20 lug 2012

Come conoscere i libri di Mauro Corona

Mauro Corona è uno scrittore che narra storie di animali, di boschi, ma anche di paesi, in particolare del suo, Erto, tristemente famoso per le vicende legate al Vajont, sia prima sia dopo, con l’abbandono di Erto vecchia e la diaspora dei suoi abitanti.



 “Gli occhi del bosco” di Mauro Corona 


Oltre ai racconti ed alle storie legate alla natura, credo che uno dei meriti dei suoi libri sia parlare proprio di Erto, far rivivere un posto attraverso la scrittura, sia quando narra fatti realmente accaduti legati alla sua vita sia quando ambienta storie inventate nel paesino.


“L’ombra del bastone” è uno di questi, un libro di fantasia ambientato a Erto, che racconta le vicende di Zino Corona e dell’amico-nemico Raggio Martinelli. Zino e il fratello si trovano ad affrontare un’infanzia senza il padre, brutalmente assassinato e anche la madre morirà di lì a poco. Rimasti soli, i due fratelli vengono aiutati da due zie a loro volte colpite duramente dalla sorte. Il libro si concentra su Zino, il maggiore, che ad un certo punto con l’amico Raggio apre una latteria. Il rapporto d’affari e di amicizia si sfascia irrimediabilmente quando Raggio scopre la relazione di Zino con sua moglie e quando Zino, istigato dalla donna che vorrebbe uccidere il marito, decide di risparmiare la vita all’amico ma di farlo impazzire, facendogli bere la velenosa belladonna.


Raggio impazzisce e si crede un re, tanto che gira sempre con un bastone-quello del titolo-che perseguiterà Zino fino alla fine e sarà la causa della sua morte. Anche “Storia di Neve” è ambientato a Erto. Qui la protagonista è una bambina, Neve, così chiamata perché non sente il freddo dell’inverno, capace di piccoli miracoli. Il padre però vede in questi miracoli la possibilità di arricchirsi e per anni sfrutta la fama della figlia promettendo miracoli che non avvengono mai. È anche l’infelice storia d’amore tra Neve e Valentino, un amore tanto impossibile quanto forte.


“Il canto delle manere” racconta di Santo Della Val, l’uomo più abile nel maneggiare la “manera” (accetta), la sua vicenda umana a Erto, l’emigrazione e la sua ultima battaglia con un grande albero che aveva deciso di tagliare.


“Gocce di resina”, “Il canto del cuculo” e molti altri raccontano storie legate al mondo animale, ai momenti di caccia ma anche al canto del cuculo, che annuncia l’arrivo della primavera, l’amicizia tra uomo e animale ma anche il carattere delle piante, ognuna con sue caratteristiche particolari. Un mondo in cui l’autore è nato e cresciuto e che perciò conosce bene, un universo magico e anche spietato, a volte, ma ancora puro, vero, autentico, agli antipodi rispetto al vivere dell’uomo moderno, tutto preso da ansie e frenesia, da macchine che facilitano la vita ma al contempo la impoveriscono.


Se avete letto “La fine del mondo storto” sapete di cosa parlo. In questo libro Mauro Corona ipotizza per l’appunto la fine del mondo, quando riusciranno a sopravvivere solamente coloro che ancora sanno lavorare con le mani, coltivare un pezzo di terra, produrre cose mentre gli altri dovranno rassegnarsi a perire o imparare.


Lara Zavatteri