31 mag 2011

Come creare un team per scrivere su un blog aziendale

Anche le aziende affiancano, sempre di più, al proprio sito anche un blog. Per essere efficiente, utile e accattivante, però, deve rispettare alcune regole ed essere affidato al lavoro di un team. 



Create all’interno del sito una parte apposita per raggiungere facilmente il blog. Non inserite semplicemente il link del blog, magari a fine pagina, esteticamente non è bello da vedere ed inoltre si nota poco. Quando realizzate il sito dell’azienda, pensate di inserire nel menù anche una “casella” apposita per il blog.


Riprendete nel blog colori e font del sito, così da avere una certa continuità anche a livello grafico. Non sarebbe il massimo avere un sito costruito su tonalità scure e un blog dai colori fluo, non sembrerebbe serio. Fate in modo di rendere il più possibile simili sito e blog nella parte del layout.


Il blog è qualcosa di differente dal sito e va curato, possibilmente, se non è possibile farlo ogni giorno, almeno più volte in settimana. Scrivere sul blog frequentemente dà l’idea al cliente di una profonda attenzione dell’azienda verso il blog e i suoi lettori, inoltre, come detto più volte, i motori di ricerca avvantaggiano i blog aggiornati spesso.


È ottimo pensare di affidare la redazione dei post ad un team. Ciò significa che non dovrete essere esclusivamente voi a scrivere ma che le mansioni saranno equamente predisposte e distribuite, così da un lato i vostri collaboratori saranno motivati e responsabilizzati, dall’altro sul blog si avranno più voci che potranno interagire con i lettori.


Si può pensare di affidare ad ognuno una mansione. Ad esempio, un collaboratore potrà occuparsi di redigere post sui nuovi prodotti, un altro invece avrà il compito di scrivere quando saranno disponibili delle promozioni o degli sconti, altri si occuperanno di seguire i lettori-potenziali clienti nei loro dubbi e commenti, altri ancora risponderanno e si faranno carico delle lamentele, e così via.


Chi scrive su un blog di questo genere si aspetta di trovare risposte semplici e veloci. Mettetevi sempre dalla parte dell’utente e scrivete in maniera facilmente capibile, specie se, ad esempio, vi occupate della vendita di prodotti tecnologici con caratteristiche che voi conoscete alla perfezione ma il cliente sicuramennte no. Se necessario, spiegate i termini poco noti, è raro che un cliente sia ferrato in materia e cerca in voi le risposte alle sue domande. Inoltre, rispondete in un breve lasso di tempo, altrimenti il cliente penserà che non v’importa nulla della sua richiesta.



Create contatti utili. Ogni membro del team che scrive sul blog deve essere raggiungibile anche via mail. Ognuno quindi dovrà scrivere in uno spazio visibile sempre, ad esempio su una colonna del blog (a destra o sinistra) la propria mail aziendale che servirà al cliente per contattarlo privatamente, anziché usare il blog, per esempio quando la richiesta è molto lunga e particolareggiata.


Inserite dei video di voi stessi, se siete a capo dell’azienda, dove date il benvenuto ai lettori del blog e anche dei componenti del team. È importante vedere e sentire la voce delle persone con cui si interagisce e inoltre si stabilisce un contatto umano molto più forte.

Lara Zavatteri


Leggete l’ebookBlog Business. Come creare un’attività di successo nell’era del web 2.0” di Emanuele Papalia.




Metti in pratica tutti gli step proposti per creare e gestire il tuo blog, scopri i piccoli segreti che faranno grande la tua attività e inizia a farti conoscere nel mondo del web 2.0

30 mag 2011

Come trovare il tempo e gli spunti per scrivere sul nostro blog

Succede a tutti, prima o poi. Magari si è creato un blog su Blogger, Wordpress o altre piattaforme, per esempio per promuovere un nostro prodotto, e dopo mesi di post non si sa più che cosa scrivere o non si ha più tempo per farlo. Ecco alcuni consigli da applicare subito.





Partiamo dal tempo. Se durante il giorno sei troppo occupato per scrivere dei post sul tuo o i tuoi blog, impara a ritagliarti del tempo durante tutto l’arco della giornata. Ad esempio, la sera puoi dedicare una mezz’ora a scrivere i tuoi post, oppure puoi addirittura scriverli nelle pause dei tuoi programmi preferiti, visto che di pubblicità ce n’è sempre in abbondanza…


Se viaggi molto, puoi approfittare delle ore trascorse in treno o sui mezzi pubblici, se utilizzi quelli, per aprire il tuo portatile e scrivere il tuo post che solo in seguito pubblicherai online, non appena avrai la possibilità di connetterti. Oppure, se hai un collegamento Wi-fi, puoi addirittura scrivere direttamente sul blog.


Cerca le zone della tua città, ormai ne esistono diverse, che permettono di collegarsi gratis a Internet. Puoi fermarti in un parco e rilassarti mentre scrivi e navighi a costo zero. Può essere utile anche la pausa pranzo, per scrivere un post non impiegherai molto tempo ma avrai aggiornato il blog velocemente.


Se non hai nessun tipo di “buco” durante la giornata, fatti un appunto sui temi che vuoi sviluppare sul tuo blog scrivendoli su un’agendina, o dove vuoi, in modo da avere ben chiaro in mente che cosa dovrai scrivere quando avrai tempo. Puoi decidere di farlo di sabato, oppure la domenica sera, insomma quando il lavoro te lo consentirà.


Dopo mesi che scrivi, è normale non sapere più che cosa postare nel blog. Una cosa che puoi fare è prendere spunto da blog che trattano argomenti simili al tuo. Per esempio, se hai scritto un ebook prova a vedere il blog di un autore di ebook, potrai trovare qualche idea non solo per cosa scrivere ma, ad esempio, anche per il layout del blog e elementi da aggiungere.


Fai un sondaggio tra i tuoi lettori e chiedi loro cosa vorrebbero trovare pubblicato sul blog. Ovviamente questo lo puoi fare quando hai già un seguito, ma leggendo i commenti di chi legge il tuo blog puoi trovare nuovi spunti a cui magari non avevi mai pensato.


Rileggi il sommario dei post che hai pubblicato fino ad oggi. È sempre utile tornare indietro e ricordare così cos’è stato già scritto o quali post sono stati maggiormente apprezzati. Puoi partire da quelli che sono stati più graditi e svilupparli in maniera diversa, introducendo magari qualche novità.


Se hai pubblicato un infoprodotto, rendi disponibile qualcosa di diverso da ciò che hai dato finora. Ad esempio, una traccia audio in cui leggi alcuni tra i passaggi più significativi o dove fornisci utili consigli e sfrutta il potere dei video. Collegati a Youtube e crea dei video: per i tuoi lettori sarà bello vederti, oltre che leggerti, e in poco tempo puoi creare un post anche solo ringraziando il tuo pubblico perché ti segue.


Lara Zavatteri


Leggi l’ebook Io Bloggo. Come esprimere la propria personalità, dai social network alla Blog-terapia” di Marta Traverso.






26 mag 2011

Come scoprire i vantaggi dell’agriturismo

Fare le vacanze o anche un periodo più breve in agriturismo è diverso che passarle in un hotel. I vantaggi sono davvero molti, eccone alcuni.

Il primo vantaggio è quello economico. Pernottare in un agriturismo costa meno che farlo in un normale albergo e ciò non è da sottovalutare in un periodo di crisi.



Inoltre, l’agriturismo si trova nelle vicinanze di zone di montagna, pianura o campagna, quando non è realizzato direttamente dentro queste zone, perciò è ottimo per staccare la spina, evadere e prenotare in un posto lontano da traffico, smog e rumori. Tranquillità è la parola d’ordine in un agriturismo.


Chi possiede un agriturismo non si limita ad offrire all’ospite solamente un letto e i pasti, ma mette a disposizione la struttura per molteplici attività. Di solito alleva varie specie di animali, come i cavalli ed è possibile imparare a conoscerli e amarli. Se si è già esperti di equitazione, è una buona occasione per rimontare in sella, altrimenti è il momento giusto per imparare. In agriturismo si organizzano escursioni e passeggiate a cavallo, se ci sono dei pony si possono coinvolgere anche i più piccoli.


Sempre per i bambini, soprattutto quelli di città che sono lontani da questo tipo di esperienze, una vacanza in agriturismo può significare avvicinarsi per la prima volta alla natura. Come detto normalmente chi cura un agriturismo alleva animali, quindi solitamente ci si può imbattere in mucche, pecore, asinelli, maialini, conigli e galline. Un buon modo per i bambini per conoscere gli animali ed imparare ad amarli.


Di solito l’agriturismo è collocato in una zona di pregio, interessante sotto il profilo ambientale ma anche storico o architettonico. Scoprite tutti i dintorni dell’agriturismo attraverso sentieri nel bosco, passeggiate ed escursioni, fatevi spiegare quali monumenti si possono visitare e qual è la loro storia.



Gli agriturismi sono spesso inseriti in percorsi a tema che accomunano la vallata o comunque la zona in cui si trovano. Si possono trovare agriturismi legati al percorso dell’uva, se in quella zona ci sono vigneti, con la possibilità di visitare le cantine e fare degustazioni, o di altri prodotti tipici della zona.


