30 set 2011

Come conoscere la storia di George e Lionel

George era in realtà il re inglese Giorgio VI, padre dell’attuale regina d’Inghilterra, diventato re per caso, dopo l’abdicazione del fratello. Lionel era il medico autodidatta che lo aiutò, con successo, a superare un problema che al re pareva insormontabile: le balbuzie. Ecco un libro che vi consiglio per il week-end.



Forse avrete visto il film al cinema, con, nei panni di Lionel Logue, Geoffrey Rush, l’attore (l’avreste mai detto vedendolo in questa pellicola?) famoso anche per essere stato il pirata Barbossa nei film Pirati dei Caraibi. Un film che all’interprete del re, Colin Firth, ha fruttato un Oscar, meritato per l’ottima interpretazione di un re che a causa del suo problema non si sente “all’altezza”.


Il libro è stato scritto dal nipote di Lionel basandosi sui diari e gli archivi del nonno, a testimonianza di un rapporto straordinario che s’instaurò prima con la moglie del re, la regina Elizabeth, proprio come si vede nel film. Elizabeth, che prima ancora di diventare regina ed essendo “solo” duchessa di York le aveva tentate tutte per aiutare quel marito che non riusciva a finire una frase e in pubblico risultava goffo e impacciato, suscitano vergogna e pietà nei sudditi.


Fu infatti Elizabeth a cercare i migliori dottori per curare il marito, a darsi da fare credendo ciecamente che un giorno avrebbe incontrato la persona giusta. Incredibilmente, la scovò nella figura di Lionel Logue, un logopedista autodidatta, con metodi tutti particolari per far parlare meglio il re.


Con molta reticenza da parte del futuro re, iniziarono le sedute e, come si vede nel film, non di rado il futuro Giorgio VI si perse d’animo o fu preso dalla collera perché non vedeva progressi. Ma Lionel non si arrese e riuscì dove tutti gli altri avevano fallito. Fu accanto al re in momenti cruciali, come quando Giorgio VI pronunciò il suo primo discorso in tempo di guerra, tanto che i discorsi del re durante il secondo conflitto mondiale divennero un’abitudine per il popolo britannico e il re seppe infondere coraggio, con le sue parole, nella sua gente.



Il libro racconta il rapporto tra medico e paziente dei due, presto diventato un rapporto basato su una sincera fiducia e stima reciproca e sull’amicizia vera e propria. Penso sia un buon modo per capire che anche personaggi della storia, come appunto Giorgio VI, nella loro vita hanno avuto problemi e difficoltà che credevano di non poter superare ed invece ce l’hanno fatta. È un modo anche per conoscere più da vicino questo monarca e il suo amico dottore, un modo più “umano” che lo avvicina a noi.



Un libro insomma che permette di approfondire il film leggendo la storia vera di George e Lionel, ma anche una vicenda che ispira, a mio avviso, fiducia per il fatto che ispira un messaggio di speranza, come a dire che le cose si possono sempre aggiustare, anche quelle che appaiono più complesse.


Non bisogna poi dimenticare che Lionel era, come detto, un autodidatta. In pratica, imparando tutto da solo, riuscì a curare, per sempre, la personalità più in vista del Regno Unito. Anche questo è uno stimolo a credere in noi stessi e nelle nostre capacità.



Lara Zavatteri



Leggete il libro “Il discorso del re” di Mark Logue e Peter Conradi




DESCRIZIONE

Nei primi decenni del Novecento un uomo salvò la monarchia britannica. Non era un primo ministro né l'arcivescovo di Canterbury. Era un logopedista autodidatta e quasi sconosciuto di nome Lionel Logue, che un quotidiano degli anni trenta definì notoriamente "Il medicastro che ha salvato un re".

Eppure fu proprio lui, non un aristocratico ma un uomo "comune" australiano, che con il suo carattere amabile ed estroverso, trasformò da solo il nervoso duca di York, affetto da un'imbarazzante balbuzie, timido, e introverso in uno dei più grandi re britannici. Il libro narra la vicenda inedita dell'insolito rapporto fra Logue e l'inquieto futuro re Giorgio VI.

Scritta dal nipote di Logue e tratta esclusivamente dai diari e dall'archivio del nonno Lionel, la storia getta una luce straordinaria sulla fiducia che contrassegnò la loro relazione terapeutica e sul ruolo fondamentale svolto da Elizabeth, moglie di Giorgio e compianta regina madre, nell'incoraggiarla per salvare la reputazione e il regno del marito. Lionel Logue diventerà il "principio attivo di una metamorfosi" che supporterà il re nei suoi discorsi e nelle decisioni politiche.

Convinto che la balbuzie del re non dipendesse da fattori "mentali" ma che avesse origine da problemi dell'apparato linguistico, Logue diventò comunque egli stesso psicoterapeuta, proponendo come cura un'ottima sinergia di tecniche verbali e somatiche, che se pur pioneristiche, avrebbero ridato fluenza e sicurezza emotiva a Re Giorgio VI.

29 set 2011

Come utilizzare dei vostri disegni per arricchire un blog o forum

Le immagini, come i disegni, sono fondamentali per vari motivi negli spazi web che curiamo, siano essi dei blog o dei forum. Non parlo dei siti perché solitamente si utilizzano immagini personali e si usano abbastanza staticamente, cioè cambiandole solo ogni tanto, o addirittura mai.


Prima di tutto, perché usare dei disegni per blog o forum? Perché graficamente è molto importante l’aspetto visivo, perciò i disegni-immagine sono fondamentali, anche se appare più evidente in un blog piuttosto che in un forum, dove dovete cliccare nelle diverse categorie per vederli, mentre sul blog li avete a disposizione nei vari post.


Dove trovarli. Potete innanzitutto pensare di usare dei disegni vostri. Se siete minimamente capaci di tracciare qualche riga e cerchio (non c’è bisogno di essere dei pittori) potete utilizzare dei programmi per il disegno come il classico Paint, oppure anche Open Office 3.2 disegno dove trovare molte forme da inserire e colorare. Ancora, se ve la cavate bene potete fare disegni a mano. movimentano il testo, attirano l’attenzione e in generale colorano.



Prendete un foglio bianco, matita, gomma (meglio la gommapane, non lascia nessun residuo) e colori ed iniziate a disegnare. Se per esempio volete creare un’icona, cercate di disegnarla al centro del foglio e abbastanza grande, inoltre coloratela con decisione, “calcando” sui colori che devono risaltare. Non lasciate insomma spazi bianchi. Se disegnate un’icona con un’espressione, fate in modo che si capisca bene che tipo di emozione sta comunicando, anche qui ad esempio calcando sui tratti del volto come la bocca o gli occhi.


Non aggiungete troppi dettagli alla vostra icona, deve essere essenziale e comunicare subito un messaggio. Invece, se desiderate creare dei disegni veri e propri, potete sbizzarrirvi. Potete pensare a disegni in bianco e nero o a colori e riempire tutto il foglio. L’unica accortezza è cercare di non inserire dettagli troppo piccoli, ad esempio un elemento di un paesaggio, in un angolo o comunque in spazi non facilmente visibili.


Quando siete soddisfatti, dovete trasferire i disegni al computer e quindi dal computer al vostro blog o forum. Inserite il disegno nello scanner e fate una scansione, sul computer potete ulteriormente modificare il disegno con programmi come Picasa. Con questo programma potete correggere eventuali errori, ritagliare, ma anche, ad esempio, rendere un disegno in bianco e nero color seppia o far risplendere maggiormente i colori giocando con luminosità e contrasto.



Inoltre, quando siete collegati con Internet da Picasa potete trasferire il vostro disegno direttamente sul blog, se ne avete uno con Blogger, inserendolo in un post e risparmiando tempo. Se invece il disegno non fa per voi, potete sempre ricorrere alla ricerca sul web. Usate Google Immagini e dopo avere scritto cosa cercate a sinistra selezionate “disegni”. Accertatevi che non siano protetti da copyright ed eventualmente informatevi, poi potete usarli.


Potete anche pensare di trasformare le vostre immagini in disegni. Con Picasa o altri programmi simili potete sfruttare gli effetti che potete applicare ad esempio per rendere una fotografia con un effetto acquerello o di pittura ad olio.


Infine, inserite le immagini in modo che siano coerenti con ciò che scrivete nel blog o forum, se necessario che riassumano il contenuto anche visivamente o che divertano.

28 set 2011

Come vendere offline un proprio prodotto in ogni momento

Con l’avvento di Internet per tutti coloro che hanno iniziato a mettere a frutto le proprie capacità e attitudini per realizzare dei prodotti o dei servizi da vendere, si è aperto un mondo. È innegabile che la pubblicità che Internet può portare è immensa, se sfruttata bene, ma non bisogna non ricordarsi del mondo reale, quello in cui viviamo tutti i giorni, in poche parole di tutto ciò che non è Internet, cioè ciò che viene chiamato offline.

Come vendere offline un proprio prodotto in ogni momento
L’offline è costituito da tutte quelle situazioni che viviamo quotidianamente o quasi e dalle persone che incontriamo, persone vere, fisiche e non icone di un social network. Perché allora non pensare anche all’offline, a tutte queste situazioni che viviamo e che, in potenza, potrebbero portarci ad avere anche nuovi clienti?


La prima cosa da tenere a mente è: non fare selezione. Con questo intendo che se vuoi vendere un tuo prodotto offline, non devi assolutamente “scartare” persone o luoghi perché li reputi poco adatti alla promozione del tuo prodotto o perché te ne vergogni un po’. Mettiamo il caso che hai inventato un software e stai cercando di venderlo, ogni luogo può andar bene per fare promozione, anche lo studio del dentista.


