20 gen 2012

Come leggere un testo per la Giornata della memoria

Il 27 gennaio si celebra la Giornata della memoria, a ricordo della stessa data in cui, nel 1945, gli Alleati aprirono i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Oggi vi propongo un testo che non parla direttamente dell’Olocausto, ma di cos’ha significato essere ebrei nel corso della Storia.


Perseguitati praticamente da sempre, gli ebrei ovunque andassero hanno sempre portato con loro tradizioni, culti e modi di vivere propri pur integrandosi nelle comunità che li accoglievano e di cui diventavano cittadini e questo libro racconta proprio questo, come nel Diciannovesimo e Ventesimo secolo un ebreo poteva vivere in qualunque parte del mondo ma non aver dimenticato le sue origini e le tradizioni.


Nella storia le peregrinazioni degli ebrei furono moltissime, una famosa è la cacciata degli ebrei dalla Spagna, nel Quindicesimo secolo, ad opera dei “re cattolici” Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia, gli stessi che avevano finanziato i viaggi d’esplorazione di Cristoforo Colombo. Per rimanere, l’unica era convertirsi. Molti fuggirono, altri restarono e si convertirono, praticando solo in segreto i riti religiosi. Questa diaspora portò ebrei in ogni luogo del mondo, che a loro volta crearono comunità numerose come quella che si poteva trovare in Polonia, spazzata via quasi del tutto dai nazisti durante la seconda guerra mondiale.


Con l’Olocausto insomma scomparvero non solo, fisicamente, le persone, le famiglie, i gruppi, ma anche un modo di vivere, una società, la stessa che viene ben descritta nel libro di Isaac B. Singer “La famiglia Moskat”. Sebbene il libro che vi consiglio si soffermi soprattutto sulla storia di alcune menti geniali dell’ebraismo e sul prima della Shoah, credo che il titolo “Non è facile essere ebreo” possa essere stato attuale sia prima dell’Olocausto, durante, ma anche dopo.


Ben prima dei campi di sterminio di Auschwitz, Bergen Belsen (dove morì Anne Frank, l’autrice del celebre diario, con la sorella Margot) contro gli ebrei si verificarono spesso, nella Storia, dei pogrom, delle azioni atte a punirli, umiliarli, ferirli o ucciderli. Successe ad esempio varie volte in Russia nell’Ottocento e anche prima, i negozi degli ebrei furono danneggiati molte volte ben prima della “Notte dei cristalli” e il termine ebreo veniva usato come sinonimo di usuraio ancora prima, basti pensare a un testo come “Il mercante di Venezia” di William Shakespeare, dove compare lo stereotipo dell’ebreo avido che sarà ripetuto molte altre volte.


Voglio dire che nella Storia i pregiudizi e le atrocità verso gli ebrei si sono ripetuti, fino all’estremo orrore rappresentato dalla Shoah. Essere ebreo insomma, basta leggere i libri di storia, non è mai stato facile, fin da quando Mosè lasciò l’Egitto del Faraone con il suo popolo, fino ai giorni nostri dove ancora si leggono sui muri offese contro gli ebrei o ogni tanto si sente di qualche pestaggio ai danni di ebrei e così via.


Vi consiglio quindi questo libro per farvi un’idea di cosa vuol dire essere ebrei e anche di quali contributi gli ebrei abbiano portato al mondo, senza dimenticare alcuni testi che vi consiglio perché fanno comprendere l’enormità della Shoah, come “Il Pianista”, una storia vera di un ragazzo sopravvissuto in Polonia, che riesce a non essere deportato ma rimane solo mentre la famiglia viene sterminata e nel dopo guerra diverrà un famoso pianista (dal libro è stato tratto anche un film) o “Il giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani, commovente storia di amicizie spezzate dopo la deportazione di una famiglia ebrea ferrarese che scomparirà per sempre.


Sono molti i libri che narrano la Shoah, questo che vi consiglio, in più, fa capire come essere ebrei sia stato da un lato motivo di fierezza, senso di appartenenza, dall’altro, troppo spesso, un pericolo.


Lara Zavatteri


Leggete il libro “Non è facile essere ebreo
di Riccardo Calimani


Libro disponibile su il Giardino dei Libri


DESCRIZIONE
Nell'Europa del diciannovesimo e ventesimo secolo, gli ebrei, combattuti fra rispetto della tradizione ed emancipazione, vissero in modo drammatico e contraddittorio il conflitto fra le proprie origini e le nuove esigenze spirituali e culturali di un continente in pieno fermento. Una condizione che nella sua ambiguità si rivelò particolarmente feconda.

In questo libro l'autore analizza l'inquietudine ebraica in Francia, Russia e Ungheria. Attraverso figure quali quelle di Émile Durkeim, Henri Bergson, ma anche Trotzskij, gli scrittori russi Il'ja Erenburg e Vasilij Grossman o l'ungherese György Lukács, una mappa della genialità e originalità ebraica nei cento anni che precedono la Shoah.

Comunicati Stampa su Internet - Fabrizio Pivari


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