31 ott 2012

Come conoscere le origini di Halloween e leggere della vita dopo la morte

Oggi in occasione della festa di Halloween di questa sera, vi segnalo un libro che spiega l’origine e la tradizione di questa festa che ormai si è affermata anche da noi. Il libro è “Halloween storia e tradizioni” di Jean Markale.

Come conoscere le origini di Halloween e leggere della vita dopo la morte

Halloween non è una festa europea ma arriva dall’America, anche se in diversi Paesi europei le leggende parlano di come chi è passato nell’Aldilà torni a far visita ai vivi nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre. Esistono anche in Italia alcune tradizioni, ad esempio in alcuni paesi del sud si preparano sul tavolo cibo e strumenti musicali affinchè i cari estinti per una notte possano saziarsi e divertirsi a suon di musica.


Le antiche credenze secondo cui i morti tornavano per qualche ora in questo mondo risalgono ai Celti e la Chiesa cattolica ha in seguito trasformato queste credenze nel giorno di Ognissanti del primo novembre in cui per l’appunto si ricordano tutti i cari passati in un’altra vita. Insomma anche se diversa, la ricorrenza di ricordare i defunti non è scomparsa, si è solo trasformata.


Halloween è diventata una festa, soprattutto per i bambini, una sorta di Carnevale anticipato che copia la tradizione americana (Dolcetto o scherzetto) che conosciamo grazie a film e  telefilm, ma anche un modo per rievocare atmosfere stregonesche e mostruose anche da parte degli adulti. Il libro spiega l’origine della festa, i significati e come si è sviluppata in America e negli ultimi anni anche nel resto del mondo.


Se Halloween è una ricorrenza pagana,  la rappresentazione della festa, ma anche un modo per esorcizzare la paura verso figure come i mostri, gli zombie o le streghe, la festa di Ognissanti ha un carattere prettamente religioso e per chi è cattolico simboleggia la volontà di non dimenticare chi è “andato avanti”. Per questo vi suggerisco anche un altro testo di cui avevo già parlato, il libro “Chiamami quando arrivi in cielo”.


Scritto da due sorelle con facoltà di sensitive, racconta le manifestazioni della presenza del loro padre anche oltre la morte, piccoli segni magari impercettibili ai più ma significativi per chi li sa leggere, perché testimoniano la vita oltre la morte e la volontà di far sapere a chi è ancora in questo mondo che il legame d’amore tra le persone non si spezza mai.


Vi consiglio anche un ebook (volendo è disponibile anche in versione cartacea) “Aldilà. Cronache dai Mondi Invisibili” di Barbara Amadori. Si tratta di un testo che consiglio a  tutti coloro che vogliono approfondire l’argomento della vita oltre la vita, cercare di comprendere cosa accade al momento della morte ma soprattutto comprendere come i nostri cari sono più vicini di quanto pensiamo.  Può essere anche un piccolo regalo per qualche persona che ha perso recentemente qualcuno di caro.


Festeggiate come volete in questi giorni, o con la festa di Halloween oppure semplicemente ricordando chi vi è caro e non c’è più, almeno fisicamente, perché come insegnano i testi che vi ho indicato certi legami non muoiono mai e neppure la morte può spezzarli.


Lara Zavatteri

30 ott 2012

Come gestire il tempo nello studio: i quadranti di Covey (seconda parte)

La scorsa settimana ti abbiamo presentato i "quadranti di Covey" descrivendoti le caratteristiche principali di ogni quadrante. Eccoci ora alla seconda parte del consiglio sullo studio riguardante la gestione del tempo.

I quadranti del tempo di Covey (seconda parte)

Oggi ti parleremo delle conseguenze principali che si hanno nello studio quando si passa la maggior parte del tempo in uno specifico quadrante.


1- Urgente/Importante

Impiegare la maggior parte del proprio tempo nello studio occupandosi di cose urgenti e allo stesso tempo importanti significa lavorare quasi sempre sotto pressione, avere la tendenza a prepararsi all'ultimo minuto e studiare di fretta.

In questo quadrante si tende perciò ad accumulare stress,tensione e ansia e lo studio alla lunga diventa logorante. I risultati che si ottengono possono anche essere sufficienti, perché si mette molto impegno nello studio ma certamente inferiori alle proprie potenzialità.

2 - Non Urgente/Importante

Questo è il quadrante ideale. Passare la maggior parte del tempo in questo quadrante significa saper pianificare ed organizzare bene lo studio e saper bilanciare lo studio con le altre attività della propria vita quotidiana.

I benefici che si ottengono sono molto evidenti: maggiore benessere ed equilibrio, sensazione di avere la situazione sotto controllo ed ovviamente l'ottenimento di risultati migliori e più soddisfacenti.

quadranti di Covey

3 - Urgente/Non importante

Venire continuamente interrotti da attività al momento urgenti ma non importanti porta di solito ad accumulare frustrazione e a sentirsi inconcludenti.

Si fatica a pianificare lo studio e a rimanere focalizzati sui propri obiettivi con la conseguenza che i risultati ottenuti non sono di solito soddisfacenti e sono ben inferiori alle proprie possibilità.

4 Non urgente/Non importante

Questo è il quadrante della distrazione e delle perdite di tempo. Tutti noi sostiamo di tanto in tanto in questo quadrante. Ma passarvi la maggior parte del tempo significa alla lunga iniziare a sentirsi demotivati e percepire un distacco dai propri obiettivi.

Ovviamente di solito i risultati che si ottengono sono abbastanza scarsi ed il rischio che si corre è quello di perdere il focus sul proprio percorso di studi e di abbandonarlo.

 i quadranti di Covey2

Nel consiglio sullo studio della prossima settimana ti daremo alcuni suggerimenti su come spostarsi dai quadranti uno, tre e quattro verso il secondo quadrante.  Scritto da: Studiarefacile.it


Come vivere la vita che volete

Detto così sembra uno dei tanti scritti che promettono chissà che, invece oggi voglio scrivere come fare realmente per vivere secondo ciò che credete e non in base a quanto gli altri e la società si aspettano. Vi consiglio il libro “Vorrei averlo fatto” di Bronnie Ware, in uscita domani 31 ottobre su Il Giardino dei Libri.

Come vivere la vita che volete

 Cosa vuol dire vivere come si desidera. Di per sé significa due cose essenziali: capire veramente cosa vogliamo e avere il coraggio di non ascoltare quello che genitori, fidanzati, sorelle, fratelli, amici e così via vogliono da noi. Non significa ignorare queste persone, ma dare la priorità alle nostre scelte, anche se sono in disaccordo con quanto vorrebbero gli altri.

Vivere come volete sul lavoro. Quante volte avete desiderato mollare tutto e dedicarvi ad un’attività magari poco remunerativa, ma molto soddisfacente per voi sul piano umano? Eppure c’è sempre qualcosa che vi trattiene, un po’ perché c’è la crisi e perdere un posto è un salto nel buio, un po’ perché temete il giudizio degli altri se vi dedicaste a ciò che vi piace, un po’ perché in fondo non sapete davvero se sarete in grado, insomma ci sono molti interrogativi. Come detto prima, dovete capire cosa volete, per prima cosa.

Cosa volete? Magari lavorate da anni in un ufficio e sognate di aprire un’erboristeria, oppure vi piacerebbe dare sfogo alla vostra creatività e scrivere un libro, o aprire un e-commerce dei vostri lavori in ceramica, o in legno, o ancora sognate di lavorare in un Parco e via dicendo. Fate chiarezza e decidete cosa volete fare. Poi:

  • Capite quali risorse avete per iniziare, ad esempio un diploma o un’esperienza lavorativa
  • Capite quali risorse vi servono e procuratevele. Ad esempio se volete aprire un’erboristeria vi servirà un locale, dovrete informarvi sulla Partita Iva e via dicendo
  • Contattate altre persone di quel campo e chiedete a loro in modo da chiarire tutti i vostri dubbi
  • Valutate quanto vi ci vorrà per guadagnare dalla vostra attività
  • Quando avete predisposto tutto, trovate il coraggio e partite!