Perché? Semplicemente perché, anche se dall’esterno può apparire che nessuno sarà interessato ad un software in un luogo così, dal dentista ci va chiunque, dalla maestra al programmatore. Chi può sapere se un giorno un tuo volantino capiterà nelle mani proprio di quest’ultimo? Oppure, se è un software sulla gestione dei bilanci, pure alla maestra potrebbe andar bene per gestire i costi della classe o il suo bilancio familiare.


Perciò, tutti sono potenziali clienti, tutti. Ciò detto, ovviamente anche ogni luogo è da tenere presente. Vai dal benzinaio? Fatti pubblicità. Esci a cena? Idem. Compri in un negozio? Pubblicità, dappertutto. Chiaro che per poterlo fare devi avere il permesso delle persone e un volantino o simili.


Ti basta creare da solo, con Word, Open Office, Picasa o qualunque altro programma una locandina-volantino con il tuo prodotto, la descrizione, l’immagine, prezzo e contatti, evidenziando gli aspetti positivi (ad esempio il buon prezzo) senza dare l’idea che vuoi vendere a tutti i costi. Per esempio, evitando di scrivere TUTTO IN MAIUSCOLO, perché è come gridare che tu devi vendere! Ovviamente è così, ma che compra non deve sentirsi obbligato nelle sue scelte.


Fatto questo, stampane varie copie e tienile sempre con te, in macchina o in borsa, ovunque vai. Chiedi a negozi, esercizi pubblici, giornalai, benzinai o altri se possono esporre la tua locandina e lasciala anche tu alle persone, affinché la tengano per sé. Viene l’idraulico a casa? Danne una anche a lui. Il postino suona alla tua porta? Uguale. In realtà la commenteranno con altri e in tal caso si avvierà pian piano un circolo virtuoso.


Infine, pensa a questa come ad una strategia a lungo termine. Non credere che una volta distribuite alcune locandine ti ritroverai sommerso di ordini, perché non capiterà. Ci vuole tempo, se sul volantino hai lasciato l’indirizzo di un blog le persone andranno a vederlo, leggeranno, si informeranno e dopo verranno da te. Allora tu sarai lì, pronto ad accoglierle e a vendere con successo il tuo prodotto.


Lara Zavatteri


Leggete il libro “Come vendere tutto a tutti” di Joe Girard


DESCRIZIONE
Un bestseller che ha aiutato milioni di lettori a raggiungere i propri obiettivi.
Joe Girard ha venduto 13.001 automobili nei quindici anni della sua carriera, entrando così nel Guinness World Record. Non ha frequentato scuole esclusive, anzi, ha capito stando in prima linea ogni giorno che nulla vale più della classica arte delle vendite.
È convinto che basandosi sui principi fondamentali della fiducia del cliente e del duro lavoro, chiunque possa fare ciò che ha fatto lui. Il suo bestseller ha aiutato milioni di lettori a raggiungere i propri obiettivi... ora aiuterà anche te. Joe ti mostrerà come chiudere la vendita, sfruttando le tecniche che lui ha perfezionato durante la sua carriera da record.

27 set 2011

Come collaborare tra blogger quando si è autori di libri o ebook


Quando si è autori di un libro o di un ebook, per garantirsi una buona presenza in Rete è necessario, direi indispensabile aprire un blog. Dico un blog perché è uno strumento gratis, flessibile, in continua evoluzione rispetto alla staticità che spesso caratterizza un sito. 

Per essere “catturati” dai motori di ricerca, oltre ad altri suggerimenti che ho esposto su questo sito (scrivere bene e spesso, evidenziare le parole chiave, avere almeno un’infarinatura generale di che cos’è il Seo) una buona tattica è collaborare tra scrittori. No, non è un’eresia, ma un modo per da un lato essere più presenti in Internet e, dall’altro, magari, instaurare rapporti di stima reciproci e magari amicizia.


Per iniziare, dovete trovare un blogger che abbia pubblicato un libro e abbia un blog sul suo testo. Non basta scegliere un blogger a caso (posto che può sempre rispondervi picche) cercate di scegliere un blogger-autore che, ad esempio, si occupi di romanzi se anche voi ne scrivete, o di ebook se scrivete ebook. Il genere, come il noir, il fantasy eccetera è secondario, ma potete tener conto anche di quello.


Contattate la persona via mail o sul suo profilo Facebook (o su altri social network dov’è presente) e spiegate che avete visto il suo blog e il libro e vorreste collaborare insieme per promuovere i vostri testi. Naturalmente, dovrete anche essere preparati ad un eventuale rifiuto, perché molti preferiscono arrangiarsi nella promozione. Se invece riuscite ad instaurare, dopo vari tentativi, una collaborazione del genere, ecco come aiutarsi a vicenda.


Per prima cosa, entrambi dovrete scrivere un post-recensione sul libro dell’altro. Non è necessario averlo letto, basta farsi mandare dall’altra persona la presentazione e l’immagine di copertina. Poi, se avete uno spazio per i link, inserite lì l’url (cioè l’indirizzo completo di http://) del blog del libro, e le stesse cose le farà l’altra persona.



Sfruttate i social network: Facebook, Myspace, Twitter, ma anche Anobii e altri. Pubblicate sui vostri profili le notizie sul libro del vostro collega e controllate che lui faccia altrettanto, non per mancanza di fiducia, ma ovviamente per funzionare la cosa dev’essere reciproca.  Interagite sulla sua pagina Facebook, lasciate commenti, consigliate il libro negli spazi Internet che utilizzate per il vostro libro.


Se realizzate un report del blog, ad esempio un report gratuito da scaricare per tutti gli utenti (potete farlo, ad esempio, usando gratuitamente Scribd) inserite i migliori post, tra cui naturalmente non mancherà il libro del vostro collega e inseritelo tra i ringraziamenti con il suo link.



Se vi siete iscritti da poco a Google Plus, cioè al nuovo social network di Google con, tra l’altro, il pulsantino con il + 1, cliccatelo sui contenuti dell’autore con cui collaborate, in  questo modo consigliate quello che ha scritto e apparirà come consigliato da voi nei motori di ricerca.


In sostanza, citatevi a vicenda ogni volta che ne avete l’occasione, sia sul web, come ho specificato, sia anche offline. Per esempio, potete pensare anche a presentazioni da fare insieme oppure sul materiale pubblicitario che realizzerete per il vostro libro potete aggiungere il link anche per il libro del vostro amico. Le idee sono tante, una collaborazione del genere porta pubblicità gratuita e instaura un buon rapporto tra le persone. L’importante è che non manchi mai la reciprocità. In seguito, perché no, potete magari decidere di coinvolgere anche una terza persona.


Lara Zavatteri



Leggete il libro “Uno per tutti, tutti per uno (High Five!)" di Kenneth Blanchard, Sheldon Bowles, Don Carew ed Eunice Parisi Carew.



DESCRIZIONE

Uno per tutti, tutti per uno: uno strumento essenziale per trasformare qualsiasi gruppo, dal piccolo ufficio alla grande azienda, in un team vincente.
Il libro combina il fascino della parabola con l'analisi approfondita dell'importanza dello spirito di squadra, spiegando ciò che il singolo e le aziende possono fare per costruire un team veramente efficace.
Attraverso la storia di Alan, gran lavoratore, licenziato perché incapace di collaborare con i colleghi, si impara a sviluppare tutte le potenzialità del lavoro di squadra. E, ancora più importante, si apprende che «nessuno di noi è forte come tutti noi».
Grazie a uno stile semplice e all'accessibilità delle tecniche illustrate, Uno per tutti, tutti per uno è un testo fondamentale per chiunque desideri approfondire il valore e la forza del lavoro di gruppo.

26 set 2011

Come risparmiare comprando in Internet

Internet è un ottimo canale per fare acquisti di ogni genere, ma per risparmiare ci sono alcune regole da seguire. Te le indico in questo articolo.


La prima è cercare di avere chiaro in mente che cosa stai cercando. Ad esempio, cerchi un oggetto per la casa, come una lampada, ma com’è, di che colore, altezza, materiale e marca? Oppure se cerchi un viaggio, dove vuoi andare, con chi, per quanto tempo, sei già orientato su qualcosa di economico come un bed and breakfast oppure no?


Fatti queste domande qualsiasi sia l’oggetto che desideri trovare in Rete. Più ciò che cerchi è particolareggiato più sarà facile trovarlo. Inoltre, stabilisci il tuo budget. A grandi linee, fai mente locale e cerca di capire quanto sei disposto a spendere per l’acquisto, tenendo conto che oltre all’oggetto vero e proprio dovrai pagare degli extra, come la spedizione.


Puoi comparare facilmente prezzi e altre varianti utilizzando Google Shopping e inserendo nel motore di ricerca il nome del tuo oggetto con “and” cioè “e”. Ad esempio scrivi “lampada and Ikea and rosa and plastica” per darti un’idea.


Tieni presenti queste varianti. Per pagare hai diverse modalità, di solito. Per pagare alla posta, con un bonifico bancario o con il contrassegno solitamente ti viene richiesto di più che con sistemi come Paypal o Postepay. Molte volte con queste ultime due soluzioni si paga molto poco, per cui valuta l’idea di iscriverti a Paypal e Postepay rivolgendoti alle Poste. Inoltre, tieni presente che per esempio nella spedizione dei libri il costo della spedizione varia a seconda del peso, quindi più la scatola pesa più paghi.


Tieni d’occhio gli sconti applicati sui siti, le offerte e le promozioni. Molti siti offrono periodicamente degli sconti, inoltre parlando dei libri, cd, dvd o altro se si supera un certo budget fissato le spese di spedizione sono gratuite: lo fa ad esempio Bol quando un utente iscritto fa un ordine che supera i 19 euro. A volte, un altro sito può decidere invece di non far pagare le spese di spedizione per un certo periodo, come nell’arco di un mese, mentre si possono trovare anche delle promozioni.



