27 ago 2016

Yogi Ramacharaka - Hatha yoga - L’arte di star bene - Volume primo - (eBook)



La Bussola Editrice – prima edizione digitale 2016 a cura di David De Angelis 




Hatha Yoga - Volume Primo (eBook)
L'arte di star bene
Yogi Ramacharaka

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La meta di ogni disciplina yoga è essenziali mente quella di porre delle condizioni per cui si possa giungere all'Unità col Supremo, unità con l'essere supremo, con la coscienza del Supremo e con la beatitudine del Supremo, e ciò non è realizzabile se non ci si eleva ad un livello e a una intensità di coscienza più alti di quelli che appartengono alla nostra mentalità comune.

Il principio dello Hatha Yoga si fonda sull'intima relazione esistente fra corpo e anima. Il corpo non è visto come l'involucro che contiene l'anima, non è considerato solamente una volgare massa di materia che vive, ma è il ponte mistico fra l'essere spirituale e l'essere fisico; contiene il doppio segreto della schiavitù e della liberazione, della debolezza animale e del potere divino, dell'oscurità mentale e dell'anima e della loro illuminazione, della soggezione al dolore e ai limiti e della padronanza di sè, della morte e dell'immortalità.

Bisogna però tener presente che lo Hatha Yoga, pur parlando sempre del corpo fisico e pur facendone la base delle sue pratiche, non lo vede con l'occhio del clinico, del patologo e dell'anatomista, ma ne parla con un linguaggio che è sempre riferito a ciò che si trova dietro il sistema fisico. Per essere più chiari, lo Hatha Yoga può essere così definito: un sistema potente, che attraverso determinati procedimenti scientifici, dà all'anima del corpo Fisico il potere, la luce, la purezza, la libertà e tutta la gamma delle esperienze spirituali superiori che “le sarebbero naturalmente accessibili se vivesse, qui sulla terra, in un corpo sottile e in un veicolo causale sviluppato”, come dice Sri Aurobindo nella sua Sintesi dello Yoga.

Né deve meravigliare che si sia parlato di procedimenti scientifici per ottenere gli stati di coscienza superiore, l'occidente ha sempre considerato scienza unicamente e solo lo studio di quegli aspetti analizzabili e catalogabili con mezzi matematici o sensoriali. Ciò comporta la misconoscenza o il rifiuto di osservare e studiare quei fenomeni che apparentemente non ci colpiscono sul piano puramente fisico. Per gli orientali, al contrario, è scienza ed è scientifico lo studio e la ricerca di tutto ciò che l'uomo non sa spiegare, sia esso un fatto visibile o no, sensoriale o no.

Ma non è questo l'argomento che ci interessa, anche se potrebbe essere oggetto di uno studio quanto mai interessante. Il libro che presentiamo offre al lettore occidentale una visione totalmente nuova del corpo umano e delle sue funzioni. Il corpo non viene inteso come un• ostacolo al ricongiungimento con Dio, teoria propria del cattolicesimo, ma come un mezzo che, se opportunamente sviluppato e controllato, può aiutarci ad anticipare questo ricongiungimento.

In occidente si è sempre avuta una visione del corpo umano rispondente al bisogno del contesto storico del momento; per i romani era una organizzazione di organi e di muscoli da educare alle fatiche ginniche e alla guerra, per i monaci medievali era una massa di materia organica da umiliare; durante il Rinascimento era concettualmente il mezzo per ottenere il massimo del godimento terreno, nei secoli del furore religioso e dell'Inquisizione era l'involucro che conteneva l'alito demoniaco dei piaceri carnali e il soffio divino dell'estasi mistica; nel secolo dei “lumi” fu considerato l'oggetto di valutazioni puramente estetiche, nel secolo che ci precede vi fu l'enorme sviluppo della medicina, che portò a considerare il corpo come una serie di reazioni fisiche e chimiche; ai giorni nostri, il campo di studio, grazie alla psicoanalisi, è stato spostato sull'anima e il corpo è diventato quasi secondario. L'ideale odierno di bellezza è un corpo asessuato, esile, androgino. Ciò è comprensibile se si pensa che l'interesse dell'uomo moderno è più rivolto all'anima, alle sue motivazioni, ai suoi segreti che non al corpo e ai suoi bisogni.