A proposito di prodotti, all’interno degli agriturismi si possono gustare tutti i sapori tipici della località, dal primo al dessert. Un’occasione unica per assaporare i piatti del territorio e conoscere i prodotti, come i formaggi, che potete anche acquistare e portare poi a casa. Spesso si può assistere anche alla trasformazione dei prodotti, vale a dire ai vari passaggi che permettono di ottenere un prodotto genuino, come la lavorazione del latte per ottenere formaggi o yogurt, ma anche i lavori tipici del contadino, come il taglio e la raccolta del fieno.


Un altro aspetto importante è che gli agriturismi accolgono volentieri gli animali. Anche se molti alberghi lo fanno, non è una pratica ancora così diffusa, ed inoltre anche il vostro amico a quattro zampe potrà stare bene in un ambiente sano.


Per finire, gli agriturismi spesso sono in un Parco o nelle immediate vicinanze. Si può quindi approfittare della vacanza per scoprire anche l’area protetta.



Leggete il libro “Agriturismo e vacanze in campagna 2011- Ospitalità rurale e cucina casereccia in oltre 2000 indirizzi selezionati in Italia - Autori vari e curato dal Touring Club Italiano - Compratelo su Il Giardino dei Libri

The number of people who get interested in diy crafts increases every day.

Come usare le immagini in un articolo per il web

Le fotografie sono un complemento essenziale quando si scrive un articolo per il Web. Il lettore è portato a soffermarsi sull’immagine tanto che se questa non è gradita alcune volte porta ad evitare di leggere l’articolo stesso. Ecco come scegliere e trattare le immagini per un pezzo da pubblicare in Rete.




Prima di tutto, dipende da dove dovete pubblicare le foto. Se si tratta di un giornale online facilmente dovrete aggiungere alcuni dettagli all’immagine, in particolare dovrete segnare oltre al soggetto raffigurato il nome del fotografo o dell’agenzia che l’ha scattata, ovviamente se l’immagine non è vostra.


Se vi serve un’immagine per un blog, potete utilizzare Google Immagini per la vostra ricerca. Da tenere a mente: non scaricate mai immagini con il nome del sito o del suo creatore che si vede, magari in piccolo, su un lato della foto. Su Internet si trova di tutto, a volte anche le immagini inserite nei micro-stock che permettono agli utenti di venderle, perciò non è possibile scaricarle. Scegliete immagini “pulite” e possibilmente nitide.


Sempre da Google Immagini potete scegliere facilmente una dimensione per la vostra fotografia, cliccando nella colonna che trovate sulla sinistra sulle opzioni “piccole”, “medie” o “grandi”. Cliccando invece su “dimensioni esatte” puoi inserire facilmente larghezza e altezza in pixel e cercare le immagini con quelle caratteristiche. Ancora, cliccando nei quadratini colorati potete scegliere il colore del soggetto. Se, per esempio, cercate un fiore azzurro, cliccando nel corrispondente quadratino vi appariranno solo (o quasi) i fiori di questa nuance, escludendo gli altri.


Quando cercate una foto, verificate, scorrendo la pagina di Google Immagini, se è presente già in diversi altri siti o blog. Se è così, scegliete un’altra fotografia, meglio cercare e inserire un soggetto il più originale possibile.


Se nel pezzo parlate di bambini, scegliete delle immagini generiche e se le trovate, meglio ancora se i più piccoli sono ritratti di spalle, in modo che non si vedano in volto, così da tutelarli.


Se dovete modificare un’immagine, un ottimo programma è Picasa. Potete scaricarlo gratuitamente cliccando sulla home page di Google e dal menù scegliere “e altro” e poi “e altro ancora” e cliccare sull’icona di una scatola, che è poi il pacchetto di software gratuiti messi a disposizione da Google. Scaricatelo e iniziate a usarlo.


Picasa è utile in molte circostanze, ad esempio per ridimensionare una foto quand’è troppo grande-bisogna tenere presente che sul Web un’immagine non deve essere eccessivamente grande altrimenti appesantisce la pagina- quando bisogna correggere dei difetti o aggiungere effetti speciali, ad esempio trasformando un’immagine a colori in una in bianco e nero o color seppia.


Se l’articolo è molto lungo, spezzatelo con più immagini dopo un certo numero di paragrafi. Leggere sullo schermo di un computer non è uguale a leggere sulla carta, ci si affatica e questi “stacchi” aiutano anche a rendere più gradevole esteticamente il pezzo.


Quando devi farlo, inserisci delle parole chiave per ritrovare le tue immagini, proprio come fai per il testo. Inseriscine più di una, usando anche più parole collegate dal trattino, ad esempio fiore-azzurro.

Se utilizzi delle immagini di tua proprietà, se sono ritratte altre persone oltre a te chiedi sempre il permesso di utilizzare l’immagine, fai così anche per immagini che magari qualche amico ti ha passato via mail, non è corretto utilizzare fotografie senza il consenso di chi te le ha fornite o di chi è stato immortalato.

Lara Zavatteri


Leggete l’ebook Giornalismo on line. Scrivere articoli sul web” di Elena Gurrieri - Compralo su il Giardino dei Libri

25 mag 2011

Come scoprire i Giardini di Castel Trauttmansdorff a Merano

La città di Merano, in Alto Adige, è famosa per aver ospitato nell’Ottocento l’imperatrice d’Austria-Ungheria Sissi (Elisabetta di Baviera) nel castello Trauttmansdorff, dove soggiornò alcune volte, da sola o con le figlie. Oggi attorno al castello si possono visitare dei giardini unici.




I giardini del castello si sviluppano su un territorio di circa 12 ettari per 80 ambienti botanici: qui grazie al clima della zona nascono e crescono specie vegetali altrove impossibilitate a prosperare, è un vero paradiso per tutti coloro che amano i fiori e le piante.


I giardini si articolano in quattro aree tematiche, “I boschi del mondo”, “I giardini del sole”, “I paesaggi dell’Alto Adige” ed infine “I giardini acquatici e terrazzati”. Partendo dal primo e volendo segnalare alcune caratteristiche per ogni ambiente, da non perdere lo show multimediale che si svolge in una grotta, per scoprire l’origine della vita sulla terra, ma anche la valle delle felci e la voliera con i colorati Ara, oltre a pareti in argilla in cui moltissime varietà di piante crescono verticalmente.


Nei giardini del sole invece si trovano piante agrumate che riportano i profumi del Mediterraneo, oltre all’oliveto più settentrionale d’Italia che conserva un antico olivo di ben settecento anni mentre sulla collina delle succulente si possono scoprire infinite qualità di piante grasse.


Piante di mele, pere, vigneti e boschi di roverella caratterizzano i paesaggi dell’Alto Adige, uno spaccato della vegetazione che caratterizza questa parte d’Italia ed infine nei giardini acquatici e terrazzati vi aspettano un palmeto e il laghetto delle ninfee.


Oltre ai giardini, il castello è visitabile ed ospita un museo interamente dedicato alla storia del turismo in Alto Adige, ma anche alcune sale in cui si possono ammirare oggetti originali dell’imperatrice Sissi, l’ospite più famosa del castello.


Quest’anno, inoltre, i Giardini del castello celebrano dieci anni e per l’occasione festeggiano consentendo ai visitatori di accedere ai giardini anche durante la sera, nei mesi di giugno, luglio e agosto ogni venerdì fino alle 23, per assaporare la bellezza di questi luoghi anche la notte. Inoltre dal 16 giugno prossimo si potrà ammirare anche “Il regno sotterraneo delle piante” un itinerario scavato nella roccia per capire da vicino la crescita delle piante.


Per vedere i giardini l’orario è tutti i giorni dalle 9 alle 19 fino al 31 ottobre e si trovano in via San Valentino a Merano. Da percorrere anche il “Sentiero di Sissi”, passeggiata suggestiva che collega il castello alla città e passa accanto a parchi, giardini, dimore storiche e gli scorci più belli di Merano. Merano è da visitare anche per le sue terme e, in inverno, per il Mercatino di Natale.


In Alto Adige da non perdere anche castel Tirolo, sito nella località Tirolo e museo sulla storia della zona, con la possibilità di visitare il maniero per intero, attraverso stanze, cucine, sale d’armi ed esposizioni sulle vicende antiche e moderne (fino ai nostri giorni) dell’Alto Adige.

Nei pressi di Bolzano, invece, merita una visita anche Castel Firmiano, sede del Messner Mountain Museum, museo creato dall’alpinista Reinhold Messner per far scoprire ai visitatori, attraverso percorsi, oggetti e cimeli, il rapporto esistente tra l’uomo e la montagna.

Lara Zavatteri


Leggete il libroAlto Adige Südtirol - Tra masi e castelli, laghi e cime alpine, strade del vino e sapori mitteleuropei” del Touring Club Italiano -  Compratelo su Il Giardino dei Libri

24 mag 2011

Come scoprire le Dolomiti

Le Dolomiti, dichiarate patrimonio Unesco, sono le montagne più straordinarie da vedere e visitare. Se state pensando ad una gita per conoscerle, vi propongo questo itinerario, in val di Fassa (Trentino).


