06 gen 2010

Credito al consumo - Guida pratica




Per definizione, è la concessione di un prestito con dilazione del rimborso in forma rateale da parte di  soggetto autorizzato (banche ed intermediari finanziari) che, a seconda delle tipologie, erogano una somma di denaro al consumatore o all'esercizio commerciale presso il quale si è acquistato il bene o il servizio oggetto del finanziamento.




TIPOLOGIE
  • Credito finalizzato: è il classico credito al consumo rateale, quello che si contrae generalmente quando si acquista un prodotto e un servizio in un negozio; il consumatore quindi prende a prestito una somma di denaro per uno scopo ben specificato nel contratto . In questo caso la somma viene versata dal soggetto erogatore (banca o società finanziaria) non al consumatore  ma direttamente al cliente.
  • Credito non finalizzato: il soggetto erogatore della somma a prestito non sa a cosa  è destinata tale somma; a differenza  dell'altro tipo di credito, in questo caso l'importo finanziato viene liquidato direttamente al cliente. 
LE PRINCIPALI NORMATIVE
L'attività di credito al consumo è regolata da una serie articolata di norme che hanno lo scopo di garantire e tutelare al massimo il consumatore. Di seguito
sono riportate le principali disposizioni di legge che regolano l'attività di credito
al consumo e riguardano direttamente i diritti e i doveri del consumatore.

1. Legge 154/92 "Trasparenza"
2. Legge 142/92 "Credito al consumo"
3. Decreto Legislativo 385/93 "Legge Bancaria"
4. Legge 52/96 "Clausole vessatorie"
5. Legge 108/96 "Usura"
6. Decreto Legislativo 196/03 "Codice in materia di protezione dei dati personali"
7. Decreto Legislativo 206/05 " Codice del consumo"


IL CONTRATTO

Il contratto di finanziamento è subordinato a parametri di trasparenza nei confronti del consumatore che devono essere chiaramente espressi (gli organi di competenza nell'ambito del credito sono la Banca d'Italia e l' UIC: Ufficio Italiano Cambi) al momento della stipula con il cliente.

Principali elementi del  Contratto  Prestito:
per essere legalmente valido un contratto deve riportare le seguenti informazioni:
  • Dati identificativi del soggetto erogatore (banca o finanziaria) e del consumatore 
  •  Tipologia di finanziamento
  •  Tasso di interesse praticato
  •  Tasso annuo nominale (TAN)
  •  Tasso annuo effettivo globale (TAEG),altrimenti  Indicatore Sintetico di Costo detto (ISC)  
  •  Tutte le spese applicate al finanziamento, (inclusi i maggiori oneri di mora)
  •  Netto ricavo (somma erogata al cliente)
  •  Ammontare, numero e scadenza delle singole rate
  •  Dettaglio delle condizioni secondo cui il TAEG può essere modificato.
  •  L’importo e la causale delle spese che sono esclusi dal calcolo del TAEG
  •  Eventuali garanzie richieste
  •  Eventuali coperture assicurative ma non incluse nel TAEG 
  • Nel caso di credito finalizzato: accurata descrizione del bene o del servizio acquistato 
  • Prezzo di acquisto e prezzo da contratto, eventuale acconto già versato
  • Il contratto deve essere stipulato per iscritto, pena la nullità,e nessuna somma può essere addebitata al consumatore se non e stata chiaramente espressa nel contratto. 
  • Altra causa di nullità del contratto è la presenza di clausole che rinviano  agli usi per determinare tassi di interesse, ecc.
  • Se le condizioni del contratto cambiano per giustificati motivi devono essere comunicate per iscritto al consumatore tutte le modifiche, sopratutto se le condizioni diventano sfavorevoli. 
  • Il consumatore a diritto di recedere dal contratto entro 15 giorni dal ricevimento  delle modifiche.  

In mancanza di tutti gli elementi obbligatori (stabiliti per legge) il contratto di finanziamento può essere considerato nullo.

INDICATORI DI COSTO: ISC E TAEG
Il costo complessivo di un’operazione di finanziamento è influenzato da diversi parametri, e quindi è di norma superiore rispetto al mero tasso d’interesse richiesto dal soggetto finanziatore, e cioè il Tasso Annuo Nominale (TAN).