Queste ultime sono quelle che, di solito a un prezzo vantaggioso, ti permettono di acquistare l’oggetto che volevi abbinandolo magari ad un altro simile, così da riuscire a portarti a casa due oggetti uguali o quasi ad un prezzo unico, oppure di scegliere un oggetto diverso ma che t’interessa.


Quando acquisti sui siti, iscriviti sempre anche alla newsletter degli stessi. Periodicamente ti arriverà sulla tua casella di posta una mail con tutte le novità, comprese promozioni e sconti ma anche omaggi per gli iscritti alla newsletter.


Quando non trovi un oggetto con una ricerca sul web, ti consiglio di cercare quella parola (o più parole abbinate) su Google immagini. Appariranno sicuramente delle immagini con l’oggetto che cerchi e da lì, cliccando, puoi risalire al sito.


Per qualunque cosa tu acquisti, conserva la prova della tua spesa. Solitamente la conferma ti arriva sulla mail, salvala e stampala per sicurezza, così da potere esibire la prova che hai acquistato e pagato casomai l’oggetto non arrivasse o ci dovessero essere problemi. Quando il pacco arriva, tieni anche la ricevuta e ovviamente la garanzia (se esiste). Meglio sempre essere previdenti, anche con gli acquisti in Rete.


Lara Zavatteri



Leggete il libro “100 modi per risparmiare soldi e tempo con Internet” di Andrea Benedet


DESCRIZIONE
Come già hanno scoperto molti italiani, risparmiare con Internet non è difficile: non bisogna essere maghi del computer, ci vuole però un po' di pratica per saper trovare gli indirizzi e i canali giusti.
Con questa originale guida pratica il risparmio con Internet diventa davvero alla portata di tutti. Da ''Abbigliamento'' a ''Viaggiare'', troverai qui, in ordine alfabetico, centinaia di suggerimenti e di ''trucchi'' per tanti risparmi a portata di clic, che ti eviteranno anche molte code e spostamenti inutili e faticosi.
In pratica, una ''carta nautica'' per navigare tra gli scogli del carovita senza sbatterci contro!

22 set 2011

Come essere delle donne super

Vi propongo due testi capaci di far riflettere da un lato sulla capacità delle donne di fare più cose contemporaneamente, dall’altra della stessa capacità di infliggersi sensi di colpa se fanno qualcosa che gli altri “non si aspettano” da loro.


Premetto che ho letto tutti i libri della scrittrice Ute Ehrhardt, dal primo “Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto”, trovando sempre molto vere le affermazioni che scrive. Per esempio, si sofferma proprio sul senso di colpa che le donne o hanno già dentro di sé oppure provano “grazie” ai giudizi altrui.


Volenti o nolenti, anche nel 2011 c’è ancora una discriminazione molto forte nei confronti delle donne. Probabilmente più nascosta, meno visibile che in passato, ma certi comportamenti e modi di vivere delle donne ancora oggi suscitano critiche e portano familiari, amici o anche semplici conoscenti a criticarle.


Proprio queste critiche alimentano sempre più i sensi di colpa delle donne. Per esempio, se una donna ha una famiglia e decide di lavorare e fare anche carriera, magari dedicando parecchio tempo a questa sua attività, subito le verrà chiesto perché ha deciso di metter su famiglia se era più interessata al lavoro e ai soldi. Il fatto è che non è così, una donna è interessata ad entrambi, e non deve certo giustificarsi per le sue scelte.


Poniamo il caso invece che una donna decida di non sposarsi, pur avendo un compagno da anni o di non avere figli, anche se non esiste nessun tipo d’impedimento in tal senso. Da più parti le verrà chiesto il perché di queste sue scelte e lei si sentirà sempre più sbagliata e fuori posto.


Se poi una donna ha addirittura (!) una propria attività, fioccheranno le domande su come riesca a mandarla avanti, a far quadrare i conti, se conviene o meno fare ciò che sta facendo e così via.


In questo libro “Donne cattivissime” in pratica si riprendono questi concetti, specificando che le donne non devono farsi da parte per dare meno fastidio a qualcuno, che sia un marito, un familiare, o un vicino invidioso. Penso che la cosa più difficile per una donna sia non avere l’impulso di giustificare le sue azioni, quando qualcuno si sente il diritto di giudicarla. Eppure bisogna imparare a farlo, a non abbassare la testa e (non sia mai!) arrossire mentre si farfuglia perché si è capaci di mandare avanti il proprio negozio, ad esempio.


L’unica è prepararsi ad affrontare l’avversario e non lasciarsi scoraggiare. Per quest’ultima parte, basta imparare a fare il callo ai giudizi, tanto qualunque cosa farete ci sarà sempre qualcuno pronto a ribattere sul vostro comportamento o su ciò che fate. Dovete forse render conto a tutti della vostra vita? Neanche per sogno. E, a proposito di sogni, mai accantonarli, per nessuno e per nessun motivo. Prepararsi vuol dire invece avere la capacità di ribattere a tono ad un interlocutore che da voi si aspetta imbarazzo o il silenzio, insomma zittirlo.


L’altro testo è “Ma come fa a far tutto?” di Allison Pearson, che parla appunto della capacità delle donne di fare e pensare molte cose insieme. Non per niente siamo grandi organizzatrici e anche se è faticoso riusciamo la maggior parte delle volte a tenere tutto sotto controllo. Ma anche se non succede sempre, chi se ne importa? Il mondo andrà avanti lo stesso anche se non avete fatto proprio tutto ciò che avete elencato nella vostra lista.


Ve lo consiglio anche perché è in uscita al cinema il film omonimo, con protagonista Sarah Jessica Parker, la Carrie di Sex and the city, telefilm cult dove le donne, oltre ad avere una propria casa e carriera, erano libere di frequentare chi volevano e certo non si facevano spaventare da un’occhiataccia. Insomma per essere donne super basta essere se stesse e non permettere a nessuno di dirci cosa dobbiamo fare o non fare, “solo” perché siamo donne.


Lara Zavatteri



DESCRIZIONI

Donne cattivissime
Una nuova salutare iniezione di fiducia in se stesse per tutte le donne, anche quelle che si sentono già abbastanza «cattive».

Ute Ehrhardt, autrice del best seller Le brave ragazze vanno in paradiso, le cattive dappertutto, in questo libro mette in rilievo tutta una serie di caratteristiche tipicamente femminili - dalla capacità di mettersi sempre nei panni degli altri all'intuito rapido e sicuro - che debitamente valorizzate rendono le donne non solo brave figlie, brave compagne e brave madri, ma anche persone spesso superiori ai colleghi maschi nell'ambito del lavoro e della vita sociale.

Non è tuttavia la diversità rispetto agli uomini l'argomento principale di questo testo, e non si tratta neppure di stabilire chi sia migliore o peggiore. Si tratta piuttosto di fare capire alle donne quali capacità possiedano e di quali possibilità dispongano affinché possano affermare il proprio talento, avere successo e assaporare davvero la gioia di vivere perché l'era delle brave ragazze è davvero finita!



 Ma come fa a far tutto?
 "Oddio, ce la farò?" Quante volte una domanda come questa si ripete nella giornata di una donna, evidenziando ciò che è diventato un problema cronico: la mancanza di tempo.

Come si fa a conciliare il lavoro in una società finanziaria, un marito talvolta noioso, due bambini piccoli e bisognosi di cure, senza dimenticare un amante on-line? Sono questi i crucci in cui si dibatte quotidianamente Kate Reddy, una trentacinquenne in carriera che conta i minuti come altre donne contano le calorie, costretta a destreggiarsi tra appuntamenti di lavoro, impegni familiari, massaggi, sedute dal dentista e mille altre faccende.

È una donna di oggi, combattuta tra il desiderio di realizzarsi e la frustrazione degli inevitabili sensi di colpa. E tutto lascia presagire che prima o poi la situazione non potrà che precipitare. Ma Kate non si abbatte facilmente e ha dalla sua un'arma assolutamente invidiabile: l'ironia.

Come lavorare come giornalista online

Ormai è una pratica molto diffusa quella di lavorare come giornalista online, senza cioè recarsi in redazione, gestendo da soli il lavoro e il tempo. Ecco alcuni consigli per chi inizia.


Per essere un giornalista in piena regola, bisogna iscriversi all’Ordine dei Giornalisti. Ne esistono in ogni regione, basta informarsi per capire come iscriversi come pubblicista. Si può restare pubblicisti anche per sempre, oppure se si vuole provare si può tentare anche di diventare praticanti e poi professionisti, ma se si mira a scrivere online e ad avere la libertà di organizzarsi come si vuole, va benissimo anche restare pubblicisti.


Solitamente prima di iscrivervi all’Ordine vi verrà chiesto di documentare (ma dipende dai vari Ordini) la vostra attività giornalistica, perciò dovete cercare una testata online o offline disposta a farvi collaborare, per un periodo di tempo necessario ad iscrivervi e, magari, anche oltre. Tenete presente che molte testate online offrono questo tipo di collaborazione, ma spesso non è remunerata. Comunque sia, se volete iscrivervi, potete nel frattempo occuparvi d’altro e sfruttare i vostri articoli online per poi iscrivervi all’Ordine.


Una volta diventati giornalisti pubblicisti, potete tentare la strada della collaborazione con un giornale cartaceo, anche se è sempre più difficile, oppure optare per una testata online. In quest’ultimo caso dovrete naturalmente avere una buona padronanza di Internet, del linguaggio dei blog e insomma di tutto ciò che concerne la Rete.


Scrivere online è diverso che scrivere per un giornale cartaceo. Chi legge cerca l’immediatezza e non ci si può dilungare troppo. Nonostante questo il testo dell’articolo dovrà essere completo, esauriente e integrato dove possibile con elementi multimediali di approfondimento.


