22 set 2011

Come essere delle donne super

Vi propongo due testi capaci di far riflettere da un lato sulla capacità delle donne di fare più cose contemporaneamente, dall’altra della stessa capacità di infliggersi sensi di colpa se fanno qualcosa che gli altri “non si aspettano” da loro.


Premetto che ho letto tutti i libri della scrittrice Ute Ehrhardt, dal primo “Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto”, trovando sempre molto vere le affermazioni che scrive. Per esempio, si sofferma proprio sul senso di colpa che le donne o hanno già dentro di sé oppure provano “grazie” ai giudizi altrui.


Volenti o nolenti, anche nel 2011 c’è ancora una discriminazione molto forte nei confronti delle donne. Probabilmente più nascosta, meno visibile che in passato, ma certi comportamenti e modi di vivere delle donne ancora oggi suscitano critiche e portano familiari, amici o anche semplici conoscenti a criticarle.


Proprio queste critiche alimentano sempre più i sensi di colpa delle donne. Per esempio, se una donna ha una famiglia e decide di lavorare e fare anche carriera, magari dedicando parecchio tempo a questa sua attività, subito le verrà chiesto perché ha deciso di metter su famiglia se era più interessata al lavoro e ai soldi. Il fatto è che non è così, una donna è interessata ad entrambi, e non deve certo giustificarsi per le sue scelte.


Poniamo il caso invece che una donna decida di non sposarsi, pur avendo un compagno da anni o di non avere figli, anche se non esiste nessun tipo d’impedimento in tal senso. Da più parti le verrà chiesto il perché di queste sue scelte e lei si sentirà sempre più sbagliata e fuori posto.


Se poi una donna ha addirittura (!) una propria attività, fioccheranno le domande su come riesca a mandarla avanti, a far quadrare i conti, se conviene o meno fare ciò che sta facendo e così via.


In questo libro “Donne cattivissime” in pratica si riprendono questi concetti, specificando che le donne non devono farsi da parte per dare meno fastidio a qualcuno, che sia un marito, un familiare, o un vicino invidioso. Penso che la cosa più difficile per una donna sia non avere l’impulso di giustificare le sue azioni, quando qualcuno si sente il diritto di giudicarla. Eppure bisogna imparare a farlo, a non abbassare la testa e (non sia mai!) arrossire mentre si farfuglia perché si è capaci di mandare avanti il proprio negozio, ad esempio.


L’unica è prepararsi ad affrontare l’avversario e non lasciarsi scoraggiare. Per quest’ultima parte, basta imparare a fare il callo ai giudizi, tanto qualunque cosa farete ci sarà sempre qualcuno pronto a ribattere sul vostro comportamento o su ciò che fate. Dovete forse render conto a tutti della vostra vita? Neanche per sogno. E, a proposito di sogni, mai accantonarli, per nessuno e per nessun motivo. Prepararsi vuol dire invece avere la capacità di ribattere a tono ad un interlocutore che da voi si aspetta imbarazzo o il silenzio, insomma zittirlo.


L’altro testo è “Ma come fa a far tutto?” di Allison Pearson, che parla appunto della capacità delle donne di fare e pensare molte cose insieme. Non per niente siamo grandi organizzatrici e anche se è faticoso riusciamo la maggior parte delle volte a tenere tutto sotto controllo. Ma anche se non succede sempre, chi se ne importa? Il mondo andrà avanti lo stesso anche se non avete fatto proprio tutto ciò che avete elencato nella vostra lista.


Ve lo consiglio anche perché è in uscita al cinema il film omonimo, con protagonista Sarah Jessica Parker, la Carrie di Sex and the city, telefilm cult dove le donne, oltre ad avere una propria casa e carriera, erano libere di frequentare chi volevano e certo non si facevano spaventare da un’occhiataccia. Insomma per essere donne super basta essere se stesse e non permettere a nessuno di dirci cosa dobbiamo fare o non fare, “solo” perché siamo donne.


Lara Zavatteri



DESCRIZIONI

Donne cattivissime
Una nuova salutare iniezione di fiducia in se stesse per tutte le donne, anche quelle che si sentono già abbastanza «cattive».

Ute Ehrhardt, autrice del best seller Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto, in questo libro mette in rilievo tutta una serie di caratteristiche tipicamente femminili - dalla capacità di mettersi sempre nei panni degli altri all'intuito rapido e sicuro - che debitamente valorizzate rendono le donne non solo brave figlie, brave compagne e brave madri, ma anche persone spesso superiori ai colleghi maschi nell'ambito del lavoro e della vita sociale.

Non è tuttavia la diversità rispetto agli uomini l'argomento principale di questo testo, e non si tratta neppure di stabilire chi sia migliore o peggiore. Si tratta piuttosto di fare capire alle donne quali capacità possiedano e di quali possibilità dispongano affinché possano affermare il proprio talento, avere successo e assaporare davvero la gioia di vivere perché l'era delle brave ragazze è davvero finita!



 Ma come fa a far tutto?
 "Oddio, ce la farò?" Quante volte una domanda come questa si ripete nella giornata di una donna, evidenziando ciò che è diventato un problema cronico: la mancanza di tempo.

