03 ott 2012

Come spiegare il giornalismo a scuola


Spiegare cosa significa scrivere per un giornale (o per il web) a bambini e ragazzi non è facile, ma basta applicare la regola base del giornalismo: essere semplici.

Come spiegare il giornalismo a scuola


Usate il disegno. I bambini sono più attenti quando si utilizzano dei disegni per spiegare dei concetti. Se siete insegnanti o giornalisti e dovete spiegare questo lavoro ai bambini, disegnate una piramide alla lavagna, dividendola in tre parti e colorando ognuna con colori diversi.


La prima parte sarà quella più in alto e la prima che i bambini dovranno tenere a mente prima di provare a comporre un articolo. In questa parte scrivete le fatidiche domande, le 5W: Chi? Che cosa? Dove? Quando? Perché? Sono le domande che devono avere risposta nelle prime righe di un articolo, così che il lettore del quotidiano (o della rivista) possa capire subito di che cosa si sta parlando.


Come. Per alcuni un’altra delle domande essenziali in questa parte dovrebbe essere il come: com’è accaduto un fatto, come si è svolto e via dicendo. In un pezzo è un particolare che deve essere inserito quando necessario, ma non per forza nella prima parte dell’articolo.


La parte centrale sarà quella in cui si sviluppa l’articolo vero e proprio, in cui si troveranno i dettagli, i virgolettati delle persone intervistate (se ce ne sono) e insomma il “corpo” dell’articolo vero e proprio. Una regola da evidenziare quando spiegate è che chi scrive non deve mai inserire considerazioni proprie o commenti personali, l’articolo dev’essere scritto con oggettività, evitando di inserire il punto di vista di chi scrive.


L’ultima parte della piramide conterrà le informazioni utili. Ad esempio, potrebbero essere numeri di telefono o mail se si è scritto di un’iniziativa cui il lettore può partecipare, oppure uno o più link per approfondire ulteriormente i temi trattati nell’articolo o per consentire al lettore di conoscere altri aspetti di quella realtà, per esempio se si è scritto di un’associazione.


Come ho preannunciato prima, la regola basilare è quella di essere semplici, capiti da tutti i potenziali lettori. Spiegate ai bambini che un articolo dev’essere compreso immediatamente da qualsiasi lettore, quindi non bisogna utilizzare paroloni (magari per impressionare o far sfoggio delle proprie conoscenze) o frasi troppo lunghe, perché altrimenti chi legge perderà il filo del discorso.


Il quotidiano in classe. È una pratica diffusa in molte scuole, quella di leggere il quotidiano in classe. Questo aiuta molto perché si comprende meglio come devono essere strutturati gli articoli, ma anche le differenze tra le parti del giornale: pagine di cultura, economia, attualità, locali, sport ecc..


Fate provare i bambini. Dopo le spiegazioni teoriche, invitate i bambini a scrivere un articolo da soli, seguendo le regole sopracitate. Potete offrire voi lo spunto o lasciare alla loro iniziativa, meglio se si tratta di piccoli episodi che hanno vissuto o cui hanno assistito, così da capire come riescono a descrivere la loro esperienza non sotto forma di tema ma di articolo.


Un giornalino di classe. Scrivere un giornalino in classe è un buon modo per avere familiarità con il giornalismo, seppure in piccolo. Ci sono molti modi, si può decidere di creare un giornalino cartaceo, magari uno al mese per i più piccoli, creando un “collage” dei loro lavori, si può fare più frequentemente con i bambini più grandi o chi frequenta le medie, usando il computer e stampando il tutto, oppure con un sito o-è molto più facile-usando un blog con più autori.


Lara Zavatteri

Leggete il libro “Da grande voglio fare il giornalista” di Pilar Lozano Carbayo


libro “Da grande voglio fare il giornalista” di Pilar Lozano Carbayo

DESCRIZIONE
Alex ha un sogno nel cassetto: diventare il direttore di un giornale. C'è solo qualche piccolo intoppo da risolvere... I soldi, per esempio. La paghetta settimanale basterà a finanziare il suo ambizioso progetto? Difficile. E i giornalisti? Dove li trova dei giornalisti disposti a collaborare con lui? Senza contare che non ha la minima idea di come si scriva un articolo...