30 apr 2013

Come scrivere un’autobiografia

Sembra strano pensare di scrivere la propria autobiografia, ma se avete una storia interessante e unica da raccontare, perché no? Oltre ad essere terapeutico, come spiega questo ebook “L’autobiografia” di Elisa Balconi e Chiara Carolei potrebbe venirne fuori un testo interessante.

Cos’è l’autobiografia. Un’autobiografia è un testo in cui si narra la propria vita, esperienze, incontri, insomma tutto ciò che ci è capitato fin dall’infanzia. Non occorre essere in punto di morte per decidere di scriverne una (sto scherzando) ma credo che sia importante avere una storia da raccontare.


Chi può scrivere un’autobiografia. A mio parere coloro che hanno vissuto una vita interessante e che hanno fatto esperienze uniche. Possono essere momenti sia negativi sia positivi, potrebbe essere anche il racconto di come, partita da una situazione di svantaggio, la persona sia poi riuscita ad affermarsi superando tutti gli ostacoli: in fondo il lieto fine piace sempre a tutti. Può scriverla ad esempio chi proviene da un altro Paese, chi ha fatto incontri interessanti o ha viaggiato molto, chi ha vissuto una vita tormentata e sfortunata ma alla fine è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi.


Scrittori a 100 anni? Considerando che la vita media si allunga sempre di più, potrebbe anche essere. Il fatto è che per scrivere un’autobiografia bisogna aver vissuto, quindi un ventenne (a meno di casi straordinari) non può aver molto da raccontare e non può nemmeno aver fatto chissà quali esperienze.


Quali problemi potrebbe dare un’autobiografia. Se decidete di scrivere la vostra autobiografia, scriverete anche della vostra famiglia, dei parenti vari, degli amici, datori di lavoro, conoscenti e via dicendo. Questo è un punto dolente perché se scrivete la verità, sicuramente di qualcuno non parlerete bene e se la persona in questione è ancora viva il tutto potrebbe ritorcersi contro di voi. Potreste mettere dei nomi fittizi o saltare alcuni passaggi, in ogni caso state cauti. Scrivere un’autobiografia è un po’ come mettersi a nudo per cui chi la leggerà conoscerà molti aspetti di voi che prima gli erano sconosciuti. Tenete conto anche di questo, perché potrebbe cambiare il modo in cui le persone vi vedono o come vi considerano.


A mio parere, decidete di scrivere un’autobiografia solo se:

  • Avete vissuto esperienze fuori dal comune
  • Avete viaggiato in molti posti e visto/conosciuto personalità e visitato luoghi
  • Avete vissuto esperienze traumatiche dal quale vi siete risollevati, come, per esempio, il risveglio dal coma e la vita diversa che avete fatto dopo
  • Avete avuto una vita sfortunata fin dall’infanzia ma con la forza di volontà siete riusciti ad emergere e ad ottenere la vita che meritavate.


Ecco, in questi casi potete pensarci, ricordandovi che un’autobiografia serve a conoscere una persona, per cui dovrete avere di che raccontare. Inoltre può servire anche per il lettore per trarne insegnamento, ad esempio per quanto detto nell’ultimo punto.

Come insegna l’ebook, scrivere l’autobiografia è terapeutico, perché si tira fuori tutto, anche ricordi ed emozioni che si credevano dimenticati, si riscopre il nostro vero io riversando tutto sulla carta (o sul pc). La stessa cosa la potete ottenere anche scrivendo un diario, che non ha nessuna controindicazione (se non quella di non farlo leggere a nessuno) e che potete iniziare a scrivere fin d’ora.


Lara Zavatteri

29 apr 2013

Come imparare a rispettare gli alberi

Gli alberi svolgono molte funzioni importanti in natura e per l’uomo stesso, eppure molte volte vengono maltrattati ingiustamente. Difendere gli alberi è un tutt’uno con la difesa a tutto tondo della natura, vi consiglio di leggere ai bambini (ma anche agli adulti) l’ebook “Dobbiamo rispettare la natura” dell’autrice Patrizia Riello Pera.



Primo: perché gli alberi fanno del bene? La presenza di alberi, di vario tipo, è importantissima in natura per vari motivi. Il primo, soprattutto per le città inquinate, è la capacità degli alberi di ridare ossigeno a zone in cui insiste la cappa di smog, un contributo che non è indifferente se gli alberi sono molti. Non s’intende dire che bisogna piantare una foresta, ma ogni nuovo albero contribuisce a ripulire l’aria dalle scorie.


La seconda funzione degli alberi è quella di conservare la biodiversità, con la presenza di insetti e piccoli mammiferi che cercano proprio quell’albero per nutrirsi (può essere il caso, ad esempio, del maggiociondolo o dell’”albero delle farfalle” così chiamato perché è prediletto da questi insetti). È il caso di api, calabroni, farfalle, maggiolini, ma anche uccelli, scoiattoli. In molti o su molti alberi gli uccelli costruiscono il loro nido, invece gli scoiattoli usano le cavità degli alberi per riporre le scorte di cibo in prossimità del letargo e del lungo inverno.

La terza funzione è di livello estetico. Vedere degli alberi con i loro colori, anche in autunno quando (ad esempio gli aceri) si colorano di giallo o rosso, o nel verde intenso della primavera, è qualcosa che spezza il grigio delle metropoli e rende le città più abitabili. Ovviamente questo vale dappertutto, ma gli alberi sono particolarmente apprezzati in quei luoghi dove abbonda il cemento e di natura se ne vede davvero poca.

C’è anche una quarta funzione, quella storica. Molti alberi, se riescono a crescere nell’ambiente adatto, con la giusta luce, calore e acqua, riescono a crescere per anni vivendo anche per centinaia di anni. Raccontano la storia di un territorio, infatti sono “testimoni” muti di ciò che è avvenuto in una zona nei secoli. Lo testimonia la forma dell’albero, le sue eventuale bruciature (dovute ai fulmini), i segni di possibili malattie che l’hanno colpito e, se crolla, gli anelli del tronco, più o meno larghi, fanno capire quanti anni aveva l’albero e come sono state le estati-anelli stretti estati con poca acqua, larghi con molta acqua-.