Punto da raggiungere è il paese di Vigo di Fassa, raggiungibile uscendo dall’autostrada del Brennero A22 ad Egna/Ora e quindi imboccando la SS48 delle Dolomiti, direzione Cavalese. A piedi o in funivia si può raggiungere il rifugio “Ciampedie” che in lingua ladina, quella che si parla in queste zone, significa “Campo di Dio”. Il rifugio è un buon punto di partenza per varie escursioni.


Dal Ciampedie, infatti, si può seguire l’itinerario che porta ad un altro rifugio, il “Gardeccia” e proseguendo si raggiunge anche il “Vajolet”. È un percorso affascinante che porta nel cuore delle Dolomiti e che fa scoprire dal vivo la conformazione della montagna, stratificata nel tempo.


Di per sé già raggiungere il Ciampedie permette di godere di una vista unica: si possono infatti vedere l’intero gruppo del Catinaccio, le Torri del Vajolet, il Sassolungo, i Dirupi del Larsec, le Cigolade.


Proprio il “Giro delle Cigolade” è un altro itinerario che si può effettuare in zona e che riporta al Gardeccia e quindi al Ciampedie mentre da quest’ultimo si può partire per raggiungere il rifugio “Roda de Vael” che permette di godere di alcune praterie con animali liberi di pascolare, prima di riprendere il cammino per la vetta.


Gli itinerari fin qui segnalati sono adatti a tutti, hanno bisogno di un minimo di preparazione e di allenamento per le salite in montagna ma non presentano grandi difficoltà, inoltre sono molto suggestivi. Per chi invece è più pratico in zona sono presenti anche vie attrezzate, come quella del Catinaccio d’Antermoia, della Roda de Vael, del Majarè.


Per gli esperti un’escursione lunga e impegnativa, anche se incantevole è il Giro del gruppo del Catinaccio, che tocca vari rifugi e permette di ammirare oltre appunto al Catinaccio le famose torri del Vajolet. Oltre che in estate, questa zona offre molto anche nella stagione fredda, con molte piste per lo sci e la possibilità di escursioni con le classiche “ciaspole”, le racchette da neve.



La val di Fassa offre anche un altro tipo di proposta, il Trekking delle leggende, un anello escursionistico che si sviluppa in circa duecento chilometri tra le valli di Fassa, Fiemme e il Primiero e permette di vedere da vicino i luoghi più belli delle Dolomiti, dove sono nate anche le molte leggende locali, come quella, famosissima, del re Laurino e del fenomeno dell’arrossamento, al tramonto del sole, delle rocce dolomitiche, chiamato “Enrosadira”.



Le Dolomiti da scoprire si trovano, oltre che in Trentino, anche in provincia di Bolzano, Udine, Belluno e Pordenone, con itinerari diversi per scoprire queste montagne ma anche la natura circostante. L’importante è ricordare che la montagna è un luogo da rispettare e proteggere perché è patrimonio di tutti ed inoltre ogni escursione, anche la più semplice, deve essere preparata con cura, con un abbigliamento adeguato (in alta montagna il tempo cambia velocemente) e ricordandosi sempre di avvertire qualcuno, il gestore del rifugio ad esempio, sull’itinerario che intendete prendere.


Rispettare la natura vuol dire anche non cogliere i fiori protetti, come le genziane, non infastidire gli animali, come le marmotte, e non lasciare rifiuti ma portarli a valle. Solo così le Dolomiti resteranno incontaminate e veramente un patrimonio per tutti.


Lara Zavatteri


Leggete il libro I sentieri più belli delle Dolomiti” del Touring Club Italiano


Dai Monti Pallidi ai massicci che separano la Val Pusteria dalla valle dell'Adige e dalla valle del Piave: cinquanta splendidi sentieri scelti e consigliati dal Touring, distribuiti nelle province dolomitiche di Belluno, Bolzano e Trento, più un lembo in quelle di Pordenone e di Udine.

Percorsi classici per la maggior parte senza grandi difficoltà tecniche e raggiungibili dai centri turistici più rinomati del territorio e nei parchi nazionali, regionali e provinciali delle Dolomiti dove vengono tutelati boschi, paesaggi, fiori e animali.

Completano l'opera:

  • Un'introduzione con informazioni utili sulla zona
  • preziosi consigli su come preparare un'escursione
  • una cartina generale dell'area interessata dai sentieri
  • più di 300 immagini delle cime e delle valli
  • notizie utili sui rifugi e le malghe descritti lungo il percorso
  • curiosità storiche e notizie insolite
  • 50 cartine per seguire passo passo ogni itinerario

23 mag 2011

Come usare la netiquette per le mail e i social network

La cosiddetta “Netiquette” è una parola che indica la buona educazione ed i comportamenti corretti da adottare quando si usa Internet, ed in particolare con le e-mail e i social network.





Partiamo dalle e-mail. Ci sono vari buoni comportamenti di netiquette da mettere in atto, vediamoli insieme. I più scontati, purtroppo non per chi si diverte con queste cose, è il non inviare virus, spam e messaggi offensivi o osceni sulla posta delle persone. Oltre a questo, si deve evitare di intasare la casella postale delle altre persone con messaggi inutili come le catene di sant’Antonio o simili, o peggio con messaggi fasulli che comunicano al proprietario della mail che dal suo indirizzo sono partiti contenuti offensivi. C’è anche chi si diverte in tal modo, per chi riceve la mail è importante cestinare subito tutto e svuotare anche il cestino, senza mai cliccare su eventuali link presenti che molte volte nascondono pericolosi virus.


Tralasciando questi casi al limite, quando si scrive una mail è bene non usare troppo il maiuscolo, anzi usarlo il meno possibile, perché questo stile sulle mail sembra “urlato” , inoltre la mail non dev’essere eccessivamente lunga e se vi sono allegati non devono essere oltremodo “corposi”. Anche per l’invio di materiale pubblicitario, da evitare se non con l’esplicito consenso dell’utente.



Inoltre, nelle mail bisogna stare attenti a non inserire i “destinatari nascosti” ovvero quelli che si possono inserire dalla barra Cc:, se non strettamente necessario. In caso contrario, potrebbero leggere un messaggio anche molte altre persone e senza il consenso del destinatario.


Rispondere in tempi rapidi alle mail è un’altra forma di rispetto. Quanto è scocciante-ormai siamo abituati a pensare che tutti si svolga in fretta-attendere magari dei giorni per una risposta via mail? Pensiamoci quando siamo noi a dover rispondere.


Passando ai social network, una regola è non iscrivere ad un gruppo una persona che nulla sa dell’esistenza del gruppo stesso. Soprattutto recentemente imperversa questa moda, così da avere subito nuovi membri in un gruppo. Non è corretto nei confronti della persona, che deve poter decidere autonomamente se seguire quel gruppo o meno.


Altra cosa da evitare è rimandare più volte una richiesta d’amicizia quando questa è già stata rifiutata. Oltre ad essere inutile risulta molto fastidioso per l’altra persona che può considerare molesti questi vostri comportamenti. Se non desidera condividere i suoi contenuti con voi e conoscervi, pazienza.


Sui profili, sulle pagine e sui gruppi, evitate di pubblicare link pubblicitari che nulla hanno a che fare con quello spazio. Se siete una persona esperta in marketing e siete iscritti ad un gruppo sul marketing online va bene, ma non inserite il vostro link dappertutto indiscriminatamente.


Sui blog, non lasciate commenti offensivi o peggio della spam sotto i post e ovviamente non fatelo nemmeno sui forum. Su questi ultimi, prima di postare un commento o un intervento, leggete bene le Faq, che contengono le modalità di partecipazione al forum. In questo modo sarete sicuri di procedere correttamente.


Ricordate infine che la netiquette è una questione di buonsenso e si può finire segnalati, in qualche modo, se non si rispetta. Non ne vale davvero la pena.


Lara Zavatteri



Leggete l’ebook Web Monster & Conversational Marketing. Come trasformare la tua impresa in un successo” di Charlie Fantechi e Daniele Bogiatto. L’ebook parla anche della netiquette. 

20 mag 2011

Come scoprire i vantaggi di leggere un ebook

Anche se il fascino della carta stampata è davvero intramontabile, comprare, scaricare e leggere un testo sotto forma di ebook ha molti vantaggi. Vediamoli insieme.




Il primo è il prezzo. Gli ebook, di qualsiasi argomento parlino, sono sempre molto più convenienti di un libro cartaceo, in molti casi i costi si riducono anche oltre la metà del prezzo di un libro. Economicamente, quindi, comprare un ebook conviene, senza tenere conto che alcuni siti, come la Bruno Editore, periodicamente effettua delle promozioni, ad esempio prezzi speciali sugli ebook o bonus.


Il secondo motivo è l’immediatezza. Certo se compri un libro sotto casa o nella libreria del centro puoi dire la stessa cosa, ma a volte si cercano libri particolari e non è semplice trovarli fra gli scaffali di una libreria. Si possono ordinare, ma passerà del tempo. Allo stesso modo, acquistando online un libro, si dovranno aspettare alcuni giorni prima che questo venga recapitato a casa. Con un ebook invece non esistono i tempi di consegna, basta pagare, scaricarlo sul computer e si può iniziare a leggerlo.


