17 set 2012

Come vivere da precari e vivere felici (o quasi)

Sono sempre di più i lavoratori precari nel nostro Paese: vuoi per la crisi, vuoi per l’impossibilità di assumere a tempo pieno e altri motivi, sono soprattutto i giovani a lavorare in questo modo. Ecco come vivere da precari e vivere bene.


Spazza via i punti deboli. Chi lavora in questo modo tende a vedere solo i lati negativi, anche perché spesso sono proprio gli altri-magari chi ha un posto fisso- a sottolinearli. Bisogna imparare a vedere i lati positivi.

Ecco alcuni esempi:
 • Non hai la certezza di un lavoro anche in futuro- pensa che anche grazie alla Rete si possono trovare lavori creativi che magari non ti arricchiscono ma ti permettono di stare a galla;
Non sai mai quanto guadagnerai-se sei un freelance, dipende da molti fattori, uno è da quanti progetti porti a termine. Pensa alla base sicura che guadagni sempre, la somma che sai di raggiungere, a quella puoi sommare ciò che puoi guadagnare come extra o da altri lavori;
 • Devi inventarti il tuo lavoro ogni giorno. Se sei un web designer, un giornalista, un blogger o simili dipende tutto da te, dalla tua capacità di trovare spunti e di proporli in modo accattivante. È dura, ma farcela ogni giorno rafforza la tua autostima.  

Gestisci più lavori o progetti. Se lavori in un call center, per esempio, puoi arrotondare scrivendo tutorial o guide per il web, così da crearti un reddito extra. Giostrati su più fronti: ti occupi di design? Potresti avere dei lavori che svolgi per clienti “fisici”, cioè per persone che incontri faccia a faccia e lavorare contemporaneamente anche per clienti “virtuali” che trovi nel web o specializzarti nel web design, che è una delle professioni più richieste per realizzare siti, blog o per migliorarli e renderli visibili ai motori di ricerca.  

Crea qualcosa di tuo. Lavorando in questa maniera, dipende dagli altri quanti progetti puoi effettivamente creare, ma se hai qualcosa di tuo puoi guadagnare senza aspettare gli altri. Per esempio, puoi pensare di scrivere un ebook e venderlo online, restando sull’esempio di prima potrebbe essere un ebook con consigli per chi lavora nel campo del design. In questo modo una volta scritto e messo online l’ebook (volendo puoi scegliere una piattaforma, come Youcanprint, che permette di convertirlo anche in formato cartaceo) puoi iniziare a promuoverlo con un blog e i social network e molti altri modi, ad esempio facendolo conoscere ai tuoi clienti abituali. Così potrai guadagnare anche da questo progetto, che a differenza degli altri una volta concluso non dovrai più toccare, ma solo continuare a promuovere.  

Differenzia le entrate. Se hai entrate da più clienti puoi pensare di chiedere il conto direttamente in banca per alcuni e ad altri di farlo accreditare sul tuo conto Paypal. Puoi usare quest’ultimo per le spese di casa o altre spese, in modo da non toccare i soldi in banca, inoltre se usi spesso Internet per acquistare pagando con Paypal le spese di spedizione sono molto ridotte e in alcuni casi nulle.  

Ogni tanto fai un po’ il bilancio della situazione. Sei riuscito a pagare tutte le bollette e spese varie? Hai accantonato qualcosa? Molto bene, dai un’occhiata al tuo conto di tanto in tanto e non sforare con spese extra. Quando però vedi che riesci a barcamenarti bene, puoi anche decidere di concederti qualche gratificazione, ma senza sensi di colpa!

Lara Zavatteri

 Leggete il libro “La rivoluzione dei precari” di Lorenzo Ait

 
DESCRIZIONE
Sei anche tu un precario? E' è inutile perdere tempo a lamentarsi. Vuoi provare invece a fare La rivoluzione dei precari? Sì? Allora iniziamo dal modo di vedere il mondo! E poi applichiamo al mondo le nostre regole. • Passo 1: Fare conoscenza con il sistema dei ricchi • Passo 2: Scoprire i vantaggi di un lavoro a tempo • Passo 3: Trovare il lavoro dei nostri sogni • Passo 4: Smettere di farci derubare da vecchi miti • Passo 5: permettersi di essere licenziati a 50 anni (dalla ricchezza alla libertà) ----------- Quarta di copertina Eccoci qui: abbiamo fra i venti e i trent'anni, abbiamo studiato, ci siamo "fatti un mazzo così" e poi abbiamo iniziato la ricerca del lavoro...