Gli alberi possono essere anche alberi da frutto, da piantare se avete un giardino ed inoltre possono rivestire anche un valore affettivo. Anne Frank dal suo nascondiglio segreto ad Amsterdam poteva vedere, da uno spiraglio di finestrella, un ippocastano che cambiava con il mutare delle stagioni. L’albero di Anne è stato conservato per molti anni, proprio per il grande valore simbolico che esso rappresentava.

Come fare per rendere più verde la vostra zona. Dopo esservi informati di possibili restrizioni (proprietà del terreno, regolamenti comunali ecc..) potete piantare un albero per contribuire a rendere più verde il pianeta, per tutti i motivi che ho indicato. Vi basta andare in un vivaio e scegliere una pianta, farvi dare tutte le indicazioni per piantarlo nella zona giusta (alcune piante prediligono l’esposizione all’ombra, altre più al sole) e tutto ciò che serve per far crescere bene la pianta. Poi, piantatela in un prato, un parco, un’aiuola, in un pezzetto di verde dove sapete di poterlo fare. Curate la pianta, quando piove poco innaffiatela per evitare che si secchi e muoia, quando notate strane macchie o altro di questo genere informatevi perché potrebbe essere una malattia da debellare con appositi prodotti che si trovano in fioreria. Insomma non abbandonate la pianta, curatela costantemente.

Non avete trovato una zona dove mettere la pianta? Cominciate dal vostro terrazzo o balcone, prendete una pianta che cresce lentamente, come un pino, e cambiate il vaso man mano che la pianta diventerà grande. Non avrete bisogno di molto spazio e inoltre ci vorranno anni prima di avere una pianta troppo grande per restare in casa. A quel punto, che fare? Se andate in ferie in zone come la montagna o la campagna, portatelo con voi e chiedete dove potete piantarlo. Assicuratevi che non si trovi in una zona trascurata e che anche dopo la vostra partenza riceva cure, se per esempio la mettete in un parco, altrimenti lasciatela nel bosco, il suo habitat naturale, dove troverà tutto il nutrimento di cui avrà bisogno.

Non solo alberi. Se volete contribuire potete oltre che piantare un alberello sul terrazzo, piantare fiori che non cresceranno mai troppo da dover essere spostati. Anche in questo modo contribuite a rendere migliore la Terra, anche se sembra un gesto da poco in realtà non lo è.

Imparate a conoscere gli alberi. Chi abita in montagna ha più familiarità con gli alberi, li riconosce, sa a quale specie appartengono. Chi invece abita in città spesso non ha questa fortuna, perciò se siete tra questi approfittate di gite fuori porta e ferie per avvicinarvi al mondo degli alberi. In alcune zone esistono itinerari appositi da percorrere a piedi con le indicazioni relative agli alberi che s’incontrano. Ve ne indico uno, è in val di Peio, dal paese di Cogolo a Peio (o il contrario) con varie piante e tabelle con le loro caratteristiche e i loro usi attuali e del passato.

Educate i bambini. Fin da piccoli è importante conoscere e rispettare la natura. Educate i bambini a conoscere gli alberi e a non maltrattarli, ad esempio scrivendo sulla corteccia, strappando i rami o altro, perché gli alberi come ogni creatura vivente soffrono per questi sfregi. Leggete insieme libri che parlano degli alberi, come ad esempio l’ebook che vi ho consigliato, fate in modo che capiscano l’importanza di tutelare questi amici verdi.

Fatevi sentire. Capita a volte di sentire di petizioni di quartiere per non abbattere degli alberi, specie quelli più antichi. Partecipate, non restate a guardare, magari la vostra firma potrebbe essere quella decisiva. Potete trovare occasionalmente petizioni da firmare anche su siti come Greenpeace o altri che si occupano di natura, firmate. Gli alberi meritano di essere protetti.


Lara Zavatteri


25 apr 2013

Come conoscere storie dei pazzi nella Storia

Oggi vi consiglio questo libro, per tutti quelli che sono appassionati di Storia e delle vicende di personaggi storici. Si tratta del libro “I pazzi della Storia” dell’autrice  Alejandra Vallejo-Nagera, che narra alcune tra le storie più incredibili riferite a personaggi che, nel bene e nel male, hanno segnato un’epoca.

Come conoscere storie dei pazzi nella Storia


Uno in particolare è colui che vedete in copertina, Rasputin. Più che un pazzo, sicuramente era un uomo capace di manipolare le persone e di raggiungere sempre e ad ogni costo i suoi obiettivi.


Rasputin, chi era costui? Rasputin era un modesto contadino e monaco russo che dalle campagne in maniera misteriosa si trovò alla corte dello zar Nicola II, da dove non si sarebbe più mosso per diversi anni, accumulando una fortuna in rubli, oro e pietre preziose. La scusa per introdursi a corte fu probabilmente la malattia di Aleksej, il più piccolo dei figli dello zar ed erede al trono (prima di lui erano nate quattro sorelle, tra cui la celebre Anastasia), malato di emofilia, una malattia che spesso gli provocava crisi dalle quali si riprendeva sempre per miracolo.


Rasputin iniziò a curare l’erede al trono che parve star meglio: da questo momento lo zar e soprattutto la zarina Alessandra lo vollero sempre a corte, quasi venerandolo come un santo. Sono rimaste diverse lettere scritte dalla zarina, in cui si può leggere chiaramente come qualsiasi decisione, perfino di ordine politico, fosse ponderata a seconda del parere di Rasputin. Insomma quest’uomo nel giro di poco tempo riuscì ad abbindolare la zarina, lo zar e molte persone che in Russia credevano nelle sue capacità taumaturgiche.