Quando scrivete, tenete presente sempre la necessità di essere ben posizionati nei motori di ricerca. Iniziate dal titolo. Se scrivete di ambiente, nel titolo mettete il nome dell’area interessata, per esempio se dovete redigere un pezzo sull’inquinamento in un’area protetta, inserite l’evento (l’inquinamento) e la zona (il nome) e evidenziate in grassetto. Nel testo, tutte le volte che nominate quest’area, evidenziatela in grassetto. Chi è interessato a quella zona e la cerca sui motori, facilmente troverà anche il vostro pezzo.


Scrivete semplice, spiegate le cose quando sono o sembrano più complesse da comprendere: deve essere capace di leggere quel pezzo anche un ragazzino. Non usate paroloni, siate il più semplici possibili perché tutti devono capire. La notizia va data nelle prime righe, specificando (la regola delle cinque W) chi, che cosa, dove, quando e perché. Poi potete approfondire il resto.


Se impaginate voi il testo (e quindi non vi limitate a inviarlo alla redazione via mail) ricordatevi di fare degli spazi fra i paragrafi, come quelli che vedete in questo pezzo. Servono per staccare le varie parti del testo e per rendere più scorrevole la lettura, anche di un pezzo un po’ più lungo.


Cercate delle immagini originali per corredare il vostro pezzo e date un nome anche a quelle, in modo da essere sempre tenuti presenti dai motori. Utilizzate immagini nitide, non sgranate, se vi è possibile, ancora meglio se sono realizzate da voi. Arricchite il testo con contenuti multimediali, come un video che possa meglio illustrare l’articolo.


Fate un elenco dei pezzi correlati, articoli scritti precedentemente che trattano lo stesso tema o tematiche simili, così da offrire al lettore una panoramica su quanto si è scritto finora sull’argomento.


Scrivere online implica anche avere più di una collaborazione e magari scrivere su argomenti differenti, dall’ambiente alla cultura, dall’attualità al cinema. Dovrete essere aperti e pronti a scrivere anche su argomenti che magari imparerete a conoscere un po’ per volta. Buttatevi.


Per trovare collaborazioni, cercate sui forum dedicati ai giornalisti, su Facebook o altri social network, navigate alla ricerca di blog o siti che offrono collaborazioni. All’inizio non sarà facile, ma troverete di sicuro la vostra prima collaborazione.


Lara Zavatteri


Dal 26 ottobre leggete l’ebook “Il giornalista online” di Eleonora Gurrieri, intanto scaricate l’anteprima su Bruno Editore.



DESCRIZIONE
Dopo il boom dei blog in molti si sono cimentati nella scrittura interattiva; alcuni sono persino riusciti a fare della scrittura la propria fonte di reddito. Vuoi farlo anche tu? Grazie a questo ebook scoprirai come strutturare un articolo, integrarlo con la pubblicità, la fotografia e altri fattori importanti, riuscendo così a trovare il Tuo posto sul web.

21 set 2011

Come salvare un blog moribondo

Se hai un blog ma stai meditando di chiuderlo per mancanza di visitatori o altro, prima di darti per vinto leggi alcuni suggerimenti che potrebbero tornarti utili per riuscire a dare una svolta al blog.


Per prima cosa, cambia il look del blog. Se è da un po’ che non lo fai, magari la piattaforma con cui hai creato il blog, ad esempio Wordpress o Blogger ha messo a disposizione nuovi temi con cui rendere più accattivante il tuo blog. Dai un’occhiata e, ancora meglio, cerca un tema che per colori ed eventuali figure richiami la tua attività o ciò di cui parla il blog.


Per la parte grafica se usi Blogger puoi personalizzare anche le immagini, ad esempio contornandole di un colore diverso, o lo sfondo. Se finora hai usato uno sfondo bianco, puoi decidere di cambiare, ti basta decidere il colore che preferisci cliccando nella parte dedicata al design. Fai in modo che il blog sia interamente leggibile e che parole o scritte di colori differenti non affatichino la vista.


Fatto questo, fai una lista di post da scrivere per dare nuova vita al tuo blog. Puoi programmarli settimanalmente, così da avere un blog abbastanza aggiornato e nuovo materiale da proporre ai tuoi lettori. Dipende anche da quale tipo di blog hai aperto. Se sei un libero professionista, ad esempio, puoi catturare nuovo traffico sul tuo blog scrivendo post generali, come ad esempio su un evento di architettura (se sei un architetto) particolarmente importante. Non importa se l’evento non si svolgerà nel luogo in cui ti trovi, scrivendo un post del genere hai due vantaggi.


Il primo è, appunto, riuscire ad avere visitatori. Un grande evento, come una fiera del settore, suscita sempre grande curiosità e il tuo blog potrà apparire nei motori di ricerca quando qualcuno cercherà di saperne di più sull’evento. Insomma, tra i risultati di Google o altri motori, se troverà il tuo blog, leggerà il post e magari ti seguirà anche dopo. Il secondo vantaggio è che scrivere più in generale, non restringendo il campo alla tua zona, hai naturalmente la possibilità di raggiungere molte più persone.


Crea dei post interessanti e ricchi di informazioni. Non limitarti a scrivere due righe striminzite e inserire un link. Prima di tutto, restando sull’esempio della fiera, nel titolo inserisci il nome dell’evento e poi riprendilo più volte nel post, se lo evidenzi in grassetto ancora meglio perché è come una spia per i motori di ricerca che lo individueranno prima. Cerca una bella immagine e descrivi l’evento nei suoi aspetti più interessanti, aggiungi un video che puoi trovare su Youtube, alla fine metti il link per visitare la pagina e altri affini.


Scrivi un post in cui chiedi alle persone di commentare ciò che scrivi, aggiungi dei sondaggi, insomma cerca di capire cosa pensa il tuo pubblico del blog. Chiedi agli altri quali argomenti vorrebbero vedere trattati sul tuo blog e poi scrivine.


Se partecipi a progetti, corsi, fiere o altro e realizzi dei video, apri un canale su Youtube, pubblicali con il riferimento al tuo blog e sul blog metti il link di collegamento al canale, sarà anche questo un modo per far conoscere il blog ma anche te stesso per i filmati che hai realizzato. A volte si preferisce visionare un video e quelli creati da te potrebbero essere il tratto distintivo del tuo blog.



Lara Zavatteri



Leggete l'ebook "Seo. Essere visibili sui motori di ricerca" di Giorgio Taverniti, disponibile anche in versione cartacea.




DESCRIZIONE

Questo ebook, pubblicato in collaborazione con "Libreria Strategica", contiene una dettagliata e minuziosa spiegazione dedicata alle strategie per posizionare un sito sui motori di ricerca, e consente anche ai non esperti di ottenere ottimi risultati in poco tempo.

20 set 2011

Come scoprire alberi secolari e strani in val di Sole-Trentino-

In val di Sole, in Trentino, esistono alcuni luoghi dove scoprire alberi antichi di secoli o dalle forme strane e bizzarre. Per chi vuole conoscerli, è un incanto visitare questi luoghi anche in autunno.




Vi descrivo tre posti in valle dove visitare alberi antichi. Il primo è nella località di Commezzadura, precisamente nella zona denominata dai locali “La Tegia” posta a quasi 1.800 metri. Qui la natura si è divertita a conferire dimensioni inusuali alle piante, cresciute in altezza, ma anche, stranamente, in larghezza.


Si tratta di conifere, nello specifico di larici, che oltre ad essere veramente massicce in molti casi sono cresciute una sull’altra in una specie di groviglio, con più piante innestate naturalmente su una base che fa da “madre” e può avere centinaia d’anni. Per raggiungere il luogo bisogna percorrere un sentiero predisposto dalla forestale nel paese di Mestriago, basta rivolgersi all’ufficio informazioni per avere le indicazioni precise.


L’altro luogo si trova invece nei pressi del piccolo paese di Comasine, in val di Peio (valletta parallela alla val di Sole) ed è chiamato “L’antico bosco di larice”. Presenta un intero bosco composto di circa 130 larici centenari, basti pensare che alcuni superano anche i seicento anni di età. I più vecchi hanno visto la luce nel 1350 mentre anche qui, in seguito a glaciazioni e in alcuni casi per l’intervento dei fulmini, si sono sviluppate piante particolari per forme e dimensioni, più grandi e scure.


Sul sentiero pannelli illustrativi permettono di scoprire non solo le proprietà degli alberi, ma anche come si è formata quella zona in seguito alle glaciazioni, le caratteristiche del territorio o conoscere i metodi utilizzati una volta per produrre ad esempio il carbone.

Il sentiero è lungo poco più di quattro chilometri e parte dalla località Camp a 2.120 metri o dalla malga Vecia posta all’inizio della val Comasine, anche in questo caso è possibile saperne di più rivolgendosi all’Azienda di promozione turistica e agli uffici informazioni posti nella località.


In val di Rabbi, altra valletta che si snoda parallela alla val di Sole, e posto all’interno del Parco nazionale dello Stelvio (settore trentino) si può affrontare la “Scalinata dei larici monumentali”, una camminata abbastanza impegnativa (dura alcune ore) che in val Saent permette di scoprire larici che si caratterizzano per le loro forme.


Si trovano qui larici chiamati “Dinosauro” perché il profilo della pianta ricorda questo animale o “Grande piede” perché la sua base risulta particolarmente sviluppata, altri che hanno la forma di un arco e via così. I larici sono visibili man mano che si procede in questa lunga camminata e accanto ad ognuno un piccolo pannello ne illustra le caratteristiche principali.


Tre itinerari per chi ama la natura e vuole scoprire un mondo vecchio di secoli, con piante che testimoniano il passare del tempo e ne “raccontano” la storia. Come detto si tratta di luoghi incantevoli in primavera-estate, ma che forse, tempo permettendo, appaiono ancora più suggestivi nei mesi autunnali. Se visitate in questo periodo la val di Sole, segnatevi questi tre percorsi per conoscere da vicino queste piante affascinanti.

