28 nov 2012

Come scrivere in breve


Cosa significa scrivere in breve? Di certo non usare il linguaggio degli sms “t kiamo dp” (ti chiamo dopo) ma capire come si può scrivere cercando di evitare i periodi troppo lunghi. A questo proposito vi consiglio un libro novità che trovate sul sito Il Giardino dei Libri “140 caratteri” di Dom Sagolla.

Come scrivere in breve

Prima di tutto, perché scrivere periodi brevi?

  • I periodi lunghi stancano chi legge. Se per capire di che cosa si sta parlando un lettore deve leggere venti righe, non lo farà.
  • Si perde il filo del discorso. Se state scrivendo un articolo o una storia, se vi addentrate in un periodo troppo lungo alla fine ne voi ne chi legge si ricorderà del tema principale, insomma di cosa esprimeva quella frase, quel periodo;
  • Spesso nei periodi troppo lunghi si accumulano aggettivi che non servono. Una delle regole del giornalismo è quella di usare pochi aggettivi, mentre quando si scrive in periodi lunghi, chissà perché, si ha la tendenza a renderli ancora più lunghi e barbosi aggiungendo una quantità spropositata di aggettivi;
  • Le descrizioni eterne annoiano come non mai. Nelle storie, nei romanzi o nei racconti, a volte ci si trova di fronte a descrizioni di paesaggi, persone ecc... lunghe anche una pagina. Va bene cercare di rendere partecipe il lettore di un’atmosfera, cercare di fargli comprendere le caratteristiche di un paesaggio, ma quando è troppo si arriva al punto di evitare di leggerle.

Come scrivere in breve. Avete mai visto il film “Good Morning Vietnam”? Se non l’avete visto, uno speaker radiofonico, Adrian (Robin Williams) s’innamora di una vietnamita e finge di essere un insegnante di inglese. Capita in questa classe in cui nessuno capisce un tubo ed esordisce facendo capire che per le vie di New York nessuno li fermerà chiedendo “Mi scusi vorrei del pane nonché del burro” ma casomai dirà “Qua la mano, come va fratello?”. Questo per far capire che scrivere in breve significa anche scrivere un po’ come si parla, limando le pomposità e scrivendo l’essenziale.

Imparate a dire tutto con un tot di caratteri, ad esempio i famosi 140 del libro e di Twitter. Provate a scrivere una storia breve usando solo questi caratteri, nemmeno uno in più. Può essere un buon esercizio perché dovrete continuamente togliere caratteri, se siete persone che scrivono troppe frasi e troppo lunghe.

Osservate il parlato. Come ho detto prima, quando si parla si usano molte meno parole e più semplici, immediatamente capibili. Certamente non si può pensare di trascrivere esattamente il parlato in una narrazione (a meno che non si tratti di un discorso tra i personaggi) ma vi renderete conto di come parliamo per sottintesi, abbreviando e così via. I fronzoli nel parlato non esistono.

Domandatevi, ma io l’ho capito? Rileggete quello che avete scritto e fatevi questa domanda. Se la risposta è no, dovete togliere, eliminare righe, snellire passaggi sia che si tratti di un pezzo per un giornale sia di un racconto. Se scrivete per il web, a volte è ancora più importante imparare a scrivere tutto in poche righe. Potreste dover scrivere un articolo di attualità o di benessere in 200 caratteri, perché l’attenzione del lettore su Internet a volte è limitata e tende a scorrere tutto velocemente.