Rasputin venne visto come un guaritore, in generale, ma, come detto, fu anche venerato al pari di un santo, benché un santo non lo fosse davvero. Non solo aveva amanti ovunque, ma con la fortuna accumulata anno dopo anno poteva concedersi lussi di ogni sorta. Poco alla volta però in Russia cominciarono a circolare anche voci differenti, che lo dipingevano come un arrogante arrampicatore sociale, una sorta di diavolo (anche esteticamente faceva paura, basta vederlo in foto) e iniziarono anche i complotti per eliminarlo.


Un punto in particolare fa riflettere. Si vociferava che Rasputin potesse predire il futuro, perché allora non avvertì la famiglia Romanov del pericolo imminente, prima che questa fosse deportata e poi assassinata? Comunque, alla fine Rasputin fu ucciso da un complotto ordito da nobili, ma per eliminarlo ce ne volle. La descrizione della sua uccisione fa rabbrividire. Rasputin, invitato a cena da uno dei congiurati, mangia e beve pietanze avvelenate senza risentirne, così alla fine si decide di sparargli, ma nonostante vari colpi di pallottola riesce a fuggire nella neve, finché viene raggiunto e ancora trafitto da pallottole, poi gettato nel letto del fiume Neva dal quale riemergerà alcuni giorni dopo in un blocco di ghiaccio.


Insomma una fine surreale, tanto che perfino i congiurati ne restarono fortemente impressionati e credettero di avere a che fare sul serio con un essere soprannaturale. Che Rasputin fosse pazzo o meno, certamente ebbe la capacità di soggiogare molte persone con le sue presunte capacità, di diventare ricco, di influenzare perfino la famiglia imperiale. Ma forse è la forza dei pazzi quella di essere particolarmente astuti.
Lara Zavatteri

24 apr 2013

Come sfruttare il passaparola per il marketing

Il passaparola è uno strumento di marketing molto efficace, gratuito e spesso sottovalutato. Invece, proprio l’acquisto di uno o più dei vostri prodotti grazie al “sentito dire da qualcun altro” può diventare un vostro punto di forza. Trovate tanti spunti nell’audiolibro “Le 10 regole d’oro del passaparola” dell’autore Roberto Tiby.



Cos’è. Il passaparola s’innesca quando una persona parla bene di un prodotto. Avrà acquistato in precedenza quel prodotto, ne è rimasta soddisfatta e decide di condividere questa esperienza con una o più persone. Viviamo nell’era della condivisione, per cui il passaparola è una condivisione su larga scala.


Perché è utile. Il passaparola per il marketing è utile per due motivi. Il primo è ovviamente per farvi conoscere e per far conoscere i vostri prodotti, il secondo è perché generalmente chi fa passaparola lo fa parlando bene di ciò che ha acquistato, quindi dando valore al prodotto. Ascoltando questa persona, gli altri saranno più convinti della validità di ciò che voi offrite. È per questo che prima di acquistare un prodotto si cercano le recensioni, che alla fine non sono altro che un passaparola scritto. Se si trovano commenti buoni, si è maggiormente motivati a spendere per quel particolare oggetto o servizio.


Come innescarlo durante la presentazione di un vostro prodotto. Facciamo un esempio pratico. State presentando un prodotto ad un pubblico, magari durante una serata e vorreste applicare anche in questo caso il passaparola. Per farlo, la cosa più semplice è chiederlo a chi partecipa all’incontro. Chiedete di far conoscere ciò che proponete parlandone semplicemente con chi in quel momento non ha avuto la possibilità di essere presente. Un secondo modo è preparare prima dell’iniziativa dei volantini con le caratteristiche del prodotto, come acquistare, i vostri recapiti e se ne avete creato uno il link al vostro blog o sito, così il volantino potrà essere preso da chi partecipa ma potrà anche essere letto da altri, passando di mano in mano, oppure altre persone, leggendolo, si collegheranno al blog.


Fare passaparola in Rete. Nell’era di Internet, fare passaparola vuol dire condividere, come ho detto prima. Innescate un passaparola cominciando a condividere voi, sui social network, alcuni contenuti importanti che avete pubblicato sul vostro spazio web, condividetelo in primis con gli amici e con coloro che già hanno acquistato il vostro prodotto. Il passaparola in Rete può essere spontaneo, ma potete anche chiedere di condividere contenuti che rimandano a ciò che vendete.


Usate i commenti e le recensioni. Quando su Internet vi arrivano dei buoni commenti sul vostro prodotto, non dimenticateli. Sono un ottimo modo per promuovervi e per dare nuova spinta al passaparola. Idem per le recensioni, non lasciatele in un angolo ma mettetele bene in mostra e condividetele, ringraziate sempre chi ha acquistato il vostro prodotto e ha trovato il tempo per parlarne bene, perché non è per nulla una cosa scontata. Le buone opinioni su ciò che volete vendere sono una miniera d’oro per farvi acquisire credibilità e per spingere altre persone a conoscervi, chiedervi magari informazioni e quindi provare l’acquisto del vostro prodotto.

Lara Zavatteri




22 apr 2013

Come decidere di adottare un animale e altri consigli

Se avete deciso di adottare un animale, un cane, un gatto o altro animale che sia, fatelo consapevolmente. Come detto più volte su questo blog, gli animali non sono giocattoli e adottarli è una scelta per tutta la vita. Vi consiglio anche di leggere l’ebook “Dizionario bilingue. 40 animali ele loro emozioni” di Jeffrey M.Masson, disponibile anche in versione cartacea, per saperne di più sulle emozioni e i modi di farsi capire dei nostri amici a quattro zampe.

Come decidere di adottare un animale   e altri consigli


In quanti siete? Prima di valutare l’adozione, tenete conto di quante persone siete in famiglia. Se avete dei bambini, a volte può essere un problema adottare un cane dal canile, perché se per esempio sono troppo rumorosi e il cane è traumatizzato da brutte esperienze precedenti, cercherà soprattutto un po’ di pace. Se avete persone anziane che deambulano con un bastone, potrebbe ricordare al cane (o altro animale) i maltrattamenti subiti.