Per consentire ai clienti una più rapida e agevole comparabilità del costo complessivo di diverse operazioni di finanziamento, deve essere comunicato alla clientela un indicatore di costo (ISC o TAEG) delle operazioni stesse. Le categorie di operazioni per le quali deve essere riportato l'ISC (Indicatore Sintetico di Costo) sono:
1) mutui;
2) anticipazioni bancarie (escluse quelle regolate in c/c);
3) altri finanziamenti (ad esempio: prestiti personali e finalizzati). Per le operazioni di credito al consumo, il parametro di riferimento individuato dalla legge è invece il TAEG (Tasso Annuale Effettivo Globale). Le modalità di calcolo sono analoghe per i due indicatori.
Nella formula di calcolo dell’ISC e del TAEG rientrano parametri ulteriori rispetto al solo rimborso del capitale e degli interessi. Ad esempio, oltre agli oneri relativi al rimborso del capitale, sono presi in considerazione quelli relativi a:
1) spese d’istruttoria;
2) spese di revisione del finanziamento;
3) spese d’apertura e chiusura della pratica di credito;
4) spese di riscossione dei rimborsi e d’incasso delle rate (se previste contrattualmente);
5) spese di assicurazione o garanzia, imposte dal creditore intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito;
6) costo dell'attività di mediazione svolta da un terzo (se necessaria per l'ottenimento del credito);
7) ogni altra spesa, contrattualmente prevista, connessa con l'operazione di finanziamento. La normativa consente in ogni caso alcuni spazi di discrezionalità nel calcolo degli indicatori di costo. Ad esempio, le spese assicurative, se facoltative, e non imposte quindi dal creditore, possono essere escluse dal calcolo dell’ISC e del TAEG.

L’ISC e il TAEG devono essere inseriti nel contratto e nel documento di sintesi che devono essere consegnati al cliente. Gli indicatori, espressi in percentuale sull'ammontare del prestito concesso, vanno indicati in relazione alla durata del finanziamento e alla diversa periodicità delle rate di rimborso del finanziamento.

TASSO ZERO: COSA SIGNIFICA?
Con il termine tasso zero si indica un tasso utilizzato dai rivenditori per incentivare le vendite attraverso l'offerta di finanziamenti poco onerosi per il cliente. In genere si tratta di agevolazioni legate all'acquisto di beni come ad esempio automobili o moto, tecnologie informatiche, prodotti di telefonia, mobili o elettrodomestici. In questo tipo di finanziamento gli interessi non sono a carico del cliente ma del rivenditore. In pratica la società che offre questo tipo di servizio per il credito al consumo si sostituisce al cliente, che da contratto ha effettivamente un tasso reale pari a zero, nel far fronte al pagamento degli interessi.

Il denaro, dunque, ha sempre un costo, che qualche soggetto deve corrispondere. Nel caso dei prestiti personali il tasso di interesse proposto all'utente finale può essere un tasso conveniente, ma non potrà mai essere tasso zero. Le finanziarie offrono la loro migliore agevolazione, diversa da agenzia ad agenzia, ma non possono scendere al di sotto di una soglia minima.

Quando ci si appresta ad affrontare un mutuo o un prestito personale occorre informarsi circa il valore di due indici fondamentali: TAN e TAEG. Il primo indica il tasso annuo nominale ed è questo che in genere nelle offerte ha un valore pari allo 0%, cioè tasso zero. Il tasso annuo effettivo globale, invece, esprime in percentuale la misura del costo reale dell'operazione. In pratica si dovrà restituire un importo pari al totale della somma richiesta al quale va aggiunta la percentuale annua indicata dal secondo tasso.
Oltre a questi due valori occorre valutare anche le spese di istruttoria pratica. Per scegliere la migliore sovvenzione è dunque indispensabile valutare la quantità, la frequenza e l'ammontare delle rate in cui saldare il debito e le spese. Tali condizioni economiche devono essere trasparenti per legge: ciascuna finanziaria dovrà renderle note ai suoi clienti in modo chiaro. Accanto alla dicitura tasso zero compare in genere un asterisco che spiega a quale tasso si riferisce tale percentuale.

Anche i mutui possono essere erogati a tasso zero. In questo caso si fa riferimento alle spese di apertura e di chiusura. È molto difficile trovare istituti che offrano questo tipo di agevolazione a tasso 0, con spese di fatto nulle, riservato, in particolare, alle coppie giovani appena sposate. Solo periodicamente istituzioni quali le Regioni mettono a disposizione contributi per l'abbattimento dei tassi nell'acquisto della prima casa. I tassi proposti da istituti di credito o società finanziarie possono essere di diverso tipo, a seconda delle esigenze di dilazione del single, della coppia o della famiglia che richiedono un supporto nell'acquisto di un bene immobile. I più comuni sono: a tasso fisso, a tasso misto, a tasso variabile, bilanciato, agevolato, miscelato, con opzione, a tasso minimo e massimo, in moneta estera, a rimborso autonomo, a rata fissa con durata variabile, a rata crescente o decrescente.

Consigli pratici
La prima regola è di non indebitarsi con nessuno, possibilmente.
  • Molte volte capita che il consumatore, invece di un vero e proprio contratto, compili in realtà solamente un modulo simile ad una proposta di contratto, ossia una proposta unilaterale che diventa efficace solamente con dell’espressa accettazione del finanziatore o a seguito del versamento dell’importo stabilito.
  • La scadenza delle singole rate è indicata nel contratto di credito ed il finanziatore non invia ulteriori avvisi al consumatore, che deve ricordarsi di pagare puntualmente le rate. Infatti, qualora vi sia un ritardo nel rimborso, gli interessi dovuti vengono maggiorati ed il consumatore rischia di essere iscritto nella lista dei “cattivi pagatori”.