25 lug 2012

Come conoscere ciò che comporta l’attività della caccia

Oggi vi propongo un libro novità proposto sul sito de Il Giardino dei Libri che ritengo utile ed interessante per i temi trattati, perché spesso non si è sufficientemente informati sulla caccia.


Sfatiamo subito un luogo comune, cioè quello che troppe volte dipinge i cacciatori come amici della natura. Pare ovvio che chi per divertirsi spara ad un animale non può certo definirsi in questi termini, perché uccidere per divertimento-ricordiamolo-degli esseri indifesi non è certo un paladino dell’ambiente.


Un'altra cosa che spesso si dimentica è che si caccia, come detto sopra, per l’appunto per divertimento. Non viviamo più in epoche in cui era necessario, se non obbligatorio, cacciare per procurarsi del cibo a causa della povertà e della mancanza di altre fonti di approvvigionamento, perciò chi caccia lo fa solo per diletto, non certo per un bisogno. Cacciare non è nemmeno uno “sport”, una “disciplina” o addirittura un’”arte” come purtroppo viene definita spesso, ma semplicemente l’uccisione di animali che non possono difendersi in alcun modo.


Parlando poi dei bracconieri, tutto è lecito. Sparano dove vogliono, anche in luoghi o periodi dell’anno in cui non si potrebbe e a qualunque animale, comprese le femmine e i cuccioli. Si spara anche in aree protette, come i Parchi, incuranti che queste sono zone create per salvaguardare la natura e la fauna.


In pochi, se non gli “addetti ai lavori” sanno che i cacciatori spesso utilizzano richiami vivi per la caccia, vale a dire che catturano uccelli che fungono da richiamo per altri uccelli, costretti a vivere in gabbiette minuscole, al buio, subendo anche trattamenti che li portano alla morte come lo strappo delle penne per la muta artificiale, senza contare che gli animali vivono in condizioni igieniche abominevoli. Se volete saperne di più basta visitare il sito della Lega per l’abolizione della caccia (Lac), basta cercare su Google per vedere il sito, capire di cosa sto parlando, firmare una petizione e diffonderla, contro questa pratica.


Oltre agli animali anche le piante non traggono certo beneficio da questa pratica: basta pensare a come vengono scorticati per creare gli appostamenti, in alto, da dove il cacciatore può vedere meglio la sua preda senza essere visto.


Il libro fa luce in generale su tutti gli aspetti che spesso si ignorano della caccia, anche illustrando come la caccia sia pericolosa per l’uomo, a causa di incidenti che si registrano ogni anno, spari accidentali che procurano ferite gravi o la morte delle persone. Molti aspetti legati alla caccia degli animali selvatici, come l’uso ricordato in precedenza dei richiami vivi sono sconosciuti a molti, ma una orribile realtà che ogni anno provoca la morte di uccelli come il merlo e varie specie di tordi, per fare qualche esempio.


Credo sia un libro adatto a tutte le persone che vogliono essere maggiormente consapevoli su questo tema, che vogliono capire quali sono i rischi per l’ambiente e anche per l’uomo e che vogliono magari mettere in atto azioni di sensibilizzazione contro la caccia basandosi su dati certi e informazioni accurate in merito.


Lara Zavatteri

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