26 gen 2011

Come non accontentarsi

Magari siete in una fase di crisi e pensate che la vostra vita più piatta di così non potrebbe essere, forse siete rassegnati alla solita routine e pensate che, ormai…



Ormai è una parola che fa paura perché viene associata a qualcosa di chiuso, di irrimediabile, di definitivo e di passato. Ma, a meno che non siate sul letto di morte (e anche in quel caso, chissà che non accada qualche miracolo) non deve esistere la parola ormai nel vostro vocabolario. Non è mai troppo tardi per fare nulla, in tutti i campi della vita.

Quest’ultimo concetto, mi rendo conto, stride con la mentalità che per gran parte è propria della società, che “inquadra” le persone in schemi ben definiti: ad una certa età puoi fare questo, ad un’altra quest’altro e così via, anche in relazione al sesso della persona-se sei una donna alcuni ruoli te li affibbiano come certi- e ad altre condizioni. Quindi, per prima cosa, bisogna superare i giudizi altrui e fare di testa nostra.

Tenete a mente che uscire dal tran tran quotidiano inizialmente non è facile, è come lasciare quella che gli esperti di Pnl chiamano la “zona di comfort” cui siamo abituati per esplorare altri mondi. Vincete queste resistenze, abituatevi a pensare che avete tutte le risorse per fare ciò che volete. Non avete sul serio queste risorse? Cercatele!

Volete cambiare lavoro, riprendere gli studi, cercare di far decollare un vostro personale progetto? Cercate le informazioni, trovate le risorse, valutate tutti i passi che dovete fare. Prendete spunto da persone che non si sono accontentate, che non si sono arrese nonostante i tanti ostacoli ma hanno tirato dritto per la loro strada. Dovrete fare così anche voi, essere come un carrarmato: nessuno potrà fermarvi!

Cercate persone che possano consigliarvi, qualunque sia il progetto che avete in mente. Non abbiate timore di chiedere ad altri, ascoltare esperienze simili alle vostre “dal vivo”, anziché, magari, leggerle su un libro, sarà una molla potenziante verso i vostri obiettivi.

Lavorate molto su voi stessi. Pensate alle cose che vi dite, alle parole che usate. Sembra una banalità ma ripetersi, mentalmente o a voce alta, che qualcosa è impossibile e che siete degli incapaci non vi farà trovare né l’energia né le risorse che bramate.  Ripetetevi che siete in gamba, che anche se al momento magari non avete a disposizione tutte le risorse sarete in grado di trovarle, ad ogni costo. Come insegna la Pnl,   visualizzate.

Immaginate voi stessi come se aveste già ottenuto ciò che desiderate e dedicate alcuni minuti ogni giorno a tale pratica, magari la sera, quando siete più rilassati. Scrivete la vostra vita ideale su un foglio sotto forma di frasi al presente come “Sono un imprenditore di successo” o simili, e fate che sia l’ultima cosa che leggete prima di dormire.

Siate creativi e non lasciate correre via le vostre idee, anche quando possono apparirvi bizzarre. Creatività, fantasia e fiducia in voi stessi sono gli ingredienti per farcela!


Lara Zavatteri

Leggete l’ebook “Ottenere di più. Come vivere intensamente la prosperità della vita” di Anita Kalsek. 

Come parlare in pubblico

Se state leggendo questo post probabilmente siete delle persone abbastanza timide e trovate difficile parlare in pubblico; se siete terribilmente timide invece lo trovate sicuramente impossibile, un’impresa troppo ardua per voi.




Le occasioni di parlare in pubblico sono molte, dalla riunione di condominio alle serate pubbliche quando il relatore, conclusa la sua spiegazione e rivolgendosi al pubblico, chiede “Ci sono domande?” (frase alla quale solitamente segue un silenzio di tomba). Le situazioni in cui potreste aprir bocca sono molte, ma per paura non parlate. Come fare?

Innanzitutto, non aspettatevi che una persona timida, anche se riuscirà a parlare in pubblico senza difficoltà, perderà questa sua caratteristica, il che in alcuni casi è un bene, perché la timidezza, l’agitazione, fa capire agli altri che tenete a quella cosa ed inoltre suscita simpatia. Non bisogna quindi dannarsi perché si è timidi, in fondo basta un po’ d’esercizio per parlare di fronte agli altri.

La prima cosa da fare-parleremo di occasioni in cui c’è il tempo per prepararsi, nelle altre l’unico modo è reagire subito, ad esempio se qualcuno vi passa davanti alla cassa del supermercato-è scrivere il vostro discorso. Valutate la lunghezza del testo a seconda di ciò che dovrete dire ma tenete a mente che dopo i primi dieci minuti l’attenzione cala, perciò se possibile siate brevi, oppure inserite nel testo frequenti spunti interessanti che tengano alta l’attenzione dell’ascoltatore.

La seconda è provare il discorso e impararlo a memoria. Proprio così, impararlo non dico parola per parola, ma quasi. Chi è molto timido, trovandosi di fronte ad una platea, ha bisogno di sapere che sa per certo che cosa dire, che non ammutolirà facendo brutta figura. Un po’ come gli attori che provano e riprovano la parte, così dovrete fare voi.

Quando avrete memorizzato il testo, aggiungete le pause necessarie-dovrete pur riprendere fiato!-e con un orologio misurate quanto tempo utilizzate per il vostro discorso. Se è troppo poco, parlate più lentamente, al contrario se impiegate più del previsto, accelerate. Anche se avete imparato il discorso a memoria, questo non si deve capire. Ripetetelo cercando di essere il più naturali possibile.

Un altro aspetto importante è la vostra voce. Quando iniziate a parlare la vostra voce dovrà risultare forte e chiara, così anche voi vi sentirete più sicuri e dovrete enfatizzare le parti più importanti del vostro discorso, magari alzando un po’ il tono o aggiungendo proprio in quel punto un vostro aneddoto spiritoso. In tal modo sarà impossibile per chi ascolta non ricordare i passaggi chiave.

Ricordatevi che il pubblico è più amichevole di quanto pensiate. Tra la folla ci saranno sicuramente altre persone timide che si immedesimano in voi e se anche doveste sbagliare qualcosa, non sarà certo la fine del mondo. Infine, ricordatevi di respirare. Chi è timido al momento di parlare tende a gettare fuori tutto all’inizio e a parlare troppo in fretta, dimenticandosi quasi del respiro. Respirate con calma prima di prendere la parola e approfittate delle pause per “tirare il fiato”. Non dovete arrivare alla fine cianotici!

Al termine, provate a dire voi la fatidica frase “C’è qualche domanda?” e vedrete che intervenire è difficile per tutti, non solo per voi. Per rompere il ghiaccio, segnatevi mentalmente alcuni approfondimenti sul vostro discorso e parlate per primi, gli altri si sentiranno incoraggiati e vi seguiranno.
Lara Zavatteri

Ebook consigliati:
I segreti per parlare in pubblico. Tecniche e strategie di comunicazione verbale” di Massimo Pigliacampo.

Guida Pratica per Eliminare le Insicurezze Quotidiane di Fabio Galetto