Vivere come si vuole non riguarda solo l’aspetto lavorativo ma anche quello sentimentale. Dovete decidere da soli, senza farvi condizionare dalla società o da chi vi sta intorno:

  • Se sposarvi
  • Se fare figli
  • Se separarvi
  • Se convivere
  • Se vivere da soli

Invece spesso non è così, specialmente per le donne. Si parla molto di parità, ma la verità è che una donna si sente pressata da queste scelte e se decide con la sua testa spesso si sente sbagliata. Ci sono donne che si sposano o fanno un figlio solo perché lo fanno tutte le amiche, ma dentro si sentono insoddisfatte perché volevano una vita diversa. Qualunque sia la vostra scelta, dovete essere voi a crederci: sappiate che andare contro le “regole” non è facile, ma vale la pena vivere come desiderate.


Vivete dove volete. Da sempre vivete in città e vorreste trasferirvi in montagna, ma temete di fare un cambiamento drastico? Informatevi sugli appartamenti o le case che si possono acquistare o affittare nel luogo in cui vi piacerebbe vivere, sfogliate gli annunci, tenetevi aggiornati finché trovate l’offerta che fa per voi. Valutate anche come lavorare nel nuovo ambiente, se siete dei liberi professionisti sarà più facile, altrimenti prendete informazioni prima di trasferirvi ed elaborate un progetto per potere lavorare e vivere nel posto dei vostri sogni.


Lara Zavatteri


29 ott 2012

Come conoscere il Parco naturale Adamello Brenta con un seminario

Il Parco naturale Adamello Brenta si trova in Trentino e propone un seminario, in collaborazione con Federparchi, cui è possibile partecipare iscrivendosi gratuitamente entro il 13 novembre. Il Parco in questi anni si è distinto per l’attenzione verso i temi dell’ecosostenibilità e anche di questo si parlerà nel corso dell’evento. Vi consiglio anche il libro “Guida segreta ai Paradisi naturali d’Italia” di Gabriele Salari e, come promemoria per la bella stagione anche il mio articolo Come scoprire il Parco naturale Adamello Brenta in estate, da tenere per quando l’inverno e il freddo saranno solo un ricordo!



Il seminario “I valori del Parco oltre il Parco” si svolgerà il prossimo 16 novembre nella località di Caderzone Terme, precisamente al palazzo Lodron Bertelli con inizio alle 14. Dalla presentazione del Parco:


“Il seminario vuole essere un momento di confronto e riflessione sul ruolo che i territori ad alta diversità biologica e paesaggistica possono svolgere nei processi di sviluppo locale sostenibile rivolto sia agli addetti ai lavori ma anche agli abitanti e ai fruitori dell'area protetta.

La biodiversità dei sistemi ecologici, non è più solamente un patrimonio naturalistico del territorio da salvaguardare per ragioni etiche o ecologiche, ma costituisce un fondamentale apporto alle economie su scala locale, regionale e globale. I mercati stanno sempre più scoprendo i beni ed i servizi forniti dai sistemi ecologici e l’atteggiamento delle imprese nei confronti dei  beni e servizi ecosistemici diventa fattore di competitività internazionale.
Il riconoscimento e la quantificazione dei servizi, delle funzioni e dei beni erogati dagli ecosistemi rappresentano oggi elementi d’importanza fondamentale per acquisire una maggior consapevolezza sui valori dei servizi ambientali e per orientare le economie, le pianificazioni territoriali e lo sviluppo locale verso un maggior grado di sostenibilità.”


In concreto, si tratta di un’occasione per conoscere il Parco, il suo funzionamento e anche ciò che è stato fatto soprattutto in questi ultimi anni in merito all’ecosostenibilità. Uno dei punti cardine del Parco è il “Qualità Parco”, ovvero una certificazione che il Parco stesso emette nei confronti di quelle strutture ricettive che si trovano sul territorio del Parco e che rispettano determinati requisiti, come un corretto smaltimento dei rifiuti, l’attenzione agli sprechi di acqua ed energie in generale, i materiali utilizzati in hotel e altre strutture che insieme rendono la struttura migliore non solo per chi ci lavora e che vi soggiorna ma soprattutto per l’ambiente.


Proprio per la sua attenzione a queste tematiche a fine ottobre il Pnab ha ottenuto per la seconda volta a distanza di cinque anni la cosiddetta Cets, ovvero la Carta Europea del Turismo Sostenibile, un riconoscimento importante se si pensa che sono 13 le aree protette in Italia che l’hanno conseguito. Nelle iniziative del Parco e nell’ottica della Cets si trova anche la manutenzione di 150 sentieri (di media e alta montagna) oltre ad iniziative di carattere culturale relative al periodo della Grande Guerra.


Di questo e di molto altro si parlerà nel corso del seminario, cui è possibile partecipare iscrivendosi gratuitamente (è obbligatorio) attraverso il sito, all’indirizzo www.pnab.it  appunto entro il 13 novembre. Dalla pagina di iscrizione si possono leggere inoltre approfondimenti sul turismo sostenibile e Qualità Parco.


Lara Zavatteri

28 ott 2012

Come rendere un Ufficio Green: i consigli per un luogo di lavoro più "ecologico"

Rispettiamo l'ambiente! L'imperativo è d'obbligo, è il primo fondamentale passo per garantire un futuro al mondo. Anche in ufficio. Molto può fare e basta davvero poco,il singolo impiegato, quindi ognuno di noi. Provate a seguire questo decalogo.

Ufficio ecologico

Riciclate sempre la carta. Abbiate l'accortezza di stampare fronte e retro e di controllare l'anteprima di stampa, eviterete stampe sbagliate e inutili. Non stampate ciò che non è strettamente necessario; quante e-mail, in effetti, è sufficiente che vengano salvate?

Usate la posta elettronica anziché la corrispondenza cartacea, oggi esiste anche la PEC (posta elettronica certificata) per tutta la documentazione ufficiale.

Fate la raccolta differenziata, anche per l'umido organico: basta un piccolo compost sulla scrivania.

Evitate gli screensaver per il pc e togliete gli slideshow, vi servono davvero? Vi renderete conto di quanto siano superflui! Controllate le impostazioni di risparmio energetico, fate attivare la funzione sleep dopo 10 minuti.

Usate tutte le apparecchiature elettroniche con parsimonia, ricordate che esiste la funzione stand-by quando non sono attive. La sera ricordate di togliere i led rossi della fase inerte, comoda una presa multipla con cui spegnere tutto insieme.

Scegliete per la scrivania la posizione più favorevole alla luce del sole, ridurrete notevolmente l'uso della luce elettrica.

Via libera al pollice verde! Le piante arredano, aumentano il flusso di ossigeno e assorbono virus, agenti inquinanti e batteri.

Occhio alla climatizzazione dei locali. In inverno non tenete più di 19º C; in estate il condizionatore deve rinfrescare e togliere l'eccessiva umidità, non creare il Polo Nord! per l'acqua calda lasciate il termostato sui 30º C, di più non serve visto che la userete solo per sciacquarvi le mani.

Per le pause caffè: evitate accumuli di plastica, ognuno può avere e gestire una sua tazzina personale, sembra una banalità ma saranno centinaia i bicchieri risparmiati.

Usate meno l'ascensore, due o tre piani di scale si fanno più che bene e, perché no?, prendete l'abitudine di andare al lavoro in bici. se abitate lontano fate car-sharing con i colleghi.

