15 mag 2011

Come diventare leader di te stesso con un libro

Questo libro è utile sempre, ma credo soprattutto in quelle situazioni in cui ci si chiede “E adesso cosa faccio?”. Quando tutto pare andare storto, leggere il libro di Roberto Re e imparare a mettere in pratica i suoi consigli può essere davvero la svolta che si aspettava.


Ho letto questo libro conoscendo già l’attività dell’autore, Roberto Re, su Internet. Re è uno dei più grandi formatori italiani e penso anche del mondo, capace di coinvolgere le persone in un percorso di crescita e miglioramento costante. Niente di noioso con approfondimenti su psicologia e affini, ma suggerimenti che vanno alla sostanza delle cose, per poter subito applicare ciò che si legge.


Leader di te stesso insegna che per prima cosa siamo responsabili di noi stessi, dei nostri stati d’animo e delle nostre scelte e che possiamo cambiare la nostra vita se solo lo vogliamo, ovviamente con costanza e determinazione, ma anche con buonumore e capacità di godere dei risultati.


Uno degli insegnamenti più preziosi è: non “perché” ma “come”. Cosa significa? In sostanza che spesso quando le cose vanno male siamo portati ad autocommiserarci e a non porci le domande giuste. A questo punto iniziamo a formulare quesiti come “perché proprio a me?” o “perché non me ne va bene mai una?” che ovviamente avranno l’unico scopo di farci stare ancora peggio e non porteranno a nulla di buono. Invece, quando viviano situazioni difficili, è bene domandarsi “Come posso fare?” in modo da stimolare il cervello a trovare soluzioni in grado di farci uscire dalla nostra condizione.


Altro insegnamento del libro è che a volte abbiamo paura del cambiamento o, in generale, di qualsiasi cosa. Il difficile è capire che, in realtà, la nostra paura, come spiega l’autore, non è altro che uno stato mentale e che focalizzarsi su di essa non fa che aumentarne l’intensità. Affrontare di petto la paura è il modo migliore per eliminarla.


Altre volte siamo fermi e non ci decidiamo ad agire. Ma è proprio l’azione che porta a dei risultati, senza la quale nulla sarebbe possibile. Certo poi sono indispensabili il coraggio di intraprendere questa strada, ma senza l’atto pratico non andremo da nessuna parte.


Due consigli per stare subito meglio: alla mattina e alla sera parliamo con noi stessi e poniamoci delle domande “potenzianti”, vale a dire domande in grado di elevare il nostro stato di benessere. Ad esempio, chiediamoci ad inizio giornata di che cosa possiamo essere felici e a fine giornata che cosa abbiamo imparato. Spesso ci si lamenta che va tutto storto, ma delle aree della nostra vita invece sono in ottima salute. Potremmo avere problemi sul lavoro ma non nella vita sentimentale e quest’ultimo è uno dei punti a favore per le domande potenzianti.


Sfruttiamo la fisiologia. Quando si è depressi, tristi, stanchi, si tende ad assumere una postura chiusa, tendente al basso e via dicendo. Semplicemente alzando le spalle e lo sguardo, camminando più dritti e decisi ci si può sentire più sicuri, provare per credere.

Essere leader significa anche essere indipendenti mentalmente dai giudizi altrui. Ciò non significa non ascoltare più gli altri e diventare degli eremiti, ma non bloccarsi e non mettere sempre in discussione le nostre scelte di vita a seconda di ciò che gli altri pensano di noi. L’indipendenza di questo genere porta la persona a creare la propria vita il più possibile vicina al suo vero essere, indipendentemente dalle critiche.


Infine molto importante è darsi degli obiettivi, meglio se scrivendoli e su qualunque aspetto della nostra esistenza. Scrivere diventa un impegno con noi stessi e sarà più facile darsi da fare per raggiungere le nostre mete.

Lara Zavatteri

Libro consigliato: Leader di te stessoCome sfruttare al meglio il tuo potenziale per migliorare la qualità della tua vita personale e professionaledi Roberto Re.