In oriente questa altalena di valutazioni, questa serie di azioni e di reazioni, questo spostamento ciclico e ricorrente di valori non si è verificato in quanto gli orientali hanno sempre considerato il corpo umano come l'involucro che ostacola e cerca di impedire il ricongiugimento dell'anima con l'essere Supremo. Da questa presa di coscienza, da questa visione di una realtà deriva il bisogno e la volontà di usare quanto più sia possibile questo ostacolo per il raggiungimento di uno stato di coscienza superiore che possa anticipare la simbiosi col Supremo. Da ciò deriva anche l'espressione “procedimento scientifico” applicato ad una gamma di pratiche che per l'occidentale è difficoltoso accettare come scientifiche.

Secondo la concezione hathayogica un corpo sarà più o meno efficiente in maniera direttamente proporzionale alla forza pranica che avrà assorbito.

Questa energia trascendente, presente in tutte le espressioni dell'universo e della natura, può essere immagazzinata dal corpo con vari metodi; attraverso una oculata nutrizione con degli esercizi specifici, con una respirazione corretta. Ma è essenziale che alla base di ogni attività fisica vi sia una stretta correlazione spirituale e un'attitudine mentale che permetta di captare e recepire questa energia vitale.

Il detto latino “mens sana in corpore sano” era alla base dell'igiene mentale ed è ancora valido allo stesso modo. Gli orientali dicono che in un corpo sano alberga un'anima che è più facilmente elevabile ai piani superiori di esistenza e di coscienza; ed anche questo è ancora valido. Da tale principio parte l'autore del volume per illustrarci le varie funzioni dell'organismo e la maniera corretta per attuarle con il minimo sforzo e traendone il maggior vantaggio. Al lettore superficiale potrà dare l'impressione di essere un manuale di fisiologia o di anatomia, ma dovrà ricredersi se analizzerà un pò più profondamente quanto viene esposto.

In effetti quando viene trattata la funzione della masticazione per facilitare la digestione e l'assimilazione dei cibi, tutto viene sempre riferito in base al “prana” che si ricava da questa funzione. Masticare il più a lungo possibile, il cibo, sminuzzarlo e triturarlo a lungo significa liberare quanto più possibile la forza pranica contenuta negli alimenti e ottenere così un doppio effetto: quello di assorbire attraverso le terminazioni nervose della bocca l'energia pranica e di ottenere un cibo bene insalivato e sminuzzato che sarà molto più facilmente digeribile e assimilabile dallo stomaco.

L'importanza che la nutrizione e l'alimentazione riveste nella pratica hathayogica è basata anche sul dato di fatto che il sangue e la linfa che circolano nel nostro corpo sono il prodotto stesso della nostra alimentazione. Se soddisferemo i nostri appetiti senza curarci di come e di cosa mangiamo, otterremo un sangue scarso e povero; ma se faremo una selezione accurata dei cibi che ci devono nutrire otterremo un sangue forte e ricco.

La concezione che solitamente gli occidentali hanno di uno yogi è quella di un uomo magro, mal nutrito, fiacco estenuato, che pensa pochissimo al cibo, che si sforza di restare il più a lungo possibile digiuno, che considera l'alimentazione una questione troppo materiale e troppo lontana dalla spiritualità alla quale tende. E' una concezione questa, tanto comune quanto sbagliata. Un vero yogi considera la nutrizione come il primo dovere verso il proprio corpo, ha cura di mantenerlo sempre debitamente nutrito e badando che la provvista di cibo nuovo e fresco sia almeno uguale alla materia eliminata e distrutta. In pratica la filosofia yoga, e lo Yoga in particolare, ci insegna che l'uomo non deve vivere per mangiare, ma mangiare per vivere.

Nella scelta dell'alimentazione gli orientali non seguono una regola precisa, ma evitano di mangiare soprattutto carne di maiale e di vitello, cibi troppo cotti e troppo grassi o cucinati troppo elaboratamente. Anche la dietetica moderna tiene conto degli insegnamenti orientali e consiglia di attenersi ad un regime pressocché vegetariano, proprio per dare un'impronta più razionale al tipo di alimentazione occidentale che è caotica e piena di incoerenze.

L'importanza che l'acqua riveste nella filosofia Yoga è argomento di un libro già uscito in questa collana, “la cura dell'acqua” e ad essa rimandiamo il lettore. Qui vogliamo solo ricordare che nel pensiero indiano l'uso dell'acqua è considerato una dei principali fattori della salute. Ciò è dovuto anche al fatto che, essendo l'India un paese tropicale, è chiaro che per norma igienica fosse consigliabile un'abbondante uso delle abluzioni e del bagno in acqua corrente, allo stesso modo delle motivazioni di base, ugualmente di tipo igienico, che vietano ai maomettani di cibarsi d carni suine.