Avete lo spazio? Non serve una reggia per avere un animale in casa, ma lo spazio sufficiente sì, meglio se avete anche un terrazzino se siete in città o un angolo verde, oppure se avete la possibilità di usufruire di parchi dove portare il cane. Se abitate in montagna/campagna lo spazio per lasciare anche libero il cane non vi dovrebbe mancare.

Quante ore state via da casa? Spesso gli animali che sono stati abbandonati soffrono molto quando restano da soli, perciò tenete conto di quanto tempo passate lontani da casa, valutate se altre persone della vostra famiglia possono occuparsi del vostro amico peloso quando non ci siete o se potete portarlo con voi, ad esempio se avete un’attività in proprio.

Quale animale scegliere? Informatevi sulla taglia, se volete adottare un cucciolo, perché potrebbe crescere molto, in ogni caso valutate in base ai criteri sopra descritti se adottare un cane, un gatto, ma anche un criceto o altri animaletti che purtroppo subiscono anch’essi maltrattamenti da parte dell’uomo o vengono gettati via durante le vacanze. Informatevi al canile o strutture dove gli animali sono ospitati sulle loro abitudini e su come comportarvi soprattutto all’inizio, quando l’animale deve ancora prendere confidenza.


E se adotto un trovatello? A volte può capitare di imbattersi in qualche animale abbandonato, ferito o comunque disorientato e spaventato. La prima cosa da fare è portarlo dal veterinario per una visita ed eventualmente delle cure, inoltre per i cani se al cane è stato inserito il microchip (obbligatorio) si potrà risalire al padrone e procedere anche con una multa o comunque secondo ciò che prevede la legge per coloro che come nulla fosse abbandonano gli animali. In questo caso, chiedete consiglio al veterinario su abitudini alimentari e sul modo migliore per fargli superare il trauma dell’abbandono. Inutile dire che se invece siete testimoni di maltrattamenti inflitti ad animali avete il dovere di avvertire le forze dell’ordine per evitare altri patimenti agli amici pelosi. Non giratevi dall’altra parte o potrebbe essere troppo tardi per loro. Soccorreteli se li vedete feriti, portateli al più vicino ambulatorio veterinario, non lasciateli morire sul ciglio di una strada.


Come ultima cosa, vi ricordo l’iniziativa che ho promosso con altri 15 autori, il libro Amici per sempre. Storie vere di animali i cui diritti vanno all’Associazione Canile di Naturno Onlus di Naturno (Bz) che si occupa di cani, gatti e altri animaletti e che potete contattare se volete adottare un amico. Se volete conoscere l’iniziativa vi invito sul blog "Amici per sempre.Storie vere di animali"


Lara Zavatteri


17 apr 2013

Come essere creativi per trovare lavoro

In questi duri tempi di crisi, ormai trovare lavoro pare un’utopia per molti. Ma se anziché cercare un lavoro, lo creaste voi, con le vostre idee e le vostre mani? Oggi vi suggerisco l’ebook “Essere creativi” dell’autore Marco Orlandi, che uscirà per la Bruno Editore il prossimo 10 maggio. Nel frattempo se cliccate sul sito e su calendario, trovando l’ebook potete scaricare gratis un’anteprima.

Come essere creativi per trovare lavoro


Perché essere creativi. Perché attualmente pensare nuovi modi per guadagnare pare essere l’ultima frontiera prima di inabissarsi nella disperazione della mancanza di lavoro. Creare il proprio lavoro, anziché aspettare di trovare l’annuncio giusto, potrebbe essere la strada giusta anche per voi.


Che tipo di lavoro. Ecco alcune idee che potrebbero esservi utili per creare un vostro lavoro, cominciando dalle vostre passioni. Non è un’assurdità, perché proprio ciò che sapete fare meglio e che vi da gioia nel farlo può essere la chiave per creare un lavoro che non vi aspettavate. Fare da sé non è facile, ma non è impossibile. Se siete motivati, potete fare qualunque cosa (anche quando vi dicono che è impossibile). Potete, per esempio:

  • Iniziare a scrivere un ebook o un libro sulla vostra passione, che può essere il giardinaggio, la pesca, la falegnameria, pubblicarlo con un sito di print on demand come Photocity o Youcanprint e guadagnare grazie a questo prodotto.
  • Vendere online oggetti che realizzate voi, da piccole sculture a bracciali, da manufatti creati con lana, pizzo o altro a lavori in legno o altri materiali. Se non avete uno spazio espositivo, affidatevi al web, create un vostro blog con le immagini dei vostri lavori, la descrizione e il prezzo, cercate di essere accattivanti e di proporre cose originali e inizialmente almeno a prezzi moderati. Su Internet trovate anche siti che vi permettono di vendere le vostre creazioni, come eBay.
  • Fate consulenze. Siete particolarmente esperti di una tematica e magari avete sempre aiutato gratuitamente le persone, quando ve lo chiedono? Iniziate a farvi pagare per le informazioni che fornite. Per esempio, se siete dei maghi con il computer, Internet, siti e blog, e finora avete date dritte o avete addirittura creato gratis dei siti, blog o forum per gli altri, ora pensate a questo come a un lavoro.
  • Create dispense su ciò che gli altri cercano. Agganciandomi a quanto detto sopra, potete anche creare delle guide, dei tutorial che venderete a chi vi chiede aiuto, offline o online.
  • Progettate dei laboratori. Siete brave in cucina? Attualmente spopola la mania di creare torte spettacolari e dolci che stupiscono, non solo per la bontà, ma anche esteticamente (avete presente Buddy Calastra su Real Time o Torte in corso con Renato?), per cui potreste specializzarvi in questo. Insegnare agli altri ciò che voi sapete fare alla perfezione è un’arte che può farvi guadagnare, con il passaparola il marketing è assicurato. Ovviamente può valere per molti laboratori, da quello sull’arte al teatro, dal fai da te alle letture per bambini e così via.
  • Organizzare corsi. Se avete competenze specifiche, ad esempio per insegnare arti marziali, yoga, esercizi di questo genere, oppure se volete approfondire ulteriormente ciò che potete fare a livello ridotto in un laboratorio (i corsi durano di più), organizzate un corso.


