09 mar 2011

Francesca Moro - Puoi trovare di meglio. Ripartire alla grande senza di lui

Forte di decine di testimonianze, un manuale di auto-aiuto divertentissimo e dalle incontestabili verità. Per ripartire alla grande nel gioco dell’oca dell’amore.

Un’altra c’è, quasi sempre. E più lui nega, più è probabile. Sull’altra esistono due autorevoli scuole di pensiero e a oggi non si è avuta la prevalenza di una.

La prima sostiene che sia meglio essere piantate per una strafiga, così almeno non si passa il tempo a chiedersi cosa aveva più di noi, perché la cosa è sotto gli occhi di tutti, che di solito non mancano di farlo notare. L’esempio a cui si ispira è la paradigmatica vicenda Aniston-Pitt-Jolie, dove lui lascia la prima moglie per la donna più bella, più tosta, più impegnata e più fertile del mondo.

La seconda prevede che entri in scena una donna dichiaratamente inferiore, più brutta, più scema, più insignificante. Il maestro del genere è Hugh Grant che tradisce Liz Hurley con una prostituta. A voi la scelta.

Il mio consiglio è di optare per la seconda scuola. A tutti i costi. Ci sarà almeno un difettuccio a cui aggrapparvi. E se non lo vedete voi, sicuramente se ne accorgeranno le vostre amiche, anche in brainstorming se necessario.

In linea di principio, quando scoprite dell’altra evitate sempre di parlarne con lui. Se proprio dovete tirarla in ballo, fatelo sempre usando il suffisso “etta”. Per esempio: la tua segretarietta (anche se fosse Sottosegretario alla Difesa), la tua attricetta (infischiatevene se ha vinto la Palma d’Oro a Cannes), la tua sciacquetta (qui il suffisso è già compreso nel prezzo)».



Puoi Trovare di Meglio
Ripartire alla grande senza di lui
Francesca Moro

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AUTORE
Francesca Moro - È nata secondo l’oroscopo cinese nell’anno della Scimmia. Mamma orgogliosissima di una splendida bambina di quattro anni, divide il suo tempo tra l’azienda editoriale in cui lavora e gli amici con cui aggredisce i giorni pieni e i giorni vuoti della sua vita. Vanta una carriera di ballerina classica stroncata da una laurea in economia e commercio e una curiosità per il mondo che la porta a viaggiare nei luoghi e nei pensieri delle persone che incontra.

Christian Boiron - Siamo tutti fatti per essere felici

Parte da qui la sua riflessione, che non ha paura di confrontarsi con temi quali la religione, la fede, la scuola, la malattia, la morte. Una nuova visione della realtà per ritrovare l’armonia.

Siamo fatti per essere felici: è la convinzione che ha sempre animato Christian Boiron, studioso, artista, scrittore nonché imprenditore. In Francia è stato definito «manager filosofo», per il suo interesse nella ricerca della felicità.

«Quando si innescano delle emozioni negative», spiega, «come l’aggressività, l’ansia e la depressione, si determina ciò che io chiamo infelicità. Alla base c’è sempre un conflitto interiore: occorre trovare il coraggio di guardarsi dentro e affrontarlo.»



Siamo Tutti Fatti per Essere Felici
Christian Boiron

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Come imparare ad essere di nuovo felici

Se stai attraversando un brutto periodo o ne sei uscito da poco, può capitarti di avere la spiacevole sensazione di non meritarti di essere felice. È una sensazione brutta e angosciante, che tende a bloccare le azioni che vorresti intraprendere. Ma puoi tornare ad essere felice, un passo alla volta.


Inizia mettendo a tacere la vocina interiore che ti sussurra che la felicità non fa per te o che non puoi dire o fare ciò che vorresti. Più è insistente questa voce, più devi reagire pensando che invece anche tu meriti la felicità. Non scoraggiarti se la vocina e insieme la brutta sensazione non se ne vanno, ci vuole tempo.


Domandati perché tu non hai il diritto di essere felice. Chiediti il perché di questa convinzione: da che cosa è supportata? Scommetto solamente dal pessimismo che ti ha accompagnato, o ancora ti accompagna, in questo momento della tua vita. Non c’è, in realtà, nessun motivo per non meritarsi la felicità.


Non trattenerti. La vocina, che altro non è se non i limiti che la tua mente ti ha imposto durante la crisi, ti farà mantenere lo stesso comportamento e lo stesso autocontrollo che ti ha affibbiato quando hai attraversato il tuo momento no. Ti fa pensare prima di fare una risata, certe volte addirittura prima di parlare. In poche parole, non ti fa essere spontaneo. Fai ugualmente queste cose, ignora questa voce.


Pian piano inizia di nuovo a fare le cose che hai abbandonato. Parti sempre da piccoli cambiamenti, ad esempio se da molto tempo non ti concedi il lusso di leggere un libro perché eri troppo concentrato sul tuo malessere, acquistane uno e leggilo. Riprendi gradualmente le attività che svolgevi prima di questa crisi.


Rispolvera il tuo senso dell’umorismo, alleggerisci i problemi con una risata e ti appariranno meno insormontabili. Non è facile, anzi è un passaggio difficilissimo se da mesi sei in un momento nero, ma costringiti a ridere, se necessario, e a pensare in un altro modo, ad esempio concentrandoti sul lato buffo delle situazioni. Leggi libri che parlando del pensiero positivo e guarda programmi che invitano alla risata. Tutto può aiutarti a cambiare la tua mente.


Fai una lista dei perché ti meriti la felicità: perché sei una brava persona, perché hai delle qualità eccetera. Rileggi la lista quando ti sembra che la vocina prevalga, ti farà sentire più forte e in pace con te stesso. Se ne senti la necessità, attacca la lista in un luogo della casa che vedi all’inizio della giornata, ti aiuterà a ricordare perché la felicità fa per te.


Non aspettarti la felicità completa, tutto e subito. Come ho detto, si tratta di un cambiamento progressivo e ricorda che la felicità sta anche (e soprattutto) nelle piccole cose. Impara a gioire di quelle, man mano sarai sempre più contento.


Anche se sei stato sfortunato o hai sofferto molto, tieni a mente che si tratta di condizioni passeggere, per quanto brutte siano, e che nella tua vita tornerà di sicuro il sereno. Spesso non ci si crede e sembra impossibile, ma abbia fede e tornerai a sorridere.
Lara Zavatteri

Leggi il libro Siamo tutti fatti per essere felici” di Christian Boiron