26 ott 2012

Come imparare a usare i social media con un libro

Oggi voglio proporvi un nuovo libro dedicato a tutte le persone che vogliono imparare ad usare al meglio i social media ma che non sanno da che parte cominciare e non vogliono far ricorso ad altri per imparare. Si tratta del libro “Facebook, Twitter & C. spiegati a Mamma e Papà-Perfare a meno di amici, figli e nipoti” dell’autore Thomas Myer



Perché questo libro. Se non siete molto esperti di Internet, vi sarà sicuramente capitato di voler indagare, saperne di più e magari “metterci mano” e avrete chiesto a chi ne sa più di voi, ad esempio figli o nipoti, tra cui quelli più giovani detti i “nativi digitali” cioè coloro che sono nati e cresciuti quando l’era senza la Rete non esisteva più.


Vi consiglio questo libro se siete stanchi di chiedere aiuto ad altre persone, di avere l’impressione di non comprendere cose che per gli altri sono scontate-lo sono perché conoscono da molto Internet, non perché voi non capite- e quindi se desiderate avventurarvi su Internet e nel mondo dei social media in maniera indipendente.


Cosa sono i social media? I social media sono moltissimi e sono in poche parole degli spazi web dove inserire un proprio profilo, cercare persone e nuovi amici, trovare risorse e “condividere” informazioni. I più noti sono Facebook, Twitter, Flickr anche se periodicamente se ne aggiungono di nuovi (ad esempio Pinterest).


Cosa significa aprire un profilo. Un profilo è una sorta di scheda virtuale in cui, dopo esservi registrati gratuitamente al social media che v’interessa, potete pubblicare qualcosa su di voi, ad esempio una vostra immagine, alcune informazioni come il lavoro che fate, dove vivete, quali sono i vostri interessi e così via. Serve per farvi conoscere dalle altre persone che frequentano quel social media che potranno così richiedervi di essere amici, cioè di essere in contatto, poter leggere i messaggi l’uno dell’altro, scrivere sulle rispettive bacheche, pubblicare foto o video e condividerli con più persone.


Facebook è adatto se volete rintracciare persone che hanno fatto parte della vostra vita in passato (ex colleghi, ex compagni di scuola ecc...) o per conoscere altre persone, così come Twitter. Entrambi possono essere utilizzati anche per fare il vostro marketing personale, ovvero per promuovere, ad esempio, un prodotto che avete realizzato voi, come un libro.


Flickr e Pinterest si basano invece sulla condivisione di immagini, potete pubblicare anche qui immagini dei vostri lavori (se, per fare un altro esempio, realizzate lavori a maglia, piccola bigiotteria ecc…potete trovare qui una buona vetrina) oppure potete sfruttarli anche per farvi conoscere e apprezzare se di mestiere siete dei fotografi.


Linkedin potete usarlo se siete alla ricerca di un nuovo lavoro, se cercate collaboratori o soci: è un social dedicato alle professioni mentre Youtube è specializzato nei video. Google + vi permette di condividere i contenuti più interessanti della Rete, avere delle “cerchie” di amici e molto altro.



 Potete iscrivervi ad uno o anche a tutti questi social media, l’iscrizione come detto è completamente gratuita, oppure decidete voi in base a cosa v’interessa maggiormente.


Lara Zavatteri

25 ott 2012

Come scrivere bene

Scrivere bene è un’arte che si può imparare e comprende sia la parte relativa all’ortografia sia quella del contenuto. Per approfondire questo argomento vi consiglio l’ebook “Scrivere bene (o quasi)” dell’autrice Elisabetta Perini.

Come scrivere bene


Che si tratti di scrivere un biglietto, un ebook, un libro, una tesina o altro, scrivere bene è indispensabile. Come per tutte le cose alcune persone sono maggiormente predisposte rispetto ad altre, ma anche coloro cui non piace scrivere non possono ignorare le regole di base.

Il contenuto. Prima di rivedere i possibili errori di ortografia, abbiate cura di controllare il contenuto, la sostanza prima della forma del vostro scritto, insomma. Domandatevi sempre: Cosa voglio dire? E poi rileggetevi per comprendere se davvero siete riusciti a far passare quel concetto oppure no. Spesso ci si dimentica che ciò che si vuole esprimere può essere chiaro nella nostra mente e a noi ma se lo esponiamo male non sarà così per gli altri.

Alcune semplici regole generali:

  • Scrivete periodi brevi. Per esprimere un’idea non occorre scrivere un pensiero di sei sette frasi, perché altrimenti il concetto si confonde o va a perdersi.
  • Ponete il concetto all’inizio, ovviamente non se si tratta di un romanzo, ma necessario per un articolo di giornale. Fate capire subito di cosa andrete a parlare.
  • Siate semplici, evitate di utilizzare paroloni, privilegiate la possibilità di essere compresi da tutti.
  • Non date nulla per scontato. Se state scrivendo un mail non digitate prox sett (per fare un esempio) se scrivete a qualcuno che conoscete poco. Evitate queste abbreviazioni (a proposito, per chi non lo sapesse, significa, prossima settimana) perché non tutti le conoscono e le usano, inoltre vanno bene solo se la mail è informale.

La forma. Dopo che avete scritto, passate alla fase successiva. Se si tratta di un testo piuttosto lungo, meglio stampare la pagina per rileggere con calma e non davanti allo schermo del computer. Attenzione alla punteggiatura, a dove posizionate le virgole e i trattini-necessari quando si vuole circoscrivere un concetto all’interno della frase-ai punti alla fine delle frasi. Fate attenzione anche a non esagerare con il punto e virgola, se scrivete i puntini in eccetera, devono essere tre. Occhio a scrivere in maiuscolo nomi e cognomi propri e nomi di ditte, società, associazioni e via dicendo, ma non scrivete in maiuscolo i ruoli, per esempio non scrivete l’Assessore Bianchi ma l’assessore Bianchi. Inoltre in italiano è più corretto scrivere prima il nome del cognome, quindi non scrivete l’assessore Bianchi Tiziano ma l’assessore Tiziano Bianchi.


Non usate spesso la stessa parola: utilizzate dei sinonimi, in Windows si trovano in un attimo selezionando la parola e cliccando il tasto destro del mouse, oppure munitevi di un dizionario, o ancora usate il dizionario dei sinonimi online, ce ne sono molti basta digitare “dizionario sinonimi” su Google.  Controllate di aver digitato correttamente le parole. Spesso usando il computer una a diventa una e oppure manca la lettera finale di una parola, come cas anziché case. Rileggete bene.


Se potete, dividete il testo in blocchi. Per tesine, biglietti, mail, ma anche racconti, giustificate il testo e separatelo con degli spazi, in modo che risulti composto da più blocchi. In questo modo visivamente si presenterà meglio e si creerà l’illusione di leggere più velocemente perché c’è meno testo (anche se non è vero) rispetto ad un blocco unico.

Lara Zavatteri

24 ott 2012

Come, quando e perché tradurre un vostro libro o ebook


Se avete scritto e pubblicato un libro o ebook, potete decidere di farlo tradurre in un’altra lingua per farlo conoscere maggiormente ed avere così la possibilità di raggiungere più persone. Vi consiglio l’ebook “Guida completa a Omega T” di Marco Cevoli e Sergio Alasia, per avvicinarvi e per comprendere il programma omonimo di traduzione assistita open source.

Come. Per tradurre un libro o un ebook dovete decidere per prima cosa in quale lingua volete tradurlo. L’inglese è ormai la lingua internazionale, perciò a meno che non abbiate scritto un testo specifico su un territorio, o una storia ambientata in una particolare zona (ad esempio Madrid, la Provenza ecc…) optate per l’inglese, altrimenti nei casi particolari che ho elencato scegliete la lingua del posto cui fa riferimento il libro, quindi lo spagnolo o il francese.


Se conoscete bene un’altra lingua, potete decidere di fare da soli, ma solo se veramente siete esperti e parlate una lingua diversa con scioltezza, quasi fosse la vostra lingua madre. In questo caso potete fare da soli, soprattutto se conoscete anche espressioni non di base, come possono essere i modi di dire, proverbi, abbreviazioni che spesso si usano nella lingua parlata e che conosce chi parla fluentemente questa lingua.


