20 apr 2011

Come fotografare la natura



Fotografare paesaggi e animali è sicuramente un’esperienza unica e suggestiva. Per scattare immagini altrettanto belle, ecco alcuni consigli, specificando che non mi addentrerò nella parte prettamente tecnica ma cercherò di fornire qualche consiglio generale.


Le macchine digitali oggi in commercio risolvono anzitutto molti dei problemi che potevano sorgere in passato al momento dello scatto: regolazione della luce, flash automatico, calibrazione dei colori ed altro. Un piccolo trucco per non sfocare le immagini è trovare una base d’appoggio prima di scattare. Se è possibile, appoggiati ad una staccionata, un masso o altre sporgenze e cerca l’inquadratura perfetta in modo più stabile. Avrai immagini più nitide.


Regola lo zoom cercando di capire cosa vuoi che entri nella tua fotografia. Quindi vedi l’inquadratura e cerca di capire se vuoi che un elemento, come una cascata, venga visualizzato da solo, oppure se preferisci che sia inserito in un contesto e quindi che si veda anche, ad esempio, la montagna.


Attenzione a cosa inquadri. Spesso non ci si rende conto che si fotografano elementi che possiamo chiamare “di disturbo”. Per fare un esempio, un’immagine di un paesaggio risulta rovinata se compaiono, magari anche solo in un angolo, i fili della corrente elettrica sospesi per aria o un pilone di cemento. Se questi elementi sono presenti sul luogo, prima di scattare cerchiamo di non inserirli nell’inquadratura, anche cambiando posizione.


Se fai una gita o vai in vacanza, cerca di scattare immagini che caratterizzino quel luogo. Mi spiego. Molte volte ti capita di fare qualche scampagnata in montagna e ti ritrovi sempre a fotografare le stesse cose, come i fiori, che si trovano uguali in molti posti di montagna. Cerca di fare fotografie originali, tipiche di quella zona. Impara, cioè, a “catturare” quel qualcosa che puoi trovare solo lì e in nessun altro luogo. Ad esempio, un mulino ad acqua ancora funzionante, dei fossili e via dicendo.


Considera, oltre alla natura, gli aspetti ecomuseali. Un ecomuseo è una sorta di museo a “cielo aperto” e può racchiudere usanze, tradizioni e la storia di un popolo e una zona. Il lavoro di tagliare le assi sfruttando la forza dell’acqua veniva fatto nelle tradizionali segherie veneziane, molte delle quali restaurate, o ancora dei beni ecomuseali possono essere le miniere, percorsi alla scoperta di alberi millenari, musei sui costumi locali eccetera.


Se vuoi fotografare gli animali, per prima cosa ricordati di non disturbarli. Se ti trovi in un Parco informati prima se ci sono particolari restrizioni e rispettale. Non spaventare gli animali, specie se usi il flash e appostati munendoti di tanta pazienza, senza fare rumore. Fai in modo che la tua presenza non si noti, o si noti il meno possibile e non volere lo scatto perfetto subito. Può darsi che tu debba aspettare più giorni per trovare un animale da immortalare, o per scattare una bella immagine, ma, ripeto, l’importante è avere pazienza.


Quando visiti un Parco potresti far valere le immagini che hai scattato. Alcuni parchi italiani infatti organizzano concorsi in cui si premiano le migliori immagini realizzate nell’area protetta. Lo fa, ad esempio, in Trentino il Parco naturale Adamello Brenta che trovi su www.pnab.it con le migliori foto selezionate per mese e un vincitore selezionato poi nell’arco di un anno.


Puoi anche far fruttare le tue immagini, provando a venderle on-line, ad esempio registrandoti gratuitamente e inserendole sul sito Fotolia all’indirizzo http://it.fotolia.com/.



Lara Zavatteri




Leggi l’ebook “Fotografare la natura. I segreti per catturare le immagini più belle della vita intorno a te” di Andrea Innocenti, disponibile dal 23 maggio su Bruno Editore.

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