05 mag 2011

Come conoscere i luoghi con storie di streghe

In Italia esistono diversi luoghi che raccontano le storie di donne condannate per stregoneria. Per scoprirli vi consiglio il libro “Viaggio nei borghi delle streghe” dell’autore Roberto Borin.



Il testo si sofferma in particolare su cinque tappe, cinque itinerari per conoscere da vicino quei territori in cui, nei secoli passati, furono torturate e condannate al rogo numerose donne sospettate di praticare la stregoneria, per mano dell’Inquisizione che salvo pochi casi condannò quasi sempre al rogo o alla decapitazione le malcapitate.


Mi soffermo su uno di questi luoghi, il paese di Cavalese in val di Fiemme. In realtà ci furono altri posti in Trentino in cui altre donne vennero processate per stregoneria, ad esempio in un’altra vallata, la val di Non, dove il Palazzo nero a Coredo ricorda proprio questi fatti, ma si ricorda principalmente Cavalese dove processi alle streghe si svolsero nei primi anni del Cinquecento.


Dopo essere state denunciate-allora bastava solamente conoscere le proprietà di alcune erbe per essere additate come streghe o aver fatto un piccolo sgarbo a qualcuno che in questo modo si vendicava-le donne vennero interrogate più volte e torturate, come accadeva spesso per arrivare ad una confessione frutto del dolore e della paura più che di fatti realmente commessi.


Uno dei palazzi più belli di Cavalese è quello della Magnifica Comunità, completamente affrescato e sede, anticamente, del palazzo vescovile: qui furono incarcerate e interrogate alcune donne in attesa di giudizio, mentre successivamente vennero portate davanti al cosiddetto “Banco de la resòn” ovvero il Banco della ragione, luogo dove si svolse il processo, visitabile ancora oggi. Si tratta di una sorta di piccola arena in pietra dove avvenivano tutte le riunioni della Magnifica Comunità e dove si decise la sorte di tutte le donne sospettate di essere delle streghe.


La votazione si svolse secondo il metodo delle biglie, dove quella nera significava condanna, quella bianca assoluzione. Le donne accusate vennero mandate al rogo, a parte una perché non aveva confessato di essere una strega e fu quindi riportata in carcere. Ogni mese di gennaio a Cavalese va in scena la rappresentazione in costume di quest’episodio, uno dei più cruenti dell’intero Trentino.


Questi luoghi si possono scoprire visitando Cavalese, inoltre il palazzo della Magnifica Comunità è sede attualmente della pinacoteca, il museo e l’archivio dei manoscritti relativi alla storia del paese e della valle di Fiemme. Il 16 e 17 luglio prossimi, in occasione dei 900 anni della Magnifica Comunità, sarà riaperto al pubblico proprio questo palazzo, dopo gli interventi di restauro.


Il libro si sofferma anche sulla stregoneria a Bormio, in Valtellina, dove i processi alle streghe avvennero tra il quindicesimo ed il diciottesimo secolo, anche se la chiesa aveva iniziato ad avere i primi sospetti già nel 1.300. In particolare le condannate venivano mandate al rogo in località Piano di San Gallo, nei pressi di Bormio, dove si trova un’antica chiesa del 1247.


Tornando a Cavalese, il paese si raggiunge, in automobile, (da sud e da nord) imboccando la Statale 12 del Brennero e l’autostrada A22 con uscita Egna-Ora, proseguendo sulla SS 48 delle Dolomiti in direzione Cavalese.


Lara Zavatteri


Libro consigliato: Viaggio nei borghi delle streghe” di Roberto Borin