Il terzo è che si può leggere sia con un normale computer, un Mac, sia quando si è in giro con dispositivi come i lettori eReader, sempre più sottili e maneggevoli che simulano la struttura stessa del libro e dove puoi, toccando lo schermo, “sfogliare” le pagine del tuo ebook.


Il quarto è che con un eReader puoi effettuare operazioni come inserire note, segnalibri o evidenziare le parti che più ti hanno colpito, oltre ad aumentare la dimensione dei caratteri, cosa molto importante per le persone che magari vedono poco e avrebbero difficoltà a leggere caratteri troppo piccoli.


Il quinto è che leggendo ebook si fa del bene all’ambiente. Meno carta per stampare libri significa meno boschi tagliati, meno disboscamento e più tutela della natura.


Il sesto è che nel formato ebook si possono trovare libri, ma anche giornali, sia quotidiani sia periodici, fumetti, riviste specialistiche e molto altro ancora, tra cui tutti i documenti salvati in formato pdf. Anche i generi trattati sono vastissimi, si va dai classici della letteratura al benessere finanziario, dallo sviluppo personale ai testi per i bambini. Insomma non c’è che l’imbarazzo della scelta.


Il settimo è il risparmio in termini di spazio. Se a casa avete già una libreria stracarica e non c’è più nemmeno un angolino dove mettere i vostri libri, l’ebook risolve anche questo problema. Non c’è bisogno di trovargli un posto, starà sempre sul computer o sul lettore.


Un ultimo buon motivo è la possibilità di leggere gratis. In Rete oltre agli ebook a pagamento si possono trovare anche ebook da scaricare gratuitamente, a volte testi interi, altre solo una parte per capire di cosa parla l’ebook. Così non potrete nemmeno sbagliare il vostro acquisto perché avete la possibilità di leggere estratti in anteprima.


Inoltre, un ebook a differenza di un libro, non si rovinerà mai, in nessun modo. Un libro può gualcirsi, le pagine ingiallire oppure può macchiarsi. Niente di tutto questo può accadere con un ebook.
Lara Zavatteri



Per trovare l’ebook che fa per voi visitate i siti Bruno Editore e Il Giardino dei Libri

19 mag 2011

Come dire no al nucleare

Dopo il recente disastro in Giappone in molti è aumentata la paura per gli effetti che il nucleare potrebbe avere sull’intero Pianeta e sui suoi abitanti. Perché con il nucleare non la raccontano giusta.




Chi si ricorda di Chernobyl? Una tragedia del genere di certo non può essere dimenticata da nessuno, nemmeno da chi in quegli anni era solamente un bambino e, magari, ricorda solo che non si poteva bere il latte o cose del genere.


Chernobyl non è solo sinonimo della centrale nucleare da cui partì il disastro, ma anche dei bambini che da oltre vent’anni, ogni anno, mentre le generazioni si succedono, passano dei periodi più o meno lunghi in paesi come l’Italia, specialmente in zona lontane dalle città, per “respirare aria buona” almeno per un po’. Ciò che è accaduto a Chernoyl ha distrutto la vita non solo a chi era presente in quella zona in quel momento, ma anche a molte generazioni future che neppure erano nate.


Si trattava e si tratta purtroppo di un nemico sempre presente, un nemico subdolo perché non si vede, ma che ha impregnato il suolo di Chernobyl per anni e anni. Sarà così, probabilmente, anche in Giappone, perché in realtà non si può sapere quali e quanti effetti un disastro nucleare può avere sulla popolazione e sull’ambiente.

Da disastri di questa portata si diffondono le cosiddette “scorie radioattive” pericolosissime per l’uomo, gli animali, la natura. Si tratta di scorie che hanno una vita lunghissima, dai 300 anni a qualche milione e possono quindi continuare ad essere attive per secoli. Sul corpo umano le scorie, come è accaduto spesso a Chernobyl, possono provocare vari tipi di malattie, in particolare patologie di tipo tumorale oltre a sconvolgere del tutto un ecosistema. In più, si cerca di eliminarle semplicemente sotterrandole, ma così non si elimina il rischio.


Greenpeace si è battuta e continua a battersi per diffondere conoscenza e sensibilizzazione di tutti i cittadini del mondo verso il problema nucleare, affinché le coscienze dei cittadini non si spengano appena il disastro giapponese sarà archiviato.


La soluzione sarebbe rivolgere l’attenzione alle fonti alternative di energia, vale a dire a quelle fonti capaci di generare energia in maniera differente dal tradizionale: ad esempio con l’energia eolica o solare o quella ricavata dalla biomassa, per citarne alcune. Hanno il vantaggio di essere sempre disponibili e non esaurirsi, inoltre non compromettono l’ambiente e non sono pericolose.


Di queste tematiche parla Beppe Grillo nel libro Spegniamo il nucleare. Manuale di sopravvivenza alle balle atomiche” che si sofferma appunto anche sulle fonti alternative. Un libro da leggere se si vuole avere po’ più chiara la situazione, per non farsi ingannare e aprire gli occhi sui reali problemi del nucleare, anche a lungo termine. Per tenervi informati visitate anche il sito di Greenpeace Italia all’indirizzo http://www.greenpeace.org/italy/it/, se ne occupa anche il Wwf, sul sito www.wwf.it.


Tieniti informato per essere un cittadino consapevole, per essere in grado di farti un’opinione al di là delle rassicurazioni di molti, perché l’ambiente non è solo il luogo dove vive tu, ora, in questo momento, ma dove dovranno vivere in futuro anche i tuoi figli.


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18 mag 2011

Come creare pacchetti regalo unici

Confezionare i regali è importante quasi quanto il regalo stesso. Un bel pacco fa “figura” e dà subito una bella impressione alla persona che lo riceve. Ecco alcuni consigli per fare pacchetti unici.


La prima cosa da tenere in considerazione è la scatola. A volte quando si acquista un oggetto questo è già inserito nella sua custodia o scatola, ma molte altre volte no. Ecco perché è importante imparare a riciclare, non solo la carta e i nastri dei regali fatti a noi, ma anche a non buttare le scatoline, più o meno grandi, che contenevano il regalo. Confezionare un regalo inserito in una scatola è molto più facile che uno senza.


Come detto, riciclate, riciclate e riciclate, ma con alcune accortezze. La prima è quella di togliere delicatamente, qualora ci fosse, l’adesivo che molti negozi applicano sulla carta da regalo. Sarebbe improponibile incartare un regalo, come un orologio, nella carta con il marchio di una fioreria. Il secondo punto è togliere le parti danneggiate, ad esempio se ci sono degli strappi basta tagliare con la forbice.



Un’idea originale per un regalo ad una mamma, un papà o ai nonni potrebbe essere quello di far disegnare i bambini su fogli di carta, grandi abbastanza da coprire l’intera scatola e fare poi un pacchetto con i fogli visibili esternamente, come fosse della normale carta da regalo.


I dettagli sono molto importanti. Anche la carta più insignificante, come quella marrone per i pacchi, può essere valorizzata con i giusti accorgimenti. Può bastare ritagliare delle forme nel pannolenci colorato, o comunque in qualsiasi stoffa, applicando poi queste creazioni intorno alla scatola o solo sul coperchio per dare colore e vivacità al pacco.


Oltre ai normali nastri, potete utilizzare la rafia, si usa molto nelle fiorerie ed è un filo colorato (si trova in molte varianti) che può essere annodato prima verticalmente e poi orizzontalmente al pacco, magari abbinando più colori insieme, per terminare con un nodo e un fiocco.


Non solamente a Natale i pacchi possono essere decorati con elementi naturali. Stanno benissimo nel periodo natalizio piccole pigne, magari spruzzate d’oro, ma in ogni periodo dell’anno si possono aggiungere a complemento di un nastro fiori o foglie, volendo anche piccoli potpourri dove si trovano bastoncini di cannella, rondelle agrumate, piccoli boccioli essiccati. Così il regalo sarà gradevole anche per il suo profumo.


Cercate ispirazione dalla Rete. Vi basta cliccare su Youtube e cercare “fare pacchi regalo” per trovare diversi video che spiegano come fare, con idee divertenti e uniche. Inoltre con un video la spiegazione è più immediata rispetto ad un testo e potete mettere in pausa e tornare indietro se non avete capito qualcosa.

Tenete sempre a mente a chi è destinato il regalo. Ad esempio, se si tratta di un uomo che ama la pesca, potreste sostituire i nastri con una corda usata sulle barche, per fare un esempio, se si tratta di bambini prediligete i colori vivaci, se il regalo è per un’occasione davvero speciale potete provare a confezionarlo con la carta di riso, abbinando un bel biglietto dello stesso materiale, molto fine sia come materiale sia come eleganza. Il resto, sta alla vostra fantasia!