Come si fa a conciliare il lavoro in una società finanziaria, un marito talvolta noioso, due bambini piccoli e bisognosi di cure, senza dimenticare un amante on-line? Sono questi i crucci in cui si dibatte quotidianamente Kate Reddy, una trentacinquenne in carriera che conta i minuti come altre donne contano le calorie, costretta a destreggiarsi tra appuntamenti di lavoro, impegni familiari, massaggi, sedute dal dentista e mille altre faccende.

È una donna di oggi, combattuta tra il desiderio di realizzarsi e la frustrazione degli inevitabili sensi di colpa. E tutto lascia presagire che prima o poi la situazione non potrà che precipitare. Ma Kate non si abbatte facilmente e ha dalla sua un'arma assolutamente invidiabile: l'ironia.

Come lavorare come giornalista online

Ormai è una pratica molto diffusa quella di lavorare come giornalista online, senza cioè recarsi in redazione, gestendo da soli il lavoro e il tempo. Ecco alcuni consigli per chi inizia.


Per essere un giornalista in piena regola, bisogna iscriversi all’Ordine dei Giornalisti. Ne esistono in ogni regione, basta informarsi per capire come iscriversi come pubblicista. Si può restare pubblicisti anche per sempre, oppure se si vuole provare si può tentare anche di diventare praticanti e poi professionisti, ma se si mira a scrivere online e ad avere la libertà di organizzarsi come si vuole, va benissimo anche restare pubblicisti.


Solitamente prima di iscrivervi all’Ordine vi verrà chiesto di documentare (ma dipende dai vari Ordini) la vostra attività giornalistica, perciò dovete cercare una testata online o offline disposta a farvi collaborare, per un periodo di tempo necessario ad iscrivervi e, magari, anche oltre. Tenete presente che molte testate online offrono questo tipo di collaborazione, ma spesso non è remunerata. Comunque sia, se volete iscrivervi, potete nel frattempo occuparvi d’altro e sfruttare i vostri articoli online per poi iscrivervi all’Ordine.


Una volta diventati giornalisti pubblicisti, potete tentare la strada della collaborazione con un giornale cartaceo, anche se è sempre più difficile, oppure optare per una testata online. In quest’ultimo caso dovrete naturalmente avere una buona padronanza di Internet, del linguaggio dei blog e insomma di tutto ciò che concerne la Rete.


Scrivere online è diverso che scrivere per un giornale cartaceo. Chi legge cerca l’immediatezza e non ci si può dilungare troppo. Nonostante questo il testo dell’articolo dovrà essere completo, esauriente e integrato dove possibile con elementi multimediali di approfondimento.


Quando scrivete, tenete presente sempre la necessità di essere ben posizionati nei motori di ricerca. Iniziate dal titolo. Se scrivete di ambiente, nel titolo mettete il nome dell’area interessata, per esempio se dovete redigere un pezzo sull’inquinamento in un’area protetta, inserite l’evento (l’inquinamento) e la zona (il nome) e evidenziate in grassetto. Nel testo, tutte le volte che nominate quest’area, evidenziatela in grassetto. Chi è interessato a quella zona e la cerca sui motori, facilmente troverà anche il vostro pezzo.


Scrivete semplice, spiegate le cose quando sono o sembrano più complesse da comprendere: deve essere capace di leggere quel pezzo anche un ragazzino. Non usate paroloni, siate il più semplici possibili perché tutti devono capire. La notizia va data nelle prime righe, specificando (la regola delle cinque W) chi, che cosa, dove, quando e perché. Poi potete approfondire il resto.


Se impaginate voi il testo (e quindi non vi limitate a inviarlo alla redazione via mail) ricordatevi di fare degli spazi fra i paragrafi, come quelli che vedete in questo pezzo. Servono per staccare le varie parti del testo e per rendere più scorrevole la lettura, anche di un pezzo un po’ più lungo.


Cercate delle immagini originali per corredare il vostro pezzo e date un nome anche a quelle, in modo da essere sempre tenuti presenti dai motori. Utilizzate immagini nitide, non sgranate, se vi è possibile, ancora meglio se sono realizzate da voi. Arricchite il testo con contenuti multimediali, come un video che possa meglio illustrare l’articolo.


Fate un elenco dei pezzi correlati, articoli scritti precedentemente che trattano lo stesso tema o tematiche simili, così da offrire al lettore una panoramica su quanto si è scritto finora sull’argomento.


Scrivere online implica anche avere più di una collaborazione e magari scrivere su argomenti differenti, dall’ambiente alla cultura, dall’attualità al cinema. Dovrete essere aperti e pronti a scrivere anche su argomenti che magari imparerete a conoscere un po’ per volta. Buttatevi.


Per trovare collaborazioni, cercate sui forum dedicati ai giornalisti, su Facebook o altri social network, navigate alla ricerca di blog o siti che offrono collaborazioni. All’inizio non sarà facile, ma troverete di sicuro la vostra prima collaborazione.


Lara Zavatteri


Dal 26 ottobre leggete l’ebook “Il giornalista online” di Eleonora Gurrieri, intanto scaricate l’anteprima su Bruno Editore.



DESCRIZIONE
Dopo il boom dei blog in molti si sono cimentati nella scrittura interattiva; alcuni sono persino riusciti a fare della scrittura la propria fonte di reddito. Vuoi farlo anche tu? Grazie a questo ebook scoprirai come strutturare un articolo, integrarlo con la pubblicità, la fotografia e altri fattori importanti, riuscendo così a trovare il Tuo posto sul web.