21 feb 2012

Come eliminare la zavorra del passato e vivere nel presente

Il passato, i nostri errori o presunti tali spesso ci tormentano. Quante volte ci sentiamo intrappolati per un errore o qualcosa che ormai fa parte di ieri e che nonostante questo, continua a farci male e non ci lascia progredire?




Premetto che sono una giornalista, una scrittrice e una blogger, non un medico o altro, ma molte situazioni sono comuni a tutti, o comunque a tante persone, perciò, ecco alcuni consigli, direttamente dalla mia esperienza, su come fare per non lasciarsi bloccare dal passato.


Caso numero uno. Avete commesso un errore in passato e ora torna per farvi pagare il conto. Di qualsiasi cosa si tratti, esiste un’unica cosa da fare: prendere coscienza del problema e porvi rimedio. Se avete fatto uno sgarbo a qualcuno, scusatevi, se avete commesso azioni che poi hanno avuto delle ripercussioni negative su altre persone, trovate il modo di rimediare.


Caso numero due. Avete fallito in un progetto che ritenevate importante e siete a pezzi. Credete di non valere nulla e che non ci riuscirete mai. Vi faccio un piccolo esempio: il mio libro La strada di casa è stato rifiutato ed ero davvero giù per questo ma poi, anche con varie modifiche al testo, l’ho pubblicato prima con una piattaforma di Print on demand (Lulu) poi con un editore trentino. Recentemente, un gruppo culturale-teatrale della mia zona ha voluto mettere in scena la storia che narro, tra una ragazza sorella di un partigiano e un soldato tedesco durante la seconda guerra mondiale.


Se mi fossi arresa, non ci sarebbe stato questo ulteriore sviluppo (tra parentesi, un ottimo modo per fare pubblicità al libro e vendere copie) ne avrei scritto altro, in seguito. Altre volte mi è capitato di avere collaborazioni per un certo periodo, che poi si sono interrotte. Essendo freelance non è una cosa da poco, ma l’unica era non pensare al passato, cioè alla collaborazione sfumata, ma cercarne subito un’altra. Cercando ho iniziato, tra l’altro, a collaborare anche con Ebook in Internet. Se me ne fossi stata a lagnarmi e basta, ora non scriverei queste righe.


Caso numero tre. Pensate di aver sbagliato o fatto qualcosa di male, ma non è vero. Quando si è depressi o si attraversano periodi bui, può succedere di credere di aver fatto tutto sbagliato, di aver intenzionalmente imbrogliato o cose di questo genere. Quando si è a terra o a seguito di un trauma, può capitare anche questo e la paura la fa da padrona. Ripetetevi sempre che non è vero, che avete fatto tutto giusto e ricordatevi, soprattutto, che persone siete.


Caso numero quattro. In passato vi è sfuggita un’ottima occasione e adesso fareste qualunque cosa per rispondere “sì” anziché “no”. Ovviamente indietro non si torna, ma valutate per prima cosa se potete riprendere il discorso. Ad esempio, se il vostro capo vi aveva offerto la possibilità di guadagnare di più ma avete detto no perché non vi sentivate pronti per un incarico così importante, cercate di capire se potete ripresentare la vostra candidatura. Se la situazione è ormai irrecuperabile, ecco l’altra carta da giocare: fare di tutto perché se ne ripresenti una uguale, o almeno simile. Ciò vuol dire insistere, lavorare sodo, accettare anche lavori per cui non siete sicuri al cento per cento di essere preparati.


Buttatevi il passato alle spalle. Siate coraggiosi, onesti, pieni di buona volontà, rialzatevi dopo ogni batosta. Il resto verrà da sé, indipendentemente da ciò che c’è stato prima.

Lara Zavatteri




Leggete il libro “Time Line” di Tad James e Wyatt Woodsmall

DESCRIZIONE

In questo libro viene esposta una tecnica della PNL, quella del riorientamento temporale (Time Line), che consente di intervenire e cambiare radicalmente la personalità in un periodo di tempo molto breve, dando un nuovo assetto ai nostri ricordi, alle nostre decisioni e alle nostre esperienze.