Dovrete prendere il vostro libro tradurre parola per parola, riga per riga, quindi armatevi di pazienza. Se avete dei dubbi oltre al dizionario cercate una persona madrelingua che possa assicurarvi la correttezza di ciò che state scrivendo. Prima di pubblicare la versione in una lingua diversa, fate leggere il testo appunto ad una persona madrelingua, così che eventualmente possa evidenziare errori o passaggi da sveltire o che si possono tradurre in maniera più corretta.


Affidatevi a qualcun altro. L’ideale è un traduttore che si occupa proprio di tradurre testi letterari nella lingua che v’interessa, in alternativa anche un insegnante madrelingua. Alcune case editrici (come la Faligi) o piattaforme di self publishing stanno iniziando a rendere disponibile questo servizio, perciò tenetene conto prima di inviare il manoscritto o inserirlo in un servizio di print on demand.


Come trovare una persona che traduca il vostro testo. Verificate se nella vostra zona ci sono traduttori letterari, utilizzate un po’ di passaparola, un annuncio sul social network Facebook, ma anche su Twitter, cercate tra i profili lavorativi su Linkedin, caricate un annuncio su Ebay Annunci o piattaforme simili.


Costi. I costi dipendono ovviamente da molti fattori, in primis da quanto è corposo il vostro libro o ebook, perché da più pagine sarà composto più alto sarà il prezzo. A volte il costo può dipendere anche dal genere di testo che sottoponete alla traduzione: narrativa, fantasy, saggio e così via. Si può conteggiare a caratteri, anche se è una maniera di procedere poco usata oppure a cartella, che è quella più utilizzata. In pratica si stabilisce un tot di euro che verranno conteggiati e pagati a fine lavoro per ogni cartella di cui si compone il vostro testo. Accordatevi con il vostro traduttore, in modo da non avere sorprese in seguito.

Quando. Quand’è il momento giusto per pensare ad una traduzione del vostro libro? In realtà non c’è un momento ottimale, può essere quando avete appena pubblicato, per cercare nuovi lettori oppure in seguito, perché magari avete visto che il libro ha suscitato un certo interesse.


Perché. I motivi possono essere molteplici:

  • Farvi conoscere da un pubblico più esteso;
  • Dare la possibilità anche a lettori non italiani di leggere il vostro libro, anche a chi magari è emigrato molti anni fa o ha una famiglia oriunda italiana;
  • Come detto prima, per tradurre il testo nella lingua dove è ambientato;
  • Per inserire il libro o ebook anche su piattaforme/siti in lingua non italiana e quindi con la possibilità di aumentare le vendite;
  • Per avere un certo prestigio.


Tradurre il vostro testo e renderlo disponibile per l’acquisto infatti gli consente di avere un certo prestigio proprio perché inserito all’interno di un circuito non più solo nazionale, con la possibilità di estendere il target del libro/ebook oltre i confini del nostro Paese.


Quando il testo è pronto e pubblicato, valutate come procedono le vendite. Se, per esempio, avete tradotto il libro in francese perché il testo è ambientato in Provenza, tenete d’occhio come viene valutato il libro in questa lingua, se è apprezzato, quanto vendete. Può essere un buon modo per capire se è il caso di tradurre il libro o ebook anche in un'altra lingua, come l’inglese, in poche parole, per comprendere se ne vale davvero la pena.


Valutate perciò se è il caso di procedere con l’idea di tradurre il vostro testo, anche relativamente ai costi che l’operazione potrebbe avere. Prima di iniziare, cercate opinioni e consigli da parte di altri scrittori che in precedenza si sono avventurati in questa esperienza. Su Internet si trovano molti forum per scrittori dove chiedere consigli, capire come funziona e orientarvi sui costi, così da non buttarvi proprio alla cieca.  Sul motore di ricerca Google cercate “forum scrittori” e ne troverete diversi dove postare le vostre domande e leggere i post degli utenti che magari hanno già tradotto il loro libro.


Se avete scritto un saggio e avete un impiego in ambito scolastico-accademico, far tradurre il vostro testo può essere utile per rivolgervi a tutti i vostri studenti, quelli italiani ma anche, eventualmente, quelli stranieri, per esempio quelli che frequentano le lezioni per aver aderito al programma Erasmus, oppure può essere utile a voi per presentarvi al meglio in occasione di convegni nazionali e non per far leggere il vostro testo anche a colleghi che parlano un’altra lingua. Se invece siete voi stessi dei traduttori, può essere una buona esperienza di lavoro da inserire nel vostro curriculum.

Insomma ci sono diversi motivi per cui un autore può decidere di far tradurre il suo testo, l’importante è informarsi con cura su ogni aspetto ed essere certi di proporre in seguito al pubblico un lavoro preciso, ben fatto e che non si discosta dal testo del vostro libro/ebook, che ne rispecchi oltre che le parole anche lo stile. Insomma, far sì che il testo tradotto rifletta quello originale in lingua italiana.


Lara Zavatteri

22 ott 2012

Come utilizzare il computer con la modalità provvisoria

Prima o poi capita a tutti noi: il computer non parte, non dà nessun segno di vita. Spesso accade all’improvviso e senza che vengano visualizzati eventuali segnali o messaggi di errore, per cui non si sa neppure quale sia la causa.  Per rilassarvi davanti al pc vi consiglio  il libro “Yoga per chi usa il computer” di Sandy Blaine.  

Come utilizzare il computer con la modalità provvisoria


Quando il computer si blocca, prima di usare la modalità provvisoria che trovate se usate normalmente Windows, provate a spegnere e riavviare il pc. Assicuratevi di aver salvato i vostri file, per evitare che spegnendo il computer questi vengano cancellati o si perda l’ultima parte del vostro lavoro, quindi chiudete tutti i programmi in esecuzione. Purtroppo salvare e chiudere quando il computer si blocca non sempre è possibile e se dopo vari tentativi non appare nemmeno la freccetta del mouse per chiudere, dovrete spegnere il computer con ancora file e programmi avviati.


Spesso basta spegnere e dopo qualche minuto riavviare il computer perché questo ricominci a funzionare normalmente. Le cause del blocco possono essere un eccessivo surriscaldamento della macchina, ad esempio se la usate da molto tempo oppure troppi file e programmi avviati che creano una sorta di sovraccarico o ancora un virus preso mentre navigate in Internet-occhio ad avere sempre aggiornato un buon antivirus.


Se avete spento senza salvare vi verrà chiesto se salvare in sola lettura i file aperti. Confermate, è l’unico modo per non perderli. Una volta confermato aprite il file, fate copia incolla e incollate il testo in un altro foglio di lavoro (Word, Excel, Open Office ecc…).


Però, se avete provato a spegnere e riaccendere e nulla è cambiato, potete continuare momentaneamente a lavorare usando la modalità provvisoria. Si tratta di un’opzione di Windows che vi consente di portare avanti il vostro lavoro quando il pc è bloccato e ancora non avete trovato una soluzione al problema. Quando riavviate, Windows vi presenta una schermata nera con diverse opzioni d’avvio, tra cui “modalità provvisoria”.


Portatevi sulla scritta usando i tasti di direzione che trovate in basso a destra sulla tastiera (visto che in questa fase normalmente il mouse non funziona) e cliccate invio. Si aprirà la schermata di Windows con icone più grandi del solito e in alto la scritta “modalità provvisoria”. Questa modalità permette di aprire i driver e i file necessari per usare Windows, quindi potete aprire, per esempio, i file di testo dei documenti o le immagini, ma altre funzioni non saranno attive se non strettamente necessarie.


Potrete comunque salvare file, scrivere del testo, modificare immagini e via dicendo. Vi consiglio di usare la modalità provvisoria anche per salvare su un altro supporto del materiale per voi importante, che potrebbe andare perso quando uscirete da questa modalità. File e cartelle cui tenete in modo particolare potete trasferirli su una chiavetta, così da essere più sicuri.