Trovate le risorse. Per laboratori e corsi potete utilizzare la vostra casa, il garage (se si tratta del fai da te, falegnameria o simili) o chiedere in Comune se potete usufruire di sale (chiedete anche se sono a pagamento) o rivolgervi a qualche associazione.

Fate ricerche su Internet per trovare siti che possano ospitare i vostri lavori, oppure per aprire un blog e per iniziare a farvi pubblicità.


Marketing a tutto andare. Ovviamente, dovete farvi conoscere per iniziare a guadagnare. Come detto il passaparola è un potente strumento di marketing da non sottovalutare, potete poi crearvi pagine sui social network, iscrivervi a forum di settore e lasciare il vostro link nei commenti (leggete sempre prima il regolamento del forum stesso), trovare altre persone che potranno darvi dei consigli. Realizzate bigliettini e brochure con le vostre attività e i vostri lavori e distribuiteli, lasciateli in luoghi come le biblioteche, i punti lettura e se acconsentono anche in negozi specializzati. Per esempio, se volete fare dei laboratori sul giardinaggio, potreste lasciare il vostro materiale in fiorerie, serre e posti simili.


Chiedete ai vostri primi clienti di lasciarvi un commento, su Internet o scritto su un guest book, un libro che avrete quando organizzate corsi o altro. Insomma fate in modo che se altre persone volessero rivolgervi a voi, possano in futuro trovare dei commenti positivi sul vostro lavoro: è uno dei motivi principali per cui altri potranno contattarvi e un potente strumento di marketing.


Fate più cose. Magari avete iniziato con un laboratorio, è andato bene e ne avete fatti altri sempre con successo. Da queste esperienze potrebbe nascere un ebook da vendere online oppure un libro in edizione cartacea (o entrambi), così dalla vostra prima esperienza potrete guadagnare anche in altri modi, ad esempio offrendo consulenze specifiche del settore per cui organizzate laboratori. Insomma partendo da un’idea potrete creare molti modi per guadagnare.

Ci vuole del tempo per trovare l’idea giusta, iniziare a metterla in pratica e per cominciare anche a guadagnare, ma la motivazione è la molla capace di farvi andare avanti. Se avrete costanza e inventiva, se sarete intraprendenti vi verrà in mente il lavoro giusto da cui ripartire, il resto verrà da sé un po’ alla volta anche con il lavoro di marketing che farete.

Non scoraggiatevi se non avete alti guadagni, l’importante è iniziare, valutare la cosa, eventualmente cogliere anche suggerimenti per migliorarvi. Ci vuole, ripeto, del tempo, ma creare da soli il vostro lavoro potrebbe essere l’idea vincente di questi tempi. Segnatevi l’uscita del nuovo ebook per imparare a essere maggiormente creativi e intanto scaricare l’anteprima. Non sempre la creatività si raggiunge da soli, bisogna stimolarla, specie se non l’avete mai fatto prima d’ora. Ecco perché questo ebook può aiutarvi a tirare fuori nuove idee e soluzioni per un lavoro su misura per voi.

 

12 apr 2013

Come capire e trasformare la rabbia con un ebook

Oggi vi suggerisco un ebook utile per comprendere meglio la rabbia e trasformarla in qualcosa di positivo, senza esplodere tutte le volte anche per un nonnulla. L’ebook s’intitola “La mucca nel parcheggio-Zen anti-incazzature” degli autori Leonard Scheff e Susan Edminston, volendo è disponibile anche in versione cartacea.

Come capire e trasformare la rabbia


Per chi è adatto questo ebook. Ovviamente, non si tratta di un ebook che consiglierei a tutte quelle persone che, qualunque cosa accada loro, non si scompongono, a chi insomma sa restare calmo anche in quelle situazioni in cui altri scoppiano e ne dicono di tutti i colori all’altra persona. Quindi indico questo ebook a tutti coloro che vogliono comprendere meglio la loro rabbia, cercare di gestirla e appunto di trasformarla in qualcosa di positivo, anche se non è un percorso facile.


Normalmente viene consigliato di contare fino a dieci quando si è sul punto di esplodere e dire o fare cose di cui poi ci si pente. Il problema è che è difficilissimo contare fino a dieci, perché quando una persona è davvero arrabbiata arriva al massimo all’uno. Questa tecnica può andar bene al telefono, quando si sta litigando, più che altro perché non si vede la persona, infatti molte volte lo sguardo, le espressioni e ciò che fa o non fa l’altra persona irrita ancora di più.


Ci sono molte situazioni in cui ci arrabbiamo troppo, e la rabbia eccessiva non fa bene alla salute. Ecco perché capirla e mettere in atto soluzioni come quelle proposte in questo ebook può far bene, per evitare di compromettere la nostra salute e raggiungere un livello di stress intollerabile. Quando ci sia arrabbia molto contro qualcuno, di solito poi ci si pente e si avvertono forti sensi di colpa, perché sono state dette frasi che non si pensavano per niente. Questo può essere un modo per tenere sotto controllo la rabbia, pensare a come vi sentirete male dopo, quando la sfuriata sarà passata. Un altro modo può essere pensare a cosa rischiate di perdere: l’affetto di una persona, la sua stima e la stima verso voi stessi.

Un modo per evitare di scoppiare è parlare, cioè non gridare ma sforzarsi di parlare il più normalmente possibile con la persona cercando di far comprendere il vostro punto di vista, ciò che non vi è chiaro o che l’altra persona invece non ha capito. Contemporaneamente, gesticolate: in questo modo scaricate un po’ di rabbia e date solo l’impressione di voler dare maggiore enfasi alle vostre parole.