19 set 2011

Come riscoprire il bello nella semplicità

Spesso siamo così presi dalle nostre vite e dai nostri impegni che non ci accorgiamo di ciò che abbiamo intorno. Oppure, siamo immersi in una situazione difficile, dalla quale fatichiamo ad uscire e tutto ci appare brutto e nero.




Sono le piccole cose quelle che ci possono fare ricordare il bello della vita. Per prima cosa, un consiglio se si trovi nella prima situazione. Rallenta, non arrivare a fine giornate come se tu fossi un robot programmato solamente per produrre, altrimenti sarai sempre esausto, frustrato e avrai la sensazione di passare giornate sempre uguali.


Se ti trovi nella seconda situazione, per quanto brutta sia e qualunque sia il motivo, costringi te stesso a non lasciarti andare. Un brutto periodo, specie se prolungato, purtroppo può avere conseguenze negative sulle persone. Si tende a trascurarsi, a non uscire, ad ignorare le persone e magari anche a non lavorare, prendendo un’aspettativa o licenziandosi.


Non fare nulla di tutte queste cose, perché sarà peggio. Continua a lavorare, anche se è dura, anzi durissima, anche se alzarsi dal letto la mattina ti costa una fatica enorme e pensi che per te non ci sia nulla di buono a questo mondo. Sforzati e un giorno capiterà di alzarti e vedere un po’ di colore tra il nero del tunnel in cui sei precipitato.


Fate una lista scritta delle cose belle che già avete. Intanto, siete in salute, il che non è scontato considerando quante persone invece si trovano in ospedale o vivono con malattie croniche. Si pensa che sia normale stare bene, ma è una fortuna di cui rallegrarsi. Essendo vivi e sani, potete vedere e godere delle belle cose della vita.


Cosa metterete nella lista? Tutte le cose belle che avete, ad esempio un bel rapporto con i vostri famigliari, con un fratello, un figlio, con il proprio partner, l’affetto che avete (e che viene ricambiato) per un animale domestico, il vostro lavoro e la possibilità di essere indipendenti economicamente, gli amici, ma anche il tempo che dedicate a voi stessi, i luoghi della natura che vi piace visitare, anche cose che appaiono “stupide” come una bella canzone o un bel programma in televisione.


Dall’altra parte della lista scrivete cosa volete fare prima di arrivare a…quanto, cento anni? Scrivete proprio tutto, ad esempio viaggiare e visitare posti nuovi (fate l’elenco), pubblicare le vostre fotografie di natura su un giornale importante, vedere la vostra firma su un libro, comprare la barca dei vostri sogni, fare un regalo importante a persone che per voi contano molto, diventare un volontario del WWF, insomma scrivete tutto quello che volete fare nella vostra vita. Già mentre scrivete vi sentirete molto eccitati, perché vi rendete conto che non c’è nulla a bloccarvi, tutto queste cose voi le potete fare sul serio, chi se ne importa se siete super indaffarati o depressi o in una condizione che sembra senza via d’uscita? Le potete fare tutte e le farete se saprete contrapporre l’entusiasmo per la vita alla malinconia o alle lamentele.



L’ho scritto varie volte ma non mi stanco di ripeterlo: circondatevi di colori, anche quelli sono parte del bello della vita. Dipingete le pareti di casa con colori allegri, indossateli, fissateli su una tela. La vostra vita è a colori, anche se adesso vi appare in bianco e nero.


Lara Zavatteri




Leggete il libro Tutto il bello che c’è di Alan Cohen 


DESCRIZIONE
Se anche tu, come molte altre persone, hai dedicato tempo ed energie nella ricerca del maestro, della tecnica o della filosofia capaci di aggiustare quello che non funziona nella tua vita e di garantirti una costante evoluzione all'insegna della crescita personale, troverai finalmente quello che cerchi in questo libro illuminante, sincero e dinamico.

16 set 2011

Come differenziarsi-te lo spiega Seth Godin-

Di sicuro l’hanno intuito e alla grande quelli della Milka. Se pensi a questo marchio, che cosa ti viene in mente? Certo, la cioccolata, ma come immagine ti ricordi subito di quella mucca viola in un prato. Seth Godin, guru del marketing, scrive che l’unico modo per fare marketing efficace è questo: differenziarsi.



Lo ha fatto in un libro intitolato appunto “La mucca viola. Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone”. In pratica l’idea di fondo è che qualunque prodotto tu voglia vendere agli altri, deve essere differente, deve avere qualcosa che lo faccia apparire inusuale dalla massa. Una mucca viola è pur sempre una mucca, o no? Eppure è qualcosa di totalmente inaspettato e strano.


In una parola, è qualcosa che crea curiosità. Seth Godin vi aiuta in questo testo a capire come trasformare un prodotto che desiderate vendere o che avete già messo in vendita ma con scarsi o nulli successi, come un libro, un ebook, oppure creazioni fatte da voi, fotografie e insomma qualunque cosa si possa acquistare, in un prodotto diverso.


Può essere un modo di presentare quel prodotto, un colore, una forma, le collaborazioni che avete attuato per arrivare a quell’oggetto. Ad esempio, se siete dei designer e volete creare qualcosa di sensazionale per arredare le camerette dei bambini, perché non farvi ispirare proprio da loro? Perché non creare qualcosa di unico, super colorato, pasticciabile (e lavabile) insomma un qualcosa che sia un oggetto pratico, d’arredo ma anche un gioco che, già lo sapete, ai bambini piace?


Pensate anche ad un nome appropriato. I nomi degli oggetti sono importanti, se manteniamo l’esempio del designer questo oggetto potrà avere un nome proprio, essere buffo da pronunciare, oppure fare dei rumori. Tutte cose che quello stesso oggetto, normalmente, non possiede. Per questo i più piccoli, e probabilmente anche i più grandi, ne resteranno ammaliati.


Come dire, è la stessa cosa che hai visto molte volte, eppure è anche qualcosa di totalmente differente. Facciamo un altro esempio. Se pensate di scrivere un testo, potreste utilizzare il pop-up anche per i libri più seriosi, come i saggi. Chi ha mai visto il pop-up applicato ai libri che non siano quelli dei bambini? Eppure in questo modo anche un saggio potrebbe risultare più divertente da leggere.


Oppure, per le immagini, ormai si cerca sempre il bello. Il più bel paesaggio, l’inquadratura perfetta eccetera. Pensate a catturare il brutto che c’è al mondo, magari senza inquadrature ottime, anzi sfocate apposta, leggermente sbilanciate, catturate ciò che gli altri non vedono o su cui non vogliono soffermarsi perché troppo doloroso da vedere e da immortalare.


Queste sono solamente delle idee, vi consiglio questo testo perché capirete come trasformare le vostre creazioni e appunto distinguervi dalla massa. Inoltre Seth Godin ha recentemente pubblicato anche un altro testo, “Siamo tutti strambi” in cui parla dei consumatori, non più passivi ma attivi nelle loro scelte. Liberi di comprare quello che vogliono appunto perché “strambi” sono i nuovi consumatori di oggi e del domani e forse sarà necessario diventare (se già non lo siamo) un poco strambi pure noi per entrare in quest’ottica di idee.



Lara Zavatteri


Leggete i libri “La mucca viola” e “Siamo tutti strambi” di Seth Godin



DESCRIZIONI

La mucca viola

Che cosa hanno imprese internazionali come Apple, Curad, Google, Ikea, Logitech, Starbucks o il macellaio italiano Dario Cecchini che voi non avete? Perché queste aziende continuano a stupire con il loro spettacolare successo, mentre le grandi marche di una volta arrancano a fatica?

Le P tradizionali come prezzo, promozione, pubblicità, posizionamento e altre che gli uomini di marketing usano da tempo non funzionano più. Oggi, all'elenco, c'è da aggiungere un'altra P: quella di Purple Cow, la Mucca Viola. Che non è una funzione di marketing cui ricorrere a prodotto finito.

La Mucca Viola è qualcosa di fenomenale, inatteso, entusiasmante e assolutamente incredibile che è dentro il prodotto. O c'è o non c'è. Punto.

Seth Godin vi spiega come mettere una Mucca Viola in tutto ciò che fate e in tutto ciò che create per arrivare a una soluzione che non passi inosservata. Un manifesto per gli uomini di marketing che vogliono collaborare alla creazione di prodotti che siano degni del marketing.


Siamo tutti strambi

l prodotto che va bene per tutti sta scomparendo.
Le richieste di chi vuole prodotti personalizzati aumentano.
Avete 2 scelte: lottare contro questa tendenza (e perdere)...
oppure innescare la più grande rivoluzione di pensiero del nostro tempo!

La massa fiduciosa e indifferenziata che per decenni ha comprato di tutto senza pensarci troppo si è estinta. L'uomo-medio, il normale tanto amato dalle aziende di tutto il mondo, è scomparso e le "variazioni rispetto alla media" si moltiplicano alla velocità della luce.

E' iniziata l'era degli strambi, quelli che si organizzano in tribù, si sentono diversi e si ostinano a voler scegliere che cosa piace loro e cosa no. La rivoluzione digitale li ha fatti crescere e proliferare, rendendo più forte la loro voce.

Ora nel mondo ci sono milioni di gruppi i cui membri rispettano, ammirano e sostengono idee e comportamenti che gli «esterni» considerano strambi, ma che ai loro occhi sono null'altro che la normalità (la loro normalità). Eccoli, i nuovi ricchi: non necessariamente chi ha tanti soldi in tasca, ma chi è consapevole di avere libertà di scelta. E vuole sfruttarla fino in fondo.

