1 ott 2014

Come scoprire il Vajont 50 anni dopo

Il prossimo 9 ottobre cadrà una triste ricorrenza, ovvero i 50 anni dalla “tragedia” del Vajont. Scrivo tragedia tra le virgolette perché quando si parla di tragedia è sottinteso che si tratta di qualcosa di inaspettato, mentre ciò che sarebbe accaduto alle popolazioni di Longarone, Ero, Casso e frazioni si sapeva da tempo ma per avidità si è andati avanti fino al giorno in cui più di 2000 persone hanno perso la vita.

 il Vajont 50 anni dopo

Per questo motivo, per ricordare cos'è stato, oggi vi suggerisco il libro e DVD di Mauro Corona, il libro è “Confessioni Ultime” ed ha allegato un DVD in cui lo scrittore di Erto ripercorre i luoghi in cui tutto accadde quel 9 ottobre 1963.

In questo libro si trova ancora una volta la voce di Mauro Corona, la stessa che ha raccontato tante volte, nei suoi libri, l’anima ferita di un paese ormai fantasma, Erto appunto, luogo dov'è nato e cresciuto, luogo toccato dal disastro non solo quella notte, ma soprattutto dopo. Chi ha letto cosa accadde dopo il Vajont lo sa: la popolazione di Erto si disperse in paesi in pianura, in pochi rimasero. Case e vie che per secoli erano state il cuore pulsante della valle rimasero chiuse per decenni, molte per sempre.

La ferita del Vajont, inflitta dai responsabili del Vajont, da un lato è infatti l’olocausto di migliaia di persone innocenti, spazzate vie dalla faccia della Terra in pochi secondi (si pensi a Longarone, di cui non rimase nulla se non una spianata bianca) dall'altro lo smembramento delle comunità, di quei paesi per secoli rimasti uniti e dopo il 1963 non più esistiti o, almeno, non alla stessa maniera.

Di tutto questo Mauro Corona ha sempre parlato anche nel romanzo “L’ombra del bastone” che, pur essendo una storia frutto di fantasia ricostruisce come doveva essere Erto e la valle in quegli anni, a cavallo tra fine Ottocento e gli anni Venti del Novecento: un paese popolato, vivo, tutto il contrario di quello silenzioso e diroccato che è attualmente.

Mauro Corona parla anche di sé, della natura, dei boschi che tante volte hanno fatto da sfondo anche alle fiabe per i più piccoli, del credere in qualcosa di più grande , più alto, nonostante tutto. Se non l’avete ancora fatto, vi consiglio di leggere i suoi libri, ad esempio “I fantasmi di pietra” in cui si parla proprio del paese fantasma di Erto, “Nel legno e nella pietra”, “Storia di Neve” ma anche, tra i primi “Gocce di resina”.

Confessioni Ultime è quindi un modo per conoscere più da vicino lo scrittore ma anche un modo per non dimenticare il Vajont. Il film in dvd è un videoreportage di Giorgio Fornoni che racconta Mauro Corona e i luoghi del Vajont. Se poi non avete mai visto dal vivo questi posti, andateci. Non solo alla diga, ma più su, dove ancora si vede la montagna brulla, dove si può vedere cos'è franato durante quella lontana notte e poi a Erto, dove tutto è silenzio, dove tutto sembra appartenere ad un passato che non ritornerà mai più.