Pensate a modi per scaricarvi. Non accumulate la rabbia, fatela uscire. Cercate di fare esercizio fisico, basta anche solo una passeggiata veloce di mezz’ora o una corsa e ricordatevi che non arrabbiarsi non deve significare diventare passivi.


Farsi valere non vuol dire arrabbiarsi, ma non subire senza far nulla. È giusto farvi valere quando siete in fila alla cassa e qualcuno vuol fare il furbo e passarvi davanti, per fare un esempio, ed è giusto non tacere quando voi o altre persone siete vittime d’ingiustizie. Insomma controllare la rabbia non deve diventare per voi un modo per farvi scivolare addosso qualunque cosa, reagire va bene purché nel limite. Leggete l’ebook per capire come reimpostare la vostra vita. Buon fine settimana

Lara Zavatteri


11 apr 2013

Come migliorare le immagini prima di inserirle in un blog

Se avete un blog e non siete molto esperti, potete inserire oltre al testo anche delle immagini vostre o prese dalla Rete. Vi suggerisco anche di leggere per i più piccoli "Fotografi pronti allo scatto!" di Silvia Morara e Emanuela Bussolati.

Come migliorare le immagini prima di inserirle in un blog

Prima fase, controllo prima di inserirle. Se avete delle immagini sulla macchina fotografica digitale, scaricatele sul computer, oppure con uno scanner fatele passare nel vostro pc. A questo punto, bisogna verificare che le immagini siano corrette e idonee prima di essere inserite sul computer. Potreste avere già un programma che si occupa dell’editor delle immagini, altrimenti potete trovarne di gratuiti in Rete, come Picasa o Gimp.


Cosa controllare:
  • Le immagini devono essere nitide, quindi non sfocate e non in movimento
  • Le immagini non devono avere degli elementi di disturbo, ad esempio se non avete centrato la foto ai lati potrebbero comparire soggetti che non v’interessano e stanno male nell’immagine, come lampioni della luce, fili dell’elettricità (attenzione quando scattate, spesso non ci si fa caso) o oggetti simili;
  • La luminosità. Anche se usate il flash, a volte le immagini risultano troppo scure o chiare una volta sul pc;
  • Il contrasto tra chiari e scuri, vale come sopra;
  • I colori, ad esempio con i programmi di fotoritocco potete aumentare uno o più colori, come il rosso o il viola;
  • La grandezza, nel caso ritagliate l’immagine con l’apposito sistema che si trova in ogni programma per le immagini;
  • L’originalità, cercate di non mettere sullo stesso blog immagini che assomigliano molto ad altre che avete già utilizzato. Quando potete, cercate di usarne di vostre, così sarete sicuri che non le ha nessun altro.

Tutti questi accorgimenti potete facilmente metterli a posto usando Gimp o Picasa, ognuno permette poi tutta una serie di funzioni come il bianco e nero da una foto a colori, vari effetti come il marmorizzato, il dipinto ad olio, il puzzle, o la possibilità di scrivere sopra del testo.

Quando l’immagine è pronta, potete inviarla al blog e pubblicarla. Se passate sopra l’immagine del blog prima di pubblicare, compariranno delle scritte sia per cambiare, eventualmente, la grandezza dell’immagine nel blog (media, grande, piccola) sia per la posizione (ad esempio centrata o a destra), vi basta cliccare per rendere effettiva la modifica.

e cercate invece un’immagine con Google, potete anche fare una ricerca più specifica. Google infatti vi da la possibilità di ricercare quell'immagine o logo solo di un determinato colore, così da differenziarvi un po’. Se per esempio avete scritto un post su Twitter, un modo per differenziarvi un po’ può essere quello di pubblicare l’immagine del logo di un colore diverso dal suo azzurro, ad esempio verde, basta cliccare sugli strumenti di Google al momento della ricerca e dallo spazio dei colori scegliere quello che preferite nella griglia.

Se cercate delle immagini in movimento, sempre da Google o un altro motore di ricerca inserite il nome del soggetto che desiderate visualizzare seguito da.gif, estensione che identifica le immagini in movimento.

Quando scannerizzate le immagini, fate in modo da avere almeno 300 come valore di riferimento e guardate sempre l’anteprima prima di dare il via al comando di scannerizzazione, così vi renderete conto di come apparirà l’immagine e potrete modificare anche parametri come la luminosità.

Lara Zavatteri

10 apr 2013

Come scoprire le novità di Facebook

Facebook è sempre in continua evoluzione e si è rinnovato con alcune novità. Per scoprirle e sapere come comportarvi, vi suggerisco di leggere questo post oltre all’ebook “L’arte di sedurre con Facebook” di Marcus80 se siete alla ricerca dell’anima gemella e volete cercarla sul social network.

Come scoprire le novità di Facebook

Nella home, pagine che non avete cliccato. Soprattutto nelle ultime settimane, può esservi capitato di trovare nella vostra home page, mentre la scorrete, delle notizie provenienti da pagine in cui però voi non avete mai cliccato su mi piace. Si tratta di un modo per fare marketing basato sulle ricerche che avete svolto sul social, sulle pagine simili o i gruppi di cui fate parte e sui vostri gusti. In poche parole non siete stati voi a cliccare la pagina (ne qualche intruso per voi) vi viene proposta solo perché si pensa che possa interessarvi visto i contenuti che propone, infatti a lato potete cliccare su mi piace o lasciare perdere.


Dove sono finite le mie pagine? Se avete creato delle pagine su Facebook, le vedete sulla sinistra sotto forma di logo, ma se ne avete più di una potreste non vederle tutte. Sono scomparse? Certo che no. Sono solo temporaneamente nascoste, infatti vi basta cliccare sulla freccetta con il nome “altro” per vedere anche le altre pagine. Se inoltre proseguite in questa colonna trovate i gruppi e potete vedere tutti quelli cui siete iscritti sempre cliccando altro e le applicazioni o i giochi che usate o cui siete stati invitati.