L'autore de "La Mucca Viola" lancia la nuova parola d'ordine: oggi per vendere un prodotto, diffondere un'idea o comunicare un brand bisogna parlare proprio agli strambi, confrontarsi con loro e - perché no? - diventare strambi.

Come andare a vivere da soli senza un posto fisso

Ecco, basta decidere quando trasferirsi ed è fatta: andrete a vivere da soli. Non vedete l’ora, ma…c’è una vocina dentro di voi che vi fa dubitare di voi stessi. Ce la farete? Avrete fatto il passo più lungo della gamba? Vediamo alcuni trucchi.




Per prima cosa se abiterete in un appartamento di vostra proprietà potete considerarvi fortunati, non dovendo pagare nessun affitto o mutuo, il che di questi tempi non è certo poco. L’ideale è fare una vera e propria programmazione. Poi, ci sono moltissime persone che vivono senza avere un posto fisso eppure ce la fanno a vivere da sole, perché tu non dovresti farcela?


Prendi carta e penna e inizia a elencare tutte le tue fonti di reddito. Questo è anche un esercizio terapeutico, perché ti aiuta razionalmente a capire che in fondo non sei messo poi così male come credevi. Scrivi tutte le tue collaborazioni, se sei un freelance, da quelle più redditizie a quelle che lo sono decisamente meno.


Ora scrivi a matita quali altre fonti di guadagno potresti aggiungere alla lista. Per esempio, se ti hanno offerto di collaborare a un progetto e tu ancora non hai risposto, se hai trovato offerte e richieste su Internet, sono tutte collaborazioni potenziali che potresti aggiungere, dopo essere stato accettato. Inseriscile e quando hai tempo datti da fare perché si traducano in realtà.


Cambia pagina e per ogni collaborazione già in atto scrivi come potrebbe cambiare in meglio e aumentare le tue entrate. Per esempio, se collabori per un ente o un’agenzia che ha più settori e finora hai sempre lavorato concentrandoti solamente su uno, prova a pensare se potresti chiedere di lavorare anche in altri reparti. Per fare un esempio pratico, se sei freelance e scrivi per un giornale occupandoti di cronaca nera, potresti pensare di scrivere anche di sport.


Pensa anche ad altre tue qualità che potresti sfruttare. Se scrivi, puoi anche offrirti come correttore di bozze, oppure se conosci bene le lingue per le traduzioni dei testi. Se vendi qualcosa realizzato da te, scrivi come potenziare il tuo marketing anche offline, perché la Rete è molto importante, ma spesso ci si dimentica che esiste anche un universo oltre Internet.


Fai un rapido calcolo per capire, con le collaborazioni attuali quanto guadagni annualmente e poi somma quanto, potenzialmente, potresti guadagnare in più con nuove collaborazioni e nuove mansioni. Tieniti basso, perché non sai quanto ti potranno offrire per questi lavori.


Ora fai l’elenco delle spese di casa, dalle bollette di luce, gas, ai rifiuti, fino al cibo, senza dimenticare che dovrai sommare anche le spese per l’automobile, se ne possiedi una e altre spese extra. Scrivi come potresti risparmiare su tutto, ad esempio potresti evitare di consumare inutilmente benzina uscendo tre volte quando nello stesso giro potresti fare tutto, puoi sfruttare la luce naturale se hai una buona illuminazione e quindi usare meno l’elettricità, informarti sui dispositivi che funzionano con pannellini solari e donano luce gratuita la sera, puoi installare luci a led o basso consumo.


Prevedi due piccoli fondi: uno per regali e l’altro per eventuali emergenze. Fatto questo sei teoricamente pronto ad affrontare la tua nuova vita, dopo un periodo di rodaggio capirai che è tutto più semplice di come appare all’inizio.


Lara Zavatteri


Leggi il libro “La casa ecologica (e risparmiosa)" di Lucy Mae Sibling



DESCRIZIONE

Questo è un libro di fondamentale importanza per la salute della tua famiglia e di tutte le creature vi venti sulla Terra.

Sapevi che puoi pulire, disinfettare, rendere splendente la tua casa ed i tuoi abiti risparmiando centinaia di euro all'anno usando semplicemente pochi ingredienti donati dalla Natura e COMPLETAMENTE BIODEGRADABILI?

Fai del bene alla Natura e dimostra di amare te stessa/o, la tua famiglia, i tuoi animali donandoti e donando loro la semplicità e l'efficacia dei prodotti fai-da-te descritti in questo libro: consigli, formule, semplici ricette per una vita sana ed ecologica!

14 set 2011

Come continuare a scrivere su un blog

Se hai un blog all’inizio sei tutto preso dall’entusiasmo e probabilmente non hai problemi a scrivere post, anzi hai molte idee e devi quasi frenarti per non scrivere di continuo. Ma dopo un po’ di tempo, non sai più cosa scrivere. Niente panico, ecco alcuni consigli.



Per prima cosa, è bene ricordare che i motori di ricerca, Google al primo posto, premiano in classifica quei blog che sono aggiornati spesso. L’ideale sarebbe procedere con la pubblicazione di almeno un post al giorno, ma, diciamo la verità, è quasi impossibile, un po’ per il tempo, un po’ perché è difficile sapere cosa scrivere tutti i giorni.


Se scrivere giornalmente appare quasi una chimera, l’importante è non abbandonare il blog a se stesso. Questo significa che pur non scrivendo tutti i giorni si deve cercare di scrivere e pubblicare post almeno settimanalmente e se proprio non si può fare altrimenti, almeno mensilmente.


Un altro consiglio per poter avere una piccola “riserva” di post da scrivere potrebbe essere scrivere dei post a “puntate”. Per fare un esempio pratico, se avete un blog perché avete scritto un libro, potete pensare di pubblicare con una certa cadenza, che stabilirete voi, dei post che illustrano i diversi personaggi del libro. In questo modo avrete vari post già in mente, potete fare nello stesso modo, ad esempio, per i luoghi del libro, se ce ne sono diversi o per alcune vicende.


Quando volete scrivere un post ma siete a corto di idee, potete pubblicare stralci del vostro lavoro. Restando sull’esempio dei libri, potete pubblicare il primo capitolo, oppure parti riprese dal libro e che riassumono bene i punti salienti del testo, come una scena particolarmente ben scritta o significativa per capire lo stile e la trama del libro. In questo modo, oltre a scrivere un post, provocherete anche la curiosità del lettore che legge il blog e magari vorrà approfondire.


Scrivete post per commentare dove il vostro libro è stato segnalato o dove è presente, indipendentemente se la recensione è stata inserita da voi o se altri l’hanno scritta. In questo gruppo potete comprendere un’infinità di segnalazioni, dalle riviste cartacee ai blog tematici, dai forum ai social network, dai gruppi fino alle piattaforme dedicate agli emergenti. Scrivendo di questo potete compilare un buon numero di post.


Se usate il social network Facebook e avete una pagina dedicata al libro, sfruttate le domande. Facebook consente di creare delle domande a piacimento, con varie opzioni che dovrete compilare, su un argomento. In questo caso il tema sarà il vostro libro o un aspetto del libro, come un luogo o uno dei protagonisti, potete chiedere chi è mai stato in quella determinata località descritta nel libro e ottenere così vari vantaggi.


Il primo è che chi risponde può incuriosirsi e scoprire il vostro blog, magari lasciare anche dei commenti o comunque tornare a visitarlo. Il secondo è che dopo un po’ di tempo, quando avrete diverse risposte, avrete un nuovo post da scrivere, con i risultati del sondaggio! Il terzo è che in modo del tutto gratuito avete fatto contemporaneamente pubblicità al libro sia sul blog sia su Facebook.


Infine, quando siete proprio a corto di idee, pubblicate una galleria fotografica o dei video riferiti al vostro lavoro. C’è anche il vantaggio di “staccare” dal solo testo dei post e proporre contenuti multimediali.




Lara Zavatteri



Leggete l’ebook “Io bloggo” di Marta Traverso




DESCRIZIONE

Esprimi la tua personalità online! Attraverso la lettura di questo ebook imparerai a conoscere gli strumenti che internet ti mette a disposizione per definire meglio la tua personalità: dalla scrittura sul blog ai social network, scoprirai come metterti in gioco, stringere nuovi contatti e conoscere meglio te stesso.

Come imparare l’inglese giocando

Con l’arrivo dell’autunno solitamente si è presi da una sorta di frenesia che ci porta a voler iniziare qualcosa di nuovo, ad impegnarci in altre attività. Non per niente i corsi di inglese vengono pubblicizzati proprio a settembre.

Come imparare l’inglese giocando


Se volete iniziare ad imparare l’inglese, evitate di strafare, comprando dizionari e libri con una marea di esercizi che tanto non farete mai. Con tutta la buona volontà, gli esercizi annoiano e se non c’è nessuno a controllarli non si è motivati a completarli. L’ideale è imparare dai bambini.


I più piccoli hanno la straordinaria capacità di imparare velocemente molte cose, semplicemente giocando. Per questo anche nelle scuole spesso si fa affidamento al gioco per avviare e portare avanti delle attività didattiche, perché per i più piccoli l’apprendimento così è più facile e divertente.


Il consiglio quindi è di iniziare a imparare l'inglese prendendo spunto appunto dai bambini. Anziché fiondarvi in libreria a comprare un dizionario inglese-italiano, cercate qualche piccolo libro per bambini che, collegando le parole alle immagini, riporti il nome di un oggetto, un animale o altro in inglese e in italiano. Insomma partite imparando pochi vocaboli per volta, legati in questo caso a situazioni facili come l’avere degli animali.


Esercitatevi su questo libro fino a che non avrete padroneggiato buona parte dei vocaboli. Quando vedete dal vivo quell’oggetto, ripetete a voce alta il suo nome in inglese. Passate poi a scoprire anche i plurali e ripetete anche quelli.