Quando avete terminato vi basta chiudere con la X in alto a destra, Windows non si riavvia automaticamente in una modalità normale, provate a spegnere, riaccendere e scegliere la modalità avvio normale di Windows, sempre con i tasti di direzione. A volte ci vuole del tempo perché il pc si sblocchi, se vedete che il computer procede nell’avvio, anche se è molto lento, lasciatelo fare. Portate pazienza e una volta avviato di nuovo, anche se ci possono volere ore, funzionerà come prima.

Lara Zavatteri

20 ott 2012

Come gestire il tempo nello studio

Eccoci qui pronti a ripartire con un consiglio sulla gestione del tempo che sarà diviso in due parti...

I quadranti della gestione del tempo

I quadranti di Covey (per approfondimenti "Le 7 regole per avere successo" di Stephen Covey) sono un metodo molto conosciuto soprattutto nel mondo del lavoro per valutare la qualità della propria gestione del tempo.

Lo stesso principio si può però applicare benissimo allo studio. Dai un'occhiata all'immagine (per ingrandire clicca sopra l'immagine).


Come gestire il tempo nello studio


Come vedi il tempo dello studio è stato diviso in quattro diversi quadranti secondo due principi di base: urgente-non urgente e importante-non importante.

Il tipo di studio del primo quadrante è legato all'emergenza e alle scadenze a breve termine. Quindi sei spesso a studiare di corsa e a prepararti di fretta.

Nel secondo quadrante troviamo lo studio pianificato e programmato per tempo.

Nel terzo quadrante lo studio è spesso interrotto da attività poco importanti ma al momento piuttosto urgenti (telefonate, messaggi, mail, inviti a uscire, lavori di casa, i genitori che ti chiedono di fare la spesa...).

L'ultimo quadrante è invece legato a tutte quelle attività che in realtà non sono né urgenti, né importanti ma che distraggono e fanno perdere molto tempo nello studio.

Quindi la domanda è: in quale quadrante passi la maggior parte del tempo quando studi? In che percentuale? Scritto da: Studiarefacile.it




19 ott 2012

Come scrivere un libro giallo.

Oggi voglio segnalarvi un ebook della Bruno Editore che uscirà a novembre e che sarà utile a tutti coloro che sognano di scrivere un libro, in particolare un libro giallo. L’ebook è “Scrivere un giallo” di Daniela Folco e sarà disponibile per l’acquisto dal prossimo 19 novembre.


ebook  - “Scrivere un giallo” di Daniela Folco

Perché scrivere un libro giallo? I libri gialli a mio avviso sono una categoria a sé stante. I libri gialli sono differenti da un testo di narrativa per la difficoltà di scrivere una trama con un intreccio non scontato, perché è facile cadere nella trappola di imitare altri scrittori o seguire trame già scritte. La difficoltà sta proprio nel creare un tale intreccio perchè il lettore non si deve aspettare come si risolverà il giallo.


Il colpevole di solito è un insospettabile. Se avete letto libri gialli o visto telefilm o film di questo genere, vi sarete accorti di come il colpevole, alla fine, si rivela sempre essere qualcuno di totalmente insospettabile. Per questo motivo quando si legge un libro giallo si è portati ad attribuire la colpa di un delitto (o di un furto, o altro) a personaggi minori, magari appena introdotti dall’autore. Perciò, occhio a chi volete designare come colpevole.


I dettagli sono essenziali e rivelatori. Se avete mai visto anche una sola serie di Colombo, sapete quanto l’investigatore si basasse sui dettagli per risolvere i casi. I dettagli possono essere molte cose, dall’accento di una persona al suo modo di vestire, dalle abitudini ai tic e così via.


Una cosa che mi piace di questo ebook, leggendo com’è strutturato, è che suggerisce di creare i personaggi ispirandosi a persone reali. Questo è un buon modo per caratterizzare i personaggi, più facile perché è un po’ come fare una descrizione di una persona vera che avete davanti agli occhi. Potete ovviamente aggiungere i dettagli, ma avere una base da cui partire è una buona cosa. Tra l’altro, è un consiglio che si può applicare anche per la narrativa in genere.


L’ebook si sofferma anche sul movente, il filo conduttore di tutto il libro. Non è per niente facile inventarne uno originale che non sia legato a gelosia (un delitto passionale) o denaro, perciò capire come trovare elementi nuovi grazie a questo testo è importantissimo.


La novità, l’inaspettato, la capacità di coinvolgere il lettore e di creare attesa. Questi elementi sono trattati nell’ebook per insegnare a chi sogna di scrivere un libro giallo come strutturarlo al meglio, guidando passo passo l’aspirante scrittore verso la stesura del suo libro, con una parte finale dedicata alla rilettura e correzione del testo stesso. Insomma un vero manuale completo per l’aspirante giallista.


Se pensate di scrivere più di un libro giallo, create dei personaggi che ritornano anche nei libri successivi. Avete presente Poirot o Miss Marple della scrittrice Agatha Christie? Sono due personaggi presenti nei suoi libri, in grado di risolvere i casi più difficili grazie alla capacità di analisi, di ragionamento e una mente brillante. Create dei personaggi bene definiti-nel carattere, ma anche nelle abitudini, nel modo di pesare, di vestirsi, di agire-che potrete inserire nei vostri scritti come parte integrante della trama.


In attesa dell’ebook, sul sito della Bruno Editore potete scaricare gratuitamente l’anteprima del libro.


Lara Zavatteri

18 ott 2012

Come ricevere un libro in regalo anche con un solo euro

Oggi vi segnalo un’opportunità unica e da prendere al volo, proposta dal sito Il Giardino dei Libri che come sempre è attento alle esigenze dei suoi clienti e offre occasioni sorprendenti per chi ama la lettura.
Come ricevere un libro in regalo anche con un solo euro

Occhio alla data. La promozione di cui parliamo scadrà fra pochi giorni, precisamente il prossimo 23 ottobre, quindi attenti a non lasciarvela sfuggire. Si tratta della possibilità di ricevere a casa un libro in omaggio tra una scelta di cinquanta titoli dopo che avrete effettuato sul sito un ordine qualsiasi di qualunque importo, anche di un solo euro.


Cosa si può trovare. Oltre ai libri nel catalogo messo a disposizione per gli omaggi si possono trovare anche dei cd audio da ascoltare e dvd da vedere. Per quanto concerne le tematiche trattate, trovate molti libri dedicati allo sviluppo e al miglioramento personale, dedicati alla Programmazione Neuro Linguistica (Pnl) all’autostima, al successo nelle relazioni con gli altri o nel vostro business.

Non poteva mancare anche un testo sui Maya (il fatidico mese di dicembre si avvicina!) con “I Maya e il 2012” di Sabrina Mugnos, una lettura incentrata sulla presunta profezia Maya secondo cui la fine del mondo è scritta ed ha una data, appunto dicembre di quest’anno.


È invece un videocorso “A tavola con gli elfi” di Kiki Boni, che insegna come preparare piatti vegetariani. Nei volumi omaggio se ne trovano diversi dedicati alla cucina, in particolare per coloro che soffrono di disturbi o intolleranze alimentari, come il diabete o il glutine, ma anche per cucinare in modo più sano.


Trovate poi libri sui bambini, sulla meditazione e molto altro. Attenzione perché la disponibilità dei titoli è anche fino a esaurimento scorte, perciò se un titolo piace in maniera particolare potrebbe finire presto e potreste rimanere senza, anche se c’è la possibilità di sostituirlo con un altro omaggio.

Sono tutti omaggi incentrati sul benessere della persona, a livello sociale, motivazionale, economico-finanziario e di soddisfazione personale, mentre altri sono testi che fanno riflettere perché approfondiscono un argomento in particolare, ad esempio il vivere con lentezza, riscoprendo il bello di fare le cose senza fretta, godendosi di più la giornata e la vita in generale, quando ci è possibile.


