10 mag 2011

Come insegnare la grammatica ai più piccoli

La grammatica è una di quelle cose che ai bambini piace davvero poco: troppo noiosa, troppo difficile. L’italiano poi, a differenza di altre lingue, è molto più complicato come lingua ed imparare tutte le regole non è facile. Si può però imparare divertendosi, grazie ad un libro.



Presento questo libro “Benvenuti a Grammaland” che per l’appunto introduce ai trabocchetti e ai segreti della grammatica i più piccoli, ma grazie a un tono e delle ambientazioni piacevoli e divertenti. “Grammaland” riprende come suono Gardaland e vuole per l’appunto far sì che i bambini imparino ma con un tocco di umorismo.


Come si legge nella descrizione, si toccano i punti più critici, quelli che spesso i bambini sbagliano usando la grammatica italiana, a volte nel parlato e spesso nello scritto: l’uso delle doppie nelle parole, l’utilizzo della lettera q (q o c, quore o cuore?) le indecisioni sull’utilizzo, in una frase, tra apostrofi o accenti.

Questo libro è insomma l’esempio di come anche i concetti più tediosi per i bambini possono essere insegnati con creatività e fantasia. L’importante è rendersi conto che per i più piccoli alcune cose sono difficili da apprendere e risultano più facili da ricordare se sono maggiormente piacevoli nella loro presentazione.


Per questo motivo quando si insegna ai più piccoli, in questo caso specifico la grammatica, ma in generale per qualunque disciplina, è consigliato mettere in atto una serie di accorgimenti. Il primo è creare sempre un ambiente accogliente e “bello” da vedere ma volendo anche da toccare, ad esempio appendendo nell’aula (se si è a scuola) o nella stanzetta (se si è a casa) lettere colorate, ritagliate da materiali come stoffa, polistirolo, oppure anche create grazie a materiali più duri come l’argilla.


L’ambiente così decorato è subito avvertito più rilassante dai bambini, anche da quelli che magari odiano quella materia. Inoltre, potrebbe addirittura trasformarsi in un esercizio la creazione delle lettere. Un materiale molto versatile, e per questo usato moltissimo negli asili è il pongo, tra l’altro coloratissimo.


Per i bambini che frequentano la prima o la seconda elementare e che quindi ricordano ancora bene le sensazioni legate all’utilizzo del pongo alla scuola materna, potrebbe essere più facile imparare a scrivere correttamente se ogni tanto agli esercizi veri e prorpi si associa qualcosa di manuale, ad esempio la creazione delle lettere doppie appunto con il pongo, che andranno ad arricchire ulteriormente lo spazio di lavoro.


Un altro metodo è quello di far disegnare le lettere, le parole con le doppie, quelle che vogliono gli accenti o gli apostrofi, quelle che possono essere difficoli da scrivere e poi farle colorare e ritagliare ai bambini. Usare colori diversi può aiutare a capire l’errore. Per esempio, si può colorare di verde la parola con le doppie e di blu quella che il bambino pensa si scriva con le doppie ma che invece non le vuole, e il contrario.


Insomma l’essenziale è coinvolgerli il più possibile, così che anche visivamente possano ricordare le regole grammaticali senza perdere il divertimento, così come insegna questo libro.

Lara Zavatteri