Il passo successivo sarà trovare qualcosa da leggere pensato per ragazzi più grandi che però illustri le principali situazioni in cui ci si può imbattere, quindi come destreggiarsi con la lingua nella vita quotidiana. Anche in questo caso, immaginate di trovarvi realmente in queste situazioni e ripetete le frasi che direste. Sono frasi semplici ma che vi faranno capire immediatamente.


Per il momento lasciate da parte i tempi dei verbi e ragionate solo al presente, per imparare la grammatica c’è tempo. Un altro consiglio è di circoscrivere lo studio al vostro settore lavorativo, cioè di imparare termini e frasi che fanno parte della vita lavorativa che avete scelto. Ad esempio se siete un operaio, una casalinga, un autista ecc...cercate termini e frasi che vi permettano di sapere tutto ciò che dovete sul vostro lavoro. Immaginatevi di dover descrivere il vostro mestiere in inglese e imparate come destreggiarvi. Se siete un informatico, questo è pane per i vostri denti perché moltissimi termini dei computer sono in inglese.


Quindi, ricapitolando: a questo punto conoscete le basi, i nomi degli oggetti, di animali, cose, sapete cavarvela con le frasi più comuni e sapete anche applicare l’inglese al vostro settore. Per aiutarvi con la pronuncia, uno strumento è anche Google traduttore. Se siete incerti su come si pronuncia una parola, vi basta inserirla e ascoltarla da qui.


Infine, purtroppo dovrete imparare anche la grammatica. Cercate un libro semplice, magari uno scolastico per le medie o le superiori e concentratevi su un tempo per volta, per evitare di fare confusione. Provate poi a ripetere le frasi che conoscete declinandole negli altri tempi verbali. Ovviamente in seguito dovrete continuare ad arricchire il vostro bagaglio di conoscenza, imparando nuovi termini e modi di dire, ma intanto avrete una solida base.


Lara Zavatteri

12 set 2011

Come continuare a vendere i vostri libri con una locandina e il passaparola

Oggi mi rivolgo a quanti hanno scritto più di un libro (o un ebook) e desiderano continuare a vendere i loro prodotti. Se avete realizzato da poco un vostro libro questo lo venderete abbastanza bene ma se il vostro primo libro risale a qualche anno fa, è probabile che ci sia poca richiesta attualmente, perciò ecco alcuni consigli per fare sempre pubblicità ai vostri lavori.



Se recentemente avete scritto e pubblicato un libro, starete utilizzando tutti i canali per promuoverlo, sia online sia offline. Ecco, oggi parleremo proprio dell’offline, cioè della vendita al di fuori dei canali di Internet. Bisogna tener presente che non tutti usano il computer o si collegano in Rete, ad esempio le persone anziane può darsi che non lo facciano, oppure persone con qualche handicap o che per vari motivi disdegnano Internet, ma amano la lettura. Se vogliono leggere i vostri libri, dovrete fare pubblicità in una maniera diversa dal solito. Sì, ma come?


Solitamente gli autori, specie quelli che utilizzano piattaforme o editori di print on demand (stampa su richiesta) possono avere a disposizione delle copie personali da poter rivendere a chi ne fa loro richiesta. Se questo è il vostro caso o comunque avete delle copie che potete vendere ed anche dei libri di anni addietro, non vi resta che pubblicizzare il nuovo libro insieme a quelli già pubblicati.


Facile a dirsi, ma come si può fare? Vi basta prendere il computer, aprire un programma di videoscrittura come Word o Open Office Writer e iniziare a scrivere. Realizzerete una locandina che poi sarà messa all’interno del vostro ultimo libro e sarà letta dal vostro lettore. In questo modo potrete stare certi che la persona sarà a conoscenza di tutti i lavori che avete realizzato e magari vi chiederà anche dei libri scritti negli anni passati.


Iniziate ringraziando la persona per aver acquistato il libro e per essere un vostro lettore. Poi, scrivete che avete pubblicato anche altro e fate un elenco, riassumendo il tutto. Va bene scrivere il titolo del libro, il genere (romanzo, fiaba, saggio ecc..) e in breve la trama del libro. Volendo potete aggiungere anche un’immagine in miniatura della copertina del libro.


Finito l’elenco, scrivete dove trovare i libri, sia offline, quindi se è presente in librerie o altri punti simili o contattandovi, sia online, perché alla fine la locandina potrebbe passare di mano e arrivare in quelle di una persona che ha familiarità con Internet e acquisterà il libro sui siti che avete segnalato. Scrivete tutti i vostri contatti, sia l’indirizzo di casa e il telefono per chi è meno tecnologico sia la mail, il sito o blog e il profilo Facebook per chi è esperto. Ringraziate di nuovo e se volete impreziosite con una semplice cornice.


Stampate la locandina e inseritela nel vostro ultimo libro, ogni volta che ne vendete uno o fate una presentazione. In questo modo da un lato informate il vostro lettore, ma suscitate anche un passaparola. Il vostro cliente infatti porterà a casa la locandina, altri la leggeranno, altri ne saranno incuriositi e magari vi domanderanno informazioni per avere anche i vostri lavori precedenti. Chiedete di lasciare la locandina in luoghi come le biblioteche, dove i potenziali lettori potrebbero trovarvi.


Un ultimo accorgimento. Quando pubblicate qualcosa di nuovo, realizzate una nuova locandina con tutti gli altri libri e l’ultimo arrivato. Infine, se vi chiedono libri scritti precedentemente, inserite anche lì la locandina, così i titoli dei vostri lavori saranno sempre conosciuti.


Lara Zavatteri


Leggete il libro “L’arte del passaparola” di Andy Sernovitz



DESCRIZIONE
Le persone amano parlare. Dal vivo, al telefono o sul web, nei blog, nei forum, nei social network. Di quello che piace loro, di quello comprano, di quello che vogliono. Questo libro insegna a fare rendere al meglio l’unico strumento promozionale potenzialmente gratuito: la comunicazione interpersonale, in sostanza la chiacchiera.

E il marketing del passaparola funziona per ogni tipo di prodotti o servizi. Funziona anche per cause, idee, beneficenza e organizzazioni: per qualsiasi cosa di cui si desideri far parlare. Sernovitz affronta l’argomento da un punto di vista pratico e a partire da un principio basilare, una nuova filosofia di business: si basa sull’onestà e l’ammirazione, sul rendere felici i clienti.

L’opzione contraria è annoiarli e spendere in pubblicità. Se la gente non parla bisogna ricorrere alla pubblicità, che costa. Il marketing del passaparola spiegato da Sernovitz è più del semplice marketing. Consiste nel rendere interessanti le proposte e l’impresa, così che valga la pena parlarne.

9 set 2011

Come sapere se sei una Jackie o una Marylin

Prendendo spunto dalla serie tv che sta andando in onda sul canale La7 il mercoledì sera, “I Kennedy” vi propongo oggi un libro scherzoso per le donne, per capire se si identificano meglio con Jackie Kennedy o Marylin Monroe.


I Kennedy è una miniserie di otto episodi co prodotta da History Channel Usa con Muse entertainment, che racconta la presidenza, nei suoi mille giorni, di John Fitzgerald Kennedy, meglio noto come Jfk, narrando la sua vita come presidente ma esplorando anche il suo privato. Attorno a lui si muove il clan dei Kennedy con il patriarca Joseph e la madre Rose e soprattutto ci si concentra su figure come il fratello Robert (Bobby) e la moglie di John, Jacqueline detta Jackie.

La serie ha creato un certo scalpore in America, soprattutto considerando che anche se dei fratelli Kennedy l’unica attualmente in vita è la sorella Jean, resta uno stuolo di nipoti e pronipoti, considerando che solo Robert aveva undici figli. Perciò vedere in televisione le vicende della famiglia non dev’essere stato facile, specie per la figlia di Jfk, Caroline.

Tornando al libro, si esplora la vita e le diverse scelte di stile, di comportamento da una parte di Jacqueline, dall’altra di Marylin. Due donne che non potevano essere più diverse tra loro, legate entrambe a Jfk e accomunate anche da un’esistenza costantemente sotto la luce dei riflettori. Per il resto, Jackie proveniva da una buona famiglia, aveva un’ottima istruzione, divenne un’icona di stile e di eleganza per i suoi abiti al contempo semplici e raffinati.

Marilyn era una ragazza che non aveva terminato le superiori, con un’infanzia passata tra orfanotrofi e famiglie in affido, che ad un certo punto ebbe un enorme successo come attrice in vari film di culto come “A qualcuno piace caldo” o “Gli uomini preferiscono le bionde”. Conobbe i fratelli Kennedy e si disse che fosse legata sia a Jfk che a Bobby.


Nel libro si evidenziano le caratteristiche che hanno fatto diventare queste due donne, pur diversissime fra loro, delle vere icone ammirate ancora oggi e, forse, ancora insuperate. Mentre Jackie nel testo appare come la classica brava ragazza, Marylin è invece quella più provocante, anche se ovviamente nessuna delle due poteva in realtà essere etichettata solo in un modo, basti pensare a tutte le debolezze che in realtà aveva Marylin, che a dispetto della sua immagine pubblica probabilmente per tutta la vita fu solo una donna con un disperato bisogno di affetto. Dal canto suo anche Jackie non era certo una sprovveduta e seppe tener testa a molte situazioni, cercando di garantire un futuro ai suoi figli anche dopo la morte del presidente.


Se questo libro può servire da un lato per scoprire queste due personalità, dall’altro può far comprendere come anche le donne non siano mai solo in un modo o nell’altro, costituiscono piuttosto un mix dell’una e dell’altra, in ogni donna insomma c’è un po’ di Jackie e un po’ di Marylin. Leggendo ci si può divertire cercando di capire a quale delle due si assomiglia, ma in realtà ogni donna ha in sé tante personalità in una.