Lara Zavatteri




Leggete l’ebook Pacchi regalo per tutte le occasioni” di Svetlana Lapina e Marisa Lupato

17 mag 2011

Come difendersi se sei una donna

Sono purtroppo molte le occasioni in cui le donne possono trovarsi in pericolo. Sapersi difendere è quindi un obbligo, per non restare vittima passiva di chi vorrebbe farci del male.



Illustro alcune situazioni tipo che potrebbero capitare a qualuque donne e nelle quali è possibile cadere sotto tito di malintenzionati. Se ad esempio vi trovate sole in un luogo che non conoscete, come la stazione dei treni di una città nuova, la prima cosa da fare è non dare mai l’impressione di essere spaesate.


Anche se non si sa nulla del posto, bisogna avere uno sguardo e un portamento sicuro, come si sapesse esattamente dove si sta andando. Gli studi dimostrano che sono le donne con una postura incerta quelle che più spesso vengono aggredite, perciò, camminate spedite e a testa alta, anche se non avete idea di dove state andando.


Date l’impressione di stare aspettando qualcuno. Guardate spesso l’orologio, sbuffate come se foste stanche di attendere e ad alta voce buttate lì frasi come “Ma dove si sarà cacciato?”. Poi, usate il cellulare per rendere più veritiera la simulazione. Come? Cercate una suoneria diversa da quella installata e mentre squilla il telefono fingete di rispondere: in pratica telefonate a voi stesse.


Mentre parlate, assicuratevi che possibili brutti ceffi capiscano cosa state dicendo, quindi se necessario alzate la voce. Dite delle frasi come “Ah bene, sono qui che ti aspetto” o “Ok, sono contenta che sei a pochi minuti dalla stazione”. Chi ascolta non può sapere che fingete, specie se accompagnate queste frasi con un sorriso e un’espressione di sollievo.


Cercate di stare sempre in posti dove c’è parecchia gente. Chi vuole fare del male agli altri trova molto più difficile agire in spazi molto affollati ed inoltre in qualunque caso avrete la possibilità di chiedere subito aiuto alla gente intorno.


Quando camminate, tenete la borsa verso il lato opposto della strada, casomai ci fossero dei borseggiatori in moto, ma in generale non lasciate mai la presa sulla borsa, anche se l’avete a tracolla. È incredibile con che velocità i ladri riescono a sfilare un portafogli senza essere notati.


Se qualcuno tenta di farvi del male e vi afferra, per prima cosa urlate, più forte che potete. Questo otterrà l’effetto di spaventare almeno un poco il vostro aggressore e di richiamare l’attenzione delle eventuali persone vicine.


Per liberarvi da una stretta, utilizzate il gomito per colpire l’aggressore alla pancia o al mento, energicamente, quindi girandovi potete mirare ad altre parti più sensibili. Questo causerà dolore e vi permetterà di avere del tempo per fuggire.


Anche se è difficile e a volte quasi impossibile in situazioni del genere, cercate di ricordare più particolari possibili dell’aggressore. Quando sporgerete denuncia, più dettagli fornirete maggiore sarà la possibilità di arrestarlo.


Infine, iscrivetevi ad un corso di autodifesa, se ne trovano diversi nelle varie città, per essere preparate a fronteggiare qualunque situazione sgradevole o pericolosa vi possa capitare. Essenziale è essere consapevoli che certe brutte esperienze possono capitare a tutte, ma non bisogna in nessun caso lasciarsi prendere dal terrore, bensì reagire.

Lara Zavatteri



Leggete il libro Autodifesa per donne. Le 50 migliori tecniche” di Santiago Sanchís

16 mag 2011

Come fare amare gli animali ai bambini

Amare gli animali non sempre è qualcosa di innato e nei bambini a volte questo istinto dev’essere sviluppato stimolandoli in vari modi alla conoscenza degli stessi.




Per prima cosa si può optare per un libro, un testo con le figure in modo che l’animale sia immediatamente riconoscibile anche dai più piccoli, abbinando a questo anche i “versi” degli animali stessi. I bambini si divertono e intanto imparano.


Sicuramente i più piccoli (ma anche gli altri) hanno molti giocattoli e peluches nella loro cameretta, spesso a forma di animale. Chiedete come gioco di ritrarre l’animale nel suo habitat, in modo che il bambino comprenda anche dove vive l’animale.


Leggete storie che parlano di animali, possibilmente, all'inizio, dove questi appaiono in veste positiva e dove non spaventano. Quando saranno più abituati, potrete passare anche alle fiabe dove fanno la parte dei cattivi, ad esempio il lupo di Cappuccetto Rosso. Una volta iniziato non solo i bambini non si spaventano più, ma addirittura si divertono delle imprese di orsi, lupi e simili.


Fate capire che un animale, qualunque esso sia, non è da considerare un giocattolo. I bambini devono capire che un cane o un gatto ha le sue esigenze, che non può essere spupazzato a piacimento e che se a volte, accade specialmente con i gatti, sembrano voler stare da soli e non gradire coccole non significa che rifiutano la compagnia, ma è solamente il loro modo di essere.



Quando è possibile, portate i bambini a vedere da vicino gli animali. Un parco va benissimo per osservare, solitamente, gli animali più esotici e strani che spesso affascinano la fantasia dei più piccoli. Invece, per gli animali “nostrani” ritagliatevi del tempo per passeggiare in un bosco, osservare gli uccelli e i piccoli mammiferi, ma anche gli insetti che lo popolano.



Avvicinate i bambini alla tutela della natura fin da piccoli. Il Wwf ha attivato una campagna di adozione di alcune specie particolari, tutte a rischio estinzione. Per i bambini è possibile scegliere l’adozione con peluches, che oltre ad un certificato con il nome del bambino includerà appunto un peluches raffigurante la specie protetta. Un piccolo gesto che non costa molto in termini economici ma che aiuta il Wwf a portare avanti le sue attività di protezione degli animali. Per le scuole sono attivi programmi specifici, concorsi e altro, tutto su www.wwf.it.


Date l’esempio. Non ci si può aspettare che i bambini vogliano bene agli animali se voi siete i primi a non volergliene. Imparate voi per primi, altrimenti non sarete mai in grado di far passare questo messaggio ai vostri figli, nipoti, alunni. Sottolineate che in nessun caso è tollerato fare del male agli animali e che la legge punisce questi reati.

Prendete un animale domestico e abbiatene cura. Non abbandonatelo come un sacco della spazzatura ma amatelo sempre come lui fa con voi. Prendetevi cura anche di altri animali che potrebbero entrare a far parte occasionalmente della vostra vita, come i randagi o i passeri e altri uccellini che, in inverno, cercano briciole per sfamarsi..le potranno trovare sul vostro balcone.

Lara Zavatteri




Leggete il libro “1000 animali stickers” di autori vari
Molto più di un album di figurine: un libro pieno di immagini e di figure adesive da incollare al posto giusto.

15 mag 2011

Come diventare leader di te stesso con un libro

Questo libro è utile sempre, ma credo soprattutto in quelle situazioni in cui ci si chiede “E adesso cosa faccio?”. Quando tutto pare andare storto, leggere il libro di Roberto Re e imparare a mettere in pratica i suoi consigli può essere davvero la svolta che si aspettava.


Ho letto questo libro conoscendo già l’attività dell’autore, Roberto Re, su Internet. Re è uno dei più grandi formatori italiani e penso anche del mondo, capace di coinvolgere le persone in un percorso di crescita e miglioramento costante. Niente di noioso con approfondimenti su psicologia e affini, ma suggerimenti che vanno alla sostanza delle cose, per poter subito applicare ciò che si legge.


Leader di te stesso insegna che per prima cosa siamo responsabili di noi stessi, dei nostri stati d’animo e delle nostre scelte e che possiamo cambiare la nostra vita se solo lo vogliamo, ovviamente con costanza e determinazione, ma anche con buonumore e capacità di godere dei risultati.


Uno degli insegnamenti più preziosi è: non “perché” ma “come”. Cosa significa? In sostanza che spesso quando le cose vanno male siamo portati ad autocommiserarci e a non porci le domande giuste. A questo punto iniziamo a formulare quesiti come “perché proprio a me?” o “perché non me ne va bene mai una?” che ovviamente avranno l’unico scopo di farci stare ancora peggio e non porteranno a nulla di buono. Invece, quando viviano situazioni difficili, è bene domandarsi “Come posso fare?” in modo da stimolare il cervello a trovare soluzioni in grado di farci uscire dalla nostra condizione.


Altro insegnamento del libro è che a volte abbiamo paura del cambiamento o, in generale, di qualsiasi cosa. Il difficile è capire che, in realtà, la nostra paura, come spiega l’autore, non è altro che uno stato mentale e che focalizzarsi su di essa non fa che aumentarne l’intensità. Affrontare di petto la paura è il modo migliore per eliminarla.


Altre volte siamo fermi e non ci decidiamo ad agire. Ma è proprio l’azione che porta a dei risultati, senza la quale nulla sarebbe possibile. Certo poi sono indispensabili il coraggio di intraprendere questa strada, ma senza l’atto pratico non andremo da nessuna parte.


