16 ago 2012

Come vincere la timidezza

Essere timidi è uno dei problemi che maggiormente affliggono le persone, anche se la timidezza non è certo una malattia e non ci si dovrebbe vergognare di essere timidi, eppure spesso è così. Ne ho parlato altre volte, oggi riprendo l’argomento per suggerirvi una novità de Il Giardino dei Libri per vivere meglio “nonostante” la timidezza.


Le difficoltà dell’essere timidi si manifestano quando la persona ha a che fare con un’altra persona o un gruppo e parlare diventa un incubo. Come fare? La prima considerazione che una persona timida non ricorda mai è che quando si trova con un gruppo di persone, sicuramente tra queste ci sarà qualcun altro che è timido, quindi non è sola. Si tende sempre a vedere gli altri come perfetti, ma spesso è solo una facciata e dentro anche il miglior oratore può essere un vero timido che mentre parla ha le palpitazioni.


Porsi obiettivi graduali. Per un timido alzarsi e parlare davanti a una platea sembra una condanna al patibolo. Potrebbe incappare in una situazione in cui si forza a fare una cosa del genere e poi restare in piedi, imbarazzato, senza sapere da che parte cominciare. Questo sarebbe ancora peggio del non intervenire, perché rafforzerebbe la sua idea di non essere capace di superare la timidezza. Quindi è essenziale porsi obiettivi graduali. Ad esempio, prima di esercitarsi a parlare all’interno di un gruppo, si può far pratica con una sola persona.


Anche relazionarsi con una persona singola può infatti essere un problema per un timido. Per “allenarsi” potrebbe iniziare a parlare un po’ di più di quello che fa normalmente con persone che già conosce, senza limitarsi ad un saluto. Intrattenersi anche solo per qualche minuto in più con conoscenti e colleghi, anche solo informandosi sulla salute o sul tempo (le classiche tematiche che vanno bene quando non si sa che cosa dire) può essere il primo passo per aprirsi di più. In seguito, la stessa cosa si dovrà fare con le persone appena conosciute, quelle, cioè, che a un timido mettono più paura, ma se è allenato a parlare di più già da prima non sarà un grosso problema.


Graduale significa che un po’ alla volta, quando la persona ha acquisito sicurezza, può parlare anche con un gruppetto senza avere il timore di rischiare l’infarto. Una delle paure più grandi delle persone timide è quella di ingarbugliarsi quando si parla, di confondersi e non sapere esprimere un concetto: in poche parole, di fare brutta figura di fronte agli altri. Un trucco può esser quello di utilizzare solo frasi brevi. In questo modo da un lato sarà più facile tenerle a mente, ad esempio se si deve intervenire durante un incontro, dall’altra è certo che non c’è possibilità di avventurarsi in discorsi complicati e di “perdersi” mentre si parla.


Non improvvisare. Un timido, in una situazione in cui deve parlare in pubblico davanti ad una folla, difficilmente parlerà “a braccio”, cioè improvvisando. Questo perché improvvisando si rischia di impappinarsi e si ha ancora più paura di sbagliare. Perciò, in tutte le occasioni in cui si sa di dover o voler parlare in pubblico, è meglio scrivere e imparare a memoria ciò che si vuol dire e provare diverse volte il discorso, così da non trovarsi impreparati e capire eventuali punti deboli, ad esempio quando si tende a fare troppe pause o quando si parla troppo in fretta.