1 apr 2011

Come difendersi dal mobbing

Il mobbing è un fenomeno tristemente diffuso anche negli ambienti lavorativi del nostro Paese e a soffrirne sono sempre più persone. Per mobbing s’intende un insieme di comportamenti che portano ad una vera e propria violenza psicologica nei confronti del lavoratore che si trova vittima di superiori o colleghi e non sa più come uscirne.


La prima cosa da fare se si è vittima di mobbing è smetterla di pensare che simili comportamenti siano tollerabili, che si sta esagerando nel lamentarsi o nel sentirsi a disagio o peggio che si merita un trattamento del genere. Subire non è sano nè corretto ed è indispensabile difendersi.

Prima di prendere in considerazione l’idea di licenziarsi, soprattutto se nel frattempo non si ha una seconda attività lavorativa cui appoggiarsi, si può iniziare a cercare alleati. Se sei vittima di mobbing, prova a parlare con altri colleghi e cerca di capire se anche loro sono, o sono stati (puoi rivolgerti anche ad ex-dipendenti) vittime di superiori o altri colleghi. È importante cercare queste testimonianze, in primis perché ti faranno sentire meno solo e secondariamente perché in un’eventuale denuncia, sempre con il consenso delle fonti, possono essere molto utili.

Rispetta sempre le persone cui ti rivolgi. Anche se hanno subito un’esperienza come la tua non sempre saranno disposte a collaborare, per paura di ritorsioni, perciò non forzare la mano e lascia che siano loro a raccontarti ciò che hanno subito ed eventualmente a fornirti degli elementi in più per una denuncia.

Mentre fai questa indagine, raccogli anche prove, ad esempio e-mail che hai ricevuto in cui si nota l’intento di farti sentire a disagio o di sminuirti e in generale non buttare nulla che hai ricevuto e che può aiutarti a dimostrare che sei nel giusto. Più elementi hai, corredati dalla data in cui sono avvenuti e, se si tratta di testimonianze, dai nomi delle fonti, più sarà facile far sentire la tua voce.

Prima di passare alle vie legali, puoi denunciare il mobbing in altri modi. Ad esempio, diffondendo la voce tra i colleghi o parlandone in pubblico, anche se ci vuole coraggio, durante riunioni o assemblee, o ancora contattando un giornale e chiedendo ad un giornalista se è possibile occuparsi del tuo caso.

Preparati psicologicamente alla battaglia. Una volta che ti esponi, non puoi tornare indietro. Chi ti ha mobbizzato cercherà di rifarsi su di te, magari minacciando di licenziarti o comunque di modificare la tua posizione lavorativa, chi ti ha sostenuto potrebbe non reggere alla pressione e tirarsi indietro. Cerca di avere sempre intorno persone in grado di supportarti, come familiari e amici, che non ti abbandoneranno quando avrai più bisogno.

Chi è vittima di mobbing spesso sottovaluta se stesso. Ripeti a te stesso che vali e ti meriti il meglio, leggi manuali di autostima e se necessario frequenta corsi e seminari su questo tema. Devi rafforzare l’immagine positiva che hai di te, ricominciare a credere nelle tue potenzialità e nel tuo valore.

Se queste mosse non hanno effetto, puoi rivolgerti ai sindacati o ad un legale o ancora, se te le senti di restare nella stessa azienda, puoi provare a fare domanda per un trasferimento. Se ad esempio il problema è con uno o più colleghi con questa soluzione potresti risolvere la situazione.

Mentre metti in pratica questi suggerimenti guardati comunque intorno, casomai ti trovassi nella condizione di cercare un nuovo lavoro. Vaglia le possibilità che hai e se nulla dovesse funzionare per migliorare la situazione, pensa, se ne hai l’occasione, di iniziare una nuova attività.

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Lara Zavatteri