Il bello della promozione è che, al contrario di molte altre, non prevede un minimo di spesa per ricevere l’omaggio, perciò vi consiglio di visitare subito la pagina dedicata a questa imperdibile offerta sul sito Il Giardino dei Libri così da visualizzare tutti i libri omaggio, fare il vostro acquisto e aggiungere il regalo nel carrello. Riceverete tutto in pochi giorni, inoltre sul sito trovate altre promozioni interessanti nella home page (pagina principale) da tenere sempre sott’occhio.


In particolare, attualmente trovate anche una promozione dedicata ai bambini e ai libri pensati per i più piccoli, testi che non sempre sono facili da reperire anche per la loro specificità (quando affrontano problematiche mirate), perciò date uno sguardo a questa e alle altre promozioni attive ora ma anche a quelle che potrete trovare in futuro, perché leggere con Il Giardino dei Libri è davvero conveniente.


Lara Zavatteri

17 ott 2012

Come stare meglio con la libroterapia 2


Continuo il mio post di ieri incentrato sulla possibilità di sentirsi meglio leggendo libri. Vi consiglio il libro “Chiamami quando arrivi in cielo” di Jacky Newcomb e Madeline Richardson, se avete perso una persona cara.

Come stare meglio con la libroterapia 2


Le due autrici sono sorelle sensitive e in questo libro si racconta la loro esperienza con i misteri dell’Aldilà dopo la scomparsa, qualche anno fa, del loro padre. Si tratta di un libro che racconta come la presenza del genitore a poco a poco si è fatta più tangibile attraverso piccoli segni, piccoli ma molto significativi per comprendere che il padre era ancora presente seppur non più fisicamente. Può essere un conforto per tutte quelle persone che stanno vivendo un lutto, se lo vivete personalmente o volete fare un pensiero per chi in questo momento soffre per la perdita di qualcuno.


Sentite il bisogno di fare ordine in casa e dentro di voi? Il libro giusto è “L’arte della semplicità” di Dominique Loreau, un testo che cerca di far comprendere il bello di vivere con meno, di avere la testa meno zeppa di preconcetti e chiusure. Da un lato c’è il liberarsi dagli oggetti inutili, superando poi la tentazione di ricomprarli o acquistarne di inutili, la volontà di regalare nuovi spazi alla vostra casa, dall’altro quello di acquisire un benessere psicofisico apprezzando le piccole cose, il vivere più lento (quando si può) appunto la semplicità a tutto tondo.


Avete appena preso un cane in casa e siete alla disperazione, non sapete più come gestirlo? Il libro che fa per voi è “Un cane per amico” scritto da Simone Dalla Valle, istruttore cinofilo e conduttore della trasmissione “Missione cuccioli”. Mi pare un ottimo modo per capire come convivere con un nuovo amico a quattro zampe, che ci metterà un po’ per abituarsi a voi, alla casa, alle nuove regole di comportamento, ma grazie alle spiegazioni del libro (illustrato a colori) e un po’ di pazienza tutto sarà più facile, per voi e per lui.


Se invece volete iniziare a risparmiare e a vivere in maniera più ecosostenibile vi consiglio “Risparmio & Ambiente” di Flavia Alfano e Titty D’Attoma, un libro con moltissime idee per coniugare le due cose: risparmio e uno stile di vita maggiormente eco, in molti aspetti della vita quotidiana.


Se invece volete riscoprire il valore dell’amicizia, un intramontabile è “Due di Due” di Andrea De Carlo, l’amicizia nata tra i banchi di scuola tra due ragazzi che diventano adulti insieme, anche se a volte separati ma sempre uniti da un legame che va oltre le barriere. Nel percorso della vita sceglieranno strade diverse e sarà differente anche il loro destino.


Uno che la scuola invece non la digeriva era Holden Caulfield, il protagonista del libro “Il giovane Holden” di J.D. Salinger, adatto a tutti, specie nei momenti in cui sembra che nessuno possa capirci. Anche Holden si sente in questo modo, incompreso, sempre alla ricerca di qualcosa che non sa nemmeno lui cosa sia, capace però di osservare e cogliere il bello della vita nei luoghi più inaspettati.


Lara Zavatteri

16 ott 2012

Come stare meglio con la libroterapia

La libroterapia non è una terapia nel senso stretto del termine, piuttosto un modo per provare a superare crisi e momenti di difficoltà leggendo libri. Ma non libri qualsiasi, libri che possono farci identificare nei protagonisti e nelle loro storie. Vi suggerisco il libro “Libroterapia Due” di Miro Silvera, che tratta questo argomento.

Come stare meglio con la libroterapia

Se volete “perdervi” in un libro per dimenticare, almeno per un po’, i vostri problemi, niente di meglio di una saga. “L’ora delle streghe” è il primo della trilogia, firmata dalla maestra dell’horror Anne Rice, che racconta la storia, lunga secoli (più o meno dal Seicento al Novecento) delle streghe Mayfair di New Orleans e del misterioso individuo che da sempre è visibile, sotto forma di fantasma, alla strega designata per ogni generazione.


L’intera famiglia Mayfair, con gli anni diventata un vero e proprio clan con centinaia di parenti, ha nelle vene poteri come quello di leggere nella mente altrui, ma solo una strega per volta può essere quella designata a beneficiare del “legato” ovvero di un lascito di denaro enorme, la ricchezza accumulata nei secoli grazie all’aiuto di Lasher, il fantasma che non si sa bene cosa voglia dalle streghe e da uno stregone, Julien.


Le streghe Mayfair vivono nella ricchezza, ma la vicinanza con Lasher porta morte e distruzione tra le streghe beneficiarie del legato (simboleggiato da un’enorme collana di smeraldi verdi) che vengono uccise, si ammazzano o diventano pazze. L’ultima della catena è Rowan, data in adozione in California, che scopre solo un po’ alla volta la storia della sua famiglia. Legata a Michael Curry, pure lui con un potere di vedere nel futuro, sarà lei che riuscirà ad esaudire il desiderio di Lasher: tornare ad avere una forma umana.


Nel primo libro si parla di questo, lasciando il lettore con il fiato sospeso alla fine, quando Rowan scompare con Lasher. La saga continua poi con “Il demone incarnato” con l’intervento dall’aldilà dello stregone Julien e “Taltos-il ritorno” che vede come protagonista Mona Mayfair e i misteriosi Taltos.


Se volete restare sul genere saga e desiderate emozionarvi, vi suggerisco “Un cappello pieno di ciliege”, il libro postumo di Oriana Fallaci in cui si narra delle famiglie del suo albero genealogico dal 1700 fino agli ultimi decenni dell’Ottocento. La parte più emozionante secondo il mio parere è quella in cui si descrive la vicenda di Anastasia, bisnonna della Fallaci vissuta a Torino.


Per riflettere invece sulla condizione della donna, intramontabile è un libro come “Una donna” di Sibilla Aleramo, la sua storia di donna violata, umiliata e alla fine capace, nonostante un enorme sacrificio (deve abbandonare il figlio) di riscattarsi attraverso la letteratura. È lei la protagonista delle lettere contenute nel libro “Un viaggio chiamato amore”, scritte a lei e da lei per il poeta Dino Campana.



Insegna ai bambini ad essere coraggiosi il libro “Ronja” di Astrid Lindgren, la stessa autrice di Pippi Calzelunghe. Ronja, cresciuta nella foresta dai briganti (suo padre è il capo) non si spaventa di fronte a nessuna insidia.


Se volete sorridere leggete le commedie di Carlo Goldoni, alcune sono davvero comiche come Sior Todero Brontolon o Le baruffe chiozzotte.


Lara Zavatteri

15 ott 2012

Come conoscere Adobe Digital Editions

Se non l’avete mai sentito nominare, Adobe Digital Editions è un sistema che permette di leggere, scaricare o acquistare tutti gli ebook che volete. Se state pensando di scrivere un ebook, vi consiglio l’ebook “Il tuo primo ebook” dell’autore Paolo Console.

