15 ago 2012

Come conoscere i luoghi della prima guerra mondiale in val di Sole



La val di Sole, in Trentino, fu interessata dalla prima guerra mondiale in maniera particolare, essendo infatti una zona di confine tra Austria (cui il Trentino allora apparteneva) e l’Italia.



Se siete appassionati di storia e vi trovate in vacanza, oppure solamente di passaggio in valle, potete visitare il paese di Vermiglio e il Passo Tonale. Vermiglio fu toccato più di tutti gli altri paesi dal conflitto, infatti venne evacuato forzatamente e gli abitanti deportati in Austria, proprio perché la zona era territorio di confine. Gli abitanti vissero per anni in un campo di baracche nella località di Mitterndorf in Austria superiore, in condizioni pessime (molti infatti non sopravvissero) e chi ritornò a casa dopo la guerra trovò il paese distrutto da bombardamenti e incendi.


Questa drammatica storia è raccontata nel Museo della Guerra Bianca di Vermiglio (sulla strada principale, al polo culturale) fondato dal cavalier Emilio Serra che per tutta la vita si dedicò al recupero di cimeli e oggetti in grado di testimoniare quella che fu la guerra in alta quota. Si possono trovare oggetti che narrano la vita quotidiana dei soldati, divise, armi e munizioni, ma anche lettere scritte da Mitterndorf e molto altro di quel periodo.


Oltre al museo, salendo verso il Passo Tonale s’incontra Forte Strino, un antico forte austriaco trasformato in un museo di se stesso che grazie a pannelli, installazioni multimediali e immagini, oltre che nella sua architettura, racconta ai visitatori il paesaggio fortificato della val Vermiglio, dove oltre a questo forte ne esistevano altri (forte Mero, Zaccarana, Pozzi Alti e Fortino Velon) che oggi si possono raggiungere grazie a sentieri che portano in quota.


La novità di quest’estate è però la Galleria Paradiso, che si può visitare raggiungendo il Passo Paradiso al Tonale. Salendo con la cabinovia si arriva in prossimità dei laghetti Presena ed è possibile visitare una galleria scavata dai soldati nella roccia, dove è stato creato un itinerario con suoni e voci che ricordano i bombardamenti ma anche gli ordini impartiti ai soldati o lo spavento dei civili, oltre che bacheche testuali e vetrine con cimeli di guerra.


Se invece raggiungete la val di Peio (parallela a Vermiglio) testimonianze della prima guerra mondiale si possono scoprire sui sentieri verso il forte Barbadifior, di cui rimangono solo i resti, o le trincee ancora visibili in località Pian della Vegaia. A Peio paese si trova anche il museo “1914-1918, la guerra sulla porta” che vuole far comprendere come la popolazione stessa subì il primo conflitto mondiale, anche qui con una numerosa collezione di cimeli. Poco sopra, si può visitare anche il cimitero militare di San Rocco dove riposano i resti di tre soldati austriaci recuperati nel 2004 dalle montagne della valle e che ogni anno vengono commemorati, insieme a tutti i caduti, nel mese di settembre.


Si tratta di itinerari che potete scoprire rivolgendovi all’Azienda di promozione turistica delle valli di Sole, Peio e Rabbi o direttamente ai vari uffici turistici sparsi per i paesi della valle se siete già in zona.


Lara Zavatteri

Leggete il libro “Dialoghi sulla pace” di Joseph Rotblat e Daisaku Ikeda



DESCRIZIONE

Joseph Rotblat, grande scienziato e premio Nobel, tra i padri della bomba atomica, dialoga con il saggio maestro buddista Daisaku Ikeda: entrambi, pur proveniendo da ambienti e culture diverse, concordano su alcuni temi di valenza universale, su tutti quello cruciale della pace.

Convinto e attivo pacifista, Rotblat rinnova ai suoi colleghi il vero obiettivo della scienza: essere al servizio dell'umanità e non della sua distruzione, ed essere svincolata da interessi meramente politico-economici. Gli autori sostengono la necessità di un'educazione alla pace, di una "cultura della pace", e di un mantenimento della cooperazione internazionale nel rispetto delle differenze culturali, etniche e religiose.

Unendo il coraggio e il carisma morale di Rotblat alla ricchezza spirituale e alla notevole capacità di visione globale di Ikeda, questo volume rappresenta un altissimo esempio di riflessione e un severo monito al genere umano.