04 apr 2012

Come scoprire una delle più antiche rappresentazioni sulla Passione di Cristo

Se avete letto i libri di Mauro Corona o conoscete un po’ quei luoghi, sapete che nel paese di Erto (Friuli) ogni anno il Venerdì santo viene portata in scena una rappresentazione della Passione di Gesù ed anche quest’anno, il prossimo venerdì, sarà possibile assistervi.



L’appuntamento è appunto venerdì a partire dalle ore 20.30, per rivivere la vicenda legata alla Passione di Gesù grazie ad una rappresentazione dal vivo che è antica di secoli. Secondo la leggenda infatti la sacra rappresentazione trova le sue origini nel lontano 1631, un anno tristemente famoso in molte zone d’Italia per la diffusione della peste che sterminò interi villaggi.


Anche la valle del Piave non venne risparmiata e la peste nera si portò via velocemente un gran numero di persone. A Erto si pensò di fare un voto per ottenere la grazia di non essere colpiti dal morbo. Se il paese fosse stato risparmiato, ogni Venerdì santo la gente avrebbe portato in scena la Passione di Gesù, i suoi ultimi momenti di vita. Erto venne risparmiata dalla peste e così da allora si perpetua questa tradizione, mai interrotta fino ai giorni nostri-o forse solo per qualche anno dopo il Vajont, quando molta gente scelse di andarsene dal paese-comunque dal Seicento continua ancora oggi.


I personaggi sono in costume storico e sono tutti di Erto, residenti o originari del luogo. L’itinerario prevede la partenza dal centro del paese vecchio (dopo il Vajont Erto fu ricostruita più a monte) caratteristico per le sue case costruite in pietra, sfilata per le vie del centro storico ed infine si raggiungerà un luogo più periferico dove si svolgeranno le scene principali. Aperta a tutti, la manifestazione ogni anno porta a Erto migliaia di persone.


Ho scritto prima che chi ha letto i libri di Corona sa di cosa parlo, perché in numerosi libri lo scrittore ertano parla di questa processione, descrivendola e raccontando anche episodi e aneddoti, a volte divertenti, a volte malinconici, ma sempre ricordando questa tradizione antica e mai dimenticata del suo paese. In “Storia di Neve”, ad esempio, parla anche della “Processione del Gallo” che esiste davvero e che a Erto precede la rappresentazione in costume della sera.


Un po’ in tutta Italia si svolgono rappresentazioni della Passione e morte di Gesù, ma credo ci siano più motivi per partecipare a quella di Erto. In primis per la sua lunga storia qui narrata, in secondo luogo perché le comparse sono del luogo e simboleggiano l’attaccamento degli ertani a questa tradizione, poi per vedere anche il paese vecchio. Volenti o nolenti si torna sempre a pensare al Vajont e a cos’è successo a Erto (e ai paesi vicini) nel 1963. Per quanto caratteristico il paese vecchio è svuotato, silenzioso e insieme al rullo dei tamburi il silenzio è una delle cose che impressiona di più.


Per questi motivi credo valga la pena, questo venerdì, assistere alla rappresentazione a Erto, anche se non siete vicinissimi. Ogni anno, infatti, arrivano persone da varie zone d’Italia per essere partecipi di questo evento, forse uno dei più suggestivi. L’appuntamento è a Erto, la sera di venerdì.


Lara Zavatteri


Leggete il libroIl mistero della Resurrezione di Cristo” di Giancarlo Padula


DESCRIZIONE 

Questo libro fa luce e risponde a tutti quei quesiti che si sono posti milioni di spettatori guardando le scene finali del film-evento del 2004: La Passione di Cristo, di Mel Gibson.

Al terzo giorno, il tragico epilogo della vicenda terrena di Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, tremendamente sfigurato da una dolorosissima Passione e Crocifissione, dopo essere stato ingiustamente giustiziato a causa della crudeltà dei soldati romani e per il complotto dei capi del potere religioso del tempo, si trasforma inaspettatamente e clamorosamente nel fatto più straordinario della storia, per un intervento diretto di Dio, del Padre celeste.