Come conoscere Adobe Digital Editions


Piccola parentesi, perché leggere un ebook? Fermo restando che l’ebook non è una scelta obbligata e si può benissimo continuare a leggere i testi in formato cartaceo, un ebook può essere più pratico da leggere, ad esempio su un tablet o uno smartphone quando magari siete in viaggio, con un minimo ingombro. Ormai potete trovare ebook di ogni genere, se non siete portati alla lettura di ebook per la narrativa potete pensarci per i manuali e tutti quei testi che insegnano a fare qualcosa, perché si leggono più lentamente e le informazioni vanno elaborate, rispetto ad un testo solo da leggere.


Se volete conoscere Adobe Digital Editions, basta registrarsi con un nome utente e una password al sito di Adobe Italia e una volta conclusa la procedura cercare Adobe Digital Editions tra i prodotti e cliccate sulla scritta “download”. Quando cliccate si avvia la procedura guidata di installazione, si tratta di pochi passi da seguire, molto intuitivi. Alla fine vi sarà richiesto di inserire Id utente e password per terminare la procedura. Se tutto è corretto vedrete l’icona del software sul vostro pc, sul desktop o nel menù principale. Dimenticavo: il download è completamente gratuito.


A cosa serve. Innanzitutto Adobe Digital Editions supporta i classici formati degli ebook, vale a dire ePub e Pdf, inoltre può essere utilizzato anche offline, cioè quando non si è connessi a Internet. Se avete scritto un ebook potete inserirlo in questo sistema, potete sfogliare ebook e anche altre pubblicazioni online, inoltre è presente una biblioteca fornitissima che potete visitare per scaricare, anche in questo caso gratuitamente, sia ebook sia riviste digitali.


Cosa vedete sul computer. Come detto, al termine del download vi comparirà l’icona di Adobe Digital Editions, una sorta di libro aperto su uno sfondo marrone. Si tratta di una vera libreria digitale in cui potete archiviare i vostri documenti digitali, gli ebook o i magazine che avete scaricato (gratis o a pagamento, anche da altri store online) in modo da avere sempre sotto controllo i vostri ebook.


Questa libreria vi consente di aggiungere in un attimo nuovi ebook, consultare quelli letti più di recente, quelli che avete acquistato e così via. Quando ne avrete molti in memoria e ne cercate uno in particolare, per non dover sfogliare l’intero catalogo potete usare la ricerca veloce. Adobe Digital Editions infatti permette di effettuare la ricerca usando, a piacimento, parametri come autore, titolo, editore, la data di aggiunta ed altro.


Per ogni ebook che inserite inoltre la libreria lo catalogherà appunto con questi criteri, utili sia per la ricerca sia per avere immediatamente le informazioni che cercate su un ebook, ad esempio il numero di pagine. La “vista libreria” vi offre tutto questo, per leggere passerete alla “vista lettura”.


Registrandovi al sito di Adobe potete trovare altri programmi utili come Adobe Reader (per i pdf) o Photoshop per le immagini oltre a moti altri prodotti per i vostri testi.


Lara Zavatteri


12 ott 2012

Come far amare la matematica

Sono fra quelle persone che non hanno mai capito la matematica e che si domandano quali applicazioni pratiche possa avere un ramo della matematica, come l’algebra, se uno non studia per diventare geometra, ingegnere o fisico nucleare. Eppure far amare la matematica è possibile, come insegna il libro novità che vi propongo oggi. Il libro è “Matematica, come farla amare” di
Bruno D'Amore e Martha Isabel Fandiño Pinilla.


Come far amare la matematica

Perché i bambini odiano la matematica? Ci sono diverse spiegazioni. Una è che alle prime difficoltà qualcuno, che può essere un insegnante non particolarmente sensibile, ma anche i genitori, fa notare all’interessato che non è “portato” per quella materia. Basta questo per inculcare nella testa di un bambino l’idea che lui con la matematica non avrà mai nulla a che fare, essendo incapace di comprenderla.


Un altro è il confronto con eventuali fratelli e/o sorelle più grandi che hanno avuto gli stessi problemi. Ne viene fuori un quadro in cui in quella determinata famiglia nessuno se ne intende di matematica e questo non solo rafforza l’idea in un bambino di essere incapace di seguire quella materia ma gli fa capire che è inutile cercare di migliorare e applicarsi, tanto non ce la farà mai.


Un ulteriore motivo è che la matematica è una materia particolare, basata non solo sull’ascolto ma anche, e soprattutto, sul ragionamento. Perciò quei bambini che hanno una naturale predisposizione a materie più “umanistiche” come italiano o storia, può darsi che facciano più fatica a seguire una materia più ostica.


Per iniziare a far amare, o almeno accettare la matematica ai bambini, ovviamente è necessario eliminare i comportamenti e i modi di dire qui sopra elencati. Un bambino anche se ha delle difficoltà in qualche materia deve avere la sensazione che ha un margine di miglioramento, così da essere stimolato a non mollare.

La matematica come un gioco. Si fa anche con altre materie, ma con la matematica è particolarmente importante renderla divertente ai bambini. Utilizzare disegni, animaletti e cose del genere può aiutare, specialmente negli alunni più piccoli e per assimilare le nozioni di base. In seguito è importante anche far capire l’utilità di comprendere la matematica, almeno in generale, per poter cavarsela quando si deve pagare, o quando è necessario fare dei conti e in tutte le situazioni della vita, presente e futura, in cui altrimenti ci si troverebbe in difficoltà. Cercare e far passare il messaggio dell’utilità dei vari settori di cui è composta la matematica può essere un buon modo per interessare gli alunni.


È difficile che un bambino sia interessato in ugual modo a tutte le materie. Ci sarà chi adora le scienze e chi l’italiano, chi la geografia e chi la matematica o più materie, ma raramente tutte sono apprezzate allo stesso modo. Se proprio ad un bambino la matematica non piace, a mio avviso, non è necessario costringerlo ad amare questa materia, il che potrebbe rivelarsi addirittura controproducente. Invece, credo sia meglio mettere in pratica questi consigli (anche a casa) almeno per far apprendere ai bambini le nozioni principali. Se anche non l’amerà alla follia, riuscirà a capirla e si sforzerà di seguire anche se l’argomento non lo appassiona.

11 ott 2012

Come sistemare una penalità SEO di google

Ti è mai successo che il tuo sito web abbia avuto un inaspettato calo delle visite? Hai gestito il sito come hai sempre fatto e non capisci il motivo di questo calo?


Google cambia costantemente i suoi algoritmi di ricerca, ma  dalla nascita di Google Panda e Google Penguin Updates le penalità sono diventate più comuni. Anche se il 90% di queste  non sono gravose e il proprietario del sito potrebbe non accorgersene nemmeno, ci sono invece penalità che possono  colpire duramente un sito web e incidere negativamente sul suo andamento. Se pensi di essere stato penalizzato ci sono diverse cose che puoi fare.

Prima di tutto devi essere sincero con te stesso su come ti stai approcciando al marketing online. Anche se conosci la differenza tra white hat e black hat SEO, potresti essere tentato dall’usare di volta in volta anche il gray hat. Anche se la tattica gray hat SEO non è evidente come la black hat, è comunque rischiosa e dovrebbe essere evitata. Se sai di avere utilizzato una di queste due tattiche, anche solo in parte, queste sono le probabili cause della penalità. Cose come 10.000 link spam e le parole chiave sono ovviamente da controllare attentamente per non incorrere in penalità SEO.

Ma che fare quando non è così ovvio cosa si è fatto di sbagliato? La ragione per cui spesso è così difficile sistemare una penalità è che a volte non si riesce a individuarne la causa. I consigli sono basati sull’esperienza e sull’interpretazione degli algoritmi nei motori di ricerca. L’unico modo per capire con sicurezza qual è la causa di una penalità è provare cose diverse e poi analizzarne i risultati. Ad esempio, puoi decidere  di considerare per primo il contenuto: è troppo debole? Rinforzalo. Controlla le parole chiave, sono ripetute troppo spesso? Questo potrebbe rovinare l’esperienza di lettura. Dopo avere controllato attentamente i contenuti, aspetta qualche mese per vedere se le visite che avevi perso cominciano a risalire. Se ancora non vedi dei miglioramenti, cerca altre cause come il testo ancora che stai usando.

