nostra cultura): un atteggiamento ottimale per affrontare le traversie della vita. La stessa realizzazione dell'unione fra la spada e lo Zen (Ken-Zen-Ichi-Nyo), cioè tra la mente-corpo e la spada, tra noi e ciò che facciamo, è un valido risultato di questo sistema di allenamento che deve avere riscontro nella nostra attività. L'aikido tende all'affinamento continuo delle proprie capacità, ed è la forma di budo che permette di mettere in pratica, rendendola attuale, la "Via dei Principi Spirituali" (Shinpo no michi o metodo di studio del rapporto uomo-universo), una via che può essere validamente utilizzata da tutte le persone, in ogni situazione dell'esistenza, e non limitata alle arti marziali (così: Tada H., Spirito-Tecnica-Corpo, in Tempu, n°14, giugno 2004).
In questo lavoro si cerca di esaminare gli elementi che possono avere dei punti di contatto con situazioni che si verificano nella vita di ognuno.
Ciononostante questo scritto non è un ammirabile manuale delle istruzioni dalla stupenda chiarezza didattica, come quelli che si trovano allegati ai mobili ikea, né si troveranno brillanti soluzioni come quelle in cui il bianco muove e vince in due mosse. Non è nemmeno un Oracolo manuale alla maniera di Baltasar Gracián. Ogni uomo è un continente diverso e nelle mutevoli circostanze dell'esistere è pericoloso progettare opere così ambiziose, e pesa forse in chi scrive l'obiezione: medico cura anzitutto te stesso.
Serve avvicinarsi alle dottrine orientali, anche all'aikido, con uno spirito non prevenuto ma critico, evitando il rischio di divenire preda di ciarlatani o esaltati, schiavi delle facili formule salvifiche o della vana ricerca della tecnica risolutiva, vagheggiando il mito dell'invincibilità o dell'eterna giovinezza.
Ciononostante l'aikido è un'arte bella che può dare delle sensazioni particolari, e pur non essendo un toccasana, può rivelare un'utilità inaspettata in molte circostanze della vita, e tutto sommato le persone che la praticano non sono peggiori di quelle che abitualmente incontriamo. Anzi, serve dire a completamento di questo disclaimer, che è l'occasione per conoscere persone che al di là dei limiti connaturati alla condizione umana, spesso sono piene di idealità, di ricerca e di aspirazioni, certo non è detto che siano sempre coerenti con quanto professano, ma chi sotto il sole potrebbe mai vantarsi di questo.