Sciegliete cosa vedere. Nella home page, avete la possibilità di filtrare i risultati e vedere solamente ciò che v’interessa in quel momento. Basta cliccare in alto a destra su “notizie” e appare un lungo elenco di possibilità:
  • più recenti, permette di visualizzare i post pubblicati da meno tempo sul social;
  • musica, consente di vedere post con video o audio postati da amici che amano la musica o pagine che hai cliccato dei vostri artisti preferiti;
  • potete scegliere di visualizzare tutti o solo gli amici più stretti, o i familiari, o i semplici conoscenti, o ancora le persone che fanno il vostro stesso lavoro (se l’avete inserito) o che abitano nella vostra stessa zona (se l’avete specificata)
  • Foto, vedete solo le immagini postate dagli amici
  • Giochi, quelli cui potete partecipare, siete stati invitati o a cui giocano gli amici.

Se inoltre in precedenza avete gestito delle liste di utenti, suddividendoli secondo determinate caratteristiche, qui potete gestirle e vedere solo i post di coloro che ne fanno parte.

Promuovere i contenuti delle pagine. Quando pubblicate un post in una delle vostre pagine, può apparirvi una finestrella che v’invita a promuovere quel post, con un budget in denaro da determinare. Se volete fare promozione non vi resta che determinare il prezzo e il tempo d’inserzione, altrimenti cliccate su annulla e lasciate perdere.

Queste sono le principali novità presenti, al momento (non si sa mai quando saranno apportate nuove modifiche) su Facebook, un modo più organizzato per visualizzare i contenuti e molti suggerimenti che, a volte possono tornarvi utili, nel caso delle pagine suggerite.


Lara Zavatteri

9 apr 2013

Come conoscere il nuovo modo di spedire messaggi con Gmail

Gmail è la mail di Google e recentemente ha cambiato alcune cose per rispondere o inviare messaggi. Niente paura, nulla di difficile, ma ecco alcuni consigli. Vi suggerisco anche il libro “Tutto su Google” di Rosario Viscardi per conoscere applicazioni e funzioni di questo motore di ricerca.

Gmail


Dopo aver fatto il login, accedete normalmente a Gmail e alla posta, graficamente non è infatti cambiato nulla. Quando però dovete rispondere o inviare messaggi, anziché aprirsi lo spazio sotto il messaggio o un nuovo spazio per messaggi, sulla destra appare una finestra quadrata da cui dovrete inviare le mail.


Per un messaggio semplice, quindi fatto solo di testo, cliccate nella parte del destinatario e inserite l’indirizzo mail, se è già nella rubrica vi verrà suggerito da Google e vi basterà cliccare su ciò che compare. Fate la stessa cosa per il campo oggetto e nel terzo campo scrivete il vostro messaggio, quindi cliccate su invio, la finestra si chiude e in alto un messaggio vi avverte che il messaggio è stato inviato. Per rivederlo, cliccate su visualizza messaggio.


Se invece avete degli allegati da spedire con il testo, potreste avere qualche problema nel cliccare sulla graffetta che vedete in fondo alla finestrella e che identifica gli allegati. A volte non si riesce a cliccare sulla graffetta, quando ce la fate accanto compare un segno +, cliccate lì e quindi su sfoglia per aprire il file da allegare, si apriranno i vostri documenti o lo spazio nel pc dove salvate i file, quindi procedete come al solito e inviate.


Invece, se non ce la fate, accanto alla graffetta vedete un altro simbolo, cliccate su quello, allegando con Google Drive. Cliccate, appare una finestra, cliccate su seleziona i file dal tuo computer, quindi selezionate dai documenti e quando vi chiede di condividere prima di inviare, cliccate per confermare. Potete anche optare per ritornare, ma solo temporaneamente, all’interfaccia precedente, se infatti guardate nella finestrella all’estrema destra vedrete una freccetta, cliccateci sopra e si apre un menù, dal quale sceglierete utilizza temporaneamente la vecchia interfaccia di scrittura, quindi confermate nei passaggi successivi e scriverete come prima i messaggi.

Passando accanto all’icona dell’allegato con il mouse vedrete altre icone che permettono di inserire un’immagine sfogliando tra i documenti o le immagini del vostro pc, ma anche link, inserendo direttamente l’url (indirizzo completo) nell’apposito spazio o un invito. In questo caso si apre un’altra finestra che dovrete compilare con tutti i dati riguardanti l’evento, che sarà poi inserito nella mail. Vedete anche la possibilità di usare le “faccine” mentre cliccando sulla A all’inizio trovate tutte le opzioni di formattazione, cioè il grassetto, il sottolineato il modo in cui disporre il testo (ad esempio, centrato o giustificato), lo stile e via dicendo, gli stessi che si potevano trovare nella modalità precedente di Gmail. Il cestino sulla destra serve invece per eliminare la bozza se non volete più inviare il testo.

Insomma, Gmail è cambiato, ma non c’è nulla di difficile da imparare. Gli strumenti a disposizione sono sempre gli stessi, a parte gli allegati che consentono due modalità di invio, basta un po’ di pratica per riuscire a capire come funziona.

Lara Zavatteri

3 apr 2013

Come fare le pulizie di primavera fase 2

Dopo aver pulito casa, dovrete fare spazio negli armadi al cambio di stagione, anche se finora il tempo sembra ancora invernale. Vi suggerisco di leggere il libro “Pulizie creative” di Elisa Nicoli, per una casa pulita in modo più ecologico.

Come fare le pulizie di primavera fase

Aprite l’armadio e tirate fuori i vestiti primaverili. Fate una cernita, mettendo da una parte quelli che magari hanno bisogno di essere lavati o di un’aggiustatina (ad esempio se si sono danneggiati). Quindi tenete presente che, normalmente, ognuno ha un cambio di stagione, vale a dire vestiti e abbigliamento per l’autunno-inverno e per la primavera-estate. Ovviamente avrete anche indumenti prettamente estivi, quelli più leggeri, ma non è il caso di metterli davanti al mucchio in questo momento.