Il solo modo per evitare queste penalità e assicurarti in futuro di fare le cose in maniera appropriata è stilare una lista di possibili cause, e poi provarle una per una aspettando diversi mesi prima di analizzarne i risultati. Se cambi troppe cose tutte insieme non capirai mai qual è la causa esatta e rischi solo di peggiorare le cose nel frattempo. Se stai cercando di sistemare una penalità SEO di google puoi seguire questi suggerimenti da solo oppure assumere dei professionisti per aiutarti, ma è probabile che molti di questi siano riluttanti ad accettare il lavoro, perché non vogliono avere la responsabilità dei danni fatti prima che intervenissero sul tuo sito web. Trovare le cause di una penalità e cercare di rimediare può essere un processo che richiede molto tempo, ma bisogna essere pazienti e saper aspettare.

Come decidere se eliminare il proprio account da Facebook

Diciamoci la verità, almeno una volta l’abbiamo pensato. Togliersi da Facebook, eliminare il proprio profilo, non essere più connessi, ridare privacy alla nostra vita. Ma in fondo non esistevamo anche prima di Facebook? Pare incredibile, ma è proprio così. Se invece siete indecisi su aprire o no un account o non sapete nulla di Facebook, leggete il libro “Mister Facebook” di Jack Burton. 


Prima di decidere di eliminare il proprio account dal social network, ecco alcuni motivi per cui potreste optare per procedere in questo modo:

  • Facebook spesso è deprimente. Essendo una “vetrina” sul mondo e sugli utenti che lo usano, ovviamente di solito tutti cercano di pubblicare solo il meglio di se stessi sul proprio diario. Lo fanno tutti, è scontato. Nessuno pubblicherà una sua foto orribile, o commenti sui suoi problemi sentimentali e/o economici e/o di autostima ecc...Se sfogliate i diari, gli album e i video di chi è su Facebook, sono tutti contenuti belli, positivi, gioiosi. Che siano tutti dei cuor contento? Certo che no, ma l’impressione (micidiale, nei giorni in cui si è giù) è proprio questa;
  • Malinconia amica mia. Facebook è nato proprio per questo, per rintracciare i compagni di scuola, gli amici dell’infanzia che si sono persi di vista. Ma spesso vedere com’è cambiata una persona, rispetto a come la ricordavamo, non è esaltante e tendiamo a fare confronti. Il tempo passa e guardando i profili degli amici di un tempo si è tentati di lasciarsi andare ai ricordi di qualcosa che non c’è più;
  • Le mete raggiunte dagli altri. Un amico si è sposato, una ha un figlio, altri hanno una bella casa, altri un buon lavoro e poi guarda dove sono stati in vacanza! Gli obiettivi raggiunti dagli altri a volte ci fanno invidia. L’unica è concentrarsi sui nostri obiettivi centrati: qualcosa di buono avremo fatto anche noi, o no?
  • Una caterva di persone: ma chi sono costoro? Avete una miriade di amici su Facebook, ma della maggior parte non sapete nulla. A volte si sente proprio il bisogno di “sfoltire” il gruppo e tenere solamente chi ha dei veri contatti con noi, le persone con cui interagiamo davvero.
  • Giochini mangia-tempo. Facebook è pieno di giochini (sicuramente vi arriveranno tonnellate di inviti da parte dei vostri contatti) che però vi possono davvero portar via molto tempo. Se ne siete diventati dipendenti, allora sì che è il momento di darci un taglio!


Se decidete di restare su Facebook, potete modificare il vostro profilo, ad esempio togliendo contatti troppo personali (come il cellulare) o la data del compleanno (basta non inserirla e nessuno saprà mai quanto siete vecchi!) selezionando gli amici e bloccando richieste di giochi e/o applicazioni che vi possono arrivare. Se siete iscritti a troppi gruppi e la vostra mail è invasa da notifiche, abbandonate di gran lena il gruppo e sarete salvi.

Ci sono ma non mi vedete. Spesso quando si utilizza Facebook non si ha voglia di chattare con le persone che sono connesse, ma queste vedono quando siete online. Per passare inosservati cliccate in basso su “chat” e sulla scritta per disattivarla, così potrete navigare sul social senza essere scorti da alcuno.

Decidete voi se cancellarvi del tutto o modificare il vostro profilo: Facebook va bene, ma senza esagerare. Insomma, prevenire è meglio che curare.

Lara Zavatteri

10 ott 2012

Come e perchè comprare un dominio Internet



Se state pensando di realizzare un vostro sito personale, potete pensare di acquistare un dominio con il vostro nome da uno dei tanti servizi che trovate in Rete. Vi consiglio di leggere anche l'ebook "Guadagnare con i nomi a dominio" di Lorenzo Renzulli. 




Cos’è un dominio. Un dominio essenzialmente è il nome del vostro spazio web seguito da.it, .com o altro. Se siete dei liberi professionisti ottimo è pensare a un nome di dominio con il vostro nome e cognome, così da essere subito rintracciabili. Se avete una ditta, sceglietelo con il nome della ditta stessa.


Se il nome non è disponibile. Può capitare, ad esempio se avete un cognome molto diffuso (ad esempio Rossi)  che il dominio sia già stato registrato in precedenza da un’altra persona che ha nome e cognome uguale al vostro. Potete provare a invertire cognome e nome oppure ad aggiungere una parola prima del nome, ad esempio studio seguito da nome e cognome o ingegner con nome e cognome.


Perché acquistare un dominio. Se volete creare un sito Internet, non è obbligatorio acquistare un dominio. In Rete infatti si trovano vari servizi e piattaforme che permettono di creare gratuitamente e in pochi passi il vostro sito, se avete un po’ di dimestichezza con il linguaggio necessario per scrivere le cosiddette “stringhe” di testo, altrimenti è più difficile. Inoltre, acquistare un dominio è una buona cosa anche per i servizi aggiuntivi che potete avere.


Il servizio di base, quello principale, può essere l’Hosting Windows e a questo normalmente si sommano dei servizi in più, che possono essere l’antispam e antivirus, il backup dello spazio web, la business mail o altro ancora. Il servizio di antivirus e antispam è utilissimo, visti quanti problemi possiamo riscontrare con la ricezione di e-mail spazzatura o virus vari che potrebbero danneggiare il sito.  

Un servizio che offre tutto questo, per fare un esempio, è Aruba. Una volta pagato la prima volta, potete scegliere la durata del dominio, che se non rinnovato scadrà e non sarà più disponibile per voi. Normalmente per il servizio di base e gli altri sopra elencati la validità è di un anno, dopodichè bisogna rinnovarli.


Alcuni servizi vi permettono anche di registrare il vostro dominio non solo con il .it ma contemporaneamnete anche con .com o .net. In questo modo nessun altro andrà a “rubarvi” il posto e sarete ancora più certi di essere trovati. Si tratta di offerte che vi possono essere proposte sia all’inizio, quando dovete ancora comprare il dominio, ma anche in seguito.


Per comprare un dominio, rivolgetevi ad un servizio (come il citato Aruba) per capire costi e servizi offerti: potete anche decidere di usufruire del servizio di base e l’anno successivo aggiungere anche altre offerte, valutando e cercando di capire quali sono le vostre necessità. Prima della scadenza sarete avvisati via mail fino a poche settimane dal giorno in cui, se non rinnovato, il dominio non sarà più vostro. In questo modo eviterete di dimenticarvene.

Curate il sito. Una volta acquistato lo spazio web, non dimenticatevene. Per essere ben indicizzati e apprezzati da chi visiterà il sito stesso, questo deve essere curato e aggiornato di frequente con nuovi contenuti.


Lara Zavatteri