Lara Zavatteri

Leggete il libro “Sei una Jackie o una Marylin?” di Pamela Keogh



DESCRIZIONE

La First Lady e la star di Hollywood. La brillante studentessa dei migliori college e l'adolescente che ha abbandonato il liceo. Una indossava tailleur di Chanel alle cene della Casa Bianca, l'altra Chanel n. 5 - e basta - a letto. All'apparenza erano una l'opposto dell'altra, ma entrambe avevano classe da vendere.

E tu, sei una Jackie o una Marilyn? Affronti la vita da brava ragazza o da bomba del sesso?

Seppure Jackie Onassis e Marilyn Monroe non si siano mai incontrate, le loro vite si sono intrecciate in vari modi: entrambe costantemente in fuga dai paparazzi, entrambe legate a JFK. Nonostante l'enorme curiosità che le ha sempre circondate, hanno gestito le loro vite private con grande forza, e da loro le donne di oggi potrebbero imparare molte cose.

Ecco il libro che esplora il fascino di queste due dive, la loro strabiliante storia, e allo stesso tempo dispensa divertenti consigli sull'amore, il potere, lo stile e molto altro ancora.

Questa guida si basa su fatti veri e poco conosciuti della vita, pubblica e privata, di Jackie e Marilyn e sull'impronta inconfondibile nel loro modo di affrontare le più svariate situazioni, dalle cene alla carriera, dal matrimonio alla bellezza.

Qualunque donna abbia ammirato la carica seduttiva di Marilyn o l'eleganza innata di Jackie, o che voglia trovare un irresistibile mix tra le due, troverà in queste pagine l'ispirazione giusta per usare al meglio il potere della femminilità e vivere con stile la propria vita.

8 set 2011

Come fare marketing con l’email marketing

L’email marketing è un modo di fare marketing attraverso la posta elettronica. Può essere molto utile per far conoscere un vostro prodotto ma ci sono alcune regole da seguire.


Premetto che parlerò dell’email marketing senza accennare agli autorisponditori, che sono dei servizi, anche a pagamento, che permettono di impostare dei messaggi che periodicamente i vostri contatti mail riceveranno. Mi rivolgo insomma a chi vuole iniziare facendo tutto da sé.


Per prima cosa, ovviamente, dovete avere un buon numero di contatti mail. Non potete pensare di iniziare a pubblicizzare un vostro prodotto se avete una decina di contatti e basta, nel caso aspettate che la vostra “rete” si espanda e solamente allora iniziate una campagna di questo tipo.


Ancora più ovvio, dovete avere qualcosa da vendere, che sia un libro, un ebook, una guida o altro. Non sprecate tempo a capire come fare marketing del vostro prodotto quando ancora dovete terminarlo e renderlo disponibile per la vendita, solo quando è tutto terminato potete iniziare.


Scrivete su Word o Open Office un comunicato in cui spiegherete che cos’è il vostro prodotto. Iniziate con la data, quindi rivolgetevi a chi vi leggerà a seconda del tipo di relazione che avete con queste persone. Naturalmente il messaggio sarà uno unico per tutti ma, se ad esempio a queste persone già avete venduto un vostro libro, potete iniziare scrivendo “cari lettori” perché i proprietari delle mail già vi conoscono.


Scrivete perché mandate quella mail, in modo che non finisca subito nel cestino e che chi legge capisca in poche righe di cosa si tratta. Quindi, sempre se prendiamo l’esempio del libro, scrivete che spedite quella mail perché è appena uscito il vostro ultimo libro (o il primo) e che volete brevemente descrivere di che si tratta.


Riassumete la trama del libro, stando attenti a non svelare troppo, altrimenti chi lo comprerà se si sa già il finale? Se il libro è ambientato nella zona da cui provengono i vostri contatti sottolineatelo, è un incentivo per i vostri possibili lettori ad acquistare il libro. Volendo potete allegare alla mail anche un pdf con il primo capitolo del libro, che i lettori potranno leggere gratuitamente e farsi così un’idea, specialmente se utilizzate il print on demand e potete promuovervi come vi pare.


Se avete un blog collegato al vostro prodotto, invitate i vostri contatti a visionarlo, scrivete l’indirizzo e controllate che funzioni e rimandi alla pagina giusta. Se avete anche un blog o sito con tutti gli altri vostri prodotti, scrivete anche quello, non sapete se i proprietari delle mail conoscono tutto quello che avete fatto e potrebbe essere un modo per vendere anche altri libri pubblicati in precedenza.


Salutate, ringraziate e scrivete tutti i vostri contatti (mail, Skype, Facebook o altro), per essere facilmente rintracciati. Spedite il messaggio a tutti i vostri contatti che avete sulla vostra casella di posta elettronica, se ne avete più di una prendete in considerazione anche gli altri, stando attenti a non inviare lo stesso messaggio alla stessa persona più volte, se per esempio la mail è memorizzata sia su Yahoo che su Gmail.


Quando avete aggiornamenti, sconti, offerte o eventi da pubblicizzare, fatelo sapere ai contatti mail in questo modo. Così riuscirete a mantenere un contatto con i vostri lettori e a pubblicizzare periodicamente il vostro libro.


Lara Zavatteri


Leggete l’ebook “Email marketing” di Gianpaolo Lorusso e Ugo Cacciaguerra


DESCRIZIONE
In questo ebook scoprirai tutte le tecniche più efficaci nel campo dell'email marketing e (caso unico tra i libri sull'argomento in lingua italiana) potrai analizzare in dettaglio molte statistiche di invii reali. Come impostare una campagna, come costruire la lista di indirizzi e farla crescere rispettando delle norme sulla privacy, come scrivere l'oggetto e il messaggio, studiare l'usabilità del layout in modo da incrementare le conversioni, migliorare tutti gli elementi che possono influenzare il successo di una campagna.

7 set 2011

Come conoscere le pietre

Le pietre e i minerali sono bellissime da collezionare, si dice abbiano anche proprietà curative. Ne esistono moltissime, ecco alcuni consigli. 


Prima di tutto, dove trovarle? Le pietre e i minerali normalmente si possono trovare nei negozi specializzati, ma anche durante fiere e mercatini o nei musei dedicati che hanno una parte dedicata anche alla vendita.


Poi, quali sono? Come detto, ne esistono davvero moltissime. Sono differenti per forma, dimensione, colore, screziature. Alcune si trovano in Italia, altre provengono da altre zone del mondo, come il Sudamerica, alcune vengono estratte e poi lavorate per conferire una certa forma, ad esempio rotondeggiante, altre si trovano allo stato “grezzo”. Tra i più conosciuti e i più belli si trovano i quarzi.


Della famiglia dei quarzi fanno parte varie pietre, dal quarzo bianco che è trasparente e in alcuni casi ha al suo interno delle screziature che riflettono la luce a colori, come fosse un prisma, al quarzo rosa, passando per il quarzo fumé, che ha un colore sul grigio.


Molto bella è l’ametista, dal colore viola accesso, mentre la corniola passa dall’arancione al rosso e rosso intenso è invece il diaspro. Particolarissima è la pietra chiamata “occhio di tigre”. Si tratta di una pietra scura che sulla sua superficie ha delle luminescenze dorate, che sembrano “correre” sulla pietra. Sembra una pepita estratta da una miniera la “pirite” mentre ha la forma di una rosa fossilizzata la cosiddetta “rosa del deserto”.


Questo per parlare delle pietre più comuni, ma ne potete trovare davvero molte, tra cui ad esempio anche lo zolfo, di un colore giallo acceso. Ogni pietra ha le sue proprietà, normalmente vengono vendute con la spiegazione su un foglietto. Possono regalare maggiore serenità o energia e solitamente basta tenerle in tasca per usufruire dei loro benefici effetti oppure tenerle sul comodino.


Vi suggerisco, inoltre, un posto dove potrete conoscere le pietre e i minerali. Si tratta del Museo mineralogico della valle Aurina, in Alto Adige, precisamente nel paese di San Giovanni. Si tratta di un luogo magico in cui, dopo decenni di ricerche, sono esposti minerali e pietre eccezionali. Si possono vedere non solo molte varietà, ma anche pietre dalle dimensioni gigantesche, come i quarzi bianchi, i più grandi dell’Alto Adige.


Il museo presenta diverse sale e si trovano riprodotte anche alcune caverne in cui sono stati trovati minerali e pietre, poi esposte per il pubblico. Per tutti gli appassionati un luogo da non perdere per vedere dal vivo una varietà infinita di minerali e pietre, inoltre esiste anche una parte dedicata alla vendita, dove trovare sia un piccolo ricordo, ad esempio per iniziare una collezione, sia pezzi rari e di maggior valore per gli esperti. Se volete dare un’occhiata questo il link del museo:



Vi segnalo inoltre che attualmente si può iniziare ad avvicinarsi a questo mondo anche in edicola, grazie ai fascicoli “Energia delle pietre” che in ogni numero permette di trovare una pietra diversa e di scoprirne caratteristiche e proprietà. Se volete cominciare, questo può essere un buon modo.


Lara Zavatteri



Leggete il libro “Il manuale delle pietre” di Michael Gienger




DESCRIZIONE 
Un pratico manuale illustrato delle gemme e dei minerali terapeutici attualmente reperibili sul mercato.

L'autore, una delle figure più eminenti nel campo della cristalloterapia, e autore del best seller "L'arte di curare con le pietre" (Crisalide Edizioni) presenta le caratteristiche mineralogiche e le proprietà terapeutiche di 430 minerali diversi (nome della pietra, foto a colori, caratteristiche mineralogiche, indicazioni terapeutiche, bibliografia, reperibilità sul mercato).

Un libro utile al lettore non specialista, che desidera informarsi sulle proprietà terapeutiche dei minerali, sia allo specialista (terapia o commercializzazione).