Dopo aver svuotato l’armadio mettete nelle pile dietro i maglioni, i cardigan e tutta la maglieria più pesante che avete utilizzato durante l’inverno e che sicuramente non utilizzerete più da ora in avanti. Fate questo anche per i pantaloni, gli accessori (sciarpe, guanti, cappelli ecc..) e per le scarpe, lasciando fuori solo un paio di scarpe più grosse per eventuali emergenze (una nevicata improvvisa).


Per gli accessori, dotatevi di contenitori a scomparti. Li trovate nei migliori centri commerciali, sono dei contenitori in tessuto che permettono di essere inseriti in comò, comodini o di essere appesi nell’armadio, se ad esempio avete poco spazio, ed in ogni spazio potete riporre in ordine cinture, guanti, sciarpe di ogni misura e colore, foulard e tutto ciò che volete. Prendetene uno per gli accessori invernali e uno per quelli estivi, così risparmierete anche tempo nell’organizzazione e nel trovarli quando vi serviranno.


Tornando all’armadio, nelle pile centrali mettete gli indumenti più leggeri, quelli che potete usare in una giornata particolarmente calda ma che ancora non sono del tutto adatti a questo periodo. Mettete qui magliette più o meno lunghe, canotte, pantaloncini e così via. Nella pila davanti mettete tutto quello che metterete da ora in avanti, ovvero magliettine in cotone a maniche lunghe, maglieria più leggera, coprispalla con magliettine a maniche corte, vestitini. Abbinateli con giubbini, trench, spolverini, insomma giacche non pesanti ma capaci di ripararvi in una giornata di vento. Per le scarpe tirate fuori di nuovo le ballerine, le scarpe da ginnastica, tutte quelle calzature aperte che non coprono il piede e non lo costringono, come quelle invernali.

Abbiate cura di riporre ogni capo pulito, stirato e se necessario in una custodia (ad esempio per i cappotti invernali) o in scatole (per le scarpe), in modo da evitare che si rovinino a causa di umidità o possibili tarme. Aggiungete poi gli indumenti che avete lavato e messo a posto, inoltre fate un’altra cosa.

Guardate cosa manca. Fa bene all’umore, ma a volte serve proprio fare qualche nuovo acquisto di moda. Perciò date un’occhiata al vostro armadio e cercate di capire se vi manca qualcosa per questa primavera, sia una semplice maglietta sia un paio di pantaloni o un accessorio, poi partite per l’acquisto. Quando la stagione è più calda, spostate davanti la pila degli indumenti più leggeri, così li avrete sempre a portata di mano.


2 apr 2013

Come fare le pulizie di primavera fase 1

Ci siamo, la primavera è arrivata, almeno sul calendario, per cui arriva il momento delle pulizie di primavera nella casa. Ecco alcuni consigli, vi suggerisco di leggere anche il libro “Pulizie lampo” delle autrici Jennifer Fleming e Shannon Lush, per chi vuole sbrigarsela in fretta.

Come fare le pulizie di primavera fase

Prima cosa da ricordare, iniziate dall’alto. La prima cosa da fare è infatti quella di pulire in quei luoghi in cui si pulisce raramente, come sopra gli armadietti. Munitevi di scala e avanti tutta. Togliete eventuali soprammobili, eliminate carte di giornale o altro che potreste aver messo a protezione del mobile e pulite con un detergente specifico. Mentre asciuga, preparate altri giornali e pulite i soprammobili, quindi riposizionate il tutto. Procedete con quest’operazione in tutte le parti alte delle stanze.


Quando avete finito, via con lo spolvero. Iniziate dagli angoli delle pareti, che di solito non tocchiamo se non raramente e dove si possono formare piccole ragnatele. In questo caso sul piumino applicate uno straccio, altrimenti sarà poi impossibile toglierle dal piumino stesso. Fatto questo passate ai lampadari e all’intelaiatura delle finestre. Spolverate anche la parte esterna delle finestre se avete un piccolo davanzale in marmo o altro materiale: dovrete pulire anche quello, così un po’ di sporco già l’avrete eliminato.


Arrivati alla parte bassa, aiutatevi con l’aspirapolvere, non solo per raggiungere i punti più critici ma anche per pulire a fondo il divano. Togliete i cuscini (se non sono fissi), eventuali copridivano e passate l’aspirapolvere in tutti quegli angolini in cui polvere e sporco s’intrufolano. Lasciate all’aria i cuscini e copridivano, quando avete finito sbatteteli energicamente e riposizionateli.


Passate l’aspirapolvere in tutte le parti basse della casa, anche per togliere polvere a soprammobili (occhio che non li aspiri). Anche se in seguito dovrete ripassare, il “grosso” dello sporco se ne sarà già andato. Finita questa fase, passate con un prodotto specifico per pulire i vetri sia internamente sia esternamente, soprammobili e altro che ha bisogno di una lucidata.

Mettete all’aria i tappeti, riprendete l’aspirapolvere e passatela in modo da eliminare la polvere da ogni angolo, se avete letti a contenitore apriteli e passatela anche lì, perché la polvere entra anche in questo spazio. Lavate i pavimenti con un prodotto specifico e una volta asciugato, sbattete i tappeti e rimetteteli a posto, se sono da lavare mettettene di nuovi nel frattempo.


Date da bere alle piante, togliete le foglie appassite, cambiate il terriccio se necessario e se durante l’inverno sono cresciute molto anche il vaso. Quest’operazione fatela sul balcone, per evitare di sporcare all’interno. Se una o più piante soffre per la mancanza di luce, riposizionatela in un luogo in cui possa riceverne a sufficienza. Se avete piante sul terrazzo, è ora di rimetterle in sesto allo stesso modo, dipende poi anche da che tipo di piante avete, alcune possono aver bisogno di una piccola potatura o altre di essere trapiantate in giardino o in vasi più capienti se non ne avete uno. Una volta terminato con le piante, pulite il terrazzo a fondo, ed il più delle pulizie è fatto.

Lara Zavatteri