19 mag 2011

Come dire no al nucleare

Dopo il recente disastro in Giappone in molti è aumentata la paura per gli effetti che il nucleare potrebbe avere sull’intero Pianeta e sui suoi abitanti. Perché con il nucleare non la raccontano giusta.




Chi si ricorda di Chernobyl? Una tragedia del genere di certo non può essere dimenticata da nessuno, nemmeno da chi in quegli anni era solamente un bambino e, magari, ricorda solo che non si poteva bere il latte o cose del genere.


Chernobyl non è solo sinonimo della centrale nucleare da cui partì il disastro, ma anche dei bambini che da oltre vent’anni, ogni anno, mentre le generazioni si succedono, passano dei periodi più o meno lunghi in paesi come l’Italia, specialmente in zona lontane dalle città, per “respirare aria buona” almeno per un po’. Ciò che è accaduto a Chernoyl ha distrutto la vita non solo a chi era presente in quella zona in quel momento, ma anche a molte generazioni future che neppure erano nate.


Si trattava e si tratta purtroppo di un nemico sempre presente, un nemico subdolo perché non si vede, ma che ha impregnato il suolo di Chernobyl per anni e anni. Sarà così, probabilmente, anche in Giappone, perché in realtà non si può sapere quali e quanti effetti un disastro nucleare può avere sulla popolazione e sull’ambiente.

Da disastri di questa portata si diffondono le cosiddette “scorie radioattive” pericolosissime per l’uomo, gli animali, la natura. Si tratta di scorie che hanno una vita lunghissima, dai 300 anni a qualche milione e possono quindi continuare ad essere attive per secoli. Sul corpo umano le scorie, come è accaduto spesso a Chernobyl, possono provocare vari tipi di malattie, in particolare patologie di tipo tumorale oltre a sconvolgere del tutto un ecosistema. In più, si cerca di eliminarle semplicemente sotterrandole, ma così non si elimina il rischio.


Greenpeace si è battuta e continua a battersi per diffondere conoscenza e sensibilizzazione di tutti i cittadini del mondo verso il problema nucleare, affinché le coscienze dei cittadini non si spengano appena il disastro giapponese sarà archiviato.


La soluzione sarebbe rivolgere l’attenzione alle fonti alternative di energia, vale a dire a quelle fonti capaci di generare energia in maniera differente dal tradizionale: ad esempio con l’energia eolica o solare o quella ricavata dalla biomassa, per citarne alcune. Hanno il vantaggio di essere sempre disponibili e non esaurirsi, inoltre non compromettono l’ambiente e non sono pericolose.


Di queste tematiche parla Beppe Grillo nel libro Spegniamo il nucleare. Manuale di sopravvivenza alle balle atomiche” che si sofferma appunto anche sulle fonti alternative. Un libro da leggere se si vuole avere po’ più chiara la situazione, per non farsi ingannare e aprire gli occhi sui reali problemi del nucleare, anche a lungo termine. Per tenervi informati visitate anche il sito di Greenpeace Italia all’indirizzo http://www.greenpeace.org/italy/it/, se ne occupa anche il Wwf, sul sito www.wwf.it.


Tieniti informato per essere un cittadino consapevole, per essere in grado di farti un’opinione al di là delle rassicurazioni di molti, perché l’ambiente non è solo il luogo dove vive tu, ora, in questo momento, ma dove dovranno vivere in futuro anche i tuoi figli.


It is so pleasant to work with experts. Learn more to find out more regarding electronics.