Due consigli per stare subito meglio: alla mattina e alla sera parliamo con noi stessi e poniamoci delle domande “potenzianti”, vale a dire domande in grado di elevare il nostro stato di benessere. Ad esempio, chiediamoci ad inizio giornata di che cosa possiamo essere felici e a fine giornata che cosa abbiamo imparato. Spesso ci si lamenta che va tutto storto, ma delle aree della nostra vita invece sono in ottima salute. Potremmo avere problemi sul lavoro ma non nella vita sentimentale e quest’ultimo è uno dei punti a favore per le domande potenzianti.


Sfruttiamo la fisiologia. Quando si è depressi, tristi, stanchi, si tende ad assumere una postura chiusa, tendente al basso e via dicendo. Semplicemente alzando le spalle e lo sguardo, camminando più dritti e decisi ci si può sentire più sicuri, provare per credere.

Essere leader significa anche essere indipendenti mentalmente dai giudizi altrui. Ciò non significa non ascoltare più gli altri e diventare degli eremiti, ma non bloccarsi e non mettere sempre in discussione le nostre scelte di vita a seconda di ciò che gli altri pensano di noi. L’indipendenza di questo genere porta la persona a creare la propria vita il più possibile vicina al suo vero essere, indipendentemente dalle critiche.


Infine molto importante è darsi degli obiettivi, meglio se scrivendoli e su qualunque aspetto della nostra esistenza. Scrivere diventa un impegno con noi stessi e sarà più facile darsi da fare per raggiungere le nostre mete.

Lara Zavatteri

Libro consigliato: Leader di te stessoCome sfruttare al meglio il tuo potenziale per migliorare la qualità della tua vita personale e professionaledi Roberto Re.

14 mag 2011

Come differenziare i tuoi guadagni

Differenziare i propri guadagni e i propri soldi è una mossa vincente per gestirli correttamente e senza stress. Quindi, anche se non sei un esperto in economia, puoi seguire queste dritte.



Partiamo dal presupposto che tu sia un freelance o comunque una persona che ha guadagni svolgendo più attività, sia della stessa natura (collaborare scrivendo articoli) sia diversa (scrivere e vendere prodotti artigianali). Per prima cosa fai una tabella dove scriverai tutte le tue fonti di reddito, ad esempio, se sei un giornalista, i periodici o quotidiani, i blog e i siti per cui collabori.


Spesso non si ha idea esattamente di quanto si guadagna avendo più committenti. Allora, fai una media di quanto hai guadagnato negli ultimi sei mesi da ciascuna attività e segnala accanto al nome, così indicativamente puoi sapere quanto puoi guadagnare da ogni attività.


Fatti pagare in modi diversi. Ad esempio, per i committenti dai quali guadagni maggiormente fatti mandare i tuoi guadagni direttamente sul tuo conto corrente, in modo da avere sempre una buona base in banca, dagli altri puoi decidere di farti pagare su Paypal.

Dopo che hai effettuato la registrazione a PayPal, puoi iniziare subito ad accettare pagamenti con carta di credito.

Paypal può esserti utile per varie cose che puoi svolgere online, consideralo un deposito ad esempio per le spese ordinarie. Puoi utilizzare i soldi che hai sul conto per pagare via Internet le bollette di luce, gas, telefono o per ricaricare il cellulare.


Puoi usarlo anche per acquistare via Internet sui negozi consigliati da Paypal o sui tanti siti che accettano questo tipo di pagamento. Paypal oltre ad essere comodo è anche conveniente: quasi sempre se paghi in questo modo risparmi sulle spese di spedizione e sulle eventuali piccole aggiunte se paghi al corriere alla consegna.


Non lasciare troppi soldi su Paypal, calcola quanto ti serve per le spese sopra elencate più qualcosa in più per eventuali acquisti, il resto, sempre online, puoi spedirlo direttamente sul conto corrente, dove sarà registrato nel giro di due giorni.


Per non intaccare il conto in banca, puoi abbinare a Paypal la carta Postepay (la trovi alle Poste), una carta prepagata utile sia in Rete sia nei negozi convenzionati, ma anche per fare benzina. L’ideale sarebbe accantonare il grosso della somma in banca, il resto spalmarlo tra Postepay e Paypal.


Ricordati delle emergenze. Queste ultime non sono solamente un piccolo incidente, ma anche spese impreviste che sei obbligato a fare. Per fare un esempio, cambiare le gomme dell’auto o qualche riparazione in casa. Per non essere impreparati, meglio crearsi un piccolo fondo per queste situazioni. Basterà riporre in un contenitore-salvadanaio una cifra ogni settimana o con la cadenza desiderata (almeno una volta al mese però) anche solo di 20 euro. Alla fine si avrà un bel gruzzoletto per fronteggiare qualsiasi imprevisto.


Se vuoi investire e non ne sai nulla, non buttarti alla cieca. Per iniziare potresti optare per i Pronto contro termine che ti danno una percentuale fissa e scadono in pochi mesi e sono sicuri, anche se non guadagni molto possono servirti per coprire le spese del tuo conto corrente, male che vada. Se invece vorresti investire in Borsa, chiedi sempre consiglio alla tua banca e cerca di differenziare il portafoglio. In pratica, concentrati su più opzioni, così se una va male non avrai perso molto e potrai contare sulle altre.


Infine, se guadagni soldi extra, resisti all’impulso di spenderli tutti. Fai a metà: una parte l’accantoni, l’altra puoi usarla per quello che vuoi. Bisogna anche saper farsi un regalo, di tanto in tanto!

Lara Zavatteri


Ebook consigliato: Voglio essere milionario!
Programma la tua mente con le strategie utilizzate dalle persone di successo” di Oriana Simonetti.

11 mag 2011

Come avviare un business grazie agli strumenti di Internet

Qualsiasi sia la tua attività, farsi trovare su Internet è ormai obbligatorio. Esistono molti strumenti per far conoscere un’impresa, un’azienda, una ditta ma anche un privato che vende qualche prodotto, sfruttando le potenzialità della Rete.




Se la base è creare un sito Internet, una volta messo online è indispensabile non abbandonarlo ma aggiornarlo spesso. Ovviamente parti come le informazioni con una mappa per raggiungere l’azienda o i contatti non hanno bisogno di aggiornamenti, ma dev’essere ben curata la parte eventi e news. Spesso navigando in Rete ci si imbatte in siti che da anni non aggiornano questi spazi e se ne ricava una brutta impressione di trascuratezza.


Collegato al sito si può aprire gratuitamente un blog. Rispetto al sito un blog su Blogger o Wordpress o altre piattaforme consente di interagire molto di più con i potenziali consumatori che hanno la possibilità di lasciare commenti sui vari post. Inoltre rispetto al sito tutta la struttura del blog dopo un po’, quando c’è bisogno di ridare smalto al blog stesso, può essere rivista, dai temi ai colori fino alla disposizione dei post e dei gadget e allo stile.


Se si decide di sponsorizzarsi su un social network come Facebook, l’ideale è creare una pagina. È gratuito e rispetto ad un gruppo più facile da gestire e più immediata. Si può utilizzare una pagina per sondare le opinioni dei consumatori, ad esempio tramite dei sondaggi su uno o più prodotti, così da avere subito un riscontro. Inoltre, è un modo più pratico anche per gestire eventuali reclami o consigli che arrivano dai clienti. Chi si iscrive alla pagina può scrivere direttamente sulla bacheca, evitando di mandare mail al servizio clienti e può ricevere immediatamente una risposta.


Su Facebook inoltre è possibile monitorare il traffico delle pagine grazie al report che settimanalmente Facebook invia sulla mail di chi ha creato la pagina, così da capire come sta andando il gradimento della pagina stessa.


Per raggiungere molti utenti, si può anche optare per gli annunci a pagamento su Facebook. Quando apri una pagina sulla destra solitamente appare anche l’esempio di come sarebbe un’eventuale inserzione, così da farti capire come apparirebbe. Basta cliccare su “promuovi con un’inserzione” per iniziare, compilando i vari campi e proseguendo. Come detto si tratta di pubblicità a pagamento, che apparirà solitamente sulla destra quando si utilizza Facebook, con il tasto “mi piace” che renderà automaticamente fan chiunque lo clicchi.


Uno strumento interessante per monitorare il traffico verso un nostro sito è Google Analytics, uno strumento di Google che riesce a fornire valide informazioni per comprendere ad esempio come gli utenti sono arrivati sul sito e le modalità di navigazione. Per capire come funziona cerca “Google analytics” su Google e leggi come puoi iniziare ad usarlo.


Per vendere puoi usare un metodo facile e soprattutto sicuro: Paypal. Si tratta di un conto virtuale che ti consente di eseguire transizioni in totale sicurezza e con il quale puoi inserire anche un carrello della spesa sul tuo sito tramite un bottone disponibile sul sito. Da Paypal il saldo può essere trasferito al conto bancario oppure ad una carta prepagata, inoltre sono accettati anche pagamenti in valute diverse dall’euro.


La cosa più importante resta comunque l’attenzione verso i clienti, la capacità di rispondere alle loro domande tempestivamente e di proporre contenuti aggiornati e stimolanti anche graficamente.

Lara Zavatteri


Ebook consigliato: Ecommerce su Facebook. Guida pratica per aprire un negozio virtuale e promuovere il tuo prodotto sul social network più cliccato” di Stefano Minghini.

10 mag 2011

Come insegnare la grammatica ai più piccoli

La grammatica è una di quelle cose che ai bambini piace davvero poco: troppo noiosa, troppo difficile. L’italiano poi, a differenza di altre lingue, è molto più complicato come lingua ed imparare tutte le regole non è facile. Si può però imparare divertendosi, grazie ad un libro.



Presento questo libro “Benvenuti a Grammaland” che per l’appunto introduce ai trabocchetti e ai segreti della grammatica i più piccoli, ma grazie a un tono e delle ambientazioni piacevoli e divertenti. “Grammaland” riprende come suono Gardaland e vuole per l’appunto far sì che i bambini imparino ma con un tocco di umorismo.


Come si legge nella descrizione, si toccano i punti più critici, quelli che spesso i bambini sbagliano usando la grammatica italiana, a volte nel parlato e spesso nello scritto: l’uso delle doppie nelle parole, l’utilizzo della lettera q (q o c, quore o cuore?) le indecisioni sull’utilizzo, in una frase, tra apostrofi o accenti.

Questo libro è insomma l’esempio di come anche i concetti più tediosi per i bambini possono essere insegnati con creatività e fantasia. L’importante è rendersi conto che per i più piccoli alcune cose sono difficili da apprendere e risultano più facili da ricordare se sono maggiormente piacevoli nella loro presentazione.


Per questo motivo quando si insegna ai più piccoli, in questo caso specifico la grammatica, ma in generale per qualunque disciplina, è consigliato mettere in atto una serie di accorgimenti. Il primo è creare sempre un ambiente accogliente e “bello” da vedere ma volendo anche da toccare, ad esempio appendendo nell’aula (se si è a scuola) o nella stanzetta (se si è a casa) lettere colorate, ritagliate da materiali come stoffa, polistirolo, oppure anche create grazie a materiali più duri come l’argilla.


L’ambiente così decorato è subito avvertito più rilassante dai bambini, anche da quelli che magari odiano quella materia. Inoltre, potrebbe addirittura trasformarsi in un esercizio la creazione delle lettere. Un materiale molto versatile, e per questo usato moltissimo negli asili è il pongo, tra l’altro coloratissimo.


Per i bambini che frequentano la prima o la seconda elementare e che quindi ricordano ancora bene le sensazioni legate all’utilizzo del pongo alla scuola materna, potrebbe essere più facile imparare a scrivere correttamente se ogni tanto agli esercizi veri e prorpi si associa qualcosa di manuale, ad esempio la creazione delle lettere doppie appunto con il pongo, che andranno ad arricchire ulteriormente lo spazio di lavoro.


Un altro metodo è quello di far disegnare le lettere, le parole con le doppie, quelle che vogliono gli accenti o gli apostrofi, quelle che possono essere difficoli da scrivere e poi farle colorare e ritagliare ai bambini. Usare colori diversi può aiutare a capire l’errore. Per esempio, si può colorare di verde la parola con le doppie e di blu quella che il bambino pensa si scriva con le doppie ma che invece non le vuole, e il contrario.


Insomma l’essenziale è coinvolgerli il più possibile, così che anche visivamente possano ricordare le regole grammaticali senza perdere il divertimento, così come insegna questo libro.

Lara Zavatteri

09 mag 2011

Come avviare una newsletter per promuovere un nostro prodotto o servizio

Chi naviga in Rete ed ha familiarità da tempo con Internet sa che praticamente tutti o quasi tutti i siti che vendono qualcosa o che forniscono informazioni danno la possibilità all’utente di iscriversi gratuitamente alla newsletter. Se hai un sito e vuoi fornire anche tu questo servizio, ecco cosa sapere.




In primis, devi fornire qualcosa a chi raggiunge il tuo sito. Che sia un prodotto, ad esempio un libro, un ebook o un audiocorso, oppure informazioni utili per un dato tema, ad esempio l’informatica, non ha importanza: basta che il tuo sito, in poche parole, serva e sia utile a chi legge.


Una newsletter ti consente di impostare un unico messaggio che arriverà a tutti coloro che si sono iscritti sul tuo sito a questo servizio, grazie a un semplice modulo in cui inseriranno nome e indirizzo di posta elettronica.


Chiaramente, creare un servizio di newsletter presuppone che il tuo sito sia aggiornato frequentemente. Non avrebbe nessun senso, altrimenti, inserire un modulo per l’iscrizione, se non scrivi quasi mai.


Puoi usare la newsletter per più scopi. Per cominciare, puoi usarla per inviare via mail agli iscritti le ultime news e gli aggiornamenti pubblicati sul sito ed in seguito aggiungere altre funzioni. Ad esempio, se vendi qualcosa, puoi far sì che solo a chi s’iscrive alla newsletter arrivi un buono sconto o una promozione, mentre chi visita solo il sito pagherà a prezzo pieno. Questo ha un duplice vantaggio: da un lato fa sentire speciali le persone che si iscrivono, dall’altra hai la possibilità di incrementare il numero degli iscritti in breve tempo.


Puoi decidere anche con che frequenza inviare la newsletter, ad esempio una volta alla settimana o una volta al mese: nel primo caso sarà più sintetica, nel secondo puoi aggiungere più contenuti. Non mandare troppi aggiornamenti ai tuoi iscritti, altrimenti rischi che richiedano la cancellazione dal servizio o che addirittura considerino la mail come spam.


Alcuni servizi di newsletter-ne esistono a pagamento o gratuiti- permettono di personalizzare ulteriormente la newsletter. Se puoi, fai in modo di scrivere nella mail il nome della persona che si è iscritta. Può sembrare una banalità ma scrivere “Gentile iscritto” o “Caro Marco…” fa tutto un altro effetto. Nel primo caso è generico mentre nel secondo ci si rivolge proprio a quella persona, che percepirà questa piccola ma significativa differenza.


Non iscrivere mai qualcuno e il suo indirizzo al tuo sito senza avere la sua autorizzazione. Può venirti in mente di procedere in questo modo per aumentare da subito il numero di iscritti della tua lista, ma non farlo mai, nemmeno con parenti o amici. Si tratta di un comportamento molto scorretto perché la persona suo malgrado si trova iscritta ad un sito che magari nemmeno conosce e quindi ti chiederà subito di essere cancellata, senza rivolgersi mai più a te.

Un comportamento da attuare è quello di rendere trasparenti le modalità per cancellarsi dalla lista e per richiedere qualsiasi informazione. Nel primo caso o esiste un link da cliccare e automaticamente avviene la cancellazione oppure puoi inserire una mail cui rivolgersi per essere cancellati. Per le informazioni lascia la tua mail ed eventualmente anche i recapiti su Facebook.


Usa la newsletter anche per comunicare altro oltre a novità e sconti. Ad esempio, ricordati di mandare un messaggio di auguri ai tuoi iscritti per le festività o crea un evento per un’occasione particolare, come i 5 anni di vita del tuo sito o qualcosa di simile. Potresti inviare un report con la storia del sito e un coupon che dà diritto a qualche agevolazione.


Se cerchi una newsletter gratuita, ti basta cercare “newsletter gratis” su Google per valutare le varie offerte.

Lara Zavatteri



Lo trovi su Bruno Editore
Ebook consigliato Il codice della newsletter. 
Come fare email marketing e creare la tua mailing list di successo di Daniele D’Ausilio.


Descrizione
Impara a creare una mailing list coerente con il tuo business, scopri i trucchi per far interessare sempre di più chi è già iscritto e per attirare chi ancora non lo è. Metti in pratica i consigli dell'esperto per vedere aumentare i tuoi guadagni!

06 mag 2011

Come creare un libro in print on demand per i bambini

Se hai scritto un testo per i bambini e vuoi pubblicarlo in print on demand, ecco alcune indicazioni utili per realizzare il libro vero e proprio e metterlo in vendita.




Un suggerimento se ancora non hai iniziato, invece, a scrivere. Prendi spunto dalla realtà quotidiana dei bambini per scrivere una storia e dagli interrogativi che iniziano a porsi. Ad esempio, per i più grandicelli libri che parlano della scuola, delle lettere, dei numeri, per i più piccoli di filastrocche o canzoncine con cui hanno familiarità, per tutti vanno bene quei libri che spiegano qualcosa, ad esempio come comportarsi quando arriva un fratellino o sui comportamenti degli animali.


Fatto questo preambolo, passiamo alla parte più tecnica. Un libro creato per i bambini deve essere pensato in maniera diversa rispetto a quello per gli adulti. Importanti sono il carattere e la grandezza delle lettere. Se il bambino sa leggere, infatti, deve poter leggere la storia in modo scorrevole e senza fatica. Per agevolare la lettura, scegli un carattere semplice, come il Times New Roman e una grandezza da valutare, ma comunque superiore al normale. Potresti scegliere un 16 o un 18, provali a seconda del carattere che scegli.


I bambini sono molto attenti anche alla parte grafica del libro. Se sei bravo a disegnare, aggiungi dei disegni nella storia, in seguito ti basterà scannerizzarli e inserirli tra le pagine di testo. Ricorda che i disegni devono essere colorati, non scegliere mai di colorarli in bianco e nero o di optare per una stampa simile.


Stesso discorso vale anche per la copertina. Sia che carichi un disegno fatto da te, un’immagine presa da Internet o che tu scelga tra quelle disponibili sul sito di print on demand che hai scelto, ricorda di privilegiare i colori, anche per il titolo che potresti scrivere con un carattere diverso, come il Comic Sans Ms che ricorda un po’ quello dei cartoni animati.


Devi quindi cercare una piattaforma che permette di creare e rendere disponibile online il tuo testo, stampandolo solo quando qualche acquirente lo richiederà o quando tu stesso vorrai averne delle copie da poter rivendere o regalare. Ne esistono diverse, ti basta cercare “print on demand” su Google per trovarle, anche se finora nessuna è specializzata nei libri per bambini.


Quando hai deciso quale utilizzare, fai attenzione al formato. Mettiti sempre dalla parte del bambino e pensa a quale formato potrebbe essere più gradito e più facile da sfogliare. Ti consiglio un A4, che è il formato dei fogli di carta usati per la stampante. È più grande dei libri tradizionali, può però essere sfogliato meglio da un bambino ed inoltre ha il vantaggio di permetterti di creare un libro con poche pagine. Se infatti scegliesse, invece, un formato tascabile, del tuo testo risulterebbero più pagine, ma è necessario stampare un testo non troppo lungo, altrimenti il tuo lettore si annoierà.


Quando hai impostato tutto e il tuo libro è online puoi acquistarne tu le prime copie. Un’idea in più potrebbe essere quella di personalizzare il libro. Armandoti di pazienza, potresti, se ne sei capace, aggiungere un segnalibro morbido, utilizzando materiali come il pannolenci, ed inserirlo nei libri o regalarlo ai bambini, meglio ancora se riprende uno dei personaggi del libro. Un tocco in più per rendere il tuo libro ancora più speciale.


Lara Zavatteri


Libro consigliato: Un elefante si dondolava sopra il filo di una ragnatela” di Marianne Dubuc
La famosa filastrocca per bambini diventa un libro... esilarante!

05 mag 2011

Come conoscere i luoghi con storie di streghe

In Italia esistono diversi luoghi che raccontano le storie di donne condannate per stregoneria. Per scoprirli vi consiglio il libro “Viaggio nei borghi delle streghe” dell’autore Roberto Borin.



Il testo si sofferma in particolare su cinque tappe, cinque itinerari per conoscere da vicino quei territori in cui, nei secoli passati, furono torturate e condannate al rogo numerose donne sospettate di praticare la stregoneria, per mano dell’Inquisizione che salvo pochi casi condannò quasi sempre al rogo o alla decapitazione le malcapitate.


Mi soffermo su uno di questi luoghi, il paese di Cavalese in val di Fiemme. In realtà ci furono altri posti in Trentino in cui altre donne vennero processate per stregoneria, ad esempio in un’altra vallata, la val di Non, dove il Palazzo nero a Coredo ricorda proprio questi fatti, ma si ricorda principalmente Cavalese dove processi alle streghe si svolsero nei primi anni del Cinquecento.


Dopo essere state denunciate-allora bastava solamente conoscere le proprietà di alcune erbe per essere additate come streghe o aver fatto un piccolo sgarbo a qualcuno che in questo modo si vendicava-le donne vennero interrogate più volte e torturate, come accadeva spesso per arrivare ad una confessione frutto del dolore e della paura più che di fatti realmente commessi.


Uno dei palazzi più belli di Cavalese è quello della Magnifica Comunità, completamente affrescato e sede, anticamente, del palazzo vescovile: qui furono incarcerate e interrogate alcune donne in attesa di giudizio, mentre successivamente vennero portate davanti al cosiddetto “Banco de la resòn” ovvero il Banco della ragione, luogo dove si svolse il processo, visitabile ancora oggi. Si tratta di una sorta di piccola arena in pietra dove avvenivano tutte le riunioni della Magnifica Comunità e dove si decise la sorte di tutte le donne sospettate di essere delle streghe.


La votazione si svolse secondo il metodo delle biglie, dove quella nera significava condanna, quella bianca assoluzione. Le donne accusate vennero mandate al rogo, a parte una perché non aveva confessato di essere una strega e fu quindi riportata in carcere. Ogni mese di gennaio a Cavalese va in scena la rappresentazione in costume di quest’episodio, uno dei più cruenti dell’intero Trentino.


Questi luoghi si possono scoprire visitando Cavalese, inoltre il palazzo della Magnifica Comunità è sede attualmente della pinacoteca, il museo e l’archivio dei manoscritti relativi alla storia del paese e della valle di Fiemme. Il 16 e 17 luglio prossimi, in occasione dei 900 anni della Magnifica Comunità, sarà riaperto al pubblico proprio questo palazzo, dopo gli interventi di restauro.


Il libro si sofferma anche sulla stregoneria a Bormio, in Valtellina, dove i processi alle streghe avvennero tra il quindicesimo ed il diciottesimo secolo, anche se la chiesa aveva iniziato ad avere i primi sospetti già nel 1.300. In particolare le condannate venivano mandate al rogo in località Piano di San Gallo, nei pressi di Bormio, dove si trova un’antica chiesa del 1247.


Tornando a Cavalese, il paese si raggiunge, in automobile, (da sud e da nord) imboccando la Statale 12 del Brennero e l’autostrada A22 con uscita Egna-Ora, proseguendo sulla SS 48 delle Dolomiti in direzione Cavalese.


Lara Zavatteri


Libro consigliato: Viaggio nei borghi delle streghe” di Roberto Borin

04 mag 2011

Come fare un magazine o un libro da un blog

È il sogno di molti blogger, creare un testo partendo dal proprio blog. Se anche tu curi un blog e vorresti trasformarlo in qualcosa di diverso, puoi farlo in poco tempo. Ecco come.





Partiamo da una considerazione: trasformare il blog in un magazine o un libro va bene sia se curi un blog personale, cioè se scrivi una specie di diario sia se, invece, scrivi un blog tematico, ad esempio sull’ambiente. In entrambi i casi puoi renderli sotto forma di giornale o testo, il primo interesserà prevalentemente a te mentre nel secondo caso potresti decidere di venderlo, cominciando proprio da chi segue il blog.


Prendiamo in esame la trasformazione in un magazine. La prima cosa da fare è avere una copia del blog in formato xml. Per farlo, su Blogger basta andare nella parte dedicata alle impostazioni e scegliere “esporta blog” dallo spazio denominato “generale”. In questo modo si potrà esportare un file pdf del blog nei documenti del computer, senza che, ovviamente, il blog subisca nessun mutamento.

Importa blog - Esporta blog - Elimina blog
Puoi importare post e commenti da un blog precedentemente esportato da Blogger, esportare questo blog o eliminarlo in modo definitivo.
Una volta ottenuto il file, si può scegliere di caricarlo su una piattaforma che converte il pdf in un magazine online, sfogliabile via Web come se fosse una rivista vera e propria. Un esempio, totalmente gratuito, è Issuu (su Issuu.com). Basta in pratica caricare il file, fare cioè l’upload, per avere a disposizione in pochi minuti il nostro magazine e relativi codici per promuoverlo online.


Se volete che il magazine abbia l’aspetto di un quotidiano, potete scegliere invece
Feed Journal, sito che crea un’edizione del vostro blog con un’impaginazione che non ha niente da invidiare ai quotidiani che leggete ogni giorno. Qui bisogna inserire i feed rss del vostro blog per procedere e si potrà poi scaricare il file in pdf e volendo condividerlo.


Invece, se volete creare un libro dal vostro blog, in Rete è attivo Blog2Print, un servizio che va bene sia per Blogger sia per Wordpress che in pratica con il solo inserimento dell’url del blog converte il tutto in pdf. In seguito si può personalizzare il testo, decidendo colori e temi della copertina oppure eliminando alcuni post che non si vogliono inserire. È un servizio a pagamento ed è bene tenerne conto anche a seconda del numero di post che abbiamo pubblicato sul blog e quindi delle maggiori spese che deriverebbero dalla trasformazione in libro.


La stessa cosa si può fare esportando il blog in pdf, ovviamente controllando che non ci siano errori e scegliendo un servizio di print on demand per i libri, che partono appunto da un file pdf. Anche in questo caso, occhio al numero di post, perché sulle piattaforme di questo genere tutti i formati hanno un numero minimo di pagine e quindi il blog deve essere almeno un po’ corposo per poter essere pubblicato. Vi basta inserire “print on demand” in Google per trovare molti servizi e provare anche il preventivo online per farsi un’idea.


Creato il libro del vostro blog, potete iniziare a venderlo. Pubblicizzatelo sul blog stesso, i primi ad essere incuriositi saranno proprio gli utenti che da tempo seguono il vostro blog e potranno rileggere i post più belli in edizione cartacea.

Lara Zavatteri



Ebook Consigliato Io bloggo.
Come esprimere la propria personalità, dai social network alla blog-terapia” di Marta Traverso.