21 set 2012

Come eliminare i rompiscatole

Oggi vi suggerisco un libro divertente ma utile per liberarsi definitivamente dei rompiscatole che infestano la nostra vita.

Ma dove sono? Inutile domandarselo, non occorre nemmeno starci a pensare. Di persone nocive, in grado di farci star male psicologicamente sicuramente ne avete a bizzeffe nella vostra esistenza. Ci può essere la vicina che vi tormenta per sapere tutto sulla vostra vita sentimentale e/o finanziaria (o entrambe), il capo cui non va mai bene nulla, ma anche perfetti estranei che come niente fosse si permettono di giudicare.

 Prima cosa, smettete di chiedervi perché. Lo dico per esperienza personale, è perfettamente inutile stare a rimuginare sul perché una persona si comporta male in un certo modo con noi. Se siete persone che quando vengono trattate male senza motivo stanno a chiedersi “Cos’avrò fatto?” o “Cosa c’è di sbagliato in me?” smettetela subito. Non c’è niente di sbagliato in voi, semplicemente c’è troppa gente che si diverte a impicciarsi degli affari altrui, a giudicare o che vive per architettare nuovi modi per dar fastidio al suo prossimo. Pare incredibile, ma è proprio così.

 Seconda cosa, aspettatevelo. Se finora avete vissuto su una nuvola rosa pensando che ogni individuo con cui vi relazionate sia per forza armato di buoni sentimenti, ripensateci. Con questo non intendo affermare che dovete vedere solo il peggio negli altri, ma solamente che dovete essere realistici e aspettarvi anche queste cose. Se ve lo aspettate, infatti, potete reagire.  

Terza cosa, affrontate chi vi rompe le scatole. Quando non ve l’aspettate, è difficile reagire ad una frase o un comportamento che vi feriscono. Di solito si resta ammutoliti con grande soddisfazione di chi vi ha trattato male. Imparate a reagire. Non dico di trasformarvi in Michael Douglas nel film “Un giorno di ordinaria follia” ma imparate a difendervi.  

Quarto passo, scrivete le risposte. Siccome è molto difficile avere la risposta giusta quando vi offendono o s’impicciano, iniziate a fare mente locale su ciò che v’infastidisce di più. Per fare un esempio, se siete oppressi da una persona che vi domanda continuamente informazioni sulla vostra vita, scrivetevi le risposte da dare e imparatele. Una cosa che funziona sempre in merito alle scelte sentimentali-c’è sempre chi domanda quando ti sposi, quando hai figli, quando divorzi, perché divorzi e chi più ne ha più ne metta-è rispondere “Sono un anticonformista” e stop.  

Quinto passo, non date spiegazioni. Generalmente quando arrivano i rompiscatole che chiedono di tutto, siamo portati a giustificare quello che facciamo, che sia nell’ambito sociale, lavorativo e in qualunque aspetto della nostra vita. Non fatelo più, ognuno fa le sue scelte e non deve giustificarsi per questo.

 Sesto passo, fate come loro. Nove volte su dieci chi rompe le scatole agli altri è un inetto che dovrebbe tacere e pensare ai suoi problemi e alla sua situazione, per questo queste persone odiano dover rispondere alle stesse domande che fanno agli altri. In poche parole, trattate questi individui allo stesso modo. Fate a loro le stesse domande che fanno a voi, di sicuro non se lo aspettano e inizieranno a capire che non è divertente essere tartassati.  

Settimo ed ultimo passo, insistete. Se aspettate una mail o una risposta da tempo, di solito da troppo tempo, da parte di persone che si divertono a ignorarvi, insistete. Continuate a scrivere o attaccatevi al telefono a costo di fondere